martedì 17 febbraio 2009
S.O.S. PENSIONI – Le Risposte

DOTT.SSA BRIGIDA PARISI
Funzionario INPS – Servizio Pagamento Pensioni all’Estero
L’augurio di una buona giornata e voi tutti e grazie di cuore per essere anche oggi tra gli amici di ProntoFrancesca, lo spazio internet che ho voluto dedicare agli italiani nel mondo. Come già sapete, tra le linee guida del mio progetto editoriale c’è sicuramente quella di continuare a trattare i temi di servizio che maggiormente interessano i nostri connazionali all’estero e proprio per mantenere una continuità con il programma che ho condotto e scritto per molti anni, SPORTELLO ITALIA, ho pensato di collaborare con alcuni dei miei ospiti, che spesso avete avuto modo di vedere a Rai International. Tra di loro sicuramente ce n’è una veramente speciale, la Dott.ssa BRIGIDA PARISI, Funzionario Inps, Servizio Pagamento Pensioni all’Estero, che con grande disponibilità e competenza continua a rispondere alle vostre domande arrivate nel blog. Per dare la possibilità a tutti di potere rivolgere eventuali nuovi quesiti su questo argomento, siete gentilmente invitati a rimanere in tema. Con l’occasione vi segnalo il sito internet www.inps.it all’interno del quale potrete trovare molte informazioni utili in materia pensioni.
Siete cortesemente invitati per motivi di riservatezza a non scrivere indirizzi e-mail e numeri telefonici nei vostri commenti.
Grazie per la cortese collaborazione!
DOMANDA: scrive LUCIANA CIANFRANI da Troy, MI, Stati Uniti:
Avrei due quesiti, il primo riguarda mia madre 91enne che percepisce l’INPS più il Social Security; da quest’ultimo nessun problema anzi sono loro ad indicare le vie migliori per ottenere il massimo e sono puntuali, invece dall’INPS ogni tanto smettono di spedirle ciò che le spetta. Mia madre ha contribuito quando lavorava e non capisco perché ogni tanto si deve spedire informazioni riguardante il suo introito e perché non spediscono quanto le spetta puntualmente come lei doveva contribuire puntualmente. Io mi chiedo, se un pensionato ha contribuito le marchette durante gli anni lavorativi, che cosa interessa a loro (INPS) quanti soldi hanno in banca o se percepiscono altre pensioni o altri interessi. Negli USA una volta stabilito la pensione mensile basata alla contribuzione poi il pensionato può anche essere il più ricco del mondo e la pensione non gli viene alterata in nessun modo, anzi ogni anno puntualmente gli danno l’aumento caro vita. Che la smettano con questa tiritera perché é proprio un mancato rispetto a coloro che hanno lavorato e contribuito per avere questa pensione. Poi perché dobbiamo rivolgerci sempre al Patronato o al Consolato per risolvere problemi causati dall’INPS? Non possiamo farlo noi direttamente, sia per telefono, fax o e-mail? La signora del Patronato mi ha spiegato che dobbiamo rivolgerci a loro per provare che i pensionati non sono deceduti e cosi non imbrogliano il governo italiano; eé proprio vero “il bove dice cornuto all’asino”. Non voglio con questo offendere nessuno pero` che diano rispetto e dignità ai nostri pensionati.
Gli importi delle pensioni erogate dall’INPS, sono formati molto spesso oltre che da una quota derivante dalla contribuzione versata anche da un’altra quota, avente carattere di prestazione sociale, la cosidetta “quota di integrazione al trattamento minimo ” che permette di aumentare l’importo pagato fino a delle soglie considerate di minima sopravvivenza, in presenza di una soglia minima di redditi.
Ovviamente sia la quota di integrazione al trattamento minimo, sia tutte le altre prestazioni aventi carattere assistenziale, quali la maggiorazione sociale ecc, sono legate ai redditi posseduti dai pensionati, in modo che che quando questi redditi superano certi importi prestabiliti, non vengono più erogate o vengono diminuite.
Ecco da dove nasce l’esigenza, stabilita tra l’altro da norme di legge sia per i pensionati residenti in Italia che all’estero, della presentazione, annualmente dei modelli reddituali.
Inoltre, per i pensionati residenti all’estero, l’Istituto bancario che si è aggiudicato il servizio di pagamento, è obbligato a verificare almeno annualmente l’esistenza in vita dei pensionati, al fine di evitare pagamenti indebiti.
DOMANDA: scrive GIORGIO BALESTRA da Buenos Aires – Argentina
Vorrei porre una domanda alla Dott.ssa Brigida Parisi: La “Social Card” sarà estensiva anche agli italiani residenti all’estero o, ancora una volta , saremo nuovamente discriminati?
Uno dei requisiti per poter richiedere la ” Social Card ” è la residenza in Italia.
DOMANDA: scrive ANGELA PINTO da EL SALVADOR
Ho lavorato in Italia per circa 11 anni, poi qui in El Salvador per 13 anni. Anni fa vista l’ impossibilita’ di risolvere le cose ho preferito chiedere la restituzione dei versamenti, perché non c’era nessuna convenzione tra i due paesi. Sono ancora cittadina italiana, però residente a San Salvador, potrei chiedere e dove il riconoscimento alla pensione per quegli anni di contributi? Qui non esiste nessun patronato e al consolato non sanno mai bene cosa fare.
Consigliamo prima di tutto alla Signora di rivolgersi alla Sede INPS Polo di riferimento per residenti nei Paesi non convenzionati, che è la Sede di Perugia, Direzione Provinciale INPS i , Via Canali 1 – 60124 – telefono +0039-075- 5037609 – fax 0039-075 5037593, per un controllo sulla propria posizione assicurativa in Italia.
Altra valutazione che potrà fare è quella di versare i contributi volontari che le permettano di raggiungere il requisito contributivo per il diritto alla pensione di vecchiaia previsto in 20 anni di contribuzione.
Per ottenere l’autorizzazione occorre avere almeno cinque anni di contributi effettivi in tutta la vita lavorativa oppure tre anni di contributi nei cinque anni precedenti la domanda e da quanto evidenziato nella e-mail la signora possiede i requisiti per poter effettuare la domanda.
DOMANDA: scrive GIAMPAOLO CORDANO da Arequipa – PERU
Sono un cittadino italiano nato a Chiavari nel 1947, che ha lavorato 34,5 anni in Perù, versando i relativi contributi sociali all’ente peruviano di sicurezza sociale e dal quale prende una regolare pensione di Nuovi Soles 553.00 (pari a circa 120 euro). Vorrei sapere se ho alcun diritto a chiedere alcuna pensione all’INPS quando avrò compiuto il 65º anno.
La risposta purtroppo è negativa poiché in mancanza di contribuzione l’INPS non eroga alcuna prestazione.
Anche le prestazioni aventi carattere assistenziale, quali la pensione sociale, sono legate al requisito della residenza in Italia. Recenti norme hanno stabilito, dal primo gennaio 2009, che per avere diritto all’assegno sociale, occorre avere soggiornato legalmente ed in via continuativa in Italia per almeno dieci anni. La nuova normativa interessa sia i cittadini italiani sia gli stranieri equiparati. Restano confermati gli altri requisiti richiesti quali il requisito economico e la cittadinanza.
DOMANDA: scrive ANTONIO CASTALDO GRASSI da Los TEQUES – Venezuela
Sono nato in Italia nel 1955, emigrato in Venezuela nel 1958 e sono stato cittadino italiano fino ai 17 anni. Ho acquistato la cittadinanza Venezuelana nel 1972. Sono ingegnere meccanico ed ho lavorato 20 anni come professore Universitario. Ho versato contributi al sicuro Sociale Venezuelano e sono pensionato dal sicuro Sociale, anche con la invalidità per un problema di salute provocato sul lavoro. So che c’é un accordo tra il Governo Italiano e quello venezuelano e avendo avuto la pensione del sicuro Sociale del Venezuela, posso chiedere la pensione In Italia ? Che dovrei fare per avere questa pensione? A questa pensione ho diritto? In questo momento non ho la cittadinanza italiana, perché c’é stata una legge la quale non é stata comunicata a noi, nella quale per riacquistare la cittadinanza bisognava farlo prima del anno 1992. Per riacquisatre la cittadinanza devo mandare un richiesta via consolare al Comune per chiedere di andare a vivere in Italia per sei mesi . Pero non posso farlo perché il consolato non vuole mandarmi i documenti per la richiesta di riacquisto di cittadinanza al Comune perché in Italia ho un altro cognome, sono Pergoña e in Venezuela sono Castaldo che era il mio vero padre. E’ una storia lunga, mia madre era si era separata del primo marito ma non c’era il divorzio in Italia e si unì a mio padre ed ebbe tre figli con Sabato Castaldo, mio Padre, che emigrò in venezuela nel 1955. Mio fratello gemello ed io siamo nati anel 55 in Italia e emigrammo nel Venezuela nel 1958. In Italia siamo stati registrati come Pergola Grassi, per la situazione legale di mia madre. Mia madre si divorzio in Venezuela e si sposò con mio padre, così mio padre ci diede il cognome Castaldo a noi tre figli. E’ una situazione difficile. Come faccio per vivere in Italia sei mesi se non ho i mezzi per mantenermi la. Poi non posso neanche fare questa domanda di riacquisto di Cittadinanza perché ho un altro cognome. Ce la posibilita di avere la pensione senza la Cittadinanza?
La convenzione con il Venezuela in vigore dal 1.11.1991, non prevede in possesso della cittadinanza italiana per poter effettuare la domanda di pensione.
Le condizioni previste per la totalizzazione, poter sommare cioè i contributi versati in Italia con quelli versati in Venezuela, prevedono un periodo minimo di contribuzione in Italia pari a 52 settimane ed ovviamente il raggiungimento dei requisiti attualmente previsti per la pensione di vecchiaia, cioè 20 anni di contribuzione (tra Italia e Venezuela) al raggiungimento dell’età pensionabile attualmente prevista in Italia per gli uomini, pari a 65 anni .
Se il Sig. Castaldo, però non ha alcun versamento contributivo in Italia, non potrà chiedere la pensione in convenzione tra i due Paesi.
DOMANDA: scrive FERNANDO MASTRANGELO da Rockville, Md – Stati Uniti
Due piccole domande: a che età e presso quale ufficio bisogna fare la domanda per la pensione? Credo che in Italia é un po diverso, a volte si puo’ fare la domanda senza raggiungere l’età?
Per i residenti negli Stati Uniti la domanda va inoltrata alla :
SOCIAL SECURITY ADMINISTRATION – OFFICE OF INTERNATIONAL OPERATIONS .BALTIMORA – MARYLAND USA
Per competenza l’Ente estero, dopo aver compilato il formulario di collegamento per la propria parte, provvederà ad inoltrarlo all’INPS Polo territoriale per i residenti negli USA che è Palermo- Via Laurana,59.
Per quanto riguarda l’età per fare la domanda di pensione è quella legata ai requisiti per il diritto alla pensione di anzianità o alla pensione di vecchiaia.
Per la pensione di vecchiaia,
Si va in pensione a:
• 65 anni per gli uomini
• 60 per le donne .
I CONTRIBUTI
Sono richiesti almeno 20 anni di contribuzione comunque accreditata (da attività lavorativa, da riscatto, figurativa ecc.). Bastano 15 anni di contributi per coloro che al 31 dicembre 1992:
• avevano già raggiunto i 15 anni di contributi
• avevano già compiuto l’età pensionabile prevista all’epoca (55 anni per le donne e 60 per gli uomini)
• erano stati autorizzati ai versamenti volontari
LA DECORRENZA
La legge 247/2007 di riforma delle pensioni ha introdotto il sistema delle finestre anche per la pensione di vecchiaia, per cui dal 2008 si potrà andare in pensione di vecchiaia secondo il seguente schema:
Requisiti maturati entro il:
31 marzo – Decorrenza della pensione : 1° luglio stesso anno (Lavoratori dipendenti) – 1° ottobre stesso anno (Lavoratori autonomi)
30 giugno – Decorrenza della pensione : 1° ottobre stesso anno (Lavoratori dipendenti) – 1° gennaio anno successivo (Lavoratori autonomi)
30 settembre – Decorrenza della pensione : 1° gennaio anno successivo (Lavoratori dipendenti) – 1° aprile anno successivo (Lavoratori autonomi)
31 dicembre – Decorrenza della pensione :1° aprile anno successivo (Lavoratori dipendenti) – 1° luglio anno successivo (Lavoratori autonomi)
DOMANDA: scrive GIUSEPPE dal Canada
Io in Italia ho lavorato per circa due anni, non ho fatto il servizio militare perché escluso per motivi familiari. Quando arriverò all’età di pensionamento (fra quattro anni) i 18 mesi di militare che avrei dovuto fare contanano ugualmente per la mia pensione? Ho io il diritto a una pensione, visto i pochi contributi?
La convenzione stipulata tra l’Italia ed il Canada, in vigore dal 1.1.1979, prevede per i soggetti, lavoratori assicurati in Italia e in Canada o Quebec e i loro familiari e superstiti, la possibilità di poter cumulare i periodi versati in Italia con quelli versati in Canada, purchè non inferiori a 53 settimane. Pertanto se in favore del Sig. Giuseppe risultano effettivamente accreditati in Italia contributi per due anni, egli potrà al compimento dei 65 anni richiedere , tramite l’Ente pensionistico canadese, una pensione in regime di convenzione internazionale. Il periodo di servizio militare non prestato, in costanza delle 53 settimane accreditate in Italia , non è influente per il diritto .
Istituzione competente per le pensioni canadesi
Internazional operations
Income Security Programs
National Health and Welfare
KIA OL 4 OTTAWA, ONTARIO – CDTI
Istituzione competente per le pensioni quebecchesi
Service des Ententes Intergouvernmentales
Regie des Rentes du Quebec
C.P. 5200 – Quebec G1K 7S9 (Canada) – CDN
DOMANDA: scrive ANTONELLA da Buenos Aires – Argentina
Mia mamma ha la pensione di mio padre che é morto nel 2002 pensione sos/ 4700387 della regione calabria e gli é mancata la definizione domanda di riesame decorrenza maggiorazione sociale legge 448/2001. Abbiamo mandato col patronato italiano in molte carte documenti e non risponde Reggio Calabria. Le ragazze che sono nel patronato dicono che Reggio Calabria è la peggiore e mi dicono che si deve mandare un legale che non si può fare piu niente. Ma io dico se gli corrisponde a mia mamma a 88 anni e si chiama Maria Cimellaro vedova Zumbo nata 22/03/20
Possiamo rassicurare la figlia della pensionata in oggetto, che sulla pensione di reversibilità di cui è beneficiaria la Sig.ra Cimellaro, sin dal mese di luglio viene corrisposta per intero la maggiorazione sociale di cui alla legge 448 del 2001. L’importo della maggiorazione corrisposta nel 2009 è pari ad euro 136,44, cui va sommato l’importo della pensione medesima.
DOMANDA: scrive BRUNO TOZZI da Phetchaburi – Thailandia
Cara Francesca, scusami prima di tutto perchè indirizzo direttamente a te questo messaggio, nonostante il tuo invito, sul blog odierno, a non uscire dal tema da te proposto. Non sono riuscito, forse per il disappunto a trovare “la buca”dove inviare l’ espressione di questo mio ‘disappunto’. Nel 1996 sono andato in pensione a sessantuno anni, come pensionato INPS, subito dopo aver regolato con l”INPS i problemi relativi alla mia pensione mi sono trasferito assieme alla mia compagna tailandese di allora , adesso mia moglie, in Thailandia da dove ti scrivo, aggiungo che sono iscritto regolarmente all’AIRE e che sono legalmente residente in Tailandia con permesso di soggiorno rinnovato annualmente. Vengo al punto. Durante i primi anni del mio soggiorno tailandese sono stato colpito da forti disturbi alle coronarie e dopo qualche mese ed esami opportuni, fra cui una coronorografia, sono stato sottoposto qui in Thailandia, ad un intervento chirurgico per l’applicazione di tre by pass.Intervento perfettamente riuscito. Dopo qualche mese sono stato sottoposto ad un ulteriore intervento chirurgico alla prostata. Premetto che tutti gli interventi e tutte le relative degenze sono state completamente a mio carico come tutti i medicinali necessari dal momento dell’intervento ad oggi. Ho letto, tramite internet, sulla stampa italiana che il governo ha deliberato l’assegnazione di un bonus in denaro alle famiglie piu’ disagiate ed anche ai pensionati con pensioni piu’ basse. La mia pensione al netto e di 1.129 euro al mese piu’ la tredicesima mensilita’ di 970 euro, raggiungendo cosi la fantastica somma di 14.518 euro annui. Ho sperato quindi, alla luce delle cifre suesposste, di avere diritto anche io a questa facilitazione che, non risolverebbe la pochezza della pensione, ma tuttavia aiuterebbe a risolvere qualche piccolo problema. Niente invece perchè anche in questo caso, come per le spese sanitarie, questo diritto non mi viene riconosciuto come dalla circolare della Agenzia delle Entrate che riporta ”può essere richiesta dai cittadini residenti”. E’ detto che di fronte alla legge tutti i cittadini hnno gli stessi diritti, devo al contrario osservare che non e’ vero o che per lo meno non lo e’ solo per quanto riguarda i doveri. Dalla mia pensione viene trattenuto, oltre al resto, l’importo per il S.S.N. il che non mi da il diritto alle prestazioni anche se presente occasionalmente nel nostro paese, ed in questa occasione saro’òdiscriminato anche per l’assegnazione del bonus stabilito dal governo. Tu hai la possibilita’ di accedere, come ho visto in uno dei tuoi ultimi blog, negli uffici preposti a questi problemi e vorrei avere, se possibile, chiarimenti al riguardo.
L’INPS, in qualità di sostituto d’imposta (per coloro che prestano attività lavorativa) o quale Ente che eroga la pensione (per coloro che sono titolare di un trattamento pensionistico), deve solamente applicare fedelmente quanto previsto da normative di legge promulgate dal Parlamento Italiano.
Infatti l’art. 1 del decreto legge del 29 novembre 2008, n. 185, stabilisce l’attribuzione di un bonus straordinario, per il solo anno 2009, ai soggetti residenti in Italia, componenti di un nucleo familiare a basso reddito.
I soggetti beneficiari, debbono obbligatoriamente essere residenti in Italia e non avere conseguito redditi complessivi superiori a determinati importi. Il beneficio è attribuito in base ai componenti del nucleo familiare, al reddito complessivo familiare, e spetta ad un solo componente del nucleo familiare.
DOMANDA: scrive ETTORE da BUENOS AIRES – Argentina
Sono un cittadino Italiano che risiede all’estero – Argentina – e ho ottenuto la corrispondente pensione argentina da circa due mesi. Mi è stato offerto un lavoro come professionista dipendente in Italia (dove non ho mai lavorato). Ho 59 anni e vorrei sapere come devo impostare il mio nuovo contratto di lavoro tenendo conto che ci tengo molto a continuare a percepire il 100% della pensione argentina e secondariamente a quello che per legge dovrebbe risultare alla scadenza di questo mio nuovo contratto italiano.
Il contratto di lavoro che verrà stipulato in Italia dal Sig. Ettore, va messo in relazione al tipo di attività che sarà chiamato a prestare, se da lavoro dipendente, autonomo da collaborazione subordinata o altro, pertanto non è possibile fornirgli nessuna informazione o valutazione in merito. Tutto ciò che riguarda il diritto a percepire per intero la pensione argentina è regolato invece dalle norme dell’Ente previdenziale Argentino. I contributi che il Sig. Ettore verserà in Italia nella gestione previdenziale dell’INPS potranno essere totalizzati con quelli versati in Argentina, purchè raggiungano un minimo di 52 contributi settimanali e daranno diritto al pagamento di una pensione in pro-rata.







