prontofrancesca.it

ProntoFrancesca.it

Archivio di ottobre 2011

mercoledì 26 ottobre 2011
VESTITA COME CENTO ANNI FA

Ci sono pagine come quella che sto scrivendo in questo momento, che nascono dopo un percorso lungo e lento. Maturano pian piano e poi all’improvviso si fanno sentire sempre più forti fin quando espolodono in tutta la loro energia.

Lo sapevo già dal primo giorno in cui ho creato questo spazio virtuale, il mio blog, che prima o poi avrei trattato il tema dell’emigrazione e toccato le corde più intime di tutti voi, ma non sapevo ne quando ne come lo avrei fatto.

In fondo chi sono io per mettermi a parlare d’emigrazione…

Non sono una studiosa laureata, tanto meno una ricercatrice, sono una conduttrice televisiva che da ormai dieci anni sta dedicando il proprio percorso professionale al mondo degli Italiani all’estero, alla loro vita, alle loro storie, ai loro problemi ed ai loro desideri.

Mbè, a pensarci bene non serve una laurea per appassionarsi veramente a qualcosa, per questo con grande semplicità e fierezza, mi trovo oggi di nuovo qui, a tendervi un forte abbraccio come se per un momento le mie braccia si estendessero al di fuori dello schermo del computer.

Vedete la foto che ho pubblicato in home-page?!?

Bene, quella sono io durante un recente viaggio a New York , dove ho accettato di posare per uno scatto fotografico , in cui questa volta non è il trucco tanto meno l’acconciatura dei capelli ed il vestito a rendermi “bella”.

MICHELE PETRUZZIELLO è un giovane romano che da qualche anno vive proprio nella Grande Mela.

Ho avuto modo di intervistarlo in una puntata di GRAN SPORTELLO ITALIA e sono rimasta immediatamente affascinata dal progetto fotografico che sta portando avanti: fotografare giovani emigrati all’estero e vestirli come cento anni fa.

Quindi ritrarli in una posa che rispecchia in uno sguardo tutta la tristezza, malinconia e paura di chi dopo tanti giorni di viaggio in nave, arrivava nel nuovo mondo, pieno di speranze ma anche con tante domande sul futuro e già una forte nostalgia per il proprio paese.

Ma l’idea di MICHELE PETRUZZIELLO è molto di più. E’ un grido, una denuncia da parte di giovani Italiani che non riescono a svolgere la loro professione in Italia e sono costretti a trasferirsi all’estero, proprio come cento anni fa.

Ringrazio MICHELE che ha pensato di coinvolgermi in questo sul lavoro fotografico,facendomi posare ” as guest” e nel farlo vi confido l’emozione ed anche difficoltà che ho provato quel giorno…

 

In una città frenetica, in cui tutto è esageratamente forte e vibrante, eccomi vestita in un modo certamente inusuale, con i capell raccolti e un fazzoletto bianco ad incorniciarmi il viso.

Viso volutamente scuro e cupo, con occhi stanchi ed impauriti che si guardano intorno mentre poso accanto a me la mia valigia di cartone e sorreggo un mappamondo tra le braccia.

Si, proprio un mappamondo. MICHELE mi ha spiegato che ogni personaggio che ha ritratto (l’architetto, la scrittrice, il medico, il ristoratore, il parrucchiere, l’attrice…) è stato immortalato in questo scatto con in mano un oggetto che rappresentasse il proprio lavoro. Allora non ho esitato e gli ho chiesto di avere tra le braccia un mondo, il mondo che voi mi avete fatto conoscere, il mondo attraverso il quale ho viaggiato e continuo a viaggiare per incontrarvi, il mondo in cui voi avete scelto di vivere, ovunque siate!

Certo vestirmi in questo modo mi ha fatto solo minimamente provare ciò che ha provato chi ha lasciato l’Italia cento anni fa e più. Non basta mettersi un vestito per calarsi in un’emozione…

In quel momento ho pensato a chi ha avuto il coraggio, dettato certamente in molti casi dalla disperazione, di intraprendere un viaggio lunghissimo, sapendo che da quel momento sarebbe cambiato tutto, per sempre!

Mentre penso se chi è emigrato magari non così tanto tempo addietro, ha provato e provi le stesse sensazioni e paure, un solo forte grande pensiero pervade la mia mente:  dovete andare fieri di voi amici Italiani nel mondo.

Che siate partiti cinquanta anni fa, che siate partiti pochi mesi fa, che siate nati all’estero e magari i vostri nonni sono stati inconsapevolmentre fautori del vostro destino, siete sempre e comunque una parte d’Italia bellissima ed importante di cui andare fieri.

Siete le radici più profonde, siete il legame più vero e sincero e per questo vi chiedo in questa nuova e lunga pagina di ProntoFrancesca, che raccontiate come e quando siete arrivati all’estero o se siete nati nel paese dove è emigrato un genitore o nonno, in cosa e come mantenete viva la vostra parte italiana.

 

Grazie di cuore per la partecipazione che sono certa darete, mentre attendo curiosa di leggere le vostre storie, vi mando un fortissimo abbraccio da una Roma nuovamente colpita dal maltempo.