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domenica 26 febbraio 2017
VIAGGIO PER IL “NUOVO MONDO” … ANDATA E RITORNO

Mi diceva sempre di NON MOLLARE e me lo ha detto, ripetendolo più volte, fino a quando l’ho vista per l’ultima volta.

Me lo diceva lei, la mia grande amica Nonna Lea, che nonostante i suoi novanta e più anni è stata la donna più squisitamente moderna che abbia mai conosciuto.

Dico squisitamente perché non c’è altro modo per definirla.

Lei che ne ha viste e passate tante, guerre mondiali comprese, non ha mai mollato nonostante la vita non sia stata sempre facile e benevola. Anzi…

Di lei mi mancano tante cose. Mi manca tutto.

Mi manca potermi rifugiare nella sua piccola casa nel quartiere Testaccio di Roma, dove nel tempo tanti amici del mio blog che hanno imparato a conoscerla ed aprezzarla attraverso i video che ho realizzato insieme a lei in questi anni, sono passati per conoscerla dal vivo.

Un bacio ed entrare in quella sua piccola casa dove tutto era così speciale, profumato come lei.

Giorni fa, tornata dal mio viaggio in Repubblica Dominicana, casualmente mi sono trovata a pochi passi da casa sua e non ho esitato a passare sotto il suo balcone, guardando lì in alto, all’ultimo piano di una palazzina dove ha vissuto per tanti anni.

Mi è sembrato di vederla, che con la mano mi salutava come quando andavo via. Lo faceva sempre.

Era diventato nel tempo un nostro piccolo rito. Il nostro rituale.

Come mi sarebbe piaciuto poterle citofonare e salire all’ultimo piano per raccontarle del mio viaggio in Repubblica Dominicana.

Sentire i suoi commenti e soprattutto sapere il suo parere su quello che avrei dovuto fare da qui al futuro.

Un futuro che mentre scrivo è già presente ed breve sarà passato; un concetto del tempo che sempre di più corre velocemente, voracemente tutto mastica ed a volte faticosamente digerisce.

Io, ancora qui, che seguendo il suo consiglio NON MOLLO ed a poche settimane dall’incredibile viaggio in Australia che ha rappresentato un vero “Pit Stop” di affetto da parte di migliaia di telespettatori che ho avuto molto di incontrare, ho ripreso la valigia e mi sono diretta verso quella parte di mondo dove Cristoforo Colombo approdò secoli fa aprendo le porte del Nuovo Mondo.

Una nuova rotta seguita poi da tanti di voi (e vostri antenati) per emigrare verso le Americhe.

L’idea di andare in Repubblica Dominicana per incontrare i nostri connazionali sinceramente ce l’ho da molti anni.

Ha preso poi vita nel concreto per mantenere la promessa fatta a GUIDO DI BERNARDO, intervistato in una puntata di “Cara Francesca” e conoscere, con l’intento di capire un po’ meglio, una comunità italiana che mi ha spesso scritto: gli italiani in Repubblica Dominicana!

Nello specifico a Las Terrenas e Santo Domingo, dove ho partecipato a due interessati incontri, molto diversi tra di loro, con i nostri connazionali.

Il primo a Las Terrenas certamente più informale dal titolo “Attenti agli Italiani” di cui potete vedere qui sotto il video, l’altro più istituzionale ed a modo suo altrettanto interessante poichè ha rappresentato un vivace momento di scambio tra me e loro, italiani che mi guardavano all’inizio un po incuriositi per questa mia visita poi pian piano si sono aperti alle mie tante domande su una comunità italiana, quella nella Repubblica Dominicana, che ho avuto difficoltà ad inquadrare immediatamente in una tipologia ben precisa.

Un viaggio diverso dagli altri, molto diverso.

Una comunità diversa da quelle da me conosciute prima e che ho avuto modo di incontrare varie volte in questi anni in Canada, Stati Uniti, Argentina, Brasile e logicamente Australia.

Quella nella Repubblica Dominicana, la potrei definire una comunità eterogenea, in un certo senso avventuriera, dove si evidenziano e differenziano tre se non quattro diverse tipologie di italiani.

Troverei veramente riduttivo mettermi ora a fare la maestrina ed iniziare una conferenza sul tema.

Non sono mai salita in cattedra e lascio questo compito ai “professori”.

Loro che studiano alle Università e che hanno titoli riconosciuti per farlo.

Io la mia laurea/e l’ho presa e la continuo a prendere sul campo, il campo della vita dove non c’è momento in cui non finisco di conoscere affamata come sono di entrare dentro ciò che vedo per immergermi e respirare emozioni, sensazioni, vibrazioni e se sono più fortunata, come spesso accade, essere sulla stessa frequenza di chi me le trasmette.

Come la frequenza ad esempio che mi fa rincontrare casualmente una telespettatrice, SUSY BELUSSI, intervistata a Rai International nel lontano 2001 e che “Guido la guida” questo il titolo del seguitissimo programma youtube a cui ho avuto il piacere di partecipare in una puntata come conduttore speciale, mi fa ritrovare senza sapere che già era stata protagonista di una puntata di “Sportello Italia” riguardo un problema legato al riconoscimento della cittadinanza del figlio che doveva nascere e che ora ha ben 11 anni.

La frequenza che mi fa conoscere il simpaticissimo PAOLO PULICI, che a Las Terrenas vive da circa trent’anni.

Sub professionista, insegnante di immersioni per tanti anni ora ha creato una bellissima azienda agricola, gettandosi (nel vero senso della parola) con passione in questa nuova impresa.

C’è poi frequenza che mi fa avere animate e vivaci discussioni con “COMANDANTE CLEARCO“.

Un nome che si porta dietro dal 2005 quando partecipò ad un film interpretando il ruolo di un partigiano, indossando un basco che lo fa somigliare molto al ben noto Comandante Chechevara.

Architetto, ha scritto testi teatrali ed è stato coordinatore tecnico del Festival dei Due Mondi di Spoleto, lavorando alla Giunti Multimedia Televisione fino alla fine degli anni ’90 per arrivare sette anni fa in questa parte del mondo e seguire il progetto televisivo dell’allora Samanà Channel ed ora di ENJOYHD.TV 

Lui, Clearco, con un bagaglio professionale impegnativo, sceglie di trasferirsi in un luogo del mondo in cui, almeno all’apparenza, l’approccio alla vita è più semplice.

Guardando oltre poi, forse non è proprio così, ma certamente tutto è più leggero.

Insieme ragioniamo sul concetto di povertà, ricchezza, arrivando in una frazione di secondo a quello di Felicità.

Ed è spesso proprio la ricerca della Felicità che probabilmente ti porta a decidere di allontanarti da alcuni schemi e viverne altri, in un luogo del mondo come la Repubblica Dominicana dove, come qualcuno mi ha detto,  “L’impossibile diventa possibile ed il possibile impossibile!”.

C’è anche la frequenza, è proprio caso di dirlo, che ha dato spunto ad una RADIO TRICOLORE, che vi invito ad ascoltare poichè come alcuni di voi sanno ho sempre sostenuto l’importanza di radio e giornali in lingua italiana all’estero.

La frequenza poi che mi fa decidere di riprendere mia amata e datata telecamerina per passeggiare insieme a Guido nel “pueblo” di Las Terrenas realizzando un divertentissimo video di circa mezz’ora che sono certa vi piacerà molto e che troverete in alto a questa pagina.

Arrivata poi a Santo Domingo, tutto è così diverso, anche se poi per certi versi simile.

Durante il bellissimo incontro nello storico edificio di “Casa d’Italia”, residenza del primo Presidente della Repubblica Dominicana, vengo accolta dal vice presidente ANGELO VIRO, ritrovo e conosco dal vivo alcuni telespettatori intervistati in “Cara Francesca” e Sportello Italia” in particolare ROBERTO ACCINI, WALTER PERISSUTTI e MARCO CRACCO.

Loro mi introducono ad alcuni amici e corregionali del Trentino Alto Adige, tutti facenti parte dei Fogolar Furlàn, tra i quali il loro il simpaticissimo presidente MAURO TONASSO .

Insieme trascorriamo una serata speciale, all’insegna di tanti racconti.

Alla fine, tra un brindisi e l’altro vengo soprannominata da alcuni tra i presenti “radiceto” nomignolo veneto che porterò sempre con me e che è ben spiegato in questo articolo scritto da colui che me lo ha attribuito, ARMANDO TAVANO.

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In tutto ciò partecipo con immensa gioia anche alla riapertura dell’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo accompagnata dal presidente del Comites di Panama e Repubblica Dominicana, PAOLO DUSSICH, con il quale ho modo durante il tragitto in macchina di tracciare un quadro più preciso dei tanti italiani che vivono in Repubblica Dominicana.

Prima di ripartire, non posso non andare visitare la zona coloniale di Santo Domingo la cui parte antica della città è patrimonio dell’Unesco e visitare la prima Chiesa Cattolica di quello che a tutti gli effetti è il Nuovo Mondo.

Sarà un caso (secondo me no!) che proprio lì vicino, trovo ad aspettarmi un toro, che ho preso per le corna. Credo anche questo voglia dire essere sintonizzati su una frequenza.

La giusta frequenza in cui per me tutto sembra essere premonizione del bello e buono che verrà.

 

In aereo verso l’Italia penso che per me il ritorno a casa dalla Repubblica Dominicana rappresenta un viaggio al contrario verso “un mio” Nuovo Mondo riflettendo per la prima volta sul fatto che ogni luogo può essere riscoperto per la prima volta, se visto con occhi e cuore nuovi. Nuovi per una nuova esperienza che li ha resi tali!

È importante tornare al punto di partenza. Al luogo di partenza.       Un luogo dal quale tutto nasce e rinasce per dare vita al Nuovo che verrà.

Per chi come me ancora crede, combatte e soprattutto NON MOLLA!!