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Archivio di giugno 2011

lunedì 13 giugno 2011
LOVE IN PHILADELPHIA

Philadelphia città dell’Amore, per essere più precisi dell’Amore fraterno.

Bellissimo iniziare questa nuova e ricchissima pagina di ProntoFrancesca con un inno alla fratellanza.

Nessun sentimento è più indicato per trasmettervi quelle che sono state e continuano ad essere ancor di più ora che sono tornata in Italia le mie “vibrazioni”.

Si, proprio di vibrazioni si tratta, quando provi un sentimento così pieno ed indefinibile, che ti riempie e quasi stordisce.

Lo so che volete sapere come è andato il viaggio… come ho trascorso il mio soggiorno a Philadelphia … come e quando sono tornata in Italia. Lo so….

Da dove iniziare? Proprio da questa scritta LOVE, che si trova nel centro di Philadelphia in quello che è stato ribatezzato il Love Park.

Sinceramente pensavo ad un qualcosa di più grande, considerato che in America è tutto esageratamente grande, ma ripensandoci bene credo che questa dimensione sia una scelta voluta e giusta.

L’AMORE non ha bisogno di essere ostentato e nonostante le modeste dimensioni, se questa rappresentazione moderna, fatta di quattro semplici lettere rosse, riesce ad attirare tanti visitatori un motivo ci sarà? Semplicemente LOVE!!

Come sapete si è trattato di un viaggio veloce, in cui ho partecipato in veste di Madrina ad una serie di eventi organizzati dal Consolato Generale d’Italia a Philadelphia, Filitalia e Comites. Tre momenti di per se molto diversi tra di loro, che hanno avuto come denominatore comune il grande Amore per l’Italia, ancor più forte in occasione della nostra Festa della Repubblica, resa quest’anno particolarmente significativa in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia.

Non è mai facile per me arrivare preparata nel ricevere una valanga di affetto che mi travolge improvvisamente …centinaia e centinaia di persone che mi accolgono in ogni luogo del mondo dove vada, come se fossi una cara amica o meglio una parente arrivata dall’Italia. GRAZIE!!!

A differenza dei tanti altri incontri con le Comunità Italiane all’estero a cui ho avuto modo di partecipare in questi anni e durante i quali tutti mi chiedevano “Quando torni in tv??” questo viaggio è stato di un’importanza veramente rilevante poichè, aldilà dei tantissimi complimenti e messaggi di apprezzamento che ho ricevuto, è stato il mio primo viaggio durante la messa in onda di GRAN SPORTELLO ITALIA e mi è servito a capire ancora di più la grandissima responsabilità che ha il programma televisivo di cui mi occupo e nel quale si da voce ai tantissimi connazionali all’estero che ormai da molti anni seguono Rai Internazionale non solo per la necessità di essere informati, ma anche per affetto.

Entrando in ogni luogo pubblico italiano, case, bar, negozi e via dicendo, ho trovato sempre una televisione accesa, sintonizzata spesso anche senza guardarla di continuo; li a fare compagnia e portare la nostra lingua nel mondo perchè, mi piace ricordarlo, la lingua è il più importante elemento di identità di un paese e di un popolo e gli Italiani all’estero esisteranno fin quando si parlerà l’italiano.

Non sono qui per fare discorsi, ne ho fatti molti in questi giorni durante gli eventi a cui ho presenziato e che hanno avuto nonostante la loro semplicità un grande significato istituzionale.

Oggi sono qui per raccontarvi un po di me e molto di loro, i meravigliosi Italiani di Philadelphia, che con un sorriso aperto e familiare mi hanno accolto nella città in cui vivono.

A dire il vero credo che solo una parte dei nostri connazionali che ho avuto modo di incontrare e conoscere durante il mio soggiorno, vivano nel centro di Philadelphia.

Parlando con loro scopro che molti vivono nei vari sobborghi di questa città che conserva ancora il fascino di una provincia ed è la seconda comunità italiana più numerosa degli Stati Uniti dopo New York.

Sicuramente ciò che la contraddistingue è una dimensione umana che la rende particolarmente vivibile ed anche se quello che ho avuto modo di vedere non è stato molto, mi è bastato per farmi un’idea e per questo desidero condividere con voi alcuni momenti speciali…

Credevate che andassi fino a Philadelphia senza fare una cosa che sogno da anni ed a quanto sembra tanti altri prima di me hanno fatto e continuano scherzosamente a fare??

Che ne dite di ridere un po vedendomi correre (si fa per dire) lungo il percorso che porta alla famosa scalinata dell’Art Museum, scalinata resa famosissima nel film Rocky.

A farmi inorgoglire ancora di più, il fatto che sopra la scalinata sia allestita proprio in questi giorni una prestigiosa mostra del grande maestro ROBERTO CAPUCCI, noto in tutto il mondo per i suoi geometrici abiti scultura.

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Che emozione poi trovare a sorpresa al Gala organizzato dal Comites di Philadelphia il caro amico di ProntoFrancesca ENZO AMARA, che è venuto direttamente da Boston con la sua bellissima moglie per conoscermi di persona e dedicarmi una canzone scritta da Nonna Lea: Francesca sei speciale!

ENZOOO, grazie ancora tantissimo per avere fatto 500 km per darmi un abbraccio. Tu non hai idea che valore hanno per me questi gesti. Unici, indimenticabili.

A proposito di amici del blog, che dire di ERMINIO GAMBONE, che avevo già avuto modo di conoscere anni fa a Norristown durante una mia visita e che con grande discrezione mi è stato sempre vicino in questi giorni a Philadelphia rispondendo alle mie tante curiosità.

Che risate in macchina quando mi hai raccontato alcuni aneddoti legati al tuo arrivo in America, vero Erminio? Ti è piaciuta la “colation”?

Questo e tutti gli altri momenti che mi avete regalato, sono per me il più grande tesoro del mondo ed ora che sono tornata qui, all’improvviso tutto mi sembra silenzioso e lontano e cresce dentro di me la voglia di ripartire subito…

E’ proprio vero he quando si vive all’estero, si entra in una dimensione di doppia identità e da quel momento si sarà, chi più chi meno, divisi tra due mondi e nel mio piccolo è proprio quello che provo anche io in questo momento.

Ora viene la parte più intima del mio racconto, quella in cui capisco che esiste una forza misteriosa, che ci lega in modo prepotente alle nostre origini.

Il mio bisnonno EUGENIO DEL CONTE emigrò per gli Stati Uniti, proprio a Philadelphia nel 1916. Aveva ventotto anni. Come tutti gli emigranti provenienti dall’Europa ad inizio secolo, restò in quarantena ad Ellis Island, prima di entrare definitivamente in America. Era abbruzese, di Chieti.

Zia Ivana, molto più abile di me nel fare questo tipo di ricerche, mi segnala il sito ELLIS ISLAND in cui trovare i dati che mi interessano.

Di lui so poco, tanto basta per andare a cercare la casa dove ha abitato con la moglie Teresa e dove mia nonna Angela probabilmente è nata.

E’ una storia di cui in famiglia si è parlato sempre poco. Morì giovanissimo sul lavoro, mia nonna non lo conobbe mai e ad un anno tornò definitivamente in Italia con la mamma e la sorella maggiore.

Sarà per questo che ho deciso di cercare la tomba del suo papà.

Portargli un fiore anche da parte di sua figlia che non ha mai visto, mi rende partecipe di un mondo lontano ed ancora così vicino.

La tomba non l’ho trovata, ma continuerò a cercarla.

Li a CHRISTIAN STREEET 821 dove ha abitato, trovo invece un parcheggio per auto con un murales a stelle e strisce.

Nel negozio accanto FIORELLA’S SAUSAGE, una macelleria dove il tempo sembra essersi fermato, mi mostrano la foto dell’abitazione che ormai non c’è più.

Fa venire i brividi pensare che in piccoli appartamenti vivevano tante famiglie Italiane, tra cui i miei bisnonni.

Scatto una foto e mi sforzo a sorridere…

In questo momento capisco tanto di più; forse non è un caso che a distanza di quasi cento anni io sia qui a Philadelphia.

Meglio tornare alla realtà. Tra poche ore mi aspetta il viaggio di ritorno ed una nuova puntata di GRAN SPORTELLO ITALIA.

Prima di lasciare questa città dai ritmi lenti, che conserva gelosamente la LIBERTY BELL, che ha un grande significato storico per tutti gli Americani ed in cui ad ogni angolo di strada spiccano bellissimi murales a sfondo spesso sociale, perchè si è fatta una grande campagna di tolleranza zero contro i graffiti e chi imbratta i muri, decido di andare a mangiare il famoso panino PHILLY CHEESE STEAK che ha conquistato personaggi illustrissimi, golosi di questa specialità ipercalorica come tutto quello che si mangia in America.

Si dice che Frank Sinatra si facesse accompagnare di notte da New York per gustarlo…

Dopo averlo assaggiato, tra me e me penso che è una gran fortuna sapere che ci sono tanti amici Italiani, sempre pronti a farmi un bel piatto di pasta.

Certe cose si capiscono solo quando si è all’estero!!