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mercoledì, 18 novembre 2009
MUSEO NAZIONALE DELL’EMIGRAZIONE ITALIANA

Oggi si apre una pagina di ProntoFrancesca alla quale tengo moltissimo, poichè si riallaccia ad un tema a me molto caro che ho avuto modo di conoscere attraverso molte puntate di SPORTELLO ITALIA ed in seguito approfondire durante i tanti viaggi che mi hanno portato in questi ultimi due anni a visitare una moltitudine di Italiani all’estero. Ho volutamente aspettato qualche giorno prima di presentarvi i servizi filmati realizzati qualche giorno fa nel Complesso Monumentale del Vittoriano a Roma dove è stato allestito il MUSEO NAZIONALE DELL’EMIGRAZIONE ITALIANA, perchè desideravo fare in modo che i festeggiamenti per il novantesimo compleanno di Nonna Lea potessero durare il più a lungo possibile… Nel frattempo leggendo tutti i vostri commenti sono venuta a conoscenza del compleanno di altri cari lettori del blog ai quali anche se in ritardo rivolgo tantissimi auguri. A proposito di auguri desidero salutare con affetto FATIMA che vive a San Paolo in Brasile e ci informa della nascita del suo nipotino THIAGO, che essendo venuto alla luce in Italia la rende ancora più orgogliosa delle sue radici. Un grande abbraccio anche agli amici di Toronto ormai soprannominati “I Vesuviani”, che continuano periodicamente ad incontrarsi proprio nella pizzeria dove ci siamo riuniti e conosciuti a maggio. Sempre in riferimento agli argomenti che avete citato nei vostri commenti di questi giorni, vorrei dedicare un’attenzione particolare alle sorti del Libro Giramondo ed aprire una piccola parentesi personale sulla quale riflettevo in queste ore. Certamente l’iniziativa proposta da DANILA APOLITO che vive a Jacksonville in Florida, di fare intraprendere ad un libro che lei aveva letto e trattava di storie legate all’emigrazione ed alla figura femminile, è stata accolta da me con grande entusiasmo non solo per l’originalità, ma anche per il fascino di seguire il percorso del libro attraverso i cinque continenti. Logicamente si tratta di un “gioco” e nessuno di noi l’ha presa come un qualcosa di vitale importanza, soprattutto nei giorni in cui a Roma si sono riuniti Capi di Stato e di Governo per il vertice FAO sulla sicurezza alimentare, accolgo con un sorriso chi magari ha interpretato questa nostra idea come un qualcosa di assolutamente eccessivo. Dal momento però che il viaggio del libro e le dediche e fotografie dei partecipanti si stanno rivelando molto più belle ed interessanti di quanto potessi immaginare, non vorrei che il fatto che la spedizione dal Canada al Venezuela abbia involontariamente creato dei problemi, possa avere scoraggiato alcuni di voi. Proprio per questo motivo vorrei rasserenare gli animi ed informarvi che la soluzione a mio avviso migliore è quella di spedire personalmente attraverso Corriere DHL o UPS una nuova copia del libro a SALVATORE BERNARDO a Caracas in Venezuela, chissà mai che nel frattempo non riceva quella dispersa. Ci tengo a precisare che dopo uno scambio di e-mail con la nostra vivace e simpatica amica ANNA di San Paolo, ha deciso di “rimanere” nella lista dei sorteggiati e di questo ne sono molto felice. Magari per fare in modo che il tutto possa procedere al meglio anche nei paesi in cui il servizio postale presenta alcune sorprese, vi chiedo la cortesia di scambiarvi il libro di persona laddove sia possibile, se logicamente vivete nella stessa città o comunque non troppo lontano. Le sfide mi sono sempre piaciute e sono certa che anche se con un po di ritardo, l’ormai ancora più famoso libro di LAURA PARIANI dal titolo “Quando Dio ballava il tango” arriverà prossimamente qui a Roma tra le mie mani, anche se il suo viaggio è ancora molto lungo. Per animare il tutto ho deciso perfino di fare uno strappo alla regola ed inserire un ulteriore partecipante che mi ha chiesto di potere prendere parte a questa “avventura”: BRUNO TOZZI che vive a Pechaburi in Thailandia. Come vedete non me ne sto con le mani in mano, anzi continuo a fare del mio meglio non solo per mantenere sempre vivo il mio diario in rete, ma anche e soprattutto per animare il nostro grande “Salotto Mondiale” con argomenti di sicuro interesse per gli Italiani nel mondo, particolarmente legati alla storia ed al significato della loro vita all’estero.
Tornando finalmente al contenuto della pagina di oggi, i servizi filmati che potrete vedere qui sotto, sono a mio avviso di grandissima importanza e per questo motivo vi invito non solo a partecipare con le vostre testimonianze e ricordi, ma anche a rimanere per quanto possibile in tema considerato la particolare profondità dell’argomento trattato.
Per ora non voglio svelarvi di più e vi lascio alla visione di queste immagini a mio avviso molto importanti, che lascerò nella home-page del mio sito per una settimana circa in modo di poter sviluppare al meglio attraverso i vostri commenti questo tema.

Augurandovi con un po di anticipo un buon fine settimana, vi ringrazio di cuore per l’affetto sincero che continuate a dimostrarmi…..

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PARTE PRIMA


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PARTE SECONDA


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PARTE TERZA

124 Commenti a “ MUSEO NAZIONALE DELL’EMIGRAZIONE ITALIANA ”

  1. LUIS ROMAGNI C. ( MIAMI .FL , USA )

    Saluti a tutti ! Complimenti Francesca!! a parte ti mando buone notizie poi vedro’ i video!!!Buona giornata!!!!!LUIS


  2. Roberto Giordano ( Woodbridge,On , Canada )

    Franceesca,quante belle memorie hai portato indietro nella mia mente.Come sai io ho studiato a Roma per circa due anni e mezzo e precisamente alla Camilluccia sul Monte Mario.Vedere quelle scalinate che io ho fatto molte volte mi ha fatto venire la nostalgia,e poi che dire del Museo dell’emigrazione bellissimo,grazie per questo bel servizio e un caro salutop.Roberto.


  3. Lina + Robert ( Ilhabela - SP , Brasil )

    Ciao Francesca!
    Ciao Tutti!

    Molto interessante!
    Mi spiace dirlo, ma il filmato non è molto buono. All’inizio, troppo chiaro; dopo un po’ scuretto, però …

    Abbracci,

    Lina + Robert


  4. Lina + Robert ( Ilhabela - SP , Brasil )

    Ciao Tutti!
    In questo momento ho ricevuto una critica riguardo il mio/nostro commento.
    Pazienza!
    Ho detto che era molto interessante e lo è.
    Il ” però …” semplicemente voleva dire – ci sono i diffetini, però va molto bene!
    Sorry!!!

    Abbracci,

    Lina + Robert


  5. Gesualdo ( Guanare , Venezuela )

    Buona giornata o serata, un saluto mondiale a TOD@S gli AMIG@S del Salotto.Dopo avere fatto una sbirciata agli ultimi commenti della settimana meritatamente dedicata alla nostra Nonna Lea, m’incontro con la nuova Puntata-Video di Francesca dedicata al nuovo Museo a Roma.Quindi rimandero a domani la visione dei 3 video, con calma, giacche’ adesso incomincia la mia uscita fuori citta’ nelle zone agricole relazionato al mio lavoro.
    Vi auguro un buon proseguimento e rimango incuriosito sull’argomento in linea, che di sicuro aggiornera’ le nostre comunita’ italiane all’estero, sui diversi aspetti legati all’affascinante tema dell’Emigrazione.
    Un caro saluto e buon proseguimento a TOD@S…..
    Gesualdo


  6. Lucia ( Buenos Aires , Argentina )

    Cara Francesca,
    ho visto su Facebook che Frank Filosa ha pubblicato il link per il tuo blog di oggi e sono venuta a vedere cosa c’era di nuovo. Beh, di nuovo devo congratularmi con te, anche se sembra un disco inceppato, ma veramente tutto quello che fai, lo realizzi con grande professionalita e simpatia.
    Non ho ancora potuto visionare i video, cioè li posso vedere, ma non ascoltare, devo risolvere un problema all’audio del mio pc, ma comunque mi fa piacere dirti che sei sempre eccellente. Magari ad ascolto e visione avvenuti, faro un altro commento piu pertinente e anche per contribuire con qualche mio ricordo di emigrante (involontaria, voglio dire un’emigrazione non decisa da me, perche mi ci portarono i miei genitori quando ero soltanto una ragazzina), ma comunque ho la mia storia fuori dall’Italia come moltissimi altri tuoi lettori ed amici.
    Un abbraccio a te e a tutti
    Lucia


  7. Amparo Margarita Morales Feria ( Ibagué , Colombia )

    Cara Francesca, ho avuto del tempo soltanto per leggere la scritta i video che devono essere assai interessanti ma solo posso vederli piú tardi.

    Tuttavia ho visto i primi minuti del primo video e ché capelli scuri e lunghi che hai, si vedono abbaglianti sul quel bel cappotto bianco che indossi.

    Un forte abbraccio a te e a tutti i bloghisti,

    Amparo Margarita


  8. Umberto Giampaolo ( Philadelphia , usa )

    Ciao Francesca,sono appena rientrato in America,e ho avuto la sorpresa di trovare il bel video IL MUSEO DELL’EMIGRANDE in Italia,ho visitato il museo
    a New York ELLIS ISLAND piu di una volta e non puoi immaginare che commozione provo ogni volta che io lo visito,e questa mattina vedendo il video del museo dell’emigrande in Italia,ho provato la stessissima commozione e il prossimo viaggio in Italia sara’ la prima cosa che verro ha visitare. Grazie un grazie di cuore del buon lavoro che conduci nel tuo BLOG.
    Umberto da Philadelphia.


  9. Maria ( Newport News , Virginia )

    Buon Giorno Frncesca

    Sei sempre al lavoro di nuovi orizonti, ma questa volta e’ ancora piu’ bello, perche` dai la possibilita’ a tutti di conoscere altri tempi.
    Io vidi quello di Ellis Island, perche’ i cugini del mio caro Nonno paterno vennero qui, ed le famiglie esistono ancora, qui in USA, ed Sud America.
    Ma anche altri parte del mondo, Io personamente te no sono molta grada.
    Con l’ amore che ci dai, non fai altro che venirci incontro ai nostri desideri.
    Grazie mille Francesca. Con affetto Maria


  10. Giorgio Turri ( Middletown, CT , USA )

    Cara Francesca,

    eh brava! Hai tenuto nel cassetto questi gioielli di filmati facendoci poi la sorpresa e dandoci con essa un’iniezione d’italianita’. Molto chiaro e con spiegazioni piu’ che esaurienti il tuo intervistato Prof. LORENZO PRENCIPE direttore del CSER che ti ha portato a spasso per il Museo Nazionale dell’Emigrazione al Vittoriano di Roma: una tappa obbligatoria per chiunque si trovi a Roma.

    Molto bello per me il filmato, specialmente per il suo contenuto. Se c’e’ stato qualche riflesso, credo sia stato per via del candore del tuo abbigliamento. Il bianco comunque ti dona, cosi’ come ti dona l’emozione che hai trasmesso nell’aprire la valigia di quell’emigrante.

    Un abbraccio,

    Giorgio


  11. Rodolfo Cesarini ( Buenos Aires , Argentina )

    Grazie, Grazie, Grazie,………¡¡¡¡¡¡¡¡¡ Francesca, da quando sono appiccicato alla tua attivitá, fino oggi non havevo ricevuto mai una puntata tanto meravigliosa e interessante come questa, sará tutto perché nell’anno 1938,
    vestito da figlio della lupa dalla scuola ci hanno portato a una sfilata sul viale dell’Impero solo havevo otto anni. Vederti a Té sotto il monumento al Milite Ignoto, mi ha prodotto una particolare emozione ho chiuso gli occhi e vidi l’immagine dei miei ricordi. Questo bellissimo museo mi pare stupendo, se Dio mi aiuta mi piacerebbe stare lí.
    Francesca, continua cosí sei la nostra ambasciatrice, Ciao.
    Rodolfo Cesarini.Buenos Aires.


  12. aldo lombardo ( littleton , colorado usa )

    Cara Francesca , quando ti vedo a fare queste cose mi si riempe i cuore di tenerezza come ai tempi che alle 2 di notte ti seguivo a sportello italia. Non sapevo di questo museo e ti ringrazio di averlo portato sul mio pc. i tuoi commenti pieni di calore e espressioni genuine lo rendono ancora piu’ interessante. Naturalmente un emigrante lo apprezza in un modo particolare perche’ ha vissuto quei momenti quindi i ricordi sono reali e lo toccano profondamende. Ad ogni modo grazie per aver fatto questi video e averceli portato in casa sei veramente una persona speciale e stai molto bene vestita di bianco, la tua italica chioma nera spicca e sventola quando cammini , il povero camera man aveva difficolta’ a seguirti giu’ dalle scale , a proposito da quando hanno messo quella cancellata alla base? E’ per sicurezza? Grazie ancora aldo.


  13. LUISA GRISANTI ( BS.AS , ARGENTINA )

    Carissima francesca, ho visto con molto piacere il video,interesantissimo, e ben chiaro,mi a fatto ricordare tante cose raccontate da mia madre Quando si e inaugurato eramo con mio marito in Italia,precisamente in Venezia,giá eramo stati a Roma 8,9,10,11 e 12 ottobre,e dopo siamo andati a Napoli,Bari e tanti altri posti.Un´altra volta che visitaremo l´ Italia ,andremmo a vedere quella parte di Roma,che c´e rimasta sensa vedere.Saluto a tutti gli amici del blog, e te un affettuoso abbraccio.
    Luisa


  14. maria luisa ( Roma , Italia )

    Grazie Francesca di questo viaggio nel ricordo. Molti hanno notato il bianco quasi accecante delle immagini dell’immenso Vittoriano. Vorrei dire che anche per molti di noi romani è così: troppo bianco. Ma io ho amato soprattutto altri colori: il seppia, il beige, il marrone, intervallati a tratti da un azzurro: cielo, mare? Sono i colori che sempre ci ricordano quei viaggi, quei protagonisti, quelle storie. Sono orgogliosa che Roma abbia finalmente un posto per la memoria di tutti coloro che, non meno di quelli che sono rimasti o tornati, hanno fatto la storia del nostro grande amato paese. Mi ha fatto pensare a quante volte, fin da quando ero adolescente, ho pensato di andarmene anch’io… E’ bello sentirsi in contatto anche se lontani con tanta gente del passato e del presente. Grazie per averci dato ancora questa bella opportunità, con la tua professionalità, ma anche delicatezza. Cercherò nel mio piccolo, di rendermi utile per questo museo ‘in progress’. Ciao, ciao a tutti!

    Maria Luisa


  15. LUIS ROMAGNI C. ( MIAMI.FL. , USA. )

    Con i saluti a tutti!!Alla Francesca Regista! al camaraman!al Professore i miei COMPLIMENTI i videos sono solamente stupendi sotto tutti i punti di vista!IL MUSEO interessante!Forse fra i migliori della Francesca,il sottofondo musicale Ok tutto veramente ben studiato!
    Passiamo ai commenti il Cappotto Bianco con le rose..se son rose fioriranno e incrocio le dita per informarci delle NOVITA!!!! Poi nel Museo si e’ DESCAMISADA!! faceva caldo!!!o la emozione di aprire le famose valige di cartone!!!Poi ci dovrebbe spiegare il famoso anello NERO!!NO COMMENT!
    Comunque tutto mi ricorda i racconti di mio NONNO emigrato in Argentina a Santa FE’ dove aveva un piccolo ristorante e gli INDIOS gli ammazo la Moglie e Lui torno in Italia con il figlioletto (ZIO ERCOLE) poi diventato a Roma impiegato del IMPS!!!Poi mio nonno si risposo e naque mio Padre emegrante in Venezuela!!!!anche qui una lunga storia e successi,poi arrivai io in Venezuela gia’ viaggiando in AEREO e quindi non mi posso considerare EMIGRANTE!!!!NO COMMENT!!!! pero’ ho ricordato la Vita di Mio NONNO E MIO PADRE!!!!!Grazie Francesca!!!Complimenti ancora a chi a partecipato a questo CAPITOLO sulla Emigrazione!!!! I miei saluti LUIS!


  16. salvatore ( caracas , venezuela )

    Amici del blog!!!! bella notizia!!!! DIO SI TROVA A CARACAS EBALLA TANGO, SALSA, MERENGUE,TARANTELLA contro tutti i pronostici é arrivato dal canada propio in questo momento il postino mi ha consegnato il nostro tesoro di ricordi e racconti, pieno di gioia, non avendo mai perso l’ottimismo che il libro arrivava forse un po tardi ma é arrivato, vi consiglio di procurarvi una copia cosí tutti sappiamo di cosa si tratta.
    Per ora come si dice quí in spagnolo “”AL NEGRO NADIE LE QUITA LO BAILAO”” vuol dire che la giustizia sempre vince, ed era giusto che il libro continui il suo percorso
    un abbraccio a tutti


  17. Lea Mina Ralli ( Roma , Italia )

    Carissima Francesca sono entusiasta del tema attuale e mi sono incantata sulle immagini che hai filmate con le documentate spiegazioni del Prof. Lorenzo Prencipe , curatore appassionato di questo splendido Museo che diventerà uno dei vanti della Capitale pure per il luogo in cui è situato . nientemeno che all’Altare della Patria! Fin d’ora invito tutti i visitatori a sottoscrivere una richiesta affinché non venga spostato a fine contratto , come ha spiegato il Professore che tu hai intervistato poiché Sede più adatta non esiste. Sinceramente di fronte alla apertura della valigia di cartone mi sono commossa e mi è venita spontanea una ispirazione poetica che appena avrò fermata sulla carta dedicherò a coloro che hanno lasciate le testimonianze che abbiano appena vedute sui video .
    Anche l’invito che il Professor Lorenzo Prencipe ha lanciato a quanti vorranno lasciare al Museo qualche ricordo di propri parenti che furono e che sono emigranti , penso che avrà un ottimo riscontro .
    a te Francesca , ancora un plauso perché sai essere tempestivamente presente in ogni manifestazione che illustra la vita disagiata dei primi emigranti che ,con coraggio e dignità , hanno saputo lavorare per la prosperità di tanti territori ingrati per il benessere di quei Paesi e delle proprie famiglie che godono l’ ammirazione e la dignità presente che hanno saputo conquistarsi . Bravi a tutti .
    Nonnalea l’Estroversiana


  18. GIUSEPPINA ( CHICAGO )

    FRANCESCA QUELLO CHE CE IN QUESTE IMMAGINE CHE CORTESEMENTE AI MANDATO SONO MERAVIGLIOSE MA SIAMO SEMPRE LA SI PARLA DI QUELLO CHE SUCCESSO IERI E NON SI VEDE CHE OGGI LA NUOVA GENERAZIONE NON SI IMPORTA PIU DELLA CULTURA DEI NOSTRI ANTENATI SE NON CHE PER QUALCHE RICETTA O NEL DIRE MIO NONNO ERA ITALIANO E SONO ORGOGLIOSO MA SI PERD E LA LINGUA LA COSA PIU BELLA CHE CI RIMANE IO FACCIO PARTE DI UN GRUPPO TEATRALE E ANCHE QUELLO NON SI FA PIU PERCHE LA GENTE NON SI INTERESSANO PIU AL TEATRO I GIOVANI NON VOGLIONO PENZARE CHE IL TEATRO ITALIANO E CULTURA CI SIAMO MESSI ASSIEME UN’ altro gruppo per cercare di costruire un teatro ma ci vogliono tanti soldi e il posto che avevamo in mente che si chiama casa italia tu sai di cosa parlo perche sei stata li , diccono no .. meglio una stanza per fare pranzi e riunione che un teatro e allora cerchiamo di comprare un posto per fare questo teatro ma come o detto prima ci vogliono tanti soldi e la collabarazine di tutti gli italiani il nostro nuovo club si chiama ITALIANI UNITI e ti mandero il logo per via e mail , e sempre dico tutti assieme si puo fare ma forse e perche noi vogliamo sperare e credere che succedera …un caro saluto a tutti gli italiani ne mondo


  19. GIUSEPPINA ( CHICAGO )

    http://www.italiani uniti usa.com


  20. Giorgio Turri ( Middletown, CT , USA )

    Cara Francesca,

    stavo per spegnere il computer quando ho notato il commento di Salvatore.

    Che bella sorpresa salvatore ( caracas , venezuela )! Sono felice che il libro sia finalmente arrivato. A quanto pare bisognava avere solo un po’ di pazienza. Tutto e’ bene cio’ che finisce bene.

    Un abbraccio,

    Giorgio


  21. aNNA ( São Paulo , Brasile )

    Carissima Francesca,
    Prima, un minuto di silenzio per la sicurezza alimentare, promossa dalla Fao, doveroso e malinconico per me perchè mio padre ha lavorato con loro per ben 20 anni, per le riforme agrarie in posti inospiti…

    Due minuti di silenzio per la sensazione che ho sentito per alcuni secondi di essere un pezzo da Museo…non me ne rendevo conto, ormai è concreto…

    E adesso milioni di complimenti, se non il migliore, indiscutibilmente uno dei migliori blog tuoi, per me almeno, con l’aiuto esemplare del Prof. Lorenzo che ha saputo affrontare i problema basici, ha saputo spiegare con una chiarezza impari l’emigrazione,limitandosi all’essenziale ed essendo stata una vera lezione di storia, della nostra storia, grazie e MERAVIGLIOSO.

    In alcuni libri che ho letto su questo avvenimento, la spiegazione per la separazione di uomini da una parte e donne dall’altra con i figli, in terza classe, era indispensabile per mantenere un poco di ordine per via delle condizioni e della folla che c’era.Ed anche un decoro, difficile da controllare.

    Quanto al museo dell’Ellis Island a New York, è anche quello un grande e bel museo dedicato a tutte le nazioni, ma quello di Roma ha il vantaggio, in parte di non avere, fisicamente, i luoghi del loro isolamento e sofferenza all’arrivo nella nuova terra. Quello colpisce molto.Bè ma in sè la cosa non è allegra, difatti.

    Vorrei solo chiarire che gli emigrati in Brasile, è vero che sostituivano il lavoro schiavo, essendo stata abolita la schiavitù, ed è anche vero che erano costretti quasi a non poter uscire perchè dovevano sempre più di quello che guadagnavano, inquanto dovevano comprare gli alimenti ecc. sul posto.
    Però, anche è vero che le torture imposte aglis chiavi, ed erano terribili, da non poterci pensare, già non erano più utilizzate. Almeno questo.

    }Bè che bella visione questi tre capitoli di una storia che è stata vissuta da tanti, e molti con entusiasmo e successo.

    Un abbraccio
    Anna


  22. Flavia Mea Pola ( San Paolo , Brasile )

    …………e lo sapevo che con Francesca ci si guadagna sempre!!!
    ora giá só cosa visitare tra le altre cose a Roma quando verró li a passare il capodanno 2009/2010
    sei Fantastica France…ora vado a vedere i filmati!!!

    Saluti ciorcolari a tutti

    Flavia


  23. Roberto Giordano ( Woodbridge,On , Canada )

    Francesca questo e’ senza dubbio il tuo migliore servizio che hai fatto finora poiche’ in un modo o un altro ci tocca tutti.GRAZIE! Roberto.


  24. Flavia Mea Pola ( San Paolo , Brasile )

    .mi son dimenticata di dire che il monumento é cosí bianco che anmche se Francesca non si sposa,il nomignolo dato dai romani (correggetemi almeno mi é stato detto cosí)
    é appunto

    torta nunziale….e la ricorda propsio!
    Ciao a dopo

    flavia


  25. Lucia ( Buenos Aires , Argentina )

    Il libro Giramondo!
    La speranza è sempre l’ultima a morire… ed ecco che la tua speranza, Francesca, che hai espresso in questa puntata, si è avverata anche a dispetto di chi non ci sperava più… (io una di loro).
    Abbiamo pensato tante cose sull’inaffidabilità delle poste di alcuni paesi… Però tutto è bene quel che finisce bene, e adesso ci sara piu di un libro circolando fra i continenti per accorciare i tempi in cui i fortunati sorteggiati potranno leggerselo.
    Sono contenta per loro.
    Lucia


  26. Lea Mina Ralli ( Roma , Italia )

    A TUTTI GLI EMIGRANTI

    VALIGIA DI CARTONE

    Quella vecchia valigia di cartone
    Ha un suo carisma pieno di passione
    Perché racchiuse le poche proprietà
    Di chi partiva verso un aldilà
    Che non dava certezza e sicurtà.
    Dentro ci rinserrò la sua speranza
    Che gli veniva da quella costanza
    Presente ognor nell’animo italiano
    Pronto pure per un lavoro sovrumano
    Ma chi partì con la speranza in cuore
    Lo fece avendo in cuore gran dolore
    Dovendo abbandonar la terra avita
    Quasi alla cieca su quella nuova vita .
    Nulla sapeva e qualcosa l’inventò …
    Ma ciò che fece …poi lo compensò
    Perché grande valore rivelò.

    Lea Mina Ralli


  27. Carlos Nicolino ( Mar del Plata , Argentina )

    Ciao Francesca, questo museo per onorare gli immigrati italiani è un atto di giustizia e di riconoscimento, che diffondono in tutto il mondo della cultura italiana, le immagini sono molto eccitanti, vedo in ciascuna delle testimonianze l’immagine amata dei miei nonni .
    Grazie,
    Saluti a tutti


  28. José Roberto Cersosimo ( San Paolo , Brasile )

    Carissima Francesca, puntata eccezionale ed emoziante , senz`altro un vero capolavoro.
    Per ciò e tutt`altro che fai a favore dell`italianità sei la nostra elleta per sempre.
    Avanti ambaciastrice!!!
    Abbraccio forte.
    José Roberto


  29. Alfonso Ronca ( Montreal , Canada )

    Francesca, sei veramente meravigliosa. Ti sintonizzi col cuore degli italiani all’estero, e trasmetti le tue emozioni nel viaggio attraverso il Museo Nazionale dell’Emigrazione nella sala Vittoriana. Che meraviglia! Una iniziativa di primordiale importanza per quanto tanti in Italia (tranne te)probabilmente, attratti dal mondo moderno, non si rendono conto dell’orgoglio e della fierezza che i nostri emigranti, malgrado le umiliazioni subite, hanno saputo tener sempre in alto. Infatti, negli anni 50 e 60 quando un italiano arrivava in banca per un mutuo, rendeva il lavoro del banchiere molto facile, sapendo che prima della scadenza del mutuo l’italiano avrebbe ristituito il prestito. Un aneddoto forse banale ma un esempio del laborioso lavoro dei nostri connazionali in terra straniera. Tu Fracesca parli di pelle d’oca, anche a me è venuta la pelle d’oca quando nelle ricerche sul mio albero gealogico, ritrovai negli archivi di ELLIS ISLAND, le informazioni del viaggio di mio nonno che il 3 aprile 1912 si imbarcò sulla nave Cincinnati alla volta di New York il 17 aprile 1912, per poi in treno procedere alla volta di Montreal, Canada. Grazie di cuore a te e al professore che ha esposto il soggetto con molta eloquenza. Leggendo l’ ultima notizia mi rendo conto che finalmente il libro giramondo è ritornato alla superfice e può continuare il suo viaggio come un emigrante perduto di vista ma ancora in vita. Ciao a tutti


  30. rosey ( grand blanc , u.s.a. )

    gentilissima giuseppina da chicaco, ai ragione e so con te , pero non ce niente da fare con la nuova generazione .
    vogliono solo divertissi, soldi e no lavoro.
    o due figli e tutte e due parlono il dieletto calabrese e i miei 3 nipoti capiscono tutto e vogliono sempre parlare con me per insegniare meglio, anno paura di rispondere che sbagliano.
    mi aguro di vero cuore che si possa davero rializare il tuo sognio, salut rosa


  31. Francesco ( Toronto On. , Canada )

    Ciao Francesca, oggi è stata aperta una pagina di storia, bella da una parte, ma molto sofferta dai nostri antenati. Io personalmente ho consciuto molti emigranti di età molto elevata , che hanno duvuto affrontare tutte quelle cose brutte che il professore a cercato di far capire, la sofferenza degli emigranti fino a non molto tempo fà. Quando sono venuto io, ancora c’erano degli insulti, ma dipendeva da chi se li faceva passere, Anche Toronto è stato costruito da noi italiani. Ora è tutto facile, per i nuovi emigranti, molte cose sono cambiate e bisogna anche stare attento a come si parla. non si può più discriminare nessuno. E questo è anche grazie a noi italiani. Saluti a tutti Francesco.


  32. aNNA ( São Paulo , Brasile )

    Mi è scappata la notizia del libro, meno male, ma credo ci siamo incrociati con le notizie, bene, allora mò vediamo come prosegue il giro.

    Giuseppina, ho letto il tuo scritto. Hai ragione perfettamente con le tue osservazioni sulle nuove generazioni, ma vorrei solo spiegare qualcosa.
    Io non sono un emigrata con la valigia di cartone, ma ti assicuro che la valigia non fà differenza per un cambio di paese, e neanche terza classe o no.

    Solo, in parte voglio difendere i giovani di oggi che, come dici tu, non conservano le tradizioni dei loro antenati. Ho due nipoti, figli di mio fratello i quali capiscono tutto d’italiano ma non lo parlano.
    E ti spiego perchè, in questo caso particolare. Ovviamente siccome siamo arrivati piccoli, abbiamo fatto gli studi qui già. Mio fratello ha sofferto molto per via dell’accento straniero, in verità, lui non c’è più, ma noi l’abbiamo meno ma fino ad oggi.

    Quello che succede che i bambini sono crudeli e prendono in giro, mio fratello sposato con una brasiliana, nipote di italiani, non ha voluto che i suoi figli soffrissero quello che ha sofferto lui e, di consequenza, a casa loro si parlava portoghese.
    Oggi i figli si lamentano, sanno perchè noi e i nonni parlavano italiano.
    Ma non me la sento di condannare nessuno, le ragioni ci sono sempre ed io lo capisco perchè ci sono passata e ci passo anche io, meno ma ancora.

    Un abbraccio, e solo per avere pietà con i giovani di oggi
    Anna


  33. MARIA MASSIMO ( montreal , canada )

    Carissima Francesca,ho finito adesso di godermi i tuoi meravigliosi video,Sono bellissimi e mi hanno riportato indietro nel tempo,non quanto ai miei tempi ma quelli dei miei parenti imbarcati senza sapere cosa trovavano.
    Grazie per averci fatto visitare il MUSEO sperando che Lorenzo Prencipe riuscira’ con l’aiuto di tutti a tenere viva questa magnifica organizzazzione.
    Francesca ,permettimi di cambiare argomento,sono strafelice che finalmente il libro é arrivato in casa di Salvatore,io non avevo perso la speranza ma da come leggevo nel blog,parecchi sono stati di poca fede,comunque capitolo chiuso l’importante che tutto é andato a buon fine.
    Ti abbraccio.
    Maria


  34. Giuseppe dal Connecticut ( Stãti United de América )

    Ciao Francesca,
    come dico sempre sei grande…di nuovo hai stimulato i nostri sentimenti e ricordi agrodolci…Come ho constatato in Italia sono in minoranza a capire i nostri sacrifici…se non vissuti molti credono come i nostri antenati a quei sogni di nazioni ricche con gigantesche mele e con strade coperte d’oro…I tuoi filmati portano sempre lacrime di gioia nei nostri occhi e amore nel nostro cuore per la nostra tanto amata Italia. A volte non si conoscono o ammirano certi valori finche’ ci vengono a mangare.

    Grazie di nuovo per averci donato quell’ agrodolce sentimento nel nostro intimo…cosa che alcuni programmi televisivi ancora on riescono a trasmetterlo.
    Sono contento che il libro e’ arrivato, e che continui il suo ”voyage” nel mondo…Il libro e’ come noi emigrati, che a volte ci siamo persi nel nulla, e poi all’intrasatta abbiamo trovato il sentiero preciso per continuare il viaggio verso il nostro traguardo…
    Quando ritorni in New York devi visitare Ellis Island ”l’isola delle lacrime” dove ci sono molti ricordi e storie dei nostri antenati che ti viene la ”pelle d’oca” solo a sentire come furono accolti e trattati in una terra straniera dove la lingua era la piu’ grande barriera…ma la voglia di una miglior vita hanno superato ogni ostacolo, pur si di garantire un ”better future” per i loro figli e nipoti…
    Un grazie a te e al Prof. Lorenzo per averci portato il MUSEO NAZIONALE DELL’EMIGRAZIONE ITALIANA nelle nostre case.

    Ora devo visitare il sito sono curioso di veder altro…

    Per chi ha un acconto su Facebook visitate questo sito:

    http://www.facebook.com/group.php?gid=116372782382&ref=ts


  35. Tina ( new york , USA )

    Un messaggio per Giorgio T.Middletown CT.Il ristorante del quale parlavano la sera della cena con Francesca a Naples 45 si chiama -Brazzi Ristorante si trova sulla H95 proprio vicino New Haven. Il numero telefonico e’ 203 498 2488 e il manager/responsabile e’ Valerio.- si mangia bene e fanno buon prezzo. Allora quando faremo la riunione del USA Francesca Fan Club….. Ciao ciao Tina


  36. Fabrizio ( Roma , Italia )

    Cari connazionali eccomi di nuovo qui per salutarvi a tutti.
    Sono contento che anche stavolta Francesca ha colpito ancora e stavolta al cuore di tutti voi, perche’ il tuffo nel passato significa innanzitutto ricordi.
    Alcuni di quei pezzi di storia che erano presenti alla mostra diciamo che in qualche maniera li ricordo anche io proprio grazie ai racconti dei miei nonni e sicuramente anche per me come lo e’ stato per tutti voi questo viaggio indietro nel tempo e’ stato a tratti anche commovente.
    Quanto alle immagini molto luminose come ha fatto notare qualcuno devo dirvi innanzitutto che Francesca abbaglia gia’ di suo :) e poi credetemi ho dovuto fare un compromesso con la luce e se avrete potuto vedere gli oggetti della mostra, il viso di Francesca e del bravissimo Prof. Prencipe nel migliore di modi beh…vuol dire che il compromesso e’ perfettamente riuscito e qualche chiarore in piu’ qua e la credo si possa perdonare quando di base in tutte le cose che Francesca realizza c’e’ l’immediatezza e nulla e’ preparato a tavolino.
    Comunque volevo ringraziarvi tutti nessuno escluso per i complimenti e anche per le critiche che ovviamente devono esserci sempre e anzi continuate a segnalare quando qualcosa non vi piace perche’ nella vita non si finisce mai di migliorare e noi vogliamo regalarvi sempre cose ottime. Vi mando un abbraccio gigante che possa racchiudere tutti voi, vi saluto e…vi dico in tutta sincerita’, che da quando collaboro con Francesca ogni volta sono sempre piu’ innamorato dei miei connazionali all’estero.
    A presto
    Fabrizio


  37. Giuseppe dal Connecticut ( Stãti United de América )

    Ciao Francesca,
    Non c’e’ bisogno di commentare sul video, quello che conta e’ il contenuto del filmato. Lo sappiamo che Francesca abbaglia tutti e tutti con la sua bellezza ed e’ una persona molto graziosa. A volte sono ripetitivo ma il tema sul MUSEO NAZIONALE DELL’EMIGRAZIONE ITALIANA ci ha toccato profondamente nel cuore che io non ho constatato nessun problema abbagliante nel filmato. Grazie per aver filmato per Francesca e sono molto lieto che stai, anzi sei, divenuto uno di noi.

    Ciao a tutti Giuseppe.

    PS: Francesca US Alderisi Club, si e’ ora di una riunione… I Vesuviani ci hanno gia battuto 2-0.
    Giorgio tu hai tutti i telefoni?

    Iamme, iamme…


  38. Maria ( Newport News , Virginia )

    Caro Frabrizio

    Francesca e’ una donna straordinaria, umana ed compresiva verso altrui. Da quando incominciai a vedere ” Spertello Italia” lei e’ entrata nelle nostre case, sia nei nostri cuori. Solo lei fa’ questi programmi visionari per farci capire noi stessi.
    Poi ha incominciato con il suo bellissimo ” Salotto Mondiale” ed ha vicinato tutti noi, da questi 5 continenti, facendoci incontrare anche la Nonna Lea, ed infine te, anche voi due siete entrati nelle nostre case ed cuori.
    Qui gli emigranti sono da per tutto, si devono rispettare sempre, come hanno lavorato, i piu’ grandi lavori dei ponti, quello in New York, ” Marazzano Brigde; in San Fracisco CA, ” Golden Brigde”, le grande miniere del West Virignia, che poi fu’ una grande tragedia, che scoppio una miniera, che morirono tanti italiani. I loro lavori esisteranno sempre, anche come monumenti.
    Penso che dovresti incominciare anche a viaggiare con Francesca, cosi postresti vedere, la bellezza dei lavori fatti qui in America.
    Quando vuoi farti un viaggio qui, la nostra casa e’ aperta anche per te.
    Con tanto affetto Maria


  39. Lina + Robert ( Ilhabela - SP , Brasil )

    Ciao Tutti!

    Certamente avete riconosciuto la bellissima canzone interpretata da Domenico Modugno, nella terza parte del video di Francesa.
    È belissima!
    Qui sotto le parole di questa canzone:

    Amara Terra Mia
    Domenico Modugno

    Sole alla valle
    E sole alla colli-i-na
    Per le campagne
    Non c’e’ piu’ nessuno
    Addio addio amore
    Io vado via
    Amara terra mia
    Amara e be-e-e-e-lla
    Cieli infiniti
    E volti come pie-e-tra
    Mani incallite ormai
    Senza speranza
    Addio addio amore
    Io vado via
    Amara terra mia
    Amara e be-e-e-e-lla
    Fra gli uliveti e’ nata
    Gia’ la lu-u-na
    Un bimbo piange
    Allatta un seno magro
    Addio addio amore
    Io vado via
    Amara terra mia
    Amara e be-e-e-e-lla

    http://www.youtube.com/watch?v=GLYcgQUv7GM

    Abbracci,

    Lina + Robert


  40. Maria Rosa Colombo ( Luján , Argentina )

    Carissima FRANCESCA, dopo leggere tanti commenti, devo avere la pazienza di aspettare a domani mattina, per vedere il video!!!!! a quest´ora la segnale é bruttissima, sono sicura che mi emozionerá tanto!!!!! portandome i ricordi del mio caro papá RINO.
    Sono veramente felice che il nostro libro giramondo é arrivato di Salvatore, e penso che hai raggione, io gia mi avevo offerto per portarlo in mano di Buenos Aires a Chivilcoy, faccio di postino!!!! gia che non ho avuto la fortuna di essere sorteggiata, voglio soltanto averlo in mano e darle un bacio!!!! che sará per me como dare un bacio a te e ad ognuno di voi.
    Un abbraccio a tutti


  41. Claudia Roman ( Jacksonville,FL , USA )

    Francesca,
    Il professore Prencipi e il museo mi hanno commosso e le testimonianze raccolte sono preziosissime e spero di poter visitare questa mostra un giorno.
    A parte ti raccontero’ la storia di immigrazione della mia famiglia impressa nel mio cognome a testimonianza di cio’ che accadde.
    Qui desidero segnalarti un film bellissimo americano recente, 2007, che e’ stato dato poco fa alla televisione e che e’ incredibilmente veritiero sull’emigrazione degli italiani verso l’America.

    Si intitola GOLDEN DOOR ( nuovomondo) con Aurora Quattrocchi.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Nuovomondo

    Ebbene questo film racconta proprio quello che ha detto il prof. Prencipi nella tua intervista, se non l’hai ancora visto te lo consiglio cosi’ come lo raccomando a chiunque legga questo blog.

    Questo e’ un argomento che mi sta particolarmente a cuore e ti ringrazio molto per offrirci la possibilita’ di “avere una voce” e raccontare la nostra storia.
    E’ proprio grazie a te e al tuo blog che piano piano si e’ fatta chiarezza in me e ho capito che da quando sono diventata un’immigrata ho il dovere di mantenere la memoria, la cultura italiana, la provenienza della mia famiglia nei miei figli perche’ possano poi trasmetterla ai loro e a quelli dopo perche’ e’ terribile sentirsi senza radici.
    In base a cio’ non mi e’ piu’ bastato sapere solo chi erano i miei nonni ma sono andata indietro fino a scoprire molte cose che ti raccontero’ in un altro commento e che potrai usare se lo vorrai come una testimonianza in piu’.
    Ho notato che e’ normale sapere (in Italia) chi sono i nonni o al massimo i bisnonni poi cade il silenzio per disinteresse forse, perche’ non si sente molto il bisogno di conoscere le proprie radici quelle piu’ lontane e manca anche un po’ la cultura, poi stranamente se succede di andare via…ormai non si dice piu’ immigrare , tutto ha un significato diverso e allora nasce il bisogno di ricomporre il puzzle della nostra vita, per noi e per gli altri.


  42. Tina ( New york , usa )

    Cara Francesca ho appena finito di vedere il video che bello mi e’ venuta la pelle d’oca nel ascoltare la tua narrazione..La valigia di cartone e’ il simbolo dei valori che gli emigranti si portavano dentro e anche dei loro ricordi del paese lasciato e le tradizioni trasmesse ai loro figli…Grazie per averci regalato un altra grande emozione….baci baci Tina
    PS: come posso far parte del “Libro Gira Mondo” fammi sapere……


  43. aNNA ( São Paulo , Brasil )

    Caro Fabrizio,
    Ho letto il tuo scritto, ma io sinceramente, la giornata era luminosa, il Vittoriano è bianco neve, ma questo l’ho visto al naturale, io non capisco come quella parte poteva essere meno luminosa. In più Francesca aveva il vestito bianco, non c’Era modo, credo, di fare contrasti no?
    La parte interna è stata perfetta, si vedeva tutto, tutti gli oggetti, tutti i filmati che hai fatto vedere, le valigie, i bauli alcuni no? Insomma, io non ho notato nessun difetto visuale che mi abbia impedito di apprezzare un video magnifico che avete fatto. Le voci erano ben nittide, e comprensibili, per me è stato il miglior lavoro che hai fatto, almeno come è arrivato a me.
    Forse un poco dipende pure dal computer, dalle luci in casa No? Questo non lo sò, ma da me era ineccepibile;
    Un abbraccio ed auguri
    Anna


  44. Francesco ( Toronto On. , Canada )

    Francesca, questa mattina vedendo i videi con te, ed il professore Lorenzo Principe, è stata una bellissima idea, quella di aprire un museo sull’emigrazione. Il professore a raccontato la storia delle sofferenze dei nostri antenati emigranti.Ed anche le cose belle che hanno fatto, certo che è bello raccontarlo, ma non bello averlo vissute tutte le sofferenze di queste povera gente, che a vissuto in quei miseri tempi di discriminazione. Ellis island e anche Halifax, che sanno molto di cose brutte che i signori doganieri facevano a quelle povere donne, che portavano delle casse di biancheria ed altre cose personali, ce ne facevano di tutto. Certo che qui fanno i filmati, ed fanno vedere solo le cose pulite, ma quelle sporche non lo fanno vedere, Laverità non la fanno vedere. quello che ho visto nel 64 ad Halifax, non l’hanno mai fatto vedere. A me andò tutto liscio perchè gli parlavo in francesce,ed non mi hanno aperto nemmeno le valgie, che non erano di cartone, e non c’erano le corde. ma quello che ho visto, non mi va nemmeno di raccontarlo. Ormai è passato, ma non si dimentica mai. Saluti a tutti Francesco.


  45. Mariella Brogan ( Middle Village, New York )

    Carissina Francesca,
    Grazie di questo bellissimo video.
    Avevo letto sul giornale del Museo dell’ Emigrazione ed ero curiosa di sapere di piu’. Ti sono molto grata di farcelo vedere nelle nostre case. Tu e Lorenzo Prencipe siete stati bravissimi a spiegarci questo riconoscimento sugli emigrati e spero di visitare il museo il prossimo anno. Ho provato tanta emozione vedere le valigie di cartone, come pure vedere il Vittoriano. Quando mio papa’ era soldato faceva la guardia proprio li’.
    Francesca come sempre sai toccare i nostri cuori e per questo ti vogliamo molto bene.
    Mariella
    P.S. Il tuo cappotto e’ bellissimo. Made in Italy?


  46. Giorgio Turri ( Middletown, CT , USA )

    Per Fabrizio ( Roma , Italia )
    Fabrizio, io non mi preoccuperei piu’ di tanto. Le imperfezioni danno carattere al filmato. Considerate le circostanze hai fatto miracoli. Bravo!

    Per Tina ( new york , USA )
    Grazie per le informazioni del ristorante. Tu e gli altri tre dei quali ho l’indirizzo e-mail riceverete tra breve un mio messaggio telematico.

    A Giuseppe dal Connecticut ( Stãti United de América ) e a tutti coloro che vogliono partecipare a quella che Tina ha battezzato il “USA Francesca Fan Club”, non posso lasciare sul blog il mio indirizzo e-mail ma il mio nome e’ sull’elenco telefonico. Chiamami e ci metteremo daccordo.

    Un abbraccio,

    Giorgio


  47. Claudia Roman ( Jacksonville,FL , USA )

    Cara Francesca,
    nel mio cognome, Roman-Mina, c’e’ tutto il mio dna prima di tutto di Roman ce ne sono tantissimi tutti originari del Friuli Venezia Giulia ma ognuno ha un suffisso per distinguere le varie famiglie.
    Il mio cognome ha il suffisso Mina perche’ i miei avi sono sempre stati minatori, lavoravano nella “mina”. Lo so con certezza dal racconto di mio padre e da un documento che ho trovato recentemente di un mio avo sbarcato a Ellie Island per andare a lavorare nelle miniere in Colorado.
    E’ interessantissima perche’ e’ la carta di sbarco che veniva compilata a quei tempi quindi ci sono un sacco di informazioni relative alla mia famiglia per me preziose.
    Pero’ so dal racconto di mio padre, che il mio bisnonno decise che ne’ lui ne’ i suoi figli avrebbero fatto piu’ i minatori, non voleva fare la fine del topo ne’ morire di tisi come i suoi cugini cosi’ mando’ mio nonno a imparare a fare i mosaici.
    Tra l’altro i friulani si sono sempre distinti per le loro qualita’ di mosaicisti ed e’ stato prorio questa capacita’ che ha visto una grande immigrazione di questo popolo verso il Nord America.
    Se vai in Friuli a Maniago vedrai che c’e’ ancora la scuola di mosaico fondata da mio nonno diventato poi bravissimo. C’e’ anche una targa di riconoscimento da parte della citta’ in suo onore. Anche mio padre era mosaicista e ci sono molti lavori suoi in giro per l’Italia.
    Mio nonno aveva dato ai suoi figli un mestiere cosi’ che potessero lavorare nel loro paese ma che se c’era bisogno anche “fuori”.
    Hai presente quei palazzi degli anni 60 tutti ricoperti di piastrelle? A Torino ce n’e’ uno dopo l’altro e mio padre e mio nonno ne hanno fatti tanti.
    Chissa’ cosa penserebbe il mio bisnonno a sapere che io sono immigrata, sembra un destino di questa famiglia anche se io per fortuna non lavoro in miniera!
    Pensa che per un periodo si parlo’ di cancellare il Mina dal cognome perche’ chiaramente mostrava un lato umile della nostra discendenza.
    CONTINUA


  48. Claudia Roman ( Jacksonville,FL , USA )

    per fortuna mio nonno si rifiuto’ e la storia della mia famiglia fu salva.
    Ad avvalorare le parole del prof. Prencipe, ricordo poi mia nonna che ha sempre sperato che qualche parente dall’America si ricordasse di loro e siccome secondo lei erano diventati sicuramente ricchissimi le avrebbero mandato qualcosa in eredita’.
    Perche’ questo era quello che la gente rimasta in Italia pensava, gli immigrati andavano in America dove c’erano le mele giganti e le strade ricoperte d’oro e si facevano cosi’ tanti soldi che potevano mandarli in eredita’ a tutti gli altri. Poverini che illusioni


  49. Adriana ( Buenos Aires , argentina )

    Cara Francesca
    molto emozionante questa puntata…veramente credo che per tutti noi.
    A proposito di musei della emigrazione, ….un mio cugino mi ha mandato una fotografia che ha trovato in un museo della emigrazione in Italia, credo che a Belluno…, gli scriveró per chiedergli dove sía questo museo…….bene il fatto é che nemeno noi in Argentina ne avevamo conoscenza di questa fotografia che asecondo mi racconta nel mail, fú portata in Italia dalla Argentina da un emigrante che ritorno in Italia e consegnata a questo museo della emigrazione. ….Nella fotografia appare tutta la mia famiglia e alcuni emigrati da Belluno e fú scattata vicino a casa mia nella localitá di Ituzaingó, Pcia di Buenos Aires…..e quando ho guardato la fotografia… mi venero i ricordi da bambina……Tutte quelle persone che erano nella foto, formavano parte della nostra nuova famiglia a Buenos Aires,…. amici bellunesi che si riunivano a casa mia per Natale e Capo d’Anno…. perfino ricordo i nomi, ricordo come tutti assieme per festeggiare cantavano le canzone italiane…., ricordo tanto quelle reunione che si facevano nel torrido state di Buenos Aires e si mangiava al apperto….Mio cugino mi ha mandato molte notizie che noi non avevamo,… perfino l’albero genealogico della familia dal anno 1700 in avanti….aviamo alcun emigratti a Chicago e nel Brasile, peró da una emigrazione piú lontana del dopoguerra.
    Bene cara Francesca ti ringrazio tanto questa puntata e spero che tutto il tuo lavoro sia ampiamente ricompensato.
    Adriana


  50. Maria Sciortino ( Red Bank , USA )

    Grazie Francesca, grazie Fabrizio del video che ci avete fatto vedere, Davvero professionale. Bravi d,averci improvvisato . Grazie al professore Lorenzo Prencipe delle magnifiche spiegazioni, che ci ha fatto rivevere il tempo passato ,dove ognuno di noi ha tanti ricordi ,belli o alcuni brutti ,ma tutti che ci portano indietro e rivevere la nostra emigrazione. Spero che qualche giorno che saro’ a Roma ,poter visitarlo. saluti Maria


  51. josé ferreira

    Francesca

    Momenti da emozionare emoldurati per tua beleza.

    José Ferreira


  52. josé ferreira ( são paulo , brasile )

    sao paulo, brasile


  53. Francesco ( Toronto On. Canada , Canada )

    Buon giorno a te Francesca, ed un buon giorno a Fabrizio, nonna Lea e tutti. non vorrei parlare di noi emigranti, perchè è storia molto lunga, ed è anche indimenticabile, voglio solo dirvi che quando si è innalzata la torre di Toronto. La bandietra più alta che sventolò sulla torre era quella italiana.
    X Giuseppe, mi fa piacere che vorresti farci la concorrenza, noi vesuviani abbiamo già dei progetti per riunirci per altre cene, ed incontri che facciamo sempre in onore di Francesca. quando sarà il prossimo incontro sei invitato anche te. Un saluti a voi tutti Francesco.


  54. Domenico Muccio ( Melville , U.S.A. )

    E’ difficile un commento adeguato di poche frasi a una materia cosi’ vasta, cosi’ appassionante, specialmente se lo scrivente(un anziano emigrante) e’ stato personalmente coinvolto nel proceso emigratorio, e’ stato lui stesso portatore dell’emblematica valigia di cartone legata con lo spago. Quello che si puo’ fare (e sento il grande dovere di farlo), e’ l’esprimere il mio incondizionato apprezzamento per la geniale perspicacia di Francesca per aver ideato una puntata cosi’ importante, condotto un’intervista cosi magnifica al Professor Lorenzo Prencipe, che a sua volta ha mostrato la sua mirabile dedizione all’ampliamento e al mantenimento del museo. Nell’esprimere la mia gratitudine e nel dare i miei ringraziamenti a Francesca e al professor Prencipe, faccio gli augurii che la storia dell’emigrazione Italiana, per il suo itrinseco interesse umano e per il suo grande valore, abbia una posiaizone di priorita’ nelle scuole italiane e in quelle dei paesi di nuova residenza acche’ i giovani di oggi ne traggano benefici di orientamento per il futuro e anche un motivo di orgoglio per quello che i loro antenati seppero fare per sopravviver in condizioni di indicibili difficolta’…..e vinsero. Di nuovo, grazie Francesca, grazie prfessor Prencipe e tanti cordiali saluti a tutti gli amici bloghisti.
    Domenico Muccio


  55. Lorenzo Prencipe ( Roma , Italia )

    Francesca, amici italiani nel mondo,
    ho appena rivisto le immagini dell’intervista di presentazione del museo nazionale dell’emigrazione italiana. Sicuramente si poteva dire di più e meglio. Spero, comunque, che esse siano capaci di stimolare la vostra curiosità in modo da poter visitare di persona questo luogo di memoria e di riflessione.
    Come dicevo nell’intervista se questo atto di gratitudine verso i milioni di italiani emigrati negli anni sarà apprezzato (soprattutto da voi) e visitato, avremo qualche possibilità in più per poter sollecitare le istituzioni italiane a non disfarsi di questa iniziativa con la fine del 2011, quando ufficialmente il museo dovrebbe lasciare i locali del Vittoriano.
    Mi preme anche ricordare che questo museo non è un “oggetto finito e definitivo”, ma è concepito come una realtà in progress, che può essere completato ed integrato dai vostri suggerimenti e dalle vostre proposte. Tutti coloro che lo faranno mi troveranno attento e disponibile a farmi portavoce presso la direzione del MEI in modo che consigli e suggerimenti possano arricchire e comletare quanto abbiamo appena iniziato.
    Confidiamo anche nella vostra comprensione: questo “museo” è stato realizzato in soli sei mesi ed è quasi normale che ci siano alcune mancanze che se segnalate cercheremo di superare.
    In attesa di ricevere vostre reazioni. Vi saluto cordialmente. Lorenzo Prencipe renzoprencipe@cser.it


  56. Gianni ( toronto )

    Grazie di cuore a Francesca per avere proposto questa bellissima puntata nel blog . Grazie mille anche al professor Lorenzo Prencipe peraverci delucidato sul museo dell’emigrazione e nel frattempo dato una lezione di storia dell’emigrazione .tutte le cose che il professore ha detto le ho lette
    in un libro che ho appena finito di leggere che lo consiglio a tutti quelli che in un modo o nell;altro hanno a che fare con lemigrazione.

    IL TITOLO DEL LIBRO E’ [ LA STORIA] e’ in inglese non so se ce’ in italiano
    e’ scritto da JERRE MANGIONE professore di inglese all’universita’di Pennsylvania
    e BEN MORREALE professoredi letteratura e storia
    all’universita di NEW YORK
    consiglio di leggerlo perche’ e ‘ interessante
    saluto tutti Gianni ciao


  57. Maria Mandarino ( Toronto , Canada )

    Francesca,che emozione quando ai aperto quella balicia,nel vedere l`imaggine del quadro della madonna che ricordo in tante case del sud italia da dove vengo io stava appeso alla parete ,e non so perche` alla vista di quel quadro mi a tando emozionata .Bella iniziativa del profesor Lorenzo prencipe che saluto e ringrazio per questi bei vidio che ci a` spiegato . Bravo a Fabrizio per il bel lavoro che a fatto, i vidio sono belli e si vedono bene. Francesca mi e tanto piaciuto il tuo cappottino con le rose ! ma che idee italiane. Un caro saluto a tutti.


  58. Antonio ( Centro America )

    Grazie, Francesca, per il grande Omaggio offertoci da te e da quel caro amico prete, ideatore del MUSEO NAZIONALE EMIGRAZIONE ITALIANA, che ha permesso a milioni di noi di rifare, nella nostra memoria, il lungo e difficile percorso verso i vari Paesi di destinazione, di tutta una difficile epoca, durata alcuni secoli…Di me ricordo il lontano 1953 (quindi, 56 anni fà) quando alla età di 20 anni, giovincello universitario ma disoccupato di professione, dovetti emigrare e imbarcarmi un 14 dicembre 1953 sull’Amerigo Vespucci, terza classe, in salone dormitorio, dal molo Beverello di Napoli, alle ore 18 in punto (ricordo ancora l’ora esatta e l’orologio del porto!!) nell’illusione di tornare presto in Italia, e con tantissimo denaro in tasca per fare la gioia dei miei cari mamma e papà(ovviam oggi defunti); illusione che in parte, con sacrifici indicibili e pazienza, si è anche avverata ma che mi ritrova ormai vecchio (76 anni) in questo Paese, generoso e caro, che rappresenta la mia seconda Patria e mi ha dato tante e tante grandi soddisfazioni e moltissime ore di immensa felicità!……… Cmq grazie Francesca, non voglio dilungarmi oltre e solo desidero adesso ringraziarti per questo straordinario e bellissimo riconoscimento, fatto alla nostra Emigrazione nel Mondo! Un bacio e un abbraccio abbiti, come sempre, dal tuo amico, Antonio


  59. Giuseppe C. ( dal Canada )

    UN saluto ha Francesca , e tutto il resto, intessantissimo il tema di questa puntata ma per motivi di tempo non ho ancora visto idue ultimi video pecio’ mi limito a salutarti e spero di veder il tutto con calma domani .
    Ciaooo Giuseppe c.


  60. Giorgio Turri ( Middletown, CT , USA )

    Cara Francesca,

    permettimi un annuncio per coloro che hanno partecipato alla serata con te in Manhattan e a tutti coloro che si vorranno unire a noi:

    Il “USA Francesca Fan Club” si incontrera’ sabato 12 dicembre al Brazzi’s Italian Restaurant (conosciuto anche con una Z sola- http://www.brazis.com) 201 Food Terminal Plz, New Haven, CT alle ore 18:30 (6:30 PM).
    Alle cinque persone che mi hanno dato il loro indirizzo di posta elettronica ho mandato loro una e-mail – controllate la vostra inbox. Per cortesia, ho bisogno di sapere entro domenica 22 novembre il numero di persone che parteciperanno in modo da poter far la prenotazione. Non posso lasciare sul blog il mio numero di telefono ma potrete facilmente trovarmi nell’elenco telefonico. Giuseppe del Connecticut mi ha gia’ chiamato.

    Un abbraccio come sempre e arrivederci a presto per una serata di allegria.

    Giorgio


  61. Giuseppe Circelli ( Montreal , Canada )

    Prima di tutto grazie, Francesca, per gli auguri di compleanno che hai riservato a noi “scorpioni” in questa tua nuova paginetta, che mi permetto di commentare…sulla punta delle dita.
    Pollice: uno dei simboli più rappresentativi della nostra Italia, oltre al tricolore e all’inno di Mameli e all’emblema della Repubblica, è il Vittoriano; eretto in onore di Vittorio Emanuele II, rappresenta una importante pagina storica della nostra terra di origine.
    Indice: parte significativa di questa “macchina da scrivere” è l’Altare della Patria; testimonianza, quindi, della memoria di coloro che “partirono” per difendere il suolo natale.
    Medio: ubicazione indicatissima, il Vittoriano, per ospitare il MEI; la memoria di coloro che partirono…per onorare col loro onesto lavoro il suolo natale in terra straniera.
    Anulare: in questi tre filmati abbiamo rivissuto la commozione di quei lontani giorni in cui si partiva verso l’incognito. Ora, che le intemperie sono un vago ricordo, è bello ed emozionante stringersi virtualmente la mano da buoni amici sparsi nel mondo. Grazie Francesca!
    Mignolo: dolce rimpianto anche quella valigia di cartone, che la nostra più simpatica estro-versiana del blog ci ha nostalgicamente riportato alla memoria. Grazie nonna Lea!
    Dulcis in fundo, un sesto senso mi suggerisce di complimentarmi con padre Lorenzo Prencipe per questo stupendo capitolo di storia dell’emigrazione che ci ha voluto regalare. Grazie padre Lorenzo!
    E come al solito un saluto e un abbraccio a tutte-i da Giuseppe


  62. Francesca Verde ( Melbourne , Australia )

    Carissima Francesca come sempre ci fai sempre belle sorprese, il filmato e bellissimo,grazie per portaci indietro nei tempi,il tuo vestito e veramente bello e il colore bianco non solo e il coloro della Pace ma ci fa capire che persona fantastica sei e cerchi di mandenere sempre la pace per tutti,grazie di cuore al Prof.Lorenzo, per averdci portato il Museo Nazionale dell’emigrazione.sicuramente la prossima volta che verro in Italia lo andro a visitare,
    ti abbraccio
    Francesca


  63. Gesualdo ( Guanare , Venezuela )

    Salve AMIG@S del nostro Salotto mondiale e un saluto particolare alla bianchissima Francesca che ha brillato sui gradini dell’Altare della patria.
    Un grazie alla professionalita’ della grande Fraaan e la sincera collaborazione di Fabrizio al regalarci questa interessante e meravigliosa Puntata
    sull’Argomento dell’Emigrazione, ed e’ ugualmente un piacere conoscere virtualmente al Professore Lorenzo Prencipe, il quale per riferimento e d’accordo a vari articoli e’ stato una vera colonna durante la recente CONFERENZA mondiale dei giovani celebrata a Roma, e beh…vi ricordo che la mia Diana ha partecipato nel gruppo di giovani italovenezolani, ritornando con molto interesse per il mondo associativo.
    Io ho appena concluso di vedere i tre filmati, ma vi confesso che mi sono fermato parecchie volte per l’emozione di conoscere questo Museo, un magnifico luogo che permettera’ ai turisti e agli italiani stimolarli la curiosita’ per conoscere meglio sul nostro fenomeno migratorio, e certamente che Don Lorenzo durante l’intervento e’ chiarissimo , concordando con voi che le sue spiegazioni sono molto esaurienti nell’approfondimento dell’argomento sull’emigrazione….un tema che ricordo adesso fu anche trattato con emozione da parte di Don Domenico Locatelli della MIGRANTES durante la sua ultima visita alla comunita’ italovenezolana e dove mi commento’ che i nostri nonni e genitori partivano in quei tempi, perche’ come scrisse un figlio alla madre che lo implorava di tornare, ” l’Italia e’ bella ma con la sua bellezza non si mangia “, e poi ricordiamo che i primi emigranti erano contadini cacciati dalle terre e operai che venivano spinti ad emigrare per alleggerire la pressione sociale negli anni tra le due guerre.
    Allora , vi saluto cordialmente Amig@s e vado a rivedere con emozione i vari filmati ringraziando di nuovo ai protagonisti per l’opportunita’ di conoscere questo luogo d’italianita’, di nostalgia….d’orgoglio per noi all’estero.
    Gesualdo


  64. joe ( Melbourne , Australia )

    Ciaoo Francesca sei sempre bellissima con quel vestito bianco e farti ammirare ,bella la sorpresa che hai preparato ,il video che hai fatto e molto bellissimo ,porta indietro negl’anni l’emigrazione nel tempo come dici tu’ con la famosa valigia di cartone,sono bei ricordi ,io faccio parte della nuova emigrazione. Comunque ti faccio tanti saluti affettuosi a te’ e alla tua famiglia .(sei sempre piu’ bella che mai col tuo sorriso .
    un bacione
    Joe


  65. Maria Rosa Colombo ( Luján , Argentina )

    Cara FRANCESCA e caro FABRIZIO, avete fatto un lavoro fantastico, GRAZIE , veramente emozionante, che dire del Prf. Lorenzo, ringraziare anche tanto lavoro, io lo faccio in speciale alla memoria del mio caro Papá RINO, che é stato come tanti di voi, uno di quelli che hanno fatto possibile la crescita delle nazioni dove si hanno stabilito. Un bacio a tutti e buon fine settimana


  66. silvia-são paulo-brasile ( são paulo , brasile )

    Carissima Francesca:mi sono allontanata da tempo dal blog,ma per ragioni che non dipendevano da me,non per volontá.Stamattina,profittando che qui é festa mi sono vista il tuo nuovo Post e letto i commenti.Prima di tutto auguroni per questa puntata,bellissimo il “nostro” Museu,perche é dedicato a noi che sia nel passato,sia nel presente,tentiamo di tenere alto il nome della nostra Italia nei Paesi in cui viviamo,e ti dico la veritá,perlomeno in Brasile non é poi niente difficile,qui essere italiano o discendente di…giá é un punto a favore.Ma volevo,tramite te fare tanti complimenti al Prof.Padre Lorenzo Prencipe,per la sua disponibilitá,ma sopratutto per il suo lavoro(so quanto é difficile montare un Museu di quella qualitá)e la sua chiarezza,é stato semplicemnte fantastico,beati i suoi allievi.Ma poi ti volevo dire che i8l Prof.Prencipe ,che da ció che vedo ,il Signore protegge particolarmente,é cascato nel posto giusto….nel nostro salotto.Qui,attorno a Francesca,Professore,siamo tutti emigrati e discendenti,legati da una causa comune,e cioé,coltivare le nostre origini e quindi grati a lei per ció che fa.Nei nostri Paesi di emigrati ci sono molti Museu dell imigrato(nel caso)associazioni ecc,ma avere a ROMA nel posto dove é l altare della Patria,un posto tutto per noi é davvero emozionante,e non ce lo dovete togliere.Io non so Francesca come potremmo aiutare Padre Lorenzo a mantenerlo?collaborare in qualche modo,?tu potresti diriggere questa grande orchestra,che é il nostro salotto,per fare un gran movimento richiedendo che resti per sempre,lí dove é,perche noi e discendenti continueremo ab aeternum a ricordarci della nostra Itaqlia,e vogliamo trovare a Roma noi stessi.Io non so,ma per esempio (devo rivedere il video con piu calma,ero troppo entusiasmata per vederlo piano,passavo da uno all altro)Il Museo potrebbe avere video ,facendo intercambio con i Museu di Imigrazione dei vari Paesi,una biblioteca virtuale(tante pubblicazioni sul tema)dico (continua)


  67. silvia-são paulo-brasile ( são paulo , brasile )

    (continuazione)dico virtuale perche i Museu mai che Hanno spazi enormi,ma l importante é avere documenti.Qui c é un Museu che fa delle interviste con imigrati che raccontano la loro storia,e questo video cassette entra a far parte della “memoria ” italiana all estero.Insomma,oggi tutti i Museu sono dinamici e crescono col tempo con l arricchimento della documentazione…..forse Padre Lorenzo é quello che piu ti potrebbe dire cosa potremmo fare noi,i primi interessati?E i nostri rappresentanti,eletti nei vari Paesi,come la figlia di Gesualdo,perche non possiamo unire tutti in un bel movimento pró Museu dell Emigrante ?Anzi proprio unico,perche qui abbiamo Musei degli “IMIGRANTI “ovviamente,degli Emigrati”solo poteva essere nel Paese nostro ti pare?Beh,Francesca,tu ,piú che nessuono che io conosca sai unire tutti noi per una buona causa,e se é fattibile,sappi che sono disposta a colloaborare nella misura delle mie possibilita.Abbraccio tutti affetuosamente,Silvia


  68. Andrea ( São Paulo , Brasile )

    Grazie Francesca sei la nostra Rai, Canale 5, Rete Quattro, la 7 ecc. ecc.
    Sei capace di fare giornalismo spiegando e facendoti capire, e non imponendoci situazioni che a volte non ci interessano e la maggior parte delle volte offendono la nostra immagine come paese, come italiani e come emigranti.
    Noi di http://www.italia.org.br vogliamo che i nostri internauti possano vedere le tue interviste perché capiscano che un canale TV con l’Italia esiste e sei tu.
    Parlando del Museo, sono stato positivamente colpito dalla qualitá del lavore e delle informazioni precise del curatore (come ben sai in quella fazenda c’ero anch’io), é un passo molto importante per la staria dell’emigrazione italiana nel mondo e sicuramente un punto di partenza in ritardo di 100 anni, ma sempre lodevole e preciso.
    Adesso però dobbiamo essere riconosciuti non solo come storia, ma anche e soprattutto come presente e principalmente ricordati dai nostri figli che decideranno di rimanere nei nostri paesi adottivi.
    L’amico curatore del Museo diceva di 29.000.000 emigrati 11.000.000 sono tornati, 18.000.000 no. Quindi moltiplicando per due figli (minimo) ciascuno fa sommando 54.000.000 e poi sommando ad un minimo di 5/10 discendenti a testa fa 200 a 300 milioni di persone in 150 di storia, tutti rimasti in Brasile, Argentina, Stati uniti, Canadá, Uruguay, Australia, Cile, Messico, ecc… Tanta gente e tanta gente che ha fatto e stá facendo storia, tanta gente che deve essere ricordata. Principalmente dove ha vissuto i momenti piú belli e piú brutti e dove sicuramente grazie all’italianitá ha fatto grande sia l’Italia che il paese ospitante.
    Cara amica Francesca nostra ambasciatrice e cari amici emigranti e non, struttura della nostra Italia nel mondo; diffondiamo l’idea di un museo come questo, a livello locale, in ogni paese, un museo vivo e che permetta a tutti di sapere che siamo esistiti e che abbiamo fatto storia, con il nostro amore e la nostra nostalgia dell’essere italiani sempre.

    Grazie


  69. Claudia Roman ( Jacksonville,Fl , USA )

    Buongiorno Francesca, avrei un modesto suggerimento per il museo …
    sarebbe possibile “mettere in mostra” questo blog?
    Potrebbe forse essere solo letto cioe’ chi va al museo legge ma non puo’ scrivere, magari anche solo in parte a tua discrezione.
    Di sicuro noi siamo testimonianza di cosa sono gli immigrati italiani oggi e cosa fanno, ci troviamo in ogni parte del mondo uniti virtualmente da questo meraviglioso strumento detto computer e potremmo diventare l’esempio perfetto da paragonare all’immigrato di ieri.
    E’ solo un’ideina piccola piccola, niente di piu’.
    Claudia


  70. Giorgio Turri ( Middletown, CT , USA )

    Cari amici del blog,

    faccio seguito al mio messaggio del 20 novembre 2009 ore 1:41 riguardo la riunione del 12 dicembre al ristorante Brazzi di New Haven, CT di coloro che hanno partecipato alla riunione di Manhattan, invito aperto naturalmente a chiunque altro del voglia partecipare.

    Francesca mi ha contattato personalmente offrendomi gli indirizzi e-mail che mi necessitano, percio’ per cortesia NON SCRIVETE sul blog indirizzi e numeri di telefono. Vi contattero’ io con una e-mail. Se volete contattarmi personalmente per telefono il mio numero lo troverete nell’elenco telefonico.

    Grazie ed un abbraccio come sempre a tutti.

    Giorgio


  71. Francesco ( Toronto On. , Canada )

    Ciao Francesca, anche questa mattina il mio messaggio non mi è partito. Me ne sono accorto solamente ora , visto che ho avuto dei visitori, ed non ho fatto caso al messaggio dopo l’invio.
    Comunque non a importanza, il tema è sempre quella sull’emigrazione. A me dispiace molto sentire cose cattive che succedono in Italia, ai cosi chiamati exstra comunitari, quel che io penso che c’è una grande differenza tra emigrante, con le carte in regola, ed ex. com.ri che sbarcano clantestinamente, la colpa non la dò a loro, ma il governo che li fanno entrare ed poi vengono lasciati soli senza lavoro e senza alloggi, se queste cose fossero successe a noi ai tempi moderni, non ci sarebbe piaciuto. Noi siamo venuti con l’idea di trovare lavoro ed essere ben pagati. Tutto questo è successo, ed ora siamo qui sempre a metà, perchè l’altra metà è sempre in Italia. L’Italia dovrebbe controllare i sbarchi . e mettere a posto quei che ormai si sono indrecati, con un lavoro onesto, ed carte in regola. Ed non farsi dettare da questi che sono fanatici della loro religione, noi queste cose non l’abbiamo mai fatte. Siamo enigranti ed ne siamo orgogliosi di ciò che abbiamo fatto nel mondo. Saluti a tutti Francesco.


  72. aNNA ( São Paulo , Brasile )

    Caro Francesco,
    Ieri anche a me è successo con un messaggio. Bisogna aspettare che il testo risulti nel blog dopo l’invio, perchè ho notato che c’era solo un punto sbagliato nel mail, ed io invece di ritornare sul testo mio con la freccetta, sono tornata all’inizio del blog, tutto volato via.

    Volevo solo dire che sono completamente d’accordo con te quanto alla questione imigrazione in Italia. Una cosa sono i clandestini ed un altra quelli che vengono con le carte in regola, come noi siamo andati. E poi, peggio, li fanno entrare come dici tu, e poi gli negano i mezzi di sussistenza.
    Quando emigrano dalle loro terre, in genere sono portati dalla mancanza di opportunità di lavoro e miseria, hanno diritto ad essere ricevuti degnamente oggi. Alcuni dei nostri ovviamente sono stati mal ricevuti, ma questo da molto non succede, dovremmo retribuire nella stessa moneta.

    Un abbraccio e buon fine settimana.
    Anna


  73. SUELI FRANCO ( SAN PAOLO , Brasile )

    Brava Francesca!!!
    Sono stata molto emozionata!! È molto interessante! Ho visto la storia della mia famiglia quando sono arrivati in Brasile.
    Un grosso abbraccio!
    Viva la nostra Italia!!!
    Sueli Franco


  74. Lucia ( Buenos Aires , Argentina )

    Cara Francesca e Claudia di Jacksonville:
    l’idea di Claudia mi è sembrata geniale. Questo blog nel Museo sarebbe la testimonianza VIVA dell’emigrazione italiana di oggi, (anche se ha alle spalle decenni di lontananza dal proprio Paese).

    Non so se in pratica è possibile farlo, ma se sì, ogni visitatore leggerebbe e conoscerebbe in tempo reale e in diretta, le emozioni e i sentimenti di amore che legano gli emigrati italiani alla loro terra.


  75. Maria Rosa Colombo ( Luján , Argentina )

    Cara FRANCESCA, sai che guardando il video, subito ho pensato che bello sarebbe vedere sul Museo qualcosa del mio caro papá RINO, sai che cosa aveva portato lui dell´Italia, lo zaino del suo megliore amico, morto nella seconda guerra, per te e per tutti buon fine settimana!!!!!


  76. Giovanni ( Manaus , Brasile )

    Gentile Francesca , cari blogghisti ,

    Un saluto a tutti e grazie alla Francesca per la puntata.
    ciao
    giovanni


  77. Adriana ( Bs As , Argentina )

    Cara Francesca,
    anche a me mi é piaciuta la idea di di Claudia di Jacksonville…. ed cioé mettere il blog in mostra….imaginati?…..quanti italiani in patria conoscerebbero di piú della vita dei conazionali al’estero e del fenomeno della emigrazione italiana, ….credo modestamente che sarebbe una idea fantastica
    abbraccia a tutti Adriana


  78. Giuseppe Circelli ( Montreal , Canada )

    Come ben messo in evidenza pure nei filmati, quando partiva “nu bastimente pe’ terre assai luntane” in un angoletto della sua valigia di cartone, l’emigrante riponeva, assieme alla speranza, anche la fede.
    Poiché l’ospite di questa tua puntata è un sacerdote cara Francesca, ritengo giusto porre l’accento sul come soprattutto per merito dei missionari cattolici abbiamo potuto lasciare “memoria” di noi nelle terre che ci hanno ospitato.
    Qui a Montreal è agli inizi del 1900 che sorgono le prime istituzioni comunitarie che aiuteranno gli italiani a potersi inserire meglio nella multietnica società locale. Fu in quegli anni che nacque, tra l’altro, pure la prima parrocchia italiana del nordamerica e che fu posta sotto la protezione della Madonna del Monte Carmelo. Ma la chiesa, come costruzione in sé stessa e che testimonia quindi la nostra presenza a Montreal, fu scostruita solo negli anni 70 e poi nel 1984 fu ristrutturata ed ingrandita; in un parco antistante la chiesa fu innalzato un monumento all’emigrante. All’epoca scrissi una poesia che sottolinea pure il modo in cui noi italiani abbiamo contribuito allo sviluppo sociale e morale del Canada.

    MONTE CARMELO

    Non ero ancora qui quando nascesti,
    prima parrocchia italiana, ma ho visto
    sorgere le tue mura,
    edificio recente,
    Chiesa Maria SS. del Carmine.
    È lì, sopra quel fazzoletto d’erba
    dove affidiamo con gioia festosa
    le nostre care tradizioni al tempo
    che ti abbiamo innalzata,
    quasi a testimoniare ad ogni gente,
    con la cultura e l’arte, anche la fede
    di un popolo pacifico ed attivo.

    Allorché emigrarono, ai nostri padri
    piacque rimetere nelle tue mani,
    Regina del Carmelo,
    il cammino del loro santo Credo
    che portarono pure in questa terra
    con mille altre speranze di avvenire.
    Ed ora da questa tua nuova casa,
    rifatta ed abbellita dalle pietre
    della generosità dei credenti,
    resterai a proteggere negli anni,
    con il tuo sguardo misericordioso,
    l’emigrante che gira per il mondo.

    Un buon fine setimana ed un abbraccio a tutte-i da Giuseppe


  79. Danila- Jax -Florida

    Buongiorno Francesca,
    con un po’ di ritardo, ma anche io sono finalmente riuscita ad avere un attimo libero per guardare i video che hai pubblicato. Credo sia un’iniziativa straordinaria questa del Museo dell’Emigrazione , che testimonia, con i fatti e a livello nazionale la grandezza e l’importanza di un fenomeno sociale importantissimo quale e` stato l’emigrazione italiana. Questo museo e` da visitare sicuramente perche` in esso sara` esposta una parte importante dellla storia italiana relativamente recente, ma e` da visitare sopratutto come omaggio ai milioni di emigranti uomini e di donne che con il loro operato hanno reso possibile , tra le tante cose, anche l’esistenza del museo stesso. Credo che il museo possa essere considerato a tutti gli effetti come forma di riscatto per la figura classica dell’emigrante che ha fatto enormi sacrifici, e` stato essenziale per la crescita nel paese di arrivo, e` stato vitale con le sue rimesse economiche nel paese di origine, ma nella realta` delle cose non gli e` mai stato riconosciuto granche`, anzi e` stato spesso deriso, criticato e qualche volta emarginato perche` diverso dal resto della comunita` che lo circondava e tutto cio` non solo nel paese di destinazione, ma anche in Italia. Tant’ e` vero, che anche se non lo si dice apertamente, quasi nessuno di noi che viviamo all’estero, vuole piu` essere considerato un emigrante, perche` il termine con il tempo ha assunto un’accezione negativa.
    Spero che questo museo possa ridare alla parola emigrante un po’ del orgoglio perduto.
    Auguro al Padre e Professore LORENZO PRENCIPE di riuscire a mantenere in vita questo progetto anche dopo il 2011. Se posso dare un suggerimento su come recuperare un po’ di fondi necessari, direi di contattare le aziende italiane i cui prodotti all’estero vengono comprati soprattutto da noi emigrati. Sicuramente ai noi tutti farebbe molto piacere se una parte del prezzo pagato fosse devoluto al Museo dell’Emigrazione.


  80. Danila- Jax -Florida

    Ho letto che il libro e` stato ritrovato , che bella notizia!!!

    A MARIA ROSA COLOMBO: grazie mille per esserti offerta di fare da scorta al libro quando sara` in Argentina. Lo sai quanto a me personalmente sia dispiaciuto che il tuo nome non sia stato estratto perche` fosti la prima a dire che volevi leggerlo anche quando il progetto del libro in viaggio non esisteva ancora. Beh io spero che il percorso B.A. – Chivicoy sia abbastanza lungo e soprattutto tu non debba guidare cosi potrai leggertelo, anche perche` nel libro una delle famiglie protagoniste di cognome fa proprio COLOMBO.


  81. Francesco ( Toronto On. , Canada )

    Buon giorno Francesca e tutti, oggi è una giornata molto grigia, tempo di pioggia, ma non credo che c’è neve in giro.
    Come tutti sappiamo l’emigrazione è sempre esistita, da l’inizio dell’essere umano nel mondo. Quando la terra era era quasi unita, i mongoli andarono in cerca di nuovi territori, ed così è successo con i galic ed altri popoli del nord, che fecero la loro dimora in tutta europa ed parte di altri continenti vicini. Chi siamo noi? non è facile dirlo!!!!!! Saluti a tutti Francesco.


  82. Giuseppe C. ( dalCanada )

    Francesca ciao! Ho visto i video come sempre un buon lavoro.
    Complimenti al Prof.Prencipe per aver voluto fare questo bel regalo agli emigranti , per mezzo del quale tanta gente vera’ a conoscenza di tante storie di tanti uomini e donne, gente semplice umile ma coragiose che atratti a volte da false promesse di benessere lasciavano tutto cio’ che a loro piu’ caro, per cercare fortuna oltre i confini nazionali . Pagando un prezzo altissimo che se non era per la disperazione che regnava nei tempi passati nel nostro paese penso che nessuno avrebbe lascito il suolo natio.
    La lezzione di storia raccontata dal professore, dovrebbe essere impartita nelle scuole italiane dove oltre alle nuove generazioni italiane vi sono anche quelle degli immigrati che oggi ceracano fortuna nella nostra terra d’origine . E forse capirebbero che quando si e’ ospiti di una nazione non si possono dettare leggi o imporre le loro credenze religiose ,nessuono glielo impediesce di fare cio’ tra le mura domestiche, ma la loro casa e’ in una nazione con una cultura millennare e se non voglion fare parte di quella cultura ,nessuno gli sbarra la strada del ritorno, saro’ fuori tema…. mi scuserai ….ma io la penso cosi’.
    un saluto ai “vesuviani “torontini, un buon proseguimento a tutto il resto
    un abbraccio affettuoso per te’ augurando a tutti un buon fine settimana
    Ciaoooo GiuseppeC.


  83. Giuseppe C. ( dalCanada )

    Francesca !Eccomi di nuovo,
    vorrei propporre l’ascolto di questo bellissimi inno di Giuseppe Verdi che penso ci stia molto bene con il tema della puntata di questa pagina ciaoooGiuseppe C.
    http://www.youtube.com/watch?v=tYMPnI0s–k


  84. Santo ( Buenos Aires , Argentina )

    Grazie cara Francesca per questo bellissimo servizio, mi hai fatto venire la pelle d´oca e le lacrime agli occhi….


  85. silvia-são paulo-brasile ( são PAULO , BRASILE )

    Carissima Francesca:ho letto i vari commenti(numerosi, a questo tuo eccezzionale Post,el resto gl esseri umani sono un poco egocentrici(no ho detto egoisti che é diverso) quindi ci sentiamo protagonisti ,e lo siamo)Ma volevo solo fare un piccolo commento su ció che dice Danila -Jax,del fatto,per certi aspetti reale,che iltermine “emigrante” alcuni non lo vogliono ammettere.Io ho letto molti anni fá un libbro molto interessante,scritto da un napoletano,che migró in America,per il Brasile,dicendo a tutti che veniva a “fare l America” e sarebbe tornato con molti soldi e aiutato tutti i familiari e amici.Arrivato qui tutto gli andó molto male,non solo non fece l America,come usavano dire,ma visse una vita se non di fame,poco migliore di ció che aveva lasciato in Italia.Il figlio nel libbro raccontava che l unica sua soddisfazzione era aver dato un diploma a tutti i figli avuti.Fece il calzolaio,il muratore,ecc.e mai piu volle tornare in Italia,per la vergogna.Si sentiva un fallito,lui come emigrante aveva la meta di guadagnare soldi,non riusci,cosí successe a molti.,si vergognavano,sopratutto perche altri invece,come lui,facevano fortune,viaggiavano,mandavano i figli in Europa.Al punto che parlava un portoghese pessimo,dimenticó il dialetto napoletano(insomma si vergognó del fracasso e volle dimenticare di essere un emigrato,voleva sentirsi un brasiliano povero).Ecco il figlio lo racconta e racconta di questa vergogna di suo padre.Lui (il figlio ) tornó a Napoli e trovó il resto della famiglia molto meglio sistemata,perfino che il padre qui.Volevo dire questo,perche difatti i casi sono tanti,le vicissitudini di ognuno di noi tanto svariate,che molte volte il preconcetto parte si,dal proprio emigrato,e realmente,se tu prometti mari e monti e poi fracassi cé da sentirti un fracassato.Ci sono Paesi dove gl imigranti andavano per stabilirsi(e non per fare l America)per crescere i figli,e allora continuavano a coltivare la loro terra Natale,la loro cultura ecc.Silvia


  86. silvia-são paulo-brasile ( são paulo , brasile )

    solo volevo completare quanto su.La migrazione é un fenomeno molto complesso,come tutto ció che riguarda i gruppi umani,difficile da giudicare a non essere caso a caso.Nel caso non ricordo se il figlio accettava questa attitudine del padre o no,ma certo se lui ha trasmesso ai figli questa rabbia verso ” l aver migrato”,alcuni dei figli l avranno pure assimilato e non diranno mai che il loro padre venne e fracassó vi pare?Insomma,Danila mi ci ha fatto pensare,ma non credo che la maggioranza si vergogni di aver migrato,perlomeno spero.,ma tutto dipende da tante cose,le vediamo e le sentiamo tutti i giorni.Oggi migrare é uno scherzetto,si va da qua a la con la maggior facilitá,ci si comunica,ma a quei tempi era per sempre,se non si facesse fortuna e Addio famiglia e Patria per sempre,per questo era cosí duro.,penso di aver fatto una grande confusione,ma la veritá é che dipendendo se fracassati o no i migranti si orgogliano o meno di esserlo ,almeno gl antichi.Abbraccio tutti,Silvia


  87. Andrea ( San Paolo , Brasile )

    Cara Claudia Roman ( Jacksonville,Fl , USA ), hai avuto una bellissima idea. Padre e Prof. Prencipe, se puó immetta le lettere postate in blog nel museo, magari metta un compiuter perchè tutti possano dire la loro.


  88. Maria Rosa Colombo ( Luján , Argentina )

    Cara FRANCESCA, che bello sarebbe anche che ognuno di noi racontasse la sua storia di emigrazione, vero??? nel mio caso la del mio papa.
    DANILA grazie per il tuo pensiero, stai tranquilla, non guideró cosí potró leggere!!!!!!sono piu o meno due ore in macchina di Buenos Aires a Chivilcoy!!!!! scherzo faró di postino ma compreró anche il libro per leggerlo tranquilla, non ho molto tempo libero. Tanti baci


  89. Francesca Verde ( Melbourne , Australia )

    Buon pomeriggio Francesca ed amici tutti,dopo tanto caldo oggi una giornata di pioggia, cosi mi approfitto di sedermi davandi al PC e leggere tutti i commenti e riguardando il filmato atentamente,una cosa voglio dire, Francesca quando siamo fortunati ad avere te che non ci abbandoni mai, solo a pensare alla valigia di cartone ce tanta emozione, e una cosa e certa che oggi la valigia di cartone piena di tutte le stororie degli emigrandi ce lai propio tu, chi 30 e chi 40 e 50 anni e ceteraaaaa, che siamo fuori dalla nostra Patria,mai nessuno della RAI si e degniato di venirci a trovare e ascoltare le nostre storie, solo tu lai fatto ad andare in cinque condinendi quarda che non e poco, Dio che ti da tutto il bene del Mondo che te lo meriti, e un augurio di cuore che presto ritornerai a illuminare le nostre case,tu sei la persona adatta e umana per noi,
    un abbraccio grande a te,
    e un saluto circolare a questa grande famiglia.
    Francesca


  90. Flavia Mea Pola ( São Paulo , Brasile )

    L’emigrazione é semprer un tasto dolente.
    lo credo e lo sento in giro tra le varie storie di ogni genere….
    quelli che fracassavano,rinnegavano la patria per sentirsi chissá, senza quel senso di fracasso.
    io ho avuto la fortuna di voler emigrare per gioco,avevo tutto pronto ed ad un certo punto ho sentito che mi era piú a congenere vivere qui…non entriamo in merito se mi é andata bene o no…cosa sarebbe successo se fossi rimasta in Italia e fatto medicina o veterenaria..ormai é andata cosí é tutto sommato mi é andata bene ma chi vive a cavallo tra un continente ed un altro rimane sempre con quel dubbio in fondo al cuore…ma é meglio vivere e non pensarci!
    quello che volevo dire é un’altra cosa…di quelli che son venuti qui e in un modo o un altro hanno fatto l’Anerica…il trauma di aver lasciato il mondo sicuro conosciuto per andarsi a buttare allo sbaraglio.
    Mio suocero é stato ” adottato da uno zio che non aveva figli” e lo ha tolto dalla famiglia perché vedeva che era intelligente e all’epoca non avrebbe futuro
    in campagna.
    Ha lasciato la terra natia é venuto in un paese nuovo uno zio molto rigoroso verso lui ed un altro cugino…li ha dato un educazione severa e li ha messi subito a lavorare nelle sue proprietá.
    Quello che non trovo giusto é che quello che emigra ha dovuto rinunciare all’amore della famiglia originale ha lavorato ecc eppoi oltretutto hanno creato una specie di ricatto morale lo hanno fatto sempre sentire in debito verso la famiglia in Italia.
    Trovo giusto che quello che riesce a fare l’America aiuti coloro che son rimasti in Patria,non lo metto in dubbio..ma non creare un certo sentimento di come dire…come se le vittime fossero quelli rimasti in Italia e non quello andato allo sbaraglio contro un futuro incerto e sconosciuto.

    Spero che sia riuscita a spiegarmi bene!

    Buona domenica a voi,

    Flavia


  91. Giuseppe Circelli ( Montreal , Canada )

    MARIA AUSILIATRICE

    Domenica matina,
    un suono di campane…
    Maria Ausiliatrice.
    È bello salutarsi,
    dopo la messa, dinanzi alla chiesa.
    Rinfrancato lo spirito,
    sarà più saporito
    il pane guadagnato onestamente!

    È una scenetta sociocomunitaria, questa, che avviene, soprattutto nelle domeniche soleggiate, dinanzi alle parrocchie italiane qui in nordamerica. Quella di Maria Ausiliatrice è la mia, quella della Madonna della Consolata è di Maria Massimo (cioè quelle da noi frequentate); poi c’è quella della Difesa; c’è pure, non so se l’hai vista Francesca nel tuo soggiorno a Montreal, la Madonna di Pompei (appena entri ti vedi di fronte la stessa Madonna con Rosario e Scapolare del vostro video), e poi ce ne sono tante e tante altre ancora…che non sono affatto in disturbo con sinagoghe e moschee di altre professioni religiose!!! Esili campanili o guglie elevate al cielo ad osannare la fede in Dio senza chiedere l’abolizione di vessilli o la rimozione di simboli incontrati in terra di adozione.
    Oggigiorno Giorgio Gaber forse canterebbe così: “Non mi sento europeo, ma putroppo lo sono”; e, visto che lo sono anch’io, mi permetto di ricordare a chi di dovere che quel muro di Berlino, di cui si è onorevolmente commemorata la demolizione, fu messo giù grazie alla potente spallata del “papa anche dei non cattolici”, Giovanni Paolo II…il cui “povero Cristo”, prutroppo, è stato recentemente messo alla berlina! In nome di che cosa? In nome della libertà di pensiero di qualche gruppo di emigrati o di immigrati che sia, così come si va sempre più sottilizzando a chiamare quella schiera di persone che un tempo era detta “gente emigrante” e basta: gente che la necessità aveva spinto ad andar fuori paese ed essi ci andavano e si costruivano un avvenire assoggettandosi a quei doveri che la società ospitante richiedeva e non reclamando diritti!
    Buona domenica e un abbraccio a tutte-i da Giuseppe


  92. Giuseppe Circelli ( Montreal , Canada )

    Caro signor maestro, ha ragione lei: si scrive MATTINA con due “t” e non matina con una sola…come si dice in qualche dialetto! Ma siccome adesso sostengono che è bello tornare “indietro” ai dialetti…più poetici, più colorati, più eloquenti (povero Dante Alighieri, a proposito, mi auguro proprio che questo caso non vada a finire dinanzi alla corte europea…), prendendo la palla al volo potrei anche azzardare a dire che ho scritto bene!!!
    Di nuovo buona domenica e un abbraccio ancora più forte da Giuseppe


  93. aNNA ( São Paulo , Brasile )

    Cara Flavia, se ho capito bene, il problema di tuo suocero è stato lo zio che, in fondo, voleva sfruttare i nipoti e così li faceva sentire colpevoli.
    Ma grazie a Dio non è comune questa visione al contrario.

    Caro Giuseppe, comunque hai scritto bene, e matina credo sia un metallo o qualcosa del genere, se brilla, può ben sostituire la mattina.
    E se è parola napoletana, ci starà benissimo………

    Un abbraccio
    Anna


  94. Francesco ( Toronto On. , Canada )

    Buon pomeriggio a Francesca e tutti, non sò se Francesca è tifosa del Napoli, ma da buona napoletana, credo che lo è. La partita è finita in parità, che è andato meglio al Napoli, che alla Lazio. Anche li gli emigrandi di lusso , io li descrivo così, perchè guadambiano milioni di euro. Dicevo che anche loro ,sono emigrandi, sia i laziali e sia napoletani, non sono stati capace di far un goal, certo che mi dispiace per la Lazio, perchè i tre punti gli avrebbero fatto molto utile, mentre il Napoli è andato meglio, ed sono contento per Francesca, che sono sicuro, che è una buona napoletana. Se è contenta Francesca, sono contento anch’io, per lei. A questo punto saluto Francesca e tutti, e anche agli emigranti che fanno lo sport. Francesco.


  95. Carmela Celentano ( São Paulo , Brasil )

    Carissima Francesca,
    i tuoi ultimi video sono bellissimi, eccezionali, sia per qualità che per contenuto. Pensare al Museo Nazionale Emigrazione Italiania al Vittoriano è davvero un grande avvenimento. Mi ha commosso tutto il
    filmato, sia per la tua vivace ed entusiasta partecipazione che per le esaurienti spiegazioni del Professore Lorenzo Prencipe che ha fatto un vero e proprio saggio sulla storia dell´emigrazione italiana nel mondo fino al l915 e ci ha fatto conoscere tanti fatti interessanti.
    Molto commovente l´apertura della valigia di cartone…anche io nella mia anche se non c´era lo spago…ho portato la Madonna di Pompei e la Madonna di Montevergine. Quanti ricordi mi avete fatto venire in mente. A dir la verità non ho fatto una brutta traversata perché sono venuta nel 1955, con la nave Bretagne, francese ed il viaggio è stato abbastanza buono di 15 giorni. Ma la tristezza di lasciare tutti, nonni, zii, cugini, compagni di scuola, il paese, la mia cara Italia, insomma è stata immensa e fino ad oggi l´Italia mi è rimasta nel cuore, ed ogni tanto ci ritorno.
    Ed in Brasile nel 1955 già non si andava in “fazende”, mio papà era tornitore ed è andato a lavorare in una fabbrica di giocattoli, si chiamava Atma Paulista ed io che ero quasi ragioniere dopo sei mesi, avendo imparato il portoghese, sono andata a lavorare in una banca, come segretaria
    bilingue. Quindi non abbiamo sofferto il peggio ma abbiamo lavorato sodo ed abbiamo fatto tanti sacrifici per costruirci una casa. Non ho fatto l`America come si dice, ma abbiamo una vita abbastanza tranquilla ed amiamo anche questo Paese che ci ha saputo trattare con ospitalità e amicizia.
    Faccio i miei complimenti anche a Fabrizio: Bravo, non è stato un lavoro da poco!
    Spero che questo Museo rimanga per sempre a Roma e quale miglior posto che presso l´Altare della Patria. Anch´io cercherò di collaborare per questo e quindi Francesca tienici al corrente.
    Grazie e saluti a tutto il salotto. Carmela


  96. Fatima ( São Paulo , Brasil )

    Querida Francesca, grazie di cuore.
    La nascità di Thiaguinho mi porta tanta allegria, io ho fatto tutto per mantenere l’italianità in onore ai miei antenati e ora, dopo tanti anni mia famiglia italiana ricomincia. Un vero regalo per me.

    A tutti un abbraccio.
    Fatima


  97. Francesco ( Toronto On. , Canada )

    Queste giornate corte non le sopporto, per fortuna fra qualche mese incominciano ad allungarsi. Se non sbaglio Fatima a avuto qualche nipotino-a. Non sono sicuro, ma sono contento di farle i miei più fervidi auguri, a lei e famiglia. Se non sbaglio ho sentito che cera qualche altro piccolo sbarco, in Italia ed ho sentito dire da quella giovane donna che astetta un bambino , che il nonno è italiano, Hanno pagato $ 2500, a persona. Per imbarcarsi, certo che sono un bel pò di soldi. Per me questa non è una emigrazione, è un abuso, che l’Europa dovrebbe fermare tuttI questi sbarchi ed applicare un emigrazione corretta. Un saluto a tutti, Francesco.


  98. Claudia Roman ( Jacksonville,FL , USA )

    Flavia, ti sei spiegata benissimo. Mia nonna ad esempio, aveva una sorella emigrata negli Stati Uniti negli anni ’50, ebbene tu non sai quante volte mi diceva che sua sorella era un’egoista che non pensava alla famiglia e che non mandava mai regali ne’ soldi e che sicuramente quando sarebbe morta le avrebbe lasciato l’eredita’ perche’ le spettava di diritto. Forse mia nonna credeva che in America i soldi piovessero dal cielo? Si arrabbio’ molto quando la sorella le disse che dopo tanti sacrifici fatti per tutta una vita i soldi rimasteli li avrebbe spesi in viaggi e per una casa di cura per anziani di livello.
    Insomma tutti quelli che erano rimasti in Italia si immaginavano chissa’ quali fortune questi immigrati potevano mai avere e comunque questo concetto rimane ancora un po’ oggi.
    Ti sorprendera’ sapere che anche i miei familiari e amici si lasciano sfuggire alcuni commenti tipo…eh adesso che tu vivi in America fai la vita da ricca…purtroppo oggi come allora tra il cinema, la tv e i giornali la gente riceve informazioni distorte e spesso si fanno paragoni di cosa c’e’ qui rispetto all’Italia senza pero’ spiegare il perche’ o il percome.
    Ad esempio le case negli States sono normalmente molto piu’ grandi di quelle italiane e gia’ questo conduce a conclusioni sbagliate, infatti nessuno spiega che qui c’e’ piu’ spazio che in Italia e che e’ normale vivere in casette invece che in appartamenti ma cio’ non significa che siano piu’ lussuose anzi, spesso ci sono molti piu’ soldi spesi in comprare e arredare 70mq di un appartamento italiano che in una casa americana di 200/300mq (misura standard) questo ovviamente in generale.
    Comunque il fatto di credere che se un membro della famiglia ha piu’ fortuna e piu’ soldi allora deve aiutare tutti gli altri e’ tipico della cultura italiana ed e’ una delle prime cause di litigi e divisioni familiari, in certi casi e’ pure nobile ma non esattamente corretto sia per chi e’ piu avvantaggiato economicamente e chi no.


  99. Lea Mina Ralli ( Roma , Italia )

    Buongiorno a te cara Francesca e a tutti quelli che stanno sottoscrivendo le loro testimonianze sul tema.
    sarebbe veramente bello e utile che i Video, ripresi brillantemente dal caro Fabrizio e questa tua perfetta intervista al Docente erudito e appassionato Don Lorenzo Prencipe, rimanessero visibili e consultabili permanentemente nel Museo come ha accortamente suggerito Claudia Roman “MINA” ( chissà se parente della famiglia di mio marito ?).
    inoltre, le firme dell’attuale pagina sarebbero anche il primo valido documento di richiesta affinché il Museo possa restare definitivamente al Vittoriano …considerando anche che, trasportandolo altrove , raddoppierebbero pure le spese già affrontate e, in tempi di economia , il Comune di Roma dovrebbe pensare pure a questo.
    Scusate se approfitto per ricordare che fra pochi giorni si chiude il Bando per il Concorso Italia lanciato da Estro Verso e ai Poeti che ancora non avessero deciso , basterà leggere questa pagina per ispirarsi copiosamente.
    Nonnalea l’Estroversiana


  100. maria teresa ( bologna , italia )

    Mia figlia vive negli USA da oltre 3 anni. E’ titolare della green card . Lavora per una società solo americana.Ha fatto la richiesta di iscrizione all’AIRE circa 2 anni fa ma il consolato non l’ha ancora evasa. Ha rinnovato la richiesta.pertanto risulta
    ancora iscritta anche all’anagrafe del comune italiano dove risiedeva. Paga regolarmente le tasse negli USA:ha anche dichiarato nella denuncia dei redditi fatta negli USA di avere trasferito dei fondi dall’Italia negli USA per un importo superiore ai 10000 EU per riscattare il mutuo casa acquistata negli USA. Che altro deve fare per essere in regola con il fisco Italiano?


  101. aNNA ( São Paulo , Brasile )

    Solo voglio aggiungere, riguardo ancora a quanto detto da Flavia e spiegato da Claudia, che realmente esiste l’altro lato della medaglia.
    Molti emigrati, tornando in Italia, non è che spiegano che tutte le case negli USA sono enormi e che la decorazione non è tanto cara quanto quella di molti appartamenti italiani, il chè è vero, ma vanno per mostrare il più possibile che hanno fatto l’America, che sono diventati ricchi, ed allora ovviamente danno un idea distorta della realtà.

    Questo oggi, perchè ieri, che le comunicazioni erano rare e difficili, nessuno in Italia poteva sapere quanti metri aveva la casa degli emigrati e quindi non potevano pensare niente, solo sperar nello zio d’ America. Ma questo è logico inquanto realmente molti hanno fatto fortuna e la speranza di quelli che rimanevano è che l’avessero fatta veramente.

    Quindi, se le idee che avevano erano distorte, solamente erano frutto di una speranza di migliorare per tutta la famiglia, o il risultato di notizie mal spiegate, anche per vanità o orgoglio di chi era emigrato ed alle volte non aveva costruito niente ed aveva vergogna.

    Tutto ha due facce
    Anna


  102. Claudia Roman ( Jacksonville,FL , USA )

    Nonna Lea,
    sono contenta che a te e ad altri sia piaciuta la mia idea, direi che come hai spiegato tu si prendono non due ma tre piccioni con una fava!

    Primo (piccione): Il museo si arricchisce di documentazioni preziose e confrontabili fatte di testimonianze, esperienze, opinioni e sentimenti date da persone in tutto il mondo e in tempo reale.

    Secondo: Francesca ha un’opportunita’ in piu’ di mostrare al mondo intero i frutti del suo lungo e appassionato lavoro.

    Terzo: I nostri nomi fino a ieri anonimi diventano parte della storia dell’immigrazione e un domani chissa’ che non ci sia qualcuno che scriva un libro ispirandosi a noi proprio come ha fatto la scrittrice Alba Pariani con il nostro libro giramondo ” Quando Dio ballava il Tango”.

    insomma come dicono da queste parti: It’s a great deal!


  103. Alfonso Ronca ( Montreal , Canada )

    Datosi che stiamo ancora sul tema dell’emigrazione, volevo sottolineare quanto segue per dimostrare che l’italianità vive realmente fuori dell’Italia e con i mezzi moderni l’influenza è ancora più forte che mai se la sappiamo nutrire. Ieri sera ho assistito alla Semi-Finale 15a Edizione di SUPERFANTASTICO, presentata ogni anno da CFMB 1280 al Centro Leonardo da Vinci che Francesca ricorda certamente. Il Teatro in piena capacità di 550 persone ad ascoltare i nostri giovani, dai 12 alla ventina d’anni da Montreal ed Ottawa ad esibirsi con canti tutti in italiano. C’era una giuria di compositori, cantiautori con il compito di selezionare 16 dei 32 concorrenti che poi il 28 marzo prossimo si esibiranno a Place des Arts per il concorso finale con una giuria che viene anche dall’Italia. Questa è la terza volta che assisto a questo spettacolo in cui concorre anche una mia nipotina. Volevo far parte di questa mia esperienza a tanti amici del blog che senz’altro anche loro dovunque si trovano organizzano attività simili per tener viva la nostra cultura. Un grande abbraccio a te Francesca e a tutti gli amici del blog
    Alfonso


  104. Giorgio Turri ( Middletown, CT , USA )

    Per Alfonso Roca (Montreal, Canada)

    Alfonso, grazie per la segnalazione di SUPERFANTASTICO.
    C’e’ un sito sull’argomento per chi voglia consultarlo, e’ http://www.cfmb.ca/content.asp?key=22

    Ciao a tutti.

    Giorgio


  105. Francesco ( Toronto On. Canada , Canada )

    Buona sera a tutti, delle volte le cose si dimenticano e il tempo passa, senza accorgenersi. Certo che la storia sarebbe universale, se qualche scrittore scivesse un libro come dice Claudia, su l’emigrazione sarebbe una grandissima idea.
    Delle volte i scrittori vogliono essere nominati prima che accettano di scrivere qualche libro, il fatto è a conoscerne qualcuno!!!! Chissa se nonna Lea ne conosce qualcuno? mi dispiace molto, ma purtroppo, io non ne conosco nessuno. Avrei voluto conoscerne qualcuno, ma mi sa di no! Sò che nessuno me la chiesto, è solo un idea.
    Saluti a tutti, Francesco.


  106. Lea Mina Ralli ( Roma , Italia )

    Caro Francesco, giacché ti rivolgi a me , ti dico che conosco almeno tre esistenze di emigrati della mia famiglia , ma che , una volta partiti per l’estero non sono rimasti molto in relazione con i parenti rimasti in Patria . seppure per qualche visita ogni tanto li abbiamo rivisti .
    ero bambina allorché uno dei sette fratelli di mio padre partì negli anni trenta come addetto di Ambasciata al seguito del Console Pons per l’Uruguay con moglie figlia e conseguì una brillante carriera diplomatica ,tanto da divenire egli stesso Console . in questi giorni sto ricercandone testimonianze fra i ricordi di mio padre che amerei far pervenire a Padre Lorenzo Prencipe.
    un’altra cugina, partì giovanissima sposa di un oriundo calabrese e vive tuttora a Toronto . so che è benestante, carica di figli , ma purtroppo avara di notizie.
    la terza emigrata che vive a New York è un’altra cugina che subito dopo la guerra sposò un sergente americano, ma anche le sue notizie sono sempre state rare , ho saputo solo che uno dei loro cinque figli è diventato sacerdote .
    come vedi , caro Francesco , oltre questo avrei poco da narrare circa il loro insediamento in terra straniera poiché , le loro vicissitudini non le conosco e dello
    svolgersi della loro vita , non ho mai avuto notizie dirette .
    posso dirti però che , su richiesta di alcune mie corrispondenti , ho redatto delle storie molto sofferte che come testamenti vogliono lasciare a figli e nipoti.
    storie sofferte , alcune drammatiche che mi hanno molto coinvolta emotivamente , ma non oso chiedere alle protagoniste di farne una raccolta perché mi sono state raccontate in modo molto confidenziale.
    anche questi motivi , mi fanno sentire legata agli Italiani nel mondo.
    cari saluti a tutti voi .
    Nonnalea l’estroversa


  107. Francesco ( Toronto On. , Canada )

    Cara nonna Lea, anch’io ho relativi negli USA. Che non li ho mai conosciuti, essi sono sparsi in molte zone degli Stati Uniti, infatti anche a Roma ed nel mio paese, ho dei cugini che non li ho mai conosciuti , questo fa parte dell’emigrazione che purtroppo fa perdere le traccie familiari. Nonna Lea mi piace il suo nuovo compiuter, e le sue poesie, le leggo quasi tutte, ma delle volte non ho troppo tempo perchè sono impegnato con la scuola, che mi piace molto ed imparo qualcosa, che mi tiene un pò occupato. Tra il blog e la scuola, passo un bel tempo. Nonna Lea la saluto tanto ed sempre un piacere, averla conosciuta tramide della nostra Francesca sua nipote adottiva, e nostra cara amica, ciao a tutti, Francesco.


  108. claudia rossi ( Buenos Aires , Argentina )

    Ancora non sono riuscita a vedere tutti i filmati anche se gia e passata una settimana, forse sara il mio pc, che con questo argomento interessante si ferma.
    Nonostante cio sempre i temi dell’emigrazione mi sono piaciute specialmente perche non l’ho vissuto o meglio dire perche solo l’ho vissuto attraverso mio padre, i miei nonni, e gia da tempo con il lavoro che svolgo con l’associazionismo (umbro a buenos aires).
    Certo che ci voleva un museo dell’emigrazione, un museo nazionale!.
    In Umbria, a Gualdo Tadino c’e il museo regionale dell’emigrazione “Pietro Conti”, piccolo, ma molto ben strutturato, molto ben gestito che anch’io invito a visitarlo anche se virtualmente. Il allora sindaco di Gualdo Tadino quando venne in Argentina chiese agli umbri di fare delle donazione (che ogniuno ritenesse) perche questo museo possa arrichirsi con il materiale, oggetti, scritti, della esperienza, bella, brutta, interessante, difficile, ecc di chi deve/ e dovuto emigrare.
    Anche il museo di Gualdo fa un concorso/premio Pietro Conti dove ogniuno puo raccontare la propria esperienza migratoria e per questo non bisogna essere umbri, poi queste raccolte vengono pubblicate.
    Inoltre si fanno concorsi documentari dove partecipano tutti gli interessati stranieri, e non, anche categorie di scuole e varie.
    Insomma c’e tanto da fare e anche tanto da conoscere, vi invito a entrare nel sito del museo di gualdo: http://www.emigrazione.it
    E ora soffermandomi a buenos aires vi invito anche a entrare nel antico albergo degli immigranti che gia da tempo pure e diventato museo anche se con difficolta economiche ma con una storia alle spalle veramente commovente:
    http://www.mininterior.gov.ar
    questo e il mio piccolo contributo, e con tanto affetto vi saluto,
    Claudia.


  109. anna esposito ( newmarket,ontario , canada )

    carissima,sei sempre presente,cio’ significa che ti vogliamo bene.Scusami del mio silenzio nel scriverti,putroppo,sempra che mi bisogna piu tempo che un giorno dona.Come ti accennavo sto creando la mia biografia sara’ un libro abbastanza impegnativo,pero’ devo farcela.Tu sarai anche una protogonista perche’ ho avuto il piacere di conoscerti Spero che un giorno poterti abbracciare da vicino,seguo tutto cio che fai,devo dire sei brava,e io auguro sempre il meglio dei tuoi desideri,noi tutti non ti lasceremo sola.Abbracci,da me e Alessandro Anna Esposito


  110. Francesco ( Toronto On. Canada , Canada )

    Oggi gli emigranti dell’INTER, non hanno fatto il loro dovere, ho visto solo il secondo tempo, è per me il gioco la fatto tutto il Barcellona. Auguri per la fiorentina che a vinto e si è qualificata, molto bene vedremo cosa faranno gli altri emigrandi che giocheranno domani. Ciao a tutti, Ed auguro a tutti i bloghisti americani, un buon THANKSGIVINGS, e un buon long weekend.Francesco.


  111. Giuseppe Circelli ( Montreal , Canada )

    Tra le tante impronte lasciate dagli emigranti italiani a Montreal fanno spicco tre baluardi architettonici che possono essere considerati, se si tiene presente il loro tempo di costruzione, come vere e proprie pietre miliari del nostro cammino in terra canadese.
    Dove ci sono emigranti italiani è raro non trovare una “Piccola Italia” o una relativa “Casa d’Italia”. Quella nostra di Montreal fu costruita nel 1936, nell’ era fascista: quel periodo storico che ha fatto dire di sé che “si stava meglio quando si stava peggio”; nessuna meraviglia, dunque, se sulla facciata di questa Casa d’Italia c’è scolpito il fascio littorio e se nella non lontana chiesa Madonna della Difesa si nota addirittura Mussolini a cavallo! Attualmente il settantatreenne edificio è in via di ristrutturazione per renderlo più consono alle esigenze dei tempi che corrono.
    E poi c’è il “Santa Cabrini”, l’italianissimo ospedale intitolato a quella santa che venne definita la “Madre degli emigranti”. Se fosse un hotel potremmo considerarlo a 5 stelle per professionalità ed efficienza. Essendo stato fondato nel 1960 sono in corso i preparativi per i festeggiamenti del suo 50.mo anniversario di fondazione.
    Poiché non c’è due senza tre, agli inizi del terzo millennio, nel 2002 è stato inaugurato il “Centro Cominitario Leonardo da Vinci”. Un paesetto in miniatura se si tiene presente che in esso puoi trovare: dalla chiesetta al bar, dai campi da bocce alle sale per conferenze, da un teatro per spettacoli a locali per mostre ed esposizioni, da palestre ginniche a scuole di lingue, ed altro ancora. Ecco cosa mi ispirò a scrivere in quegli anni della sua nascita:

    CENTRO LEONARDO DA VINCI

    È stato eretto in San Leonardo il “Centro
    Comunitario Leonardo da Vinci”.
    Nel darne la palata inaugurale
    si son stretta la mano
    ben quattro generazioni. Rispetto
    del passato, fiducia nel futuro:
    dagli antenati ai posteri un retaggio
    in continuo cammino.
    Nuovo fiore all’occhiello della nostra
    comunità, resterà a “parlare
    italiano” per anni e, poi, per secoli
    e per millenni ancora.
    Prima pietra miliare del duemila,
    omaggio a uno dei nostri sommi geni
    e vanto anche del semplice emigrante,
    sarà il segno perenne
    di una immagine italiana maestosa
    e trasparente a un tempo!

    Un saluto e un abbraccio da Giusepee


  112. claudia rossi ( Buenos Aires , Argentina )

    Sono riuscita a vedere con calma tutti i filmati, seguendo la spiegazione del Prof. Principe appassionato e molto chiaro nel raccontare ogni pezzo del percorso di questo museo ancora non “definitivo”, sono entrata virtualmente anche grazie alla ripresa di Fabrizio, e non visto diffetti perche il contenuto di per se era molto interessante.
    per chi continuano ad interessarsi anche leggendo notizie dell’emigrazione non solo del passato ma anche del presente c’e questo sito:
    http://www.emigrazione-notizie.org
    saluti
    Claudia


  113. Ariel Záccaro ( Alberti , Argentina )

    Noi vediamo il passato ed a volte giudichiamo di accordo alla nostra realtà attuale, ma che difficile è stato per gli immigranti arrivare a queste terre dopo avere lasciato in Italia alle sue famiglie, i suoi amici, la sua casa. Quanto dolore, quanta sofferenza può percepirsi quando uno parlata con essi. Per molti anni hanno tentato di chiudere la porta col passato per l’immenso dolore che li provocava ricordare, oggi tutto è distinto, ci sono altri mezzi di comunicazione, è più facile viaggiare. Per quel motivo voglio esprimere il mio riconoscimento ed il mio rispetto per tutti gli immigranti che hanno lavorato tanto per ingrandire questo paese ancora con tutto il dolore del suo cuore per stare tanto lontano dai suoi affetti. Saluti


  114. Mario Gonzalez ( Buenos Aires , Argentina )

    A TUTTI GLI ITALIANI CHE RISIEDONO A BUENOS AIRES E DINTORNI, VI COMUNICO CHE LA FESTA DI NATALE ORGANIZZATA DAL CONSOLATO GENERALE D’ITALIA A BUENOS AIRES SI TERRÀ AL TEATRO COLISEO, IL 6 DICEMBRE 2009

    M T DE ALVEAR 1125
    BUENOS AIRES
    LO SPETTACOLO COMINCERÀ ALLE ORE 18, MA LE PORTE VERRANNO APERTE ALLE ORE 16, DUNQUE BISOGNA ESSERE IN FILA DUE ORE PRIMA, ALLE ORE 14, DOVUTO AL GRANDE AFFLUSSO DI PUBBLICO CHE CI SARÀ.
    INGRESSO LIBERO E GRATUITO.
    MARIO GONZALEZ.-


  115. roy ( sydney , Australia )

    Cara Francesca,
    ti chiedo scusa, arrivo sempre in ritardo, lo so, pero spero che sai bene… che anche con il ritardo.. pero, ci sono sempre. un gande saluto a tutti in salotto, e da quell che ho letto,.. e visto.. questa pagina e veramente una ricca di emozione e passione. pertanto, il video.. noi tutti in casa l’abbiamo visto, insieme a tavolo. per prima devo ringraziare il Prof. Lorenzo Prencipe, per la sua racconto..con tanta di passione e cuore, che viene trasmesso con tanta chiarezza e lucidita. Francesca,… che dire..tu sei sempre stupenda..devo andare cercare un vocabulario nuovo,. che questo che ho…le parole per te,.. gia non bastano piu!!. Fabrizio,.hai fatto un vero capo lavoro. poi, io posso solo immaginare con quale macchinari stai lavorando…percio,..sei stato grande..! io volevo per prima fare commento, su l’emozione che Francesca ci regala, in ogni di sue video,… questo qui… forse piu di tutte..!..non vi posso descivere, mentre che guradavamo il video, le lacrime che scorrevano da mamma e
    papa’…non vi dico,.. quando Francesca ha aperto la ‘valiggia’!..io da piccolo.. le loro racconti.. l’ho sempre ascoltato, pero forse mai come ora… riesco veramente apprezzare tutto quell’ che mi e stato detto. proprio per questo,.. credo che l’idea di Claudia, di mettere questa pagina in linea nel museo, avra un vero merito.!! pero, ancora in piu,.. credo che questa pagina, che Francesca ci “regala”, da ormai due anni,.. forse finalemente si sta trovando …che io credo che gia abbiamo lo spazio….qui…grazie a Francesca,… per poter scrivere le nostre storie, e questo spazio non ci e’ stato mai negato,.. ansi….!!,.. e poi sappiamo bene, come Francesca ha sempre scritto,… che tra 10.. 20 anni, chi vuole tornare qui…le nostre testimonie
    sono qui… non verranno cancellati..!! l’ideale di Francesca,.. io credo.. sia stato sempre questo,… lei ci ha creato il posto…. ora tocca a noi sfruttarlo al massimo!!!
    sempre grazie , Francesca.
    roy


  116. Ernesto ( USA )

    A GIUSEPPE CIRCELLI, MONTREAL-CANADA.

    Esatto !!
    fate in modo che nella ristrutturazione non sparisca la Storia, cioe’ il fascio littorio e l’anno di fondazione. Se non si consentira’ che resti sulla facciata ,conservate il pezzo di marmo o di cemento come “museo”.
    Erano altri tempi, quelli delle trasvolate atlantiche di Italo Balbo che portava il saluto della Patria agli emigranti, dagli Usa al Brasile, quelli delle navi ,e non degli aerei, e dei cartoni : “Italiani, il tempo delle umiliazioni e’ finito !! ”
    Oggi, chi emigra e’ molto diverso, hanno un dottorato valido, un PhD, un cervello e vengono in Usa dove trovano il posto quasi assicurato, non e’ talvolta facile, ma poi si sistemano bene, lavoro,famiglia,ordine,assicurazioni,ecc. Ed il distacco non e’ piu’ tanto sentito e doloroso come allora, ci si vede e ci si parla in Internet con quelli rimasti in Italy ogni giorno. E poi si corre da loro, una settimana,quando accululati i soldi per farlo. Sono i lati positivi della globalizzazione. Qual e’ il periodo piu’ “duro” della lontananza ??? Le nostre antiche feste:Pasqua e Natale. Certo, il viaggio e’ lungo, soprattutto per gli anziani con le “ossa” malandate. Ed io??????? Io sono qui, ma vorrei eesere li’ quest’anno.
    Saluti a tutti,
    Ernesto.


  117. MARTA GALZERANO ( CHIVILCOY , ARGENTINA )

    Cara Francesca, caro Fabrizio:
    Hanno fatto un capolavoro!!! un vero omaggio ai nostri cari nonni, emozionante…
    E’ molto importante far vivere questo Museo a Roma, dove si rimarca il valore della memoria nell’emigrazione.
    Buon proseguimento!!!
    A presto, Marta.


  118. Francesco ( Toronto On. , Canada )

    Ciao Francesca e tutti, brutta giornata oggi, a piovuto tutto il giorno e c’è ancora pioggia in giro. Non vorrei parlare sempre di sport, ma oggi è andata peggio di ieri, il tema è sempre su l’emigrazione, perchè nelle nostre squadre di calcio, italiani ce ne sono pochi, la maggior parte sono tutti emigranti. Ma quanti soldi sprecati, almeno una volta si vinceva spesso, mentre ora, si vede vincere spesso. Poveri tifosi!!!!purtroppo ci sto anch’io, e non mi piace perdere. Certo che non può vincere sempre, ma da un paio di anni, la champion league, l’ abbiamo persa. saluti a tutti Francesco.


  119. Francesco ( Toronto On. , Canada )

    Buon giorno a Francesca e tutti . Auguro a tutti i bloghisti americani, A HAPPY THANGSGIVING DAY, AND A WONDERFUL LONG WEEKEND. FRANK.


  120. Giuseppe Circelli ( Montreal , Canada )

    Caro Ernesto degli Stati Uniti, innanzi tutto buona festa del Thanksgiving. Dopo di che, Giuseppe da Montreal, classe 39 – figlio della lupa, non pensa che rimuoveranno quel pezzo di storia, che risale pure agli inizi della nostra cultura, dal frontespizio della Casa d’Italia; i lavori infatti sono di ordine di ampliamento dei locali e quindi la precedente struttura dovrebbe restare intatta. Intanto tre anni fa, in occasione del suo 70.mo di fondazione e’ stato commovente rendersi conto che molti di quei baldi giovanotti, che videro sorgere il significativo edificio, sono tutt’ora viventi. Seguendo la manifestazione attraverso i giornali e la televisione ho avuto la piacevole sorpresa di rivedere una bravissima -oggi ultranovantenne- signora che a suo tempo ha lasciato una profondissima traccia nel mio cuore di italiano all’estero.
    Il tutto avvenne nel 1976 allorche’ mia moglie ed io decidemmo di prendere la cittadinanza canadese. Ne facemmo richiesta, ci fu dato un plico di nozioni da studiare e ci venne fissato un appuntamento presso un determinato giudice di pace. Ci presentammo dove e quando convenuto e fummo ricevuti da una distinta signora che ci esamino’ in lingua francese, la lingua ufficiale del Quebec. Intanto mentre lei, tra una domanda e l’altra, prendeva appunti io e mia moglie confabulavamo tra noi in italiano. Dopo gli esami ci proclamo’ cittadini canadesi sempre in lingua francese e poi subito aggiunse…in lingua italiana: “E adesso possiamo anche scambiarci due paroline nella nostra bella lingua materna!” Dopo la chiacchieratina ci accompagno’ alla porta e, accommiatandosi da noi, soggiunse: “Anche se siete divenuti cittadini canadesi…non dimenticate mai di sentirvi orgogliosi di essere italiani!”. E scommetto che quel consiglio, come lo diede a noi, lo avra’ dato pure a tanti e tanti altri connazionali che si recavano da lei per la stessa ragione o magari per altre ancora.
    Da quel giorno, in qualita’ di insegnante recandomi a scuola il sabato mattina, oltre che a insegnare la lingua e la cultura della nostra terra di origine, ho cercato sempre di “educare” pure l’italianita’ dei nostri giovani. E il consiglio dato a me da quella italianissima giudice di pace la ripeto spesso ai miei piccoli amici del sabato perche’ quel seme di italianita’ che gettiamo nei loro animi oggi dara’ i suoi frutti domani!
    Un saluto e un abbraccio a tutti da Giuseppe


  121. Giuseppe C. ( dal canada )

    Un pensierino per Francesca per augurarle un buo tutto .
    Un augurio di “buon thanksgiving day” ai nostri colleghi blogghisti residenti in America, e un cordiale saluto atutto il resto dei saolttieri.
    In oltre volevo farvi conoscere trammite il seguente link l’iniziativa del governo canadese per onorare tutti quelli che sono venuti in questo paese e lo hanno reso quel che e’ oggi. ciaooo a tutti Giuseppe C.

    http://www.pier21.ca/


  122. Giuseppe C. ( dal Canada )

    in questa pagina si parla di noi Ciao Giuseppe C.

    http://www.pier21.ca/wp-content/uploads/files/First_75_Years/research_italians.pdf


  123. Juliana De Angelis ( Ontario , Canada )

    Carissimo Giuseppe ho aprezato moltissimo questo tuo servizio che ci hai fatto.
    Mi hai fatto ricordare quel posto in gui sbarcai dalla Nave Saturnia che poi seppi che fu’ lultimo viaggio che fece,
    Il viaggio fu molto bello,perche’ non ero sola,c’era mio fratello cosi’ non mi sendi solo in mezzo a molti forestieri,nella mia cabina ero io e una signora con due bambini,il piu’ piccolino si chiamava Bruno pero’ aveva i capelli biondi e ricciolini ma che bello che era quel bambino, loro andavano a Toronto noi fermavamo a Montreal, la mia prima residenza fu’ 6738 Cartir, non ho mai dimendicato quell numero.ci abitava una mia Zia che aveva venuta ne 1898,
    Devo dire che fu piu’ duro il viaggio del treno che 10 giorni nella Nave,da quel londano giorno 5 Agosto 1959 son ritornata in Italia solo tre volte, e’ ora non penso che ci andro mai piu’,pero’ lanno scorso velevamo andare a questo posto Pier 21 perche’ abiamo saputo che cianno fatto un museo degli emigrandi, ma poi non siamo rivati fin li’ spero di poterci andare lanno prossimo.
    Ti ringrazio molto Giuseppe per questo servizio. Saluti con affetto da
    Julia De.Angelis


  124. Santo ( Buenos Aires , Argentina )

    Posso fare una domanda? Perche in questo Museo no si parla delle rimese que hanno mandato gli italiani che hanno dovuto lasciare il paese?


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