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Archivio di ottobre 2009

lunedì 26 ottobre 2009
IL COMMERCIALISTA RISPONDE

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Dottore Commercialista
RENATO GRASSUCCI

La settimana di ProntoFrancesca si apre con un tema di servizio molto importante e di grande attualità: lo scudo fiscale. Prima di entrare nel vivo di questa intervista che vede protagonista il nostro Commercialista di fiducia, che per anni avete avuto modo di seguire durante le puntate di SPORTELLO ITALIA, il Dottor RENATO GRASSUCCI, desidero dedicare un pensiero all’amica del nostro “Salotto Mondiale” TERESA FANTASIA, intorno alla quale vi siete uniti in questi giorni per esserle vicino dopo la perdita del marito. Sapete, a volte mi fermo a pensare di come sia possibile avere creato una così meravigliosa e numerosa famiglia di Italiani nel Mondo, che pur non conoscendosi il più delle volte personalmente e vivendo magari a migliaia e migliaia di chilometri di distanza, si sentano uniti ed accomunati da un sentimento così profondo e speciale. Mai avrei creduto quando ho dato vita al mio progetto telematico, che potesse nascere tra tutti noi un’amicizia virtuale così intensa e sono veramente grata a tutti voi per l’affetto, l’entusiasmo e l’assiduità con la quale nel tempo state condividendo la mia idea di fare in modo che ProntoFrancesca possa essere non solo un grande ponte tra tutti gli Italiani nel Mondo, ma anche e soprattutto una prova tangibile nel tempo, di quello che insieme stiamo costruendo e dei valori in cui crediamo. Ho letto con molta attenzione come sempre i vostri commenti ed ho trovato veramente toccante la vostra sensibilità nel portare conforto a Teresa, anche se “solo” attraverso il computer e vi ringrazio veramente tantissimo per essere così come siete.  Quello che avete scritto va bel oltre un semplice commento lasciato nel mio blog e di questo sono convinta che ne siate sempre di più consapevoli anche voi. Proprio per continuare a portare avanti questo spazio secondo la linea editoriale che ho scelto e perseguito in questi due anni, è mio desiderio trattare anche temi di servizio, pur sapendo che spesso interessano solo una minima parte dei miei lettori, trovando  giusto accontentare tutti e fare in modo che il mio sito possa divenire sempre più trasversalmente letto.

Proprio per questo motivo vi chiedo gentilmente di attenervi nei prossimi giorni dal lasciare commenti che escano dal tema trattato, nel rispetto di chi desidera porre domande al Dottore Commercialista RENATO GRASSUCCI, che con grande disponibilità ha messo a disposizione di voi tutti le sue competenze in materia fiscale, dedicando parte del suo prezioso tempo.

Ringraziandovi fin da ora per la collaborazione, vi auguro di cuore un buon inizio di settimana!


DOMANDA: Che cos’è questo scudo fiscale?

Lo scudo fiscale è una sanatoria istituita dal nostro Governo (e da ultimo modificata con il DL 78/09) che consente a tutti i residenti in Italia (persone fisiche, società semplici, associazioni, enti non commerciali e trust), di ufficializzare tutte quelle attività finanziarie e/o quei beni posseduti all’estero nel periodo dal 01/01/05 al 31/12/2008.
Rientrano più precisamente tutti gli investimenti in attività finanziarie, gli immobili, gli oggetti preziosi ed anche gli yacht.
Questo manovra fiscale è stata in questo stesso periodo adottata anche in molti altri paesi dell’occidente (sia dell’UE che negli Stati Uniti) con l’obiettivo comune di far rientrare somme di denaro nel paese per poi essere opportunamente investite, con consequenziali ovvi vantaggi all’economia interna; senza chiaramente trascurare l’immediato vantaggio per le casse Statali rappresentato dall’incasso dell’imposta forfetaria pari al 5% del valore della somma rimpatriata. Senza il pagamento di questa imposta la proceduta di condono non viene considerata perfezionata.

DOMANDA: Si parla quindi di una procedura di condono per somme e/o attività detenute all’estero ma destinate ad essere condonate da residente in Italia. In che misura possono allora interessare i nostri connazionali che invece risiedano all’estero?

Questa manovra, anche se destinata ai residenti in Italia, in pratica interessa anche gli Italiani residenti all’estero almeno per due motivi.
1) Una delle ipotesi di condono può addirittura essere quella di condonare investimenti (in attività finanziarie e/o immobili) ubicati in Italia ma detenuti da interposte persone (o società) residenti all’estero. Insomma, potrebbe trattarsi del caso di un nostro connazionale residente all’estero che funga da prestanome per l’intestazione di un immobile in realtà ubicato nel nostro paese e di interesse di altra persona residente in Italia che ha intestato il bene al residente all’estero chiaramente con l’obiettivo di sottrarsi al fisco. E’ una delle ipotesi condonabili.
2) La seconda possibilità di interessamento di Italiani all’estero, riguarda il caso in cui la residenza appunto all’estero sia solo fittizia in quanto il centro principale degli interessi economici e sociali della persona è in realtà ubicato nel nostro paese. E spesso tale fittizia residenza è in un paese a fiscalità privilegiata (cosiddette black list). L’Amministrazione finanziaria da qualche anno sta impiegando grosse risorse alla ricerca di queste residenze fittizie con l’obiettivo di scovare tutti quei redditi di cui sono titolari tali persone e che andavano invece dichiarati (e quindi tassati) nel nostro paese. Indizi di vario genere, come la presenza in Italia comprovata dalla partecipazioni a convegni, manifestazioni di vario genere, apparizioni sui giornali ed in televisione, sottoscrizione di assicurazioni ed altri tipi di contratti con società Italiane, viaggi frequenti di ritorno in Italia, permetterebbero al Fisco di smontare la residenza fittizia.

DOMANDA: Quali sono le modalità e termini di questo condono?

Il condono riguarda tutte le attività finanziarie nonché gli immobili , gli yacht e gli oggetti preziosi detenuti all’estero nel periodo dal 01/01/05 al 31/12/08 e suscettibili di produrre ricchezza. Nel caso degli yacht la presunzione del Fisco, dalle prime precisazioni, sembra addirittura assoluta quindi non suscettibile di prova contraria.
Le modalità di regolarizzazione sono due:
a) attraverso il rimpatrio, possibile per tutti beni di cui sopra detenuti in qualsiasi paese europeo od extraeuropeo;
b) attraverso la regolarizzazione, possibile per tutti i beni di cui sopra detenuti in un paese dell’UE o aderente allo spazio Economico Europeo (SEE) (attualmente la Norvegia e l’Islanda).
Quindi, per i beni detenuti fuori dall’UE è possibile solo il rimpatrio. Il rimpatrio è la procedura ammessa anche nel caso di un immobile. In questo caso è previsto il cosiddetto rimpatrio giuridico (ovviamente non quello fisico). E’ infatti stabilito che l’immobile sia conferito ad una società fiduciaria avente sede nello stesso paese dove è l’immobile; la partecipazione societaria acquisita in cambio viene riportata sulla “dichiarazione riservata” che viene presentata ad un intermediario finanziario abilitato residente in Italia. Il rimpatrio si perfeziona con il pagamento del 5% del valore della citata partecipazione!
La dichiarazione ed il pagamento vanno eseguiti improrogabilmente entro il 15/12/09.

DOMANDA: A proposito di immobili, che probabilmente rappresentano l’ipotesi di investimento più diffusa per gli Italiani, considerando il caso di immobili ubicati invece nella UE (o in Norvegia od Islanda), vanno sempre regolarizzati?

L’obbligo di regolarizzazione sussiste solo se l’immobile è ubicato in un Paese in cui sussista l’obbligo della dichiarazione fiscale dello stesso e quindi di assolvere le relative imposte.
In genere, se l’immobile è tenuto a disposizione non sussiste l’obbligo di dichiarazione per quel Paese e, di conseguenza, non sussiste neanche l’obbligo di riportare lo stesso nello scudo fiscale. Se invece fosse stato affittato, sicuramente sussiste l’obbligo di ricorrere allo scudo fiscale.
Viene da se che, una volta condonato quel immobile, dalla successiva dichiarazione dei redditi sarà necessario riportarlo sul quadro RW (relativo agli investimenti all’estero) della dichiarazione dei redditi presentata in Italia.

DOMANDA: Quali potrebbero essere i vantaggi e quali invece gli svantaggi di questo condono?

I vantaggi sono innanzittutto quelli di evitare tutte le sanzioni penali previste dal nostro ordinamento. Aderendo infatti alla sanatoria cosiddetta dello “Scudo fiscale ter” si riesce ad ottenere l’estinzione di reati quali l’infedele e omessa dichiarazione, il falso in bilancio, l’occultamento o la distruzione di documenti, le false comunicazioni sociali, le dichiarazioni fraudolente.
E’ altresì previsto un vantaggio più strettamente fiscale che è quello di precludere agli agenti dell’agenzia delle Entrate ogni attività di accertamento su imponibili e periodi di imposta condonati.
Sempre in tema di vantaggi, aderendo si evitano le sanzioni che sono state notevolmente inasprite nei confronti di tutti coloro che trasferiscono capitali all’estero superiori ad € 10.000,00.
Sono state infatti aumentate fino al 480% delle imposte dovute sulle somme non dichiarate, oltre alla possibile confisca di beni in Italia di importo pari alla imposta evasa più sanzione.
Quanto agli svantaggi, rimpatriare attività all’estero entro il termine del 15/12/09 potrebbe significare un frettoloso smobilizzo degli investimenti eseguiti e questo potrebbe anche comportare una perdita rilevante sull’investimento finanziario in corso.