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IL “LIBRO GIRAMONDO”

Questa pagina è stata creata per seguire in tempo reale il percorso del LIBRO GIRAMONDO, un’iniziativa nata da Danila Apolito, simpaticissima lettrice del blog che vive a Jacksonville in Florida.

Tempo fa Danila mi aveva proposto di inviare ad altri partecipanti del nostro grande “Salotto Mondiale” un libro che a lei era piaciuto molto dal titolo “QUANDO DIO BALLAVA IL TANGO” di Laura Pariani.
Il sogno di Danila era quello di fare in modo che il libro, attraverso un lungo viaggio per i cinque continenti, potesse arrivare a me tra un anno e che ogni lettore scrivesse al suo interno una dedica per esprimere le emozioni provate durante la lettura.

Detto fatto… ci siamo messe immediatamente all’opera e dopo avere proposto questa originale iniziativa ai lettori di ProntoFrancesca chiedendo chi fosse interessato a partecipare, ho realizzato una divertente puntata video per estrarre i 25 fortunati che saranno coinvolti in prima persona in questa “impresa”.

Cliccando qui, potrete vedere la puntata dell’estrazione, poi il sommario nel quale sono riepilogati i nomi dei partecipanti all’iniziativa ed il percorso ufficiale del libro e più sotto ancora il regolamento.
Vi ricordo che in questa pagina verranno man mano inserite le foto dei lettori con il libro e la dedica che hanno scritto al suo interno, in modo da potere seguire tappa per tappa tutto il suo viaggio.

Le foto potranno essere scattate nel contesto che si preferisce in modo da arricchire questo vivace album fotografico che rappresenterà una testimonianza del grande entusiasmo ed incredibile creatività dei partecipanti al LIBRO GIRAMONDO.

Dando il via ufficialmente alla partenza del libro, vi aspetto in questa pagina ogni volta che vorrete seguire l’evoluzione di questa iniziativa.

Buon divertimento!

(Either JavaScript is not active or you are using an old version of Adobe Flash Player. Please install the newest Flash Player.)Danila Apolito presenta il Libro Giramondo”

IL PERCORSO DEL "LIBRO GIRAMONDO"
STATI UNITI:
CLAUDIA ROMAN Jacksonville, Florida

MARIA CARFORA HART New Port News, Virginia

MARIA ROSARIA MARTINELLI Staten Island, New York

IDA BOLOGNA Staten Island, New York

MARIELLA BROGAN Middle Village, New York

EMILIA FUSCO Boston

CANADA:
ROBERTO GIORDANO Concord, Ontario

LORENZO MIGLIORE Oshawa, Ontario

MARIA MASSIMO Montreal

VENEZUELA:
SALVATORE BERNARDO Caracas

BRASILE:
ANNA MARANCA San Paolo

CARLOS ALBERTO CASTIGLIONE FILHO San Paolo

JOSE ROBERTO CERSOSIMO San Paolo

ARGENTINA:
MARTA GALZERANO Chivilcoy

DONATO GUGLIELMUCCI Buenos Aires

CLAUDIA ROSSI Buenos Aires

AUSTRALIA:
ROY NANNI Sydney

BRUNA MUSCARDO Sydney

MARTINO DE MARCO Adelaide

GIUSEPPE BIVIANO (JOE) Melbourne

STEFANO MOLLO Perth

THAILANDIA:
BRUNO TOZZI Pechabauri

ITALIA:
IVANA DI PASQUALE Chieti

NONNA LEA Roma

 
REGOLAMENTO
QUESTE SONO ALCUNE SEMPLICI REGOLE DA RISPETTARE AFFINCHE' IL PERCORSO DEL "LIBRO GIRAMONDO" POSSA SVOLGERSI AL MEGLIO:

1- LEGGERE IL LIBRO IN DUE SETTIMANE AL MASSIMO.

2- PER EVITARE CHE IL LIBRO POSSA ESSERE SEQUESTRATO DURANTE I CONTROLLI DOGANALI, NON ALLEGARE ASSOLUTAMENTE SOLDI, BIGLIETTINI, FOGLIETTI DI CARTA, COLLAGE CON FOGLIE E FIORI, OGGETTI E REGALI PER FRANCESCA, ETC, ETC...

3- SPEDIRE VIA RACCOMANDATA CON RICEVUTA DI RITORNO + ASSICURATA OPPURE CON CORRIERE(esempio: DHL, FEDEX, UPS ).

4- NON ALLEGARE INDIRIZZI PERSONALI, NUMERI DI TELEFONO ED E-MAIL.

5- ASPETTARE LA COMUNICAZIONE DI PRONTOFRANCESCA PER SAPERE IL DESTINATARIO SUCCESSIVO A CUI INVIARE IL LIBRO O EVENTUALMENTE CONSEGNARLO DI PERSONA SE SI ABITA VICINO.

6- SCATTARE UNA O PIU' FOTOGRAFIE CON IL LIBRO ED INVIARLE VIA E-MAIL A FRANCESCA, PER INSERIRLE NELLA PAGINA CREATA APPOSITAMENTE NEL BLOG. LE FOTOGRAFIE POTRANNO ESSERE SCATTATE NEL CONTESTO CHE SI PREFERISCE (IN UN ANGOLO PARTICOLARE DELLA CASA, PER STRADA NELLA CITTA' DOVE SI VIVE, MAGARI ACCANTO AD UN MONUMENTO IMPORTANTE E SIGNIFICATIVO, IN UFFICIO, ETC, ETC..)

7- ...E NATURALMENTE SCRIVERE ALL'INTERNO DEL LIBRO (IN UNA DELLE PAGINE BIANCHE CHE TROVERETE), UNA FRASE CHE POSSA RACCHIUDERE LE EMOZIONI PROVATE DURANTE LA LETTURA ED INVIARLA ANCHE VIA E-MAIL A FRANCESCA PER INSERIRLA NELL'APPOSITA PAGINA NEL BLOG.

 
DANILA APOLITO- Jacksonville, Florida - Stati Uniti

Danila
La sua dedica:
"Qualcuno ha detto che il tango è un pensiero triste che balla e forse è cosi se decidi di sederti ad ascoltarlo solamente, perchè ti verranno in mente pensieri tristi , ma se invece decidi di ballarlo allora si sprigionerà tutta la passione e la vitalità che c'è in ognuno di noi. Spetta solo a noi alzarci dalla sedia e, seguendo le note, decidere di vivere intensamente la nostra vita… in qualsiasi angolo del mondo."




DANILA APOLITO consegna il libro a CLAUDIA ROMAN
Jacksonville, Florida - Stati Uniti
aprile 2009


Claudia

 


CLAUDIA ROMAN ed il "Libro Giramondo"
Jacksonville, Florida, Stati Uniti
aprile 2009


Claudia
La sua dedica:
"In questo libro Catterina Cerutti cerca in ognuno dei suoi nipoti un segno che le indichi chi sara' in grado di diventare il depositario dei suoi ricordi, lei sa bene l'importanza di portare avanti la memoria perche' noi immigrati siamo come alberi strappati alla terra madre e trapiantati altrove, li nutriamo di lacrime e ricordi consci che solo attraverso quest'ultimi le radici non avizziranno e l'albero potra' fiorire rigoglioso ecco perche' ci ritroviamo smaniosi, quasi ridicoli a collezionare ogni ricordo, ogni oggetto da lasciare a chi dopo di noi si prendera' cura dell'albero."

 


MARIA CARFORA HART ed il "Libro Giramondo"
New Port News, Virginia, Stati Uniti
maggio 2009


Maria
La sua dedica:
"Questo grande romanzo fatto sulle 16 donne di questa grande terra dell' Argentina, hanno amato i loro uomini, senza regole che non si potevano ribellare, per amore che hanno molto sofferto. Per la loro iniziativa di una vita illusa finche' vivevano con loro.
La storia di Maria Roveda mi attirata di piu', di un esempio di madre cha amava molto i figli, che un giorno sapeva che li perdeva, in questo racconto mi sono sentita come lei.
"



MARIA CARFORA HART, il "Libro Giramondo"
e due Poliziotti - New Port News, Virginia, Stati Uniti
maggio 2009


Maria

 


MARIA ROSARIA MARTINELLI ed il "Libro Giramondo"
Staten Island, Stati Uniti
maggio 2009


Maria Rosa Martinelli
La sua dedica:
"Cara Francesca,
leggendo questo libro ho rivissuto un po' la mia vita da emigrante, iniziata 15 anni or sono. Quando lasciai l'Italia per approdare in questa terra ricca di speranze, mai e poi mai avrei immaginato che la mia Patria mi avrebbe preso il cuore e l'anima. La storia che mi ha colpito di piu' e quella della Maria Roveda, lei che per amore dei figli ha rinunciato ad avere una vita serena fatta solo di sacrifici e speranze per un mondo migliore. Quando i figli cresceranno, andranno via dalle braccia della loro mamma, andranno incontro al loro destino e con loro i sogni, perche' nella vita non bisogna mai smettere di sognare!
"



La piccola VALERIA MARTINELLI con il "Libro Giramondo"
nel giorno della sua Prima Comunione.
Staten Island, Stati Uniti
maggio 2009


Valeria Martinelli



MARIA ROSARIA MARTINELLI consegna
il "Libro Giramondo" alla prossima lettrice,IDA BOLOGNA.
Staten Island, Stati Uniti
maggio 2009


Valeria Martinelli

 


IDA BOLOGNA ed il "Libro Giramondo"
Staten Island, Stati Uniti
giugno 2009


Ida Bologna
La sua dedica:
"Cara Francesca,
ho iniziato a leggere questo libro pensando a mia madre e cercare di capire il grande amore che lei aveva provato per mio padre. Cercare di identificarla con i protagonisti del libro che avevano sacrificato, come lei, il loro mondo per raggiungere il loro uomo.
Invece mi ha fatto l'effetto contrario. Mi sono resa conto del grande sacrificio che ha fatto mio marito per me e la nostra famiglia. Come lui ha lasciato il suo mondo, i suoi genitori e fratelli per immigrare a New York ed inseguire un sogno che l'Italia, in un certo modo ci ha tolto con il grande problema della disoccupazione. La nostra regione e' stata colpita dal terremoto in Aprile e vedo come mio marito soffre. Come va alla ricerca di ogni possibile informazione ma nello stesso tempo,tiene duro. L'immigrante, uomo o donna, e' una persona molto speciale degna di amore e rispetto. Gradita lettura.
"



IDA BOLOGNA ed il "Libro Giramondo"
davanti alla NEW YORK PUBLIC LIBRARY
Stati Uniti
giugno 2009


Ida Bologna

 


MARIELLA BROGAN ed il "Libro Giramondo"
Long Island, Queens, New York, Stati Uniti
luglio 2009


Mariella Brogan
La sua dedica:
"In questo intenso romanzo Laura Pariani onora le donne emigrate nel SudAmerica, e ci racconta la loro vita, la tristezza, e la disperazione di sedici donne accanto ai loro uomini. Il percorso di queste protagoniste e' simile alle storie e avvenimenti di altre donne emigrate in altri continenti.
Si lascia l'Italia per trovare un mondo migliore e si spera di un giorno ritornare. Si fa questo lunghissimo viaggio (undici giorni in nave, io ero bambina) e quando si arriva s'incontrano amarezze, delusioni, tristezza, cultura diversa, e una durissima vita per i genitori non conoscenti della nuova lingua. Passeranno moltissimi anni e tanti sacrifici prima che il benessere si realizza. Per noi figli il percosso e la danza non e' dolorosa come i nostri avi, e il clima politico non e' violento come era in Argentina. Come Corazon non ritorniamo in Italia per restare ma solo per vacanza.
Ed ora tu, Francesca ci connetti con la nostra danza in ogni parte del mondo con le nostre storie ed i nostri sentimenti. Grazie!
"



MARIELLA BROGAN ed il "Libro Giramondo"
insieme ai suoi alunni della quinta classe
della Scuola Elementare di Glendale,
Queens, New York, Stati Uniti
luglio 2009


Mariella Brogan

 


EMILIA FUSCO ed il "Libro Giramondo",
Watertown, Boston, Stati Uniti
luglio 2009


Emilia Fusco
La sua dedica:
"Grazie a chi ha scritto questo libro abbiamo potuto ricordarci quanto siamo lontani dalla nostra terra e quanto si soffre. Laura Pariani ha fatto ricordare le parole che sentivo dai grandi, cioè 55 anni fà, che chi partiva per l'America cieca, così si descriveva l'Argentina. Povere donne sono pochi i mariti che ritornavano!... A me ha colpito la storia di Maria Roveda, donna sofferente e nello stesso tempo coraggiosa.
Ogni capitolo di questo libro lascia un rammarico nel cuore. Tutte storie che ci rassomigliano.
Grazie Francesca: Sei Una Grande!!!!!!!!!!!
"



EMILIA FUSCO ed il "Libro Giramondo",
nel giardino della sua casa davanti alla statua di San Francesco di Paola, protettore della Calabria.
Watertown, Boston, Stati Uniti
luglio 2009


Emilia Fusco

 


ROBERTO GIORDANO, sua moglie MAFALDA ed il "Libro Giramondo"
Woodbridge, Ontario, Toronto, Canada
agosto 2009


Roberto Giordano
La sua dedica:
"Per prima cosa voglio ringraziare Francesca e Danila per avermi dato questa opportunita' di leggere questo libro straordinario. Tutte le storie mi sono piaciute, ma quella che mi ha colpito di più e' quella di Catte (Caterina) quando in un passaggio del suo racconto dice "E' la disperazione di affrontare un mondo di cui non si sa niente, neanche il paesaggio e la lingua, e' il crollo dei sogni di una ricchezza facile, il tormento degli atti definitivi, che' si capisce bene che nessuno tornera' indietro. E' tutto questo che fa' impazzire, si diventa cattivi, si maledice il Cielo, ma sopratutto si soffre nel profondo sentendosi colpevoli di aver abbandonato la propria casa; aspettando la punizione".
Ecco in questo tratto del libro io mi sono immedesimato come credo molti altri che hanno avuto ed avranno l'opportunita' di leggere questo libro.
"



ROBERTO GIORDANO ed il "Libro Giramondo"
davanti casa sua con la moglie MAFALDA e gli amici GIUSEPPE CUDA e JOSIE, CARMINE, LORENZO MIGLIORE E FRANCESCO FILOSA.
Woodbridge, Ontario, Toronto, Canada
agosto 2009


Roberto Giordano



ROBERTO GIORDANO consegna il "Libro Giramondo" a LORENZO MIGLIORE.
Woodbridge, Ontario, Toronto, Canada
agosto 2009


Roberto Giordano

 


LORENZO MIGLIORE, sua moglie BARBARA
ed il "Libro Giramondo" nei giardini
del Museo di LAKEVIEW PARK
Oshawa, Ontario- Canada
agosto 2009


Lorenzo Migliore
La sua dedica:
"Cara Francesca, per prima cosa voglio ringraziarti per avermi dato il privilegio di leggere il Libro Giramondo e di annoverarmi fra i tuoi amici del Canada. Nel leggere questo libro debbo dire con sincerita', e spero di non deluderti, che ne ho sofferto. La storia degli Italiani emigrati in Argentina, cosi' come e' descritta, sembra di essere una delle piu tristi e meno fortunate del nostro esodo in cerca di lavoro e di un futuro migliore in terre lontane. Si partiva consapevoli delle difficolta' e dei sacrifici che ci attendevano, ma sempre con la speranza, quasi la certezza, di una certa prosperita' che ci avrebbe compensato per il duro lavoro e le sofferenze che eravamo disposti a subire pur di riuscire. Non sembra che cosi' fosse realmente accaduto in Argentina, stando a quanto ci narra Laura Pariani. In questo libro vediamo un sistema politico spietato, una terra arida con poche risorse , un clima inclemente e discordie familiari e difficolta' di ogni genere. Mi ha particolarmente addolorato leggere dei maltrattamenti, umiliazioni e abusi subite dalle donne, dai loro stessi uomini. Piu' che dolore e disperazione, avrei voluto leggere anche storie dei traguardi raggiunti, di speranze appagate e di meritati successi che sicuramente ce ne saranno stati tanti anche in un paese come l'Argentina."



LORENZO MIGLIORE ed il "Libro Giramondo"
nei giardini di LAKEVIEW PARK
Oshawa, Ontario- Canada
agosto 2009


Lorenzo Migliore



ROBINSON HOUSE, una delle prime abitazioni di Oshawa,
1846 circa, all'interno del Museo di LAKEVIEW PARK
Oshawa, Ontario- Canada
agosto 2009


Lorenzo Migliore



Lorenzo Migliore

 


MARIA MASSIMO insieme ai suoi nipotini
ed il "Libro Giramondo"
Montreal- Canada
settembre 2009


Maria Massimo
La sua dedica:
"Dolce Francesca, leggendo queste storie mi sono rattristata per il comportamento degli uomini che maltrattano le loro donne, oppure per il fatto che partivano in cerca di fortuna e poi si dimenticavano delle famiglie senza nessun rimorso e magari si rifacevano un'altra famiglia. Sono realtà che fanno male anche a leggerle. Negli anni 40 due fratelli di mio padre sono partiti per l'Argentina e non sono più tornati non si è più saputo niente. Avevano ragione gli anziani quando dicevano che l'America in genere era la terra delle discordie (cioè una volta partiti cancellavano il passato). Nel 1968 quando mi sono sposata, dopo un mese io e Giorgio ci siamo imbarcati sulla nave Olimpia per raggiungere il Canada, e al momento dei saluti il mio papà piangendo mi disse questa frase: non ti vedrò più bambina mia. Fortunatamente non è stato così, ci sono ritornata quasi tutti gli anni. Laura Pariani, parla di storie tristi, ma ringraziando Dio ci sono storie molto belle, uomini partiti per una vita migliore e dopo poco si sono fatti raggiungere dalle loro famiglie che hanno fatto tanta fortuna. Grazie Francesca & Danila per questa bella iniziativa."



MARIA MASSIMO ed il "Libro Giramondo"
su una statua raffigurante un leone,
situata nel parco di Mont Royal.
Montreal- Canada
settembre 2009


Maria Massimo



MARIA MASSIMO ed "Il Libro Giramondo"
accanto ad una statua situata a SHERBROOK,
una delle strade principali di Montreal dove ci sono i grandi uffici.
L'uomo con la valigia rappresenta uno dei primi emigranti
a Montreal mentre leggeva il giornale con la certezza
di poter trovare lavoro.
Montreal- Canada
settembre 2009


Maria Massimo

 


SALVATORE BERNARDO
ed il "Libro Giramondo"
davanti all' UNIVERSIDAD ALEJANDRO HUMBOLDT di CARACAS
dove insegna Commercio Internazionale.
Caracas - Venezuela
dicembre 2009


Salvatore Bernardo
La sua dedica:
"Francesca, amici del blog, a tutti coloro che avranno in mano questo libro testimone di una iniziativa bellissima portata avanti da Danila, per aggiornarci entro gli emigrati italiani e forse i figli o familiari di quei primi inmigranti a terre sconosciute.
Quanta fame, quanta necessità ci voleva per lasciare la mà, il pà, la famiglia, la patria? Oggi sono altri i motivi per emigrare, almeno sono più diversi. C'é tanta informazione, che se si sbaglia aeroporto, é propio una cosa di destino o di credenze.
Niente di tutto ciò accadeva con quelli che lasciavano l'Italia attrati dai racconti passa parola dei commenti sulle poche lettere che arrivavano dando conto solo delle cose buone, e degli assegni in dollari per farsi la casa e per aiutare l'Italia tutta a crescere e diventare una grande nazione.
Al leggere il libro di Laura Pariani, ho ricordato tutto quello che non capivo negli anni 60 quando avevo 5 anni di cui 3 a Caracas, mia mà e mio pà tutti i giorni litigavano, perché mio pà dopo sgobbato di lavoro invece di restare i soldi a casa faceva l'assegno in dollari e lo spediva a sua mà allora doveva sfamare a due familie, così l'unica fortuna che portò avanti furono i milioni di globuli rossi e bianchi di mia sorella Anna ed i miei, e la speranza di un mondo migliore. La storia continua, mia sorella nel 1989 lasciò mà, pà e fratello e partì per l'America del nord, le mie figlie Anna Karina e Patrizia una nel 2002 e l'altra nel 2006 sono inmigrate in Italia in cerca di una vita con altri orizzonti, sicché in Venezuela con la discordia politica, economica e sociale che si vive, i giovani non ne vogliono sapere di tribolazioni e preferiscono partire pur essendo professionisti e sapendo che solo faranno lavoretti per campà in terre straniere che offrono risolvere il problema di casa e di macchina in un batter d'occhio come lo è il "sogno Americano".
Oggi tanto maschi come donne per uguale o forse più donne, lasciano i suoi genitori con la speranza del benessere, sembra che questo sarebbe il motivo principale per emigrare dall'America del sud verso l'America del nord ed Europa. Si pensa più a se stessi sin dall'inizio, cosa che era diverso quando si veniva dall'Italia per l'America, si veniva a fare soldi a fare l'America e poi ritornare alcuni trionfanti altri con una mano avanti e l'altra indietro.
Questo paragone è per riflettere che ogni giorno siamo più individui che gruppo, e se prima si slegava con tristezza dalla famiglia e dalla patria oggi neanche questo c'è. E la storia continua e sarà la storia senza fine dell'umanità una volta per un motivo o altro. Abbiamo una missione da compiere e questa va fatta.
Un abbraccio a tutti sperando presto un incontro degli amici di Francesca.
"



SALVATORE BERNARDO ed il "Libro Giramondo"
accanto all'opera di arte cinetica dell'artista
JESUS SOTO.
Caracas-Venezuela
dicembre2009


Salvatore Bernardo



SALVATORE BERNARDO con la moglie NORMA
ed il "Libro Giramondo" accanto ad un albero di Natale.
Caracas- Venezuela
dicembre 2009


Salvatore Bernardo



SALVATORE BERNARDO insieme alla Signora Mary, il figlio Franco ed il libro Giramondo
durante un concerto di pianoforte per bambini.
Caracas- Venezuela
dicembre 2009


Salvatore Bernardo



SALVATORE BERNARDO ed il "Libro Giramondo"
vicino al cartello dell'ASOCIACIONES DE VECINOS TERRAZAS DEL AVILA,
di cui è stato Presidente e Fondatore dal 1894 al 1990.
Caracas- Venezuela
dicembre 2009


Salvatore Bernardo



Una veduta della montagna EL AVILA,
che circonda Caracas.
Caracas- Venezuela


Salvatore Bernardo

 


ANNA MARANCA ed il "Libro Giramondo"
nel giardino della sua casa.
San Paolo, Brasile
febbraio 2010


Anna Maranca
La sua dedica:
"Certo un titolo originale per una storia di vite, ma non specificamente di vite di emigrati.
Ovviamente è il mio pensiero, ma quale altro dovrei esprimere?
Si comincia con la vita di Venturina, il marito torna dall'America, la trova con le tre figlie nella cascina scura e fredda, rivede la miseria del suo paese, non sopporta le lagnanze di moglie e figlie,i lunghi e tenebrosi inverni quando la vita sembra che si pigli una lunga pausa e si ferma, ha nostalgia della nuova terra con tanto spazio e tanta luce. Prende la sacca e parte per non ritornare mai più. Oltretutto aveva lasciato una donna oltreoceano.

Ebbene, in questo primo racconto è racchiusa la spiegazione di cosa motivava l'emigrazione a quei tempi, la miseria e monotonia e lavoro duro dei paesini dispersi da dove emigrava gran parte degli italiani in cerca di spazzi, di luce, di un futuro. Futuro che nel luogo di origine era zero, matrimoni, nascite, morti, erano gli avvenimenti monotoni di un giorno a giorno tutto uguale e poco per uno spirito più ambizioso.

Il resto del racconto, dei racconti, non è legato all'emigrazione, era lo stesso nei paesini. L'uomo era il padre e padrone, la donna era la sua moglie amante e serva, ma era costume dell'epoca, in molti posti, ancora oggi li trovi questi specimi.
La moglie obbediente non aveva alternativa, i figli doveva occuparsene lei, e con i soldi mandati o provveduti da lui quando sì, quando no, la donna doveva provvedere da se stessa al mantenimento della figliolanza.
Freddamente parlando era la loro missione, a volte svolta con enorme sofferenza ed anche per obbligo e non sempre con solo amore, non tutte le donne avevano spiccato senso di sacrificio.
Gli uomini avevano altre funzioni, a volte nessuna a non essere il bicchiere di vino nell'osteria con gli amici,e a volte le amanti.

Mi sembra più che altro una caratteristica di un secolo, di secoli, uomini che tradivano le loro donne, "loro" erano, che sparivano nel nulla, che le picchiavano, che esiggevano e non davano, e la donna che si sottometteva. Ma era così in Argentina? Sarebbe stato diverso nel paesino?

I racconti si collegono, per me, confusamente, certe storie non sono finite, rimangono in aria e si cambia discorso. Insomma, non ho trovato l'emozione che speravo trovare, i dolori specifici di una terra perduta, ho trovato sì i sogni che, se non si fosse partiti la vita sarebbe stata una meraviglia, e certo non la sarebbe stata.

Racconti di successi, ce ne sono tanti, ma non vendono libri, nè giornali, nè comprono anime.
Ma a me non mi dicono niente questi racconti triviali, validi ancora oggigiorno, non importa se con sabbia sterile o con terra rossa fertile.
Coltivare i campi sotto il sole cocente in Italia o la canna sotto il sole cocente in Brasile, per esempio, che differenza c'è?
"


ANNA MARANCA ed il "Libro Giramondo"
a casa sua davanti al computer.
San Paolo, Brasile
febbraio 2010


Anna Maranca



ANNA MARANCA ed il "Libro Giramondo"
in cucina mentre prepara il caffè in attesa dell'arrivo del prossimo lettore.
San Paolo, Brasile
febbraio 2010


Anna Maranca



ANNA MARANCA apre la porta nascondendo il "Libro Giramondo" e da il benvenuto a casa sua al prossimo lettore CARLOS ALBERTO CASTIGLIONE FILHO.
San Paolo, Brasile
febbraio 2010


Anna Maranca



ANNA MARANCA e CARLOS ALBERTO CASTIGLIONE FILHO
mentre bevono il caffè e commentano le dediche contenute nel "Libro Giramondo".
San Paolo, Brasile
febbraio 2010


Anna Maranca

 


CARLOS ALBERTO CASTIGLIONE FILHO
ed il "Libro Giramondo" sulla spiaggia Enseada nell'isola di Guarujà.
febbraio 2010


Anna Maranca
La sua dedica:
"Innanzi tutto volevo ringraziare Francesca e Danila per l'opportunità di partecipare della lettura di questo libro giramondo, eppure l'opportunità di sentire tutta quella atmosfera dell' emigrazione italiana vista dalla parte delle donne. Storie di disperazione, infelicità, nostalgia, lacrime e addirittura rabbia.
Affrontandosi in un nuovo ambiente, gli emigranti sentivano la distanza geografica del loro paese, l'esclusione in una Buenos Aires di grandi ricchi e vivevano di ricordi e di sogni per un viaggio di ritorno.
E se tutto questo non bastasse, c'era anche un forte sentimento di inferiorità nel rapporto con gli uomini.
Sono gli uomini che decidono..., alle donne gli tocca dire di sì...
Gli uomini venivano e andavano, "per fare l'America", liberi di andarsene per il mondo. A loro erano permesso i ricordi di molte vite, cioè, doppia terra, doppia lingua, delle volte anche doppia famiglia.
Per finire questo insieme di sentimenti tristi; ogni storia di dolore, solitudine, amarezza e tradimento, trascrivo un brano di un tango di Carlos Gardel e Roberto Lino Cayal:
Al va e vieni di un tango
nasce un amore;
Al va e vieni di un tango
nasce un tradimento.
"


CARLOS ALBERTO CASTIGLIONE FILHO
ed il "Libro Giramondo durante i festeggiamenti del carnevale.
Isola di Guarujà, Brasile.
febbraio 2010


CARLOS ALBERTO CASTIGLIONE FILHO



CARLOS ALBERTO CASTIGLIONE FILHO
ed il "Libro Giramondo durante i festeggiamenti del carnevale.
Isola di Guarujà, Brasile.
febbraio 2010


CARLOS ALBERTO CASTIGLIONE FILHO



CARLOS ALBERTO CASTIGLIONE FILHO
ed il "Libro Giramondo durante o festeggiamenti del carnevale.
Isola di Guarujà, Brasile.
febbraio 2010


CARLOS ALBERTO CASTIGLIONE FILHO



CARLOS ALBERTO CASTIGLIONE FILHO
ed il "Libro Giramondo" con SILVANA, Professoressa di italiano presso l'Associazione SOCIETÀ ITALIANA DI SANTOS.
Santos, Brasile.
febbraio 2010


CARLOS ALBERTO CASTIGLIONE FILHO



CARLOS ALBERTO CASTIGLIONE FILHO
ed il "Libro Giramondo" con SILVANA e CLYCIA, rispettivamente Professoressa di Italiano ed alunna dell'Associazione SOCIETÀ ITALIANA DI SANTOS.
Santos, Brasile
febbraio 2010


CARLOS ALBERTO CASTIGLIONE FILHO

 


CARLOS ALBERTO CARTIGLIONE FILHO
consegna il Libro Giramondo al prossimo lettore JOSÈ CERSOSIMO, dopo essersi dati appuntamento a Parco Ibirapuera.
San Paolo, Brasile
Marzo 2010


Josè Cercosimo



CARLOS e JOSÈ
davanti al MONUMENTO DELLA BANDIERA, realizzato nel 1954 dallo scultore Victor Brechet e situato nel parco Ibirapuera.
San Paolo, Brasile
Marzo 2010


CARLOS ALBERTO CASTIGLIONE FILHO



CARLOS E JOSÈ a P.zza Milano,
nel parco di Ibirapuera.
San Paolo, Brasile
Aprile 2010


CARLOS ALBERTO CASTIGLIONE FILHO

 


JOSÈ ROBERTO CERSOSIMO ed "Il Libro Giramondo"
a Rua Italia.
San Paolo, Brasile
Aprile 2010


Josè Cercosimo
La sua dedica:
"Posso iniziare il mio commento solo ringraziando Francesca e Danila per l’ineguagliabile opportunità di poter leggere il libro “Quando Dio ballava il tango” detto giramondo, scritto da Laura Pariani, che ritornando ai secoli XIX e XX, racconta l’emigrazione degli uomini italiani che partivano per l’America nel tentativo di rifarsi una vita, abbandonando per mancanza di opzioni le loro famiglie, ma promettendo che sarebbero tornati un giorno a cercarle, cosa che di regola non avveniva o portandole con loro per avventurarsi in un mondo assolutamente sconosciuto, ma ritenuto prosperoso.
Si veda il capitolo relativo alla sig.ra Venturina, il cui marito emigra nella città di Missiones in Argentina e torna, dopo il tempo del raccolto in seno alla sua famiglia in Italia, dove però non riesce più ad adattarsi, tornando segretamente in Argentina, non solo per il lavoro e la ricchezza che là prosperavano, o per non dimenticare la sua Pilar e la nuova famiglia che con lei aveva costruito, ma anche per le molte attrattive di quei luoghi.
Il romanzo mette in risalto negli altri capitoli, “mutatis-mutandis”, l’enorme e senza scrupoli dominio degli uomini sulle donne, che si sentivano sminuite, soffrendo smisuratamente, oltre ad essere costantemente maltrattate e addirittura inspiegabilmente aggredite fisica e moralmente dai loro mariti.
Questi disdicevoli fatti non accadevano solamente nelle famiglie che emigravano, ma generalmente in tutte le famiglie in situazioni analoghe, dove le donne, anche quelle che accompagnavano il marito e i figli, non avevano alternative se non curvarsi al potere e alla prepotenza del “pater-familiae” di cui si ritrovavano vere schiave.
Il capitolo che senza dubbio mi ha più colpito, è stato quello i cui protagonisti sono la sig.ra Eloisa Ramona Huenchuer e suo marito Costante, dal titolo “Non c’è addio”  ambientato in Chiloè, che racconta un impressionante sentimento di amore che si trasforma in odio e che ha come epilogo la tragica morte di ambedue.
Ovviamente per chi vive al giorno d’oggi resta difficilissimo valutare i fatti raccontati, propri della storia del passato, quando il continente europeo viveva una situazione economica delicatissima, le immense vicissitudini sperimentate dai popoli dell’epoca, il basso livello culturale dominante e insuperabili oppressioni.
Logico che non ci si può astenere dal criticare aspramente un simile “status quo” tanto inaccettabile oggi quanto in occasione dei relativi racconti, che puntualizzano storie di speranza, sofferenza, amore, nostalgia e rinuncia, marcate da insuperabili angustie e disaccordi, che trasformavano la vita in un insopportabile inferno.
Mi piacerebbe infine, enfatizzare il fatto che i miei antenati vissero situazioni simili, per quanto con un finale felice, visto che all’inizio del secolo scorso, tanto i miei nonni paterni, quanto quelli materni, partendo dal sud (Calabria) e dal centro (Toscana) dell’Italia rispettivamente, emigrarono accompagnati dalle mogli e dai figli da poco nati, verso differenti città dell’interno dello stato di San Paolo (Jaú e Botucatú) dove, grazie a Dio, hanno avuto fortuna, potendo ricominciare la loro vita dando sostegno e sicurezza alle loro rispettive famiglie.
Per concludere serve ricordare il vecchio ma sempre attuale adagio:
Riceviamo dalla famiglia le idee di cui viviamo, siccome le mallatie di cui moriremo
"


JOSÈ ROBERTO CERSOSIMO ed il "Libro Giramondo"
a casa sua in un raduno di famiglia con figli, nipotini e generi.
San Paolo, Brasile
Aprile 2010


CARLOS ALBERTO CASTIGLIONE FILHO



JOSÈ ROBERTO CERSOSIMO ed il "Libro Giramondo"
in un negozio tipico brasiliano con un oggetto portafortuna.
San Paolo, Brasile
Aprile 2010


CARLOS ALBERTO CASTIGLIONE FILHO

 


MARTA GALZERANO ed il "Libro Giramondo"
presso la sede dell' ASSOCIAZIONE CULTURALE DANTE ALIGHIERI,
dove dal 2004 frequenta i corsi di lingua italiana.
Chivilcoy, Argentina
Maggio 2010


Marta Galzerano
La sua dedica:
"Questo romanzo, che colpisce sensibilmente i nostri cuori, accoglie e dà voce alle testimonianze dolorose di sedici donne che attraversarono i momenti salienti del Novecento argentino.
Le narrazioni, al ritmo malinconico del tango, permettono di avvicinarci con l’emozione della lettura e con la verosimiglianza delle vicende dei personaggi che danno forma ad un’unica storia: la nostra.
Mi dispiace che l’ autrice non abbia descritto alcune storie familiari di successo, raccontando come affrontarono ogni giorno la problematica di chi vive all’estero, con dignità, tenacia, quella forte etica italiana del lavoro, orgoglio delle loro identità ,speranza , ma soprattutto con la possibilità di accesso a tutti i livelli del sistema pubblico di istruzione, gratuito, che ebbero i figli ed i nipoti di questa prima ondata di emigrazione, diventando molti di loro noti professionisti e prendendo parte della classe media benestante. ( Il vecchio sogno di “mio figlio il dottore” )
La nostra cara Francesca ha avuto modo di apprezzarne dal vivo , in occasione del suo viaggio al nostro Paese nel 2008.
Per quanto riguarda i paesaggi dove si svolsero le storie, non accoglienti, inabitabili, non sono un riflesso preciso del nostro territorio, che è di grande estensione, con ambienti naturali contraddistinti da particolare caratteristiche: paesaggio di montagna, ghiacciaio, valli profonde, altopiani, costiere, pianure immense, lacustre, desertico, boscoso, urbano; nella terra rossa misionera ci sono le meravigliose “Cascadas del Iguazú”... perciò il clima, la foresta e la fauna con tutte le sue risorse sono diversi, a seconda del luogo scelto per vivere.
Rispetto al clima politico, l’America Latina ha sofferto un periodo storico di poteri dittatoriali: intolleranza, sospetto, violenza, persecuzione, tortura...tutti sotto uno “sguardo complice delle grandi potenze mondiali".
Nonostante questi minimi particolari che ho accennato, quest' opera letteraria mi è piaciuta, perché ha lasciato trasparire i propri pensieri, percezioni e sentimenti di tre generazioni di italiani in terra straniera.
"



MARTA GALZERANO ed il "Libro Giramondo"
davanti alla sede dell' ASSOCIAZIONE CULTURALE DANTE ALIGHIERI.
Chivilcoy, Argentina
Maggio 2010


Marta Galzerano



MARTA GALZERANO ed il "Libro Giramondo"
sul balcone dell' edificio scolastico
situato di fronte alla Piazza "25 DE MAYO".
Chivilcoy, Argentina
Maggio 2010


Marta Galzerano



MARTA GALZERANO e MARIA ROSA COLOMBO
con il "Libro Giramondo"
sul balcone dell' edificio scolastico
Maria Rosa vive vive a Luján, distante 90 km da casa di Marta.
Chivilcoy, Argentina
Maggio 2010


Marta Galzerano



PADRE JUAN CARLOS BOUZOU,
Vicario della Basilica di Luján, nel mese Mariano dedicato alla Santissima Madre Celeste, benedice il "Libro Giramondo",
e MARTA GALZERANO, MARIA ROSA COLOMBO, FRANCESCA ALDERISI e tutti i partecipanti del grande "Salotto Mondiale" di Pronto Francesca augurando bene,
pace e felicitá.
Chivilcoy, Argentina.
Maggio 2010


Marta Galzerano

 


DONATO GUGLIELMUCCI ed il "Libro Giramondo"
Buenos Aires, Argentina
Luglio 2010


Donato Guglielmucci
La sua dedica:
"Leggendo questo libro ho rivissuto gli anni 50, quando sono arrivato a questa benedetta terra che amo moltissimo, che mi ha dato tutto, studi e famiglia, senza dimenticare l'Italia. Devo dire che l'Argentina è mia fidanzata è l'Italia mia Mamma. La storia degli italiani emigrati in Argentina, è accaduta cosi - come dice il libro - però nella fine del secolo IXX, poi devo dire che nel dopo guerra le cose sono migliorate e abbiamo delle opportunità per migliorare, tenere buon lavoro, guadagnare bene, e poi comprare la casa propria, il sogno di tutti gli immigranti."



DONATO GUGLIELMUCCI CONSEGNA il "Libro Giramondo" alla prossima lettrice CLAUDIA ROSSI.
Buenos Aires, Argentina
Luglio 2010


Donato Guglielmucci



DONATO GUGLIELMUCCI e CLAUDIA ROSSI insieme al "Libro Giramondo".
Buenos Aires, Argentina
Luglio 2010


Donato Guglielmucci

 


CLAUDIA ROSSI ed il "Libro Giramondo"
a Puerto Madryn, nella provincia di Chabut,
Patagonia, Argentina
Agosto 2010


Claudia Rossi
La sua dedica:
"Questo libro ci racconta una storia di emigrazione che si svolge in questo paese dove sono nata e cresciuta, cioé l'Argentina.

Di storie simili ne ho sentito parlare a casa quando ero piccola, quindi per me non ci sono state nuove sorprese.

Certo é che sono storie di sofferenze, storie di vite dure, vissute in questo paese di accoglienza per tanti italiani che lasciarono la loro terra per una vita migliore.
Alcuni sono riusciti ad averla, altri invece no.

Ho riprovato nuova tristezza nel rileggere alcuni succesi degli anni della dittatura militare perche essendo io giovane si respirava quell'aria di terrore. Faccio riferimento se potete cercare su google chi é stato Oesterheld (autore di fumetti) "desaparecido" in Argentina a quell'epoca.

L'idea di ricevere questo libro e ció che mi é piaciuto di piú. Inoltre a farlo passeggiare per i diversi posti di questo paese durante il mese di agosto, sopratutto nella mia cittá: Buenos Aires, dove si svolge parte di questa storia.

Pensare che il libro giramondo é partito dall'America del Nord, per poi passare a questa America del Sud ed il percorso che ancora continua... Sfogliare le pagine che tanti di voi avete gia letto...
C'è una seconda storia che é dentro questo libro sin dall'inizio di questo viaggio, una storia che ognuno sa e che non si racconta.

É la nostra storia silenziosa e privata che sicuramente trova somiglianze o no attraverso queste storie di vite, che ci permette di riflessionare e analizzare le trame variegate delle migrazione di massa in uno scenario che dall'Italia si é allargata al mondo intero.
"



CLAUDIA ROSSI ed il "Libro Giramondo"
Mar de Plata, Argentina
Agosto 2010


Claudia Rossi



CLAUDIA ROSSI ed il "Libro Giramondo"
davanti alla Casa di Governo nominata nel libro
e chiamata "CASA ROSADA".
Nella fotografia è visibile il balcone dal quale si affacciarono molti Presidentitra cui Juan Peron ed Evita.
Buenos Aires, Argentina
Agosto 2010


Claudia Rossi



CLAUDIA ROSSI ed il "Libro Giramondo"
davanti all'antico Municipio della città,
il Cabildo, nominato anche nel racconto.
Plaza de Mayo, Buenos Aires, Argentina
Agosto 2010


Claudia Rossi



CLAUDIA ROSSI ed il "Libro Giramondo" e MAFALDA
nel quartiere di San Telmo dove è nato l'autore
di questo noto personaggio dei fumetti: QUINO.
Buenos Aires, Argentina
Agosto 2010


Claudia Rossi



CLAUDIA ROSSI con il "Libro Giramondo"
ed alcune amiche del blog:
LUCIA PERDICCHIA, LUIGIA GRISANTI
e MARIA ROSA VALLONE.
Buenos Aires, Argentina
Agosto 2010


Claudia Rossi



CLAUDIA ROSSI ed il "Libro Giramondo"
e l'affezionata amica del blog TERESA FANTASIA.
Buenos Aires, Argentina
Agosto 2010


Claudia Rossi



CLAUDIA ROSSI ed il "Libro Giramondo"
durante una puntata del programma radiofonico
"L'Ombelico del Mondo"
RADIO REPORTER BELGRANO AM650.
Buenos Aires, Argentina
Agosto 2010


Claudia Rossi



CLAUDIA ROSSI nella cucina della sua casa
prepara il MATE, bevanda nazionale.
Buenos Aires, Argentina
Agosto 2010


Claudia Rossi

 


ROY NANNI al momento dell'arrivo del "Libro Giramondo"
dall'Argentina in "terra australis"
Sydney, Australia
Ottobre 2010


Roy Nanni
La sua dedica:
"Carissima Francesca,
finalmente con tanta di gioia e di emozione, ho solo da poco con tanto di onore ricevuto il libro giramondo, della bellissima idea di Danila che saluto e veramente ringrazio, per questa sua iniziativa. Per prima di tutto, non ti posso spiegare, l'emozione forte che ho trovato dopo aver aperto la busta, inviato a me, da Claudia in Buenes Aires, Argentina, che poi come proprio da lei detto, il paese in cui sono state vissute le vite dei protagonisti di questo libro, però non vi posso trasmettere la sensazione che ho trovato, sfogliando le dediche, già inserite, da tanti amici del salotto. Sicuramente un libro che racconta le storie, intrecciate di piu di sei, sette famiglie, che in varie tempi, si è partita dalla loro patria per arrivare a le richezze de l'America.

Cosa che non sempre accade, per tutti, invece, ancora in piu, racconta i sacrifici, la tristezza, che moltissime famiglie hanno trovato, anzi che la fortuna sognata. Ancora in piu, racconta anche la violenza e gli tradimenti, che le donne, moglie e figlie, hanno subito ed accettato, per prima aspettando i loro uomini che tornassero, dopo lunghi viaggi, per cercare la loro fortuna e poi anche l'amarezza, quando tanti, abbandonando intere famiglie, non si sono fatto piu vivi in paese loro. Anche talmente interessante, però, ho trovato che in tutti gli racconti di tutte le famiglie c'e stato un filo conduttore, che nonostante i sacrifici che facevano, le violenze e i tradimenti che sono stati subiti, tra tutte queste famiglie, in ogni famiglia c'è stata sempre una donna che portava avanti la storia della loro famiglia. Una donna, che nonostante le delusione, tradimenti, cercavano ancora sempre di portare avanti la loro storia, la storia della loro 'famiglia', anche se non sempre piena di allegria e buona fortuna, però intanto, cercando sempre un altra persona, a chi si poteva raccontare la loro storia, per mantenere vivo...le memorie de la loro passato,.. per chi doveva ancora venire per portare avanti la loro tradizione.

Leggendo questi racconti mi porta indietro tanti anni anche a me,ricordo bene quado eravamo piccoli con mia sorella e fratello, quando stavamo in vacanze di scuola, mamma ci teneva spesso dentro casa, seduti per terra, in un corridoio davanti una stanzina dove lei lavava i panni( che li faceva tutti a mano... comprese lenzuola) e non faceva altro, che raccontarci storie di loro, prima che venissero in Australia. Un po, ci raccontava dei loro sacrifici (che a noi, loro non ce l'hanno mai fatto ne capire, ne pesare )pero ancora in piu ci raccontava delle loro famiglie, che noi ancora non avevamo mai conosciuto, pero talmente bene i suoi racconti, che vent'anni piu tardi, per la prima volta conosciuti, ci sembrava che eravamo cresciuti insieme. Ho trovato in questo libro una cosa che pian piano si sta rivelando anche qui da noi...(che onestamente, ora capisco che stava sempre in corsa) pero solo ora riesco mettere in posto tanti pezzi del puzzle.

Mi risulta ancora sempre in più che è proprio nel "DNA", dell' italiano emigrato di tenere vivo, con tutta la sua forza la memoria e la tradizione ITALIANA "doc"!! Io credo, che in questi racconti possiamo fare un passo indietro, per poi fare due salti avanti. La bellezza e' che noi , guardando indietro e apprezzando i nostri antenati (sapendo la loro vita, e i sacrifici che hanno fatto) possiamo sempre portare avanti, la nostra cultura, tradizione e storia.

FRANCESCA, da noi tutti qui famiglia Nanni, te ringraziamo per questa esperienza che sempre, grazie a lo spazio che tu ci dai qui, anche noi,possiamo continuare i nostri racconti. sei sempre nel nostro cuore, a con tantissimo affetto,.. ti abbracciamo sempre con noi.
"



I miei genitori MARIETTA e FELICE NANNI
a Kurnell, nella baia di Botany a Sydney, luogo di arrivo di Captain James Cook nel 1770 arrivò e scoprì l'Australia portando con se una barca dei primi immigranti in Australia.
Alle spalle di Marietta e Felice, oltre le petroliere, si vede la pista del Sydney International Airport, dove 54 anni fa mio padre Felice arrivò come immigrante, scegliendo il viaggio veloce in aereo (Roma- Sydney in 4 giorni).
Baia di Botany, Sydney, Australia
Ottobre 2010


Nanni Roy



MARIETTA, FELICE ed i due figli ROY E GINA,
ad Overseas Passenger Terminal Circular Quay, oggi punto di partenza per tutte le crociere dell' oceano Pacifico. Nei anni '40, '50, e '60 punto di arrivo per le navi che portavano tutti gli immigranti a Sydney.
Nel 1957 Marietta con Gina (che aveva meno di 2 anni) sono sbarcate proprio in questo punto dopo 38 giorni di mare, con la nave "Roma", che faceva parte della flotta "Achille Lauro", in quei tempi famosa per le sue traversate. Felice, li ad aspettarle per incominciare la loro vita di immigranti in questa terra.
Overseas Passenger Terminal
Sydney, Australia
Ottobre 2010


Nanni Roy



ROY NANNI con i suoi genitori oggi
piu turisti che immigranti davanti le scale d'ingresso della "SYDNEY OPERA HOUSE" ed alle spalle la famosissima "stampella d'acciaio", Sydney Harbour Bridge, che ogni anno è protagonista dei famosissimi fuochi d'artificio per inaugurare il capo d'anno.
Sydney, Australia
Ottobre 2010


Nanni Roy



ROY e suo fratello FRANCESCO (detto Franky)
nel negozio di famiglia, dove seguono il lavoro incominciato oltre trenta anni fa dal papà FELICE.
Sydney, Australia
Ottobre 2010


Nanni Roy



MARIETTA e FELICE NANNI ed i "frutti" del loro lavoro:
quattro generazioni di famiglia Nanni in Australia.
Sydney, Australia
Ottobre 2010


Nanni Roy



ROY NANNI consegna il "Libro Giramondo"
alla prossima lettrice BRUNA MUSCARDO.
Caste Hill, Parramatta
Sydney - Australia
ottobre 2010


Nanni Roy

 


BRUNA MUSCARDO e sua figlia CLAUDIA
con il "Libro Giramondo" davanti la porta della loro casa.
Ben visibile sopra al citofono la mattonella con la scritta Italia presa durante un recente viaggio.
Castle Hill, Sydney - Australia
Novembre 2010


Bruna Muscardo
La sua dedica:
"Innanzi tutto vorrei ringraziare Danila per avere ideato questa idea geniale del libro "giramondo" Grazie! Poi naturalmente rivolgermi a te Francesca, per dirti che per me leggere questo libro è stata una sorpresa….non molto piacevole - Non so nulla degli immigranti del Sud America, quello che so, e ne fui grata, fu guardando qualche tempo non molto lontano, una serie alla RAI, "Terra Nostra", mi piacque da morire, e così mi feci un pò di cultura, o così pensavo – perchè gli italiani emigrati lì lavoravano, stavano bene, presto is davano da fare per migliorare la loro situazione economica Le donne sposavano ricchi terrieri ecc.,….. così pensavo - So che c'è una grandíssima comunità italiana lì, però mi domando perchè lasciare l'Italia per una vita peggiore… Vengo da un altro mondo, sono in Australia da 30 anni, lavorato subito alla Qantas, poi alla Camera di Commercio Italiana, in seguito in un Albergo, ora insegno l'italiano – Viaggio ogni anno in Italia, che adoro, per la sua cultura ed arte – Non ho parole per descrivere il dolore nel leggere questo libro, la tristezza, le umiliazioni subite, le discriminazioni, l'impedimento di praticare la lingua italiana ecc…il trattamento delle donne e anche dei figli….Confesso che appena finito di leggerlo avrei voluto ricominciare di nuovo, perchè volevo capirlo, rileggerlo e capire….non ho un personaggio particolare, anche se mi ha toccato molto Nelida Cerutti, erano tutti personaggi speciali………….. Comunque, lessi qualche anno fà un libro scritto da un giornalista italiano che venne in Australia ad intervistare gli italiani, lo trovai al Consolato italiano e lo lessi, il nome del giornalista non ricordo, il nome del libro invece è : "Cammina per me Elisa" piansi tanto, ma era per la solitudine di cui soffrivano I boscaioli, ma non c'erano sofferenze paragonabili a "quando Dio ballava il tango" – Il libro è scritto molto bene, ed io vorrei abbracciare tutte le donne elencate nel libro, mi auguro che alle persone ancora vive e forse abbandónate in un ospizio, ci sia un anima generosa che le vadi a trovare e porgere loro un abbraccio dicendo loro ……grazie.""



BRUNA MUSCARDO ed il "Libro Giramondo"
al Giardino Botanico di Sydney.
Sullo sfondo il SYDNEY BRIDGE e l'OPERA HOUSE.
Sydney- Australia
Novembre 2010


Bruna Muscardo



BRUNA MUSCARDO ed il "Libro Giramondo"
davanti all'ingresso dell'ART GALLERY OF NEW WALES,
dove in questo periodo è allestita la mostra
dedicata all'artista CEZANNE.
Sydney- Australia
Novembre 2010


Bruna Muscardo



BRUNA MUSCARDO ed il "Libro Giramondo"
davanti al Monumento dedicato
all'artista italiano Michelangelo.
ART GALLERY OF NEW WALES
Sydney- Australia
Novembre 2010


Bruna Muscardo

 


MARTINO DE MARCO ed il "Libro Giramondo"
A casa sua con la chitarra suona qualche passo di Tango.
Adelaide - Australia
Dicembre 2010


Martino De Marco
La sua dedica:
"Vi ringrazio per avermi l'opportunità di aver potuto leggere questo libro dal titolo molto intrigante ma deludente per il fatto che racconta una serie di storie di uomini che uomini spesso non sono e hanno fatto soffrire amaramente le donne che si sono innamorate di loro o che sono state costrette a sposarsi con tali cattivi elementi. Mi auguro che servirà a far cambiare il comportamento almeno una persona altrimenti faremo la fine di Lot come nella storia della Bibbia. Il concetto del libro Giramondo è stato comunque bellissimo. È stata per tutti noi una bella esperienza e abbiamo aspettato con un pò di ansia per tanti mesi che ci arrivasse mentre il libro lentamente faceva questo viaggio di Colombo, Verrazzano, Magellano, fratelli Caboto e del Capitano Cook."
Un cordiale saluto e Buone Feste a tutti.



L'albero di Natale JAMBALAYA
a casa di MARTINO DE MARCO.
Adelaide-Australia
Dicembre 2010


Martino De Marco



MARTINO DE MARCO nello studio
INTERPRETING E TRANSLATING CENTRE.
Adelaide - Australia
Dicembre 2010


Martino De Marco



MARTINO DE MARCO ed il "LIbro Giramondo"
in ufficio nella sezione traduzioni con le colleghe
ed amiche LAURA e SARA.
Adelaide - Australia
Dicembre 2010


Martino De Marco



MARTINO DE MARCO ed il "Libro Giramondo"
in ufficio con le colleghe ed amiche della sezione interpreti
Wilma,Christine e Golnar.
Adelaide - Australia
Dicembre 2010


Martino De Marco



MARTINO DE MARCO e CHRISTINE
con il "Libro Giramondo,
all' INTERPRETING AND TRANSLATING CENTRE.
Adelaide- Australia
Dicembre 2010


Martino De Marco

 


GIUSEPPE (JOE)BIVANO ed il "Libro Giramondo"
Melbourne - Australia
Gennaio 2011


Giuseppe Bivano
La sua dedica:
"Ringrazio molto Danila e te per aver organizzato questa bellissima avventura and avere avuto l'opportunita' di leggere questo libro. anche il titolo è bellissimo. Se sintende di musica il tango va vissuto con passione e ascoltarlo col cuore, si parla della grande emigrazione di massa quando uno lascia la propria Patria per emigrare e andare in posti migliori, pero' il proprio cuore verso la madre Patria."



Gli amici di ProntoFrancesca di Melbourne
riuniti a casa di FRANCESCA VERDE per una fotografia insieme al "Libro Giramondo".
GAETANA NICOLETTI, LENA MARINO, LUIGI VERDE, GIUSEPPE BIVANO, FRANCESCA VERDE
e IOLANDA MENNILLO
Melbourne - Australia
Gennaio 2011


Giuseppe Bivano



IOLANDA MENNILLO, GAETANA NICOLETTI,
GIUSEPPE BIVANO e FRANCESCA VERDE
guardano una puntata di GRAN SPORTELLO ITALIA.
Melbourne - Australia
Gennaio 2011


Giuseppe Bivano

 


STEFANO MOLLO ed il "Libro Giramondo"
davanti alla COUNCIL HOUSE,
sede del Governo del Western Australia.
Perth, Australia
Febbraio 2011


Stefano Mollo
La sua dedica:
"Cara Francesca, Cara Danila e cari Tutti gli Amici del nostro gruppo,
leggere questo libro, del cui contenuto non avevo assolutamente idea, e' stato per me molto difficile; ogni pagina, ogni storia, ogni abuso, ogni violenza qui descritta ... io, durante i 15 anni da me vissuti a Guayaquil, Ecuador, le ho vissute sulla mia pelle, viste compiere su altri, o vissute attraverso il racconto di altri che le hanno vissute; ciò che e' pero grave, e' che io le ho vissute in tempi recenti, non cento anni fa o giù di li'.
Il non poter uscire di casa a causa del terrore di non tornare vivo, io l' ho vissuto sulla mia pelle.
Vedere uscire mia figlia per andare con gli amici, come qualunque ragazza adolescente dovrebbe avere il diritto di fare, e sapere che dovevo, ogni volta, essere preparato psicologicamente all' eventualità che quella fosse l' ultima volta che la vedevo viva ..... fino a quando lei non tornava, io non dormivo e se squillava il telefono, il mio cuore fibrillava, si paralizzava ... per fortuna, mia figlia e' sempre tornata a casa sana e salva; ma non e' stato cosi' per molte altre figlie di altri padri .... e tutti i giorni sul giornale c' era una storia differente .... ma sempre con la stessa fine.
Non solo a causa della estrema violenza che si vive, tutt' oggi, a Guayaquil, ma oltre a ciò, a causa della determinazione della mia ex compagna, la quale non ha esitato a corrompere giudici e funzionari, pur di allontanarmi da mia figlia. Ero costantemente pedinato, soprattutto le rare volte che in qualche modo riuscivo a uscire con Ivana, la mia bimba più piccola. E, se nel caso Argentino, Dio nel frattempo ballava il Tango, nel caso mio, la nostra Ambasciata ballava la Cumbia, perché di fatto mi ha abbandonato in mano ad aguzzini sadici e senza scrupoli.
La sensazione quindi di trovarsi in un tunnel nero, buio e senza uscita, l' ho provata anche io. Da solo, in un Paese straniero ed ostile, con una figlia a carico la cui madre aveva abbandonato (Alexandra, la mia prima figlia), senza soldi, senza nessuno su cui poter contare, fare affidamento ... vivendo di espedienti e dormendo insieme a mia figlia nel magazzino del negozio .... ebbi molte volte la voglia di farla finita, non vedevo davvero via d' uscita alla mia tragica situazione. Ma avevo due figlie e non ero disposto ad abbandonarle. Suicidarmi, avrebbe significato abbandonarle al loro destino. In mano all' Ecuador! Che schifo!!!
La violenza familiare descritta nel nostro libro, della quale sono state vittime le nostre Donne, l' ho subita io invece. Ma in una società estremamente maschilista come quella Ecuadoriana, cercare aiuto "nelle istituzioni", avrebbe significato solamente esporsi alle risatine degli "esperti", alla loro burla, ed all' essere etichettato come "gay", "omosessuale", per la mia incapacità di prendere a schiaffi ed a calci la persona che aveva convertito la mia vita e la vita di Alexandra in un inferno sulla terra, ma che, comunque, stupidamente amavo, nonostante il clima di costante abuso e violenza domestica del quale ero vittima, insieme a mia figlia maggiore, che la mia compagna trattava come inserviente domestica.
Reagire per me' avrebbe significato quello che poi e' successo quando ho reagito sul serio; dover scegliere quale delle due figlie abbandonare. Ma Alexandra, che era già stata abbandonata dalla madre, non potevo – e non volevo - abbandonarla.
Alcune delle protagoniste del nostro Libro si sono suicidate, per la disperazione della situazione in cui si sono venute a trovare. Anche io l' ho sentito questo istinto ....
Le persone che spariscono esistono anche oggi, in Ecuador. Negli anni '80 un caso molto famoso e' stato quello dei fratelli Restrepo. Ma anche oggi, a mano della delinquenza organizzata, bande rivali di trafficanti di droga, fazioni politiche rivali ... in Ecuador l' unica certezza e' che non esiste la certezza di nulla. Oggi sei vivo, e ti e' andata bene. Domani, ... forse anche, se sarai fortunato. Come in Argentina ai tempi della dittatura.
Se avessi letto questo libro nel 1995, prima di decidere di partire per l' Ecuador per cercare, ingenuamente, di costruire un futuro, una Famiglia, probabilmente in Ecuador ci sarei andato comunque, vista la mia natura testarda, ma ci sarei rimasto di certo molto di meno. Avrei fatto subito il collegamento fra quel che vedevo e vivevo e quel che avevo letto. E molte cose le avrei capite prima.
La mia conclusione e' quindi che questo libro dovrebbe essere fatto leggere ai giovani (ed anche ai meno giovani) che pensano di emigrare in un paese del terzo mondo, attratti dalla falsa promessa di uno stile di vita piu' rilassato e soprattutto dal fatto che con mille euro al mese si puo fare una vita di certo piu' comoda; ... certo .... , piu comoda ... fino a quando non ti ammazzano, sequestrano, rapinano, spaccano la testa con il calcio della pistola .... o sequestrano tua figlia ..... tutte cose che son successe a me, tranne il sequestro della figlia.
E prima che cio' succedesse e che la situazione degenerasse troppo, ho deciso di andarmene. Ci ho pensato tanto, molto, fino a che un giorno, molto dolosamente, presi la decisione , chiedendo virtualmente (avevo una fotografia di mia figlia Ivana di fronte a me) perdono alla mia piccola bimba, perché sicuramente lei oggi pensa che io l' abbia abbandonata, per andarmene a fare la "bella vita", in Australia, dove, le racconteranno, tutto e' facile ..... Non e' stato facile, a 45 anni, decidere di accettare la disfatta, rimettersi in gioco e sostanzialmente buttare via 15 anni di vita, una vita bene o male costruita, un buon lavoro .... ma io sapevo, ero convinto di valere di piu' dell' Ecuador, di poter offrire ancora tanto a questo Pianeta Azzurro e meraviglioso, e soprattutto, di meritarmi, insieme alle mie figlie, di vivere in una Società in cui non devi costantemente guardarti le spalle, anche da coloro che si spacciano come "amici", pronti poi a venderti per quattro danari, come, letteralmente, e' successo a me.
Oggi, vivo in Australia da quasi due anni; l' unica cosa di cui mi pento e' di non averla presa prima questa decisione.
L' Australia, e Perth in particolare e' un posto meraviglioso, non solo per le sue bellezze naturali, ma anche e soprattutto per la gente altamente civilizzata che ci vive. Si, non manca purtroppo l' italiano che cerca di approfittarsi dei suoi connazionali, me per fortuna si tratta di solito di "guappi di cartone", facilmente riconducibili alla realta' che, qui, non puoi pensare di condurre una ditta "all' italiana", abusando ed approfittandosi delle necessita' di vario tipo dei tuoi dipendenti.
Le parole sono insufficienti per descrivere la felicita' che provo al vivere qui, la gioia che provo ogni giorno che mi sveglio e vedo i raggi del sole bagnare la nostra stanza, sentire i passerotti che cantano, sentire il profumo della natura che si risveglia ed invade la casa ....
A Guayaquil quando mi svegliavo sentivo puzza di fogna mista a diesel, in un caldo umido che mi soffocava sin dalle prime ore del mattino. E vivevo in una zona "residenziale".
Cosi' come non esistono parole per descrivere l sentimenti negativissimi che provo, ancora oggi, per l' Ecuador e per certa gente che li ancora vive, impune, immune ed al di sopra di qualunque giustizia.
In un paese dove tutto ha un prezzo, letteralmente tutto, anche il diritto di una bambina innocente di gioire della compagnia e degli abbracci e baci di suo Padre; Padre che non l' ha abbandonata, padre che e' stato sequestrato, minacciato di morte, reo di non voler rinunciare alla figlia. Quando l' Ambasciata ballava il Tango.
Il nostro Libro Giramondo e' un vivido e fedele racconto di cronaca vera della storia di emigrazione dei nostri connazionali del 19mo e 20mo secolo, ma certe cose succedono ancora.
"



STEFANO MOLLO ed il "Libro Giramondo"
in compagnia dei "Canguri".
davanti alla COUNCIL HOUSE,
sede del Governo del Western Australia.
Perth, Australia
Febbraio 2011


Stefano Mollo



STEFANO MOLLO in compagnia di sua figlia SANDRINA
e della sua compagna DANIELA.
Perth, Australia
Febbraio 2011


Stefano Mollo



STEFANO MOLLO ed il "Libro Giramondo"
in compagnia del caro amico GERARDO
all'interno della sua pizzeria STUZZICO.
Perth, Australia
Febbraio 2011


Stefano Mollo



STEFANO MOLLO ed il "Libro Giramondo"
in compagnia del caro amico GERARDO
all'interno della sua pizzeria STUZZICO.
Perth, Australia
Febbraio 2011


Stefano Mollo

 


BRUNO TOZZI ed il "Libro Giramondo"
davanti al suo computer.
Pechabauri, Thailandia
Marzo 2011


Bruno Tuozzi
La sua dedica:
"Carissima Francesca, ho finito pochi minuti fa di leggere il Giramondo e desidero ringraziarti per avermi dato questa opportunità, cosi come desidero ringraziare Danila per l'originalità della sua idea. A dire la verità mi aspettavo,visto il titolo, una descrizione allegra del mondo del tango espressione della musica argentina ed invece sono venuto a conoscenza, con molta tristezza, delle vicissitudini che i nostri connazionali hanno dovuto affrontare in un paese che ammiro e che mi sarebbe piaciuto visitare. Conoscevo ovviamente la storia della emigrazione italiana in Argentina ma non supponevo che questi italiani, partiti alla ricerca di una vita migliore, senza trovarla,sarebbero incappati anche nelle repressioni politiche fatte dalla dittatura militare. La lettura di questi episodi, in cui non sono riuscito a decifrare le intricate parentele, mi ha messo in uno stato di tristezza infinita. Non avrei mai pensato che fossero esistiti uomini in grado di ridurre le loro famiglie al rango di semischiavitù costringendole a tremende tribolazioni fisiche e morali. Ho capito anche che la mia nostalgia per l'Italia è, tanta ma figlia di una scelta e non da una costrizione. Chiudo e mi perdonerai se la mia lettura non è, stata veloce come avrei voluto, ma l'occhietto operato non mi ha consentito almeno nei primi giorni di leggere a lungo. Grazie ancora a te e tutta la mia solidarietà a chi ha dovuto lasciare non per scelta ma per necessità..."



BRUNO TOZZI, sua moglie BOONTA detta TIM
ed il "Libro Giramondo"
nei giardini del parco RAMRAJNIVES PALACE.
Pechabauri, Thailandia
Marzo 2011


Stefano Mollo



BRUNO TOZZI, sua moglie TIM e la figlia adottiva DIANA
in compagnia del "Libro Giramondo durante
un gustoso pranzo al ristorante cinese ENKEY.
Pechabauri, Thailandia
Marzo 2011


Stefano Mollo



BRUNO TOZZI ed il "Libro Giramondo"
in giro con la sua automobile Toyota.
Pechabauri, Thailandia
Marzo 2011


Stefano Mollo

 


IVANA DI PASQUALE ed il "Libro Giramondo".
Chieti, Abruzzo - Italia
Aprile 2011


Ivana Di Pasquale
La sua dedica:
"Cara Francesca, ti confesso che quando ho ricevuto il libro "giramondo" ero così emozionata che temevo che le mie ormai ruvide mani, sfogliandolo, potessero ferirlo. Pensavo a due anni fa quando da Napoli era partito per l'America, con il suo nuovo vestito di carta, bianco a righe nere, portandosi la foto di una bellissima donna avvolta da uno scialle a fiori. Accolto inizialmente da Danila Apolito a Jacksonville negli Stati Uniti, si era in seguito recato in ogni angolo del mondo per farsi abbracciare dai nostri amici e per raccontare le vicende dolorose di alcune famiglie lombarde emigrate in Argentina alla fine del 1800. Cara Francesca, come sai, anch'io "sono stata emigrante". Nel dicembre del 1950, quando avevo due mesi, la mia famiglia si trasferì a Buenos Aires per poi fare ritorno in Italia nel 1965, per l'impossibilità di mio padre di radicarsi in quella terra che ci aveva regalato un certo benessere economico e sociale. Nei miei ricordi infatti non esistono storie drammatiche come quelle vissute dai Majna, dai Roveda, dai Bellati, ecc. ma storie comuni di famiglie soprattutto calabresi, siciliane, abruzzesi, campane, spagnole, portoghesi, tedesche, polacche, russe, turche, giapponesi, argentine, paraguaiane, cilene, che hanno vissuto dignitosamente, le donne educando i figli e gli uomini lavorando sodo ma ben ricompensati. Credo che Laura Pariani nel suo libro "Quando Dio ballava il tango" voglia immortalare quella manciata di donne che in terra straniera hanno sofferto più di quanto la terra madre avesse loro predestinato. Nei vari capitoli, la scrittrice trascrive le confessioni ricevute da queste donne cercando di utilizzare un linguaggio identico a quello usato dagli emigranti: una lingua italiana dalla struttura semplice ma colorita da termini, modi di dire e proverbi in spagnolo e in dialetto. Tale intreccio linguistico è un segnale chiaro del modo di sentire di coloro che lasciano la propria terra: l'uso della lingua italiana denota l'amore per la patria, l'uso del dialetto il radicamento nel paese d'origine e l'uso dello spagnolo il ringraziamento alla terra straniera. Cara Francesca, il libro "emigrante" adesso è qui con me, in Abruzzo, con lo stesso abito che indossava il giorno della sua partenza da Napoli, ingiallito dal tempo e sgualcito dalla quantità di amore ricevuto nel suo lungo peregrinare; passerà da nonna Lea prima di approdare definitivamente da te che lo riceverai come se fosse un vero figlio e lo amerai per tutta la tua vita."



IVANA DI PASQUALE ed il "Libro Giramondo".
a spasso per i vicoli di Chieti.
Chieti, Abruzzo - Italia
Aprile 2011


Ivana Di Pasquale



IVANA DI PASQUALE ed il "Libro Giramondo".
sotto i portici di Chieti.
Chieti, Abruzzo - Italia
Aprile 2011


Ivana Di Pasquale



IVANA DI PASQUALE ed il marito Lino
insieme al "Libro Giramondo" nella loro casa.
Cerratina, Pescara - Italia
Aprile 2011


Ivana Di Pasquale



Il "Libro Giramondo" viene portato da zia Ivana
nella FABBRICA ARTIGIANALE DOLCIARIA ABRUZZESE
dove viene inserito all'interno di un uovo di pasqua di cioccolato.
Manoppello, Pescara- Italia
Aprile 2011


Ivana Di Pasquale



Il "Libro Giramondo" viene portato da zia Ivana
nella FABBRICA ARTIGIANALE DOLCIARIA ABRUZZESE
dove viene inserito all'interno di un uovo di pasqua di cioccolato.
Manoppello, Pescara- Italia
Aprile 2011


Ivana Di Pasquale



Il "Libro Giramondo" viene portato da zia Ivana
nella FABBRICA ARTIGIANALE DOLCIARIA ABRUZZESE
dove viene inserito all'interno di un uovo di pasqua di cioccolato.
Manoppello, Pescara- Italia
Aprile 2011


Ivana Di Pasquale



Il "Libro Giramondo" viene portato da zia Ivana
nella FABBRICA ARTIGIANALE DOLCIARIA ABRUZZESE
dove viene inserito all'interno di un uovo di pasqua di cioccolato.
Manoppello, Pescara- Italia
Aprile 2011


Ivana Di Pasquale



IVANA DI PASQUALE chiude il pacco contenente
l'uovo di Pasqua di cioccolato contenente il "Libro Giramondo"
prima di spedirlo a Nonna Lea.
Cerratina, Pescara - Italia
Aprile 2011


Ivana Di Pasquale



IVANA DI PASQUALE chiude il pacco contenente
l'uovo di Pasqua di cioccolato contenente il "Libro Giramondo"
prima di spedirlo a Nonna Lea.
Cerratina, Pescara - Italia
Aprile 2011


Ivana Di Pasquale



IVANA DI PASQUALE davanti all'ufficio postale
spedisce a NONNA LEA il pacco con l'uovo di cioccolato
contenente il "Libro Giramondo".
Cerratina, Pescara - Italia
Aprile 2011


Ivana Di Pasquale

 


LEA MINA RALLI ed il "Libro Giramondo"
trovato a sorpresa all'interno di
un grande uovo di pasqua di cioccolato.
Roma- Italia
Maggio 2011


Lea Mina Ralli
La sua dedica:
"Dovendo fare l'ultimo commento su questo libro Giramondo che è stato letto dagli Amici che mi hanno preceduto , non vi nascondo di sentirmi imbarazzata non essendo io Emigrata o discendente di Emigranti Debbo dire per prima cosa che ho sofferto nel leggere le delusioni e le atroci sofferenze dei protagonisti delle storie raccontate dall'Autrice di "Quando Dio ballava il tango": specialmente, ho partecipato con dolore ai patimenti delle donne per le indifferenze, i tradimenti e i soprusi a cui le hanno sottoposte i loro partner dopo inizi pieni di amore e speranze. Queste delusioni sono frequenti in tutto il mondo , ma quando si espatria e si vive lontano dai consanguinei che forse non si vedranno più...è più difficile il vivere . Dai commenti che sono stati apposti ai margini del libro , ho capito che , come me, tutti ne siete rimasti dolenti poiché, voi lettori, pur vivendo in terra straniera , ora vi siete adeguati e siete in molti a dire di esservi realizzati positivamente e quelle atroci avversità che abbiamo letto, non le avete subite perché appartenenti alla seconda e terza generazione e avete avuta la possibilità di vivere in modo ,più civile ed ora , serenamente, vi sentite cittadini di due Patrie. Ma coloro che nei primi esodi hanno subito ostracismi e persecuzioni politiche che ne hanno stravolto persino i caratteri e gli andamenti familiari, è stato doloroso provare tante delusioni , principalmente le donne soggette anche alle dittature private di padri e mariti.

Un doveroso ringraziamento va alla dinamiche Danila Apolito che ha avuta la prima idea e a Francesca Alderisi che ha sorteggiato in diretta televisiva i nomi degli Amici che lo avrebbero ricevuto, organizzando il suo lungo percorso in ben 25 Stati dove vivono il maggior numero di nostri Connazionali . Dopo Danila, siamo stati 24 i lettori e in due anni e cinque giorni , il percorso si è concluso . Da parte mia ringrazio affettuosamente la cara Ivana che lo ha inviato a me , a sorpresa , entro un grande uovo di Pasqua . Come finale, il Libro Giramondo sarà nelle mani di Francesca che lo terrà nel suo Archivio a futura memoria di questa unica e riuscitissima impresa.
"



NONNA LEA legge il "Libro Giramondo"
dal balcone panoramico di casa sua.
Roma- Italia
Maggio 2011


Lea Mina Ralli



NONNA LEA seduta sul dondolo di casa sua,
abbraccia felice il grande uovo di pasqua
di cioccolato regalatole da ZIA IVANA.
Roma- Italia
Maggio 2011


Lea Mina Ralli