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Archivio di settembre 2009

martedì 29 settembre 2009
S.O.S. PENSIONI- Le Risposte

DOTT.SSA BRIGIDA PARISI
Funzionario INPS – Servizio Pagamento Pensioni all’Estero

Oggi le porte del nostro grande “Salotto Mondiale” aprono nuovamente ai temi di servizio ed alle tante domande in materia pensionistica che molti lettori inviano alla cortese attenzione della Dott.ssa BRIGIDA PARISI, Funzionario Inps, Servizio Pagamento Pensioni all’Estero, che con grande disponibilità continua a mettere a disposizione di voi tutti la sua competenza. Durante i mesi di pausa estiva sono arrivate varie e-mail anche dall’Italia a conferma di quanto ormai ProntoFrancesca sia stato indicizzato da google e sia facilmente rintracciabile da chi è alla ricerca di informazioni sui temi di servizio dedicati agli Italiani all’estero. Considerato che l’elaborazione delle risposte che troverete qui sotto, ha necessitato tempo e ricerche, vi chiedo cortesemente nei prossimi giorni di rimanere in tema e non divagare in altri argomenti personali, saluti, aggiornamenti metereologici ed auguri vari, per dare la possibilità a tutti gli interessati di potere rivolgere eventuali nuovi quesiti alla Dott.ssa BRIGIDA PARISI. Certa che comprenderete la mia richiesta ed avrete la pazienza di attendere qualche giorno fino a quando non scriverò una nuova pagina per dialogare tutti insieme, vi segnalo il sito internet www.inps.it all’interno del quale potrete trovare molte informazioni utili in materia pensioni.

Siete come sempre invitati per motivi di riservatezza a non scrivere indirizzi e-mail e numeri telefonici nei vostri commenti.

Un caro saluto ed a presto!

DOMANDA: scrive TERESA COPPOLA da Caracas- Venezuela
Ciao Francesca e passato tanto tempo che non potete immaginare l’allegria rivederla un altra volta che ci porta a noi tutti gli Italiani che siamo per tutto il mondo. Lei ci avvicina alla nostra Italia che sempre portiamo nel cuore. Vorrei farle una domanda e non so a chi devo dirigermi per potere sapere qualche cosa.
Io ho ricevuto la pensione dall’Italia perchè io ho lavorato in Italia 4 anni dopo sono venuta al Venezuela e ho lavorato piu di 25 anni qui adesso sono pensionata da circa 4 anni e cosi ho fotto la domanda al patronato dopo un anno ho ricevuto la penzione dall’ Italia però ho solo ricevuto 32 euro al mese non so il perchè le altre persone ricevono come aiuta minimo 100 euro al mese. Io ho lavorato ai coltivatori diretti nel mio paese Castelgrande provincia di Potenza. Cosi francesca se lei e tutti quelli che lavorano con lei potete fare qualcosa mi fate sapere cosa devo fare io dal Venezuela.

La pensione della Sig.ra Coppola ha decorrenza dal primo gennaio 2008. Dal 1.02.1995 la normativa stabilisce che per evere diritto all’integrazione al trattamento minimo, occorre avere versato in Italia almeno 10 anni di contributi effettivi, mentre a favore della Sig.ra risultano accreditate solamente 208 settimane (circa 4 anni).
Purtroppo la pensionata, non può richiedere al momento nemmeno la maggiorazione sociale sociale, per la quale sono richiesti limiti di età più elevati rispetto alla sua età anagrafica.

DOMANDA: scrive GINA LIPPIS da New York, Stati Uniti
Ciao Francesca, ho mandato un e-mail tanto tempo fa’ ma non ho mai avuto risposta. Nel mese di febbraio ho ricevuto la mia pensione italiana decurtata di 140 $.
Siccome sul foglio non viene mai spiegato niente, l’ammontare in euro, il cambio etc. ho chiesto spiegazione e all’INPS e alla banca e infine all’INPS di Palermo, ho mandato loro ben tre e-mail, ho telefonato ripetutamente ma da quelle parti nessuno mai che risponde al telefono. La banca mi ha detto semplicemente che la pensione era stata decurtata da dicembre a gennaio di 14 euro. Ma le pensioni non dovrebbero aumentare ogni anno con il costo della vita?
Non so’ se ti ricordi di me, sono la donna sopravvissuta all’11 settembre. Ci siamo gia’ sentite in una tua trasmissione.

All’inizio di ogni anno viene attribuita su tutte le pensioni con la rata del mese di gennaio, la perequazione automatica, in attuazione del decreto emanato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze il 20 novembre 2008 e pubblicato nella gazzetta Ufficiale n. 290 del 12 dicembre 2008.
Per il 2009 l’aumento attribuito sulle pensioni è stato fissato nella misura del 3,3%. Per effetto di questo aumento sulla rata della pensione di gennaio è stato pagato un conguaglio positivo. Dal mese di febbraio le è stato corrisposto l’importo di pensione effettivamente spettantele, al netto di ogni conguaglio.

DOMANDA : scrive ANTONIO BASILE da CIPRO
Sono un pensionato INPDAP residente a Cipro. Gradirei sapere se, per la esenzione da imposta,onde evitare la doppia tassazione a Cipro, posso adoperare il modulo EP I/1, scaricato dal sito INPS, cancellando e modificando l’indicazione dell’ente erogatore da “INPS ” a “INPDAP” e relativo indirizzo .Oppure sono necessarie altre modalita`?

Il modello presente sul sito dell’INPS è un modello predisposto dalla Agenzia delle Entrate, ” adattato” e reso” funzionale” per i pensionati INPS.
Occorre sottolineare comunque che gli elementi che devono essere comunicati e certificati ( punto 4 ) nella richiesta di detassazione da presentare all’Ente erogatore della pensione sono:
i dati anagrafici completi del richiedente;
i dati identificativi della pensione;
la residenza estera del richiedente;
l’attestazione della residenza fiscale da parte delle competenti autorità fiscali estere, con l’indicazione della relativa decorrenza.

DOMANDA: scrive GIANNI da Bostonia- Stati Uniti
Chiesi al Consolato d’Italia se le pensioni INPS, a fini fiscali si devono dichiarare . Mi fu detto che per accordi bilaterali, sia in Italia che negli USA sono esenti da tasse.
Cortesemente potreppe chiarire?

Le norme generali, concernenti gli aspetti fiscali delle pensioni corrisposte a beneficiari residenti all’estero, prevedono che :
L’INPS, in qualità di sostituto di imposta, sottopone a tassazione anche le pensioni corrisposte ai residenti all’estero.
Il pensionato residente all’estero, è sottoposto allo stesso regime fiscale del pensionato residente in Italia.
Nei casi in cui i pensionati si trovino a pagare le imposte sia in Italia, dove viene appunto effettuata la trattenuta “alla fonte”, sia all’estero, è possibile usufruire delle Convenzioni per evitare la doppia imposizione fiscale.
Ciò avviene sulla base di appositi accordi internazionali bilaterali- “Convenzioni per evitare la doppia imposizione fiscale”- stipulati tra l’Italia e numerosi Paesi esteri, che individuano la misura e quale dei due stati (quello di erogazione o quello di residenza) debba esercitare la tassazione sulla pensione.
Gran parte delle Convenzioni stipulate dallo Stato Italiano prevedono che le pensioni erogate dall’INPS siano assoggettate a tassazione esclusivamente nel Paese di residenza del titolare , con esenzione dalla tassazione in Italia ( rientra in questa casistica la convenzione con gli USA).
La detassazione è applicabile a richiesta dell’interessato, tramite la compilazione del MOD. EP/I (disponibile in 4 lingue su www.inps.it, modulistica on line) che deve essere vistato dall’autorità fiscale del Paese di residenza e presentato alla Sede Inps che gestisce la pensione. La Sede provvederà a rimborsare le imposte già trattenute nell’anno in corso e a detassare la pensione.
Per le imposte pagate, relative a periodi precedenti la data di presentazione della domanda di detassazione, il pensionato può presentare istanza di rimborso, entro il termine di 48 mesi dalla data in cui l’imposta è stata prelevata, al Centro Operativo delle Entrate di Pescare – Via Rio Sparto, 21- 65100 Pescara.

DOMANDA: scrive LINA da Aprilia- Italia
Ciao Francesca,
Mi chiamo Lina e ho trovato il tuo sito navignado in internet alla ricerca di informazioni che mi interessno molto sull’eventuale trasferimento della pensione italiana in Australia; non sono stata molto fortunata fino adesso; spero di aver trovato il posto giusto questa volta.
Sul tuo blog ho avuto modo di conoscere la Dott.ssa Parisi che si occupa dei pagamenti all’estero delle pensioni italiane. Ti spiego cercando di essere più breve possibile.
Io vivo in Italia da molti anni ma ho la doppia cittadinanza: italiana ed australiana; mio marito è in pensione; i miei figli stanno avviando le pratiche per prendere la cittadinanza australiana per discendenza. Stiamo valutando l’eventualità di trasferirci in Australia nella speranza di un futuro migliore per i figli (io sono la più scettica nonostante sia australiana e conosco bene le lingua inglese… temo i cambiamenti alla mia età.. 58 anni e mio marito 69). Comunque penso che andremo, mio marito ed io, per un paio di mesi per come si sul dire… vedere che aria tira… i figli verranno con noi ma per un periodo più breve.
La femmina ha 35 anni ed è sorda dalla nascita (riceve la pensione); lavorava nel campo dell’informatica ma è in cassa integrazione.. è diplomata.. ha diversi attestati in informatica e ha sostenuto 12 esami di ingegneria informatica.
Il maschio ha 32 anni e fa il conducente di autobus a Roma. (è diplomato).
La mia domanda è: la pensione di mio marito verrebbe tassata due volte. In Italia e poi in Australia? Oppure riceverebbe la pensione lorda che poi verrebbe tassata in Australia?
Mia figlia perderebbe la pensione di invalidità trasferendosi in Australia? Che agevolazioni avrebbe in Australia.
Ti ringrazio anticipatamente se potrai aiutarmi ad avere le idee un pò più chiare… ho una tale confusione in testa.. e una fifa al pensiero di trasferirmi anche se ho anche una nostalgia dei luoghi dell’infanzia e per le persone che conosco.

Per richiedere il trasferimento del pagamento delle pensioni dall’Italia in Australia, gli adempimenti da effettuare sono molto semplici e li riepilogo brevemente:
occorre fare pervenire alla Sede dell’Inps territorialmente competente una domanda nella quale si specificano i seguenti punti:
1. l’indirizzo estero di residenza;
la modalità di pagamento scelta tenendo conto che l’Istituto privilegia in assoluto la modalità di pagamento con accredito su conto corrente;
comunicare il numero di conto e il codice swift, nonchè i dati della banca presso la quale viene aperto il medesimo.
2. per quanto riguarda l’assegno di invalidità della figlia, poichè trattasi di una prestazione avente carattere assistenziale, il diritto si esaurisce
con il trasferimento della residenza all’estero;
3. per quanto riguarda la tassazione della pensione, con l’Australia e con molti Paesi esteri esiste una convenzione per la detassazione della
pensione; ciò sta a significare che se la pensione italiana viene dichiarata in Australia, il beneficiario potrà chiedere all’Italia/Inps di non tassarla
alla fonte e quindi non ci si troverà nella situazione di pagare due volte le tasse sullo stesso cespite;
4. per quello che riguarda le prestazioni assistenziali erogate dal governo australiano, informazioni possono però essere chieste all’ente
australiano ai seguenti indirizzi:
Centrelink Internaional Services– GPO BOX 273-7001 HOBART- http://www.centrelink.gov.au/
Centrelinlk – Commonwealth Department of family and Community Services- htpp://www.facs.gov.au/

DOMANDA: scrive SALVATORE dall’Italia
Mi chiamo Salvatore,sono un pensionato INPS pensione di anzianità, mi piace L’Austria e mi vorrei trasferire in considerazione anche del fatto che in Austria risparmierei molto sulla ritenuta IRPEF inquanto li’ pagherei meno tasse è cosi?

Con l’Austria esiste una convenzione per evitare la doppia imposizione fiscale sulla pensione.
Le modalità, le aliquote e i cespiti da tassare in Austria sono disciplinati dalla normativa emanata dalla competente autorità fiscale locale , alla quale vanno richiesti tutti i chiarimenti in merito a quanto sopra evidenziato.

DOMANDA: scrive LAURA dall’Italia
Vi disturbo per chiedervi una consulenza sul mio caso, spero la mia domanda sia coerente con i servizi da voi gentilmente forniti.
Dal 2000 al 2005 ho lavorato nei Paesi Bassi in un call center con un contratto da 24 ore settimanali. Nel 2005 sono rientrata in Italia ed ho continuato a lavorare per lo stesso datore di lavoro per via telematica per un altro anno (mantenendo il contratto invariato). Durante la mia permanenza all’estero, il mio domicilio e la mia residenza sono sempre rimasti in Italia.
Ora, i miei dubbi sono due:
1) Avendo percepito 4 o 5 mensilita’ dall’Olanda e 3 dall’Italia, nel 2006 avrei dovuto effettuare un conguaglio? Preciso che i redditi in questione sono bassi (1000 euro circa a mensilita’ per quello olandese, 1100 per quello italiano). Volevo capire se rischio qualche sanzione, in quanto i nuovi datori di lavoro italiani al tempo mi dissero che fare il conguaglio non era necessario perche’ l altro reddito proveniva dall’estero;
2) Esiste un modo per recuperare i miei 5 anni di lavoro all’estero a fini pensionistici?
Vi ringrazio sin d’ora per l’attenzione, e mi scuso per la scarsa tecnicita’ del linguaggio ma purtroppo non sono molto familiare con gli argomenti trattati.

Per quello che riguarda la tassazione dei compensi percepiti le consiglio di rivolgersi all’Agenzia delle Entrate, competente in materia;
per ciò che riguarda ” il recupero dei contributi all’estero ” non ci sono problemi, in quanto in applicazione dei regolamenti comunitari di sicurezza sociale, questi contributi verranno considerati utili ai fini della ” totalizzazione ” dei periodi assicurativi da lei compiuti, cioè se ne terrà conto ai fini del diritto come se lei avesse lavorato in Italia. Nel momento che lei andrà in pensione dovrà comunicare di avere lavorato all’estero e per i periodi lavorati in Olanda l’Ente estero le liquiderà una prestazione in base ai contributi versati.

DOMANDA: scrive DEBORA CRISTOFALI dall’Italia
Salve, navigando in internet ho letto il vostro bel sito e volevo complimentarvi col servizio che fate per tante persone bisognose di aiuto e chiarimenti…io vi scrivo per una cosa un po’ particolare, mio padre ha lavorato più di 10anni in brasile (dal 58 al 69) e pochi mesi fa dopo anni di richieste finalmente l’INSS brasiliana ha riconosciuto il suo diritto ad una piccola pensione di vecchiaia per gli anni lavorati là… ora stiamo eprfezionando al pratica mandando una serie di documenti (certificato di stato in vita, ed altri) tradotti in portoghese…una domanda a cui nessuno per ora ci ha risposto è questa: sarebbe possibile far versare dall’INSS Brasiliana i soldi della pensione di mio padre direttamente su un conto bancario in Italia?
Diversamente potremmo chiedere ad un parente di incassare lui i soldi là e poi versarli in italia con un bonifico ma ci dicono che il Brasile trattiene bel il 25% di tasse? Oppure ar prendere un aereo per il Brasile a mio padre (ma è piuttosto anziano e l’idea di un viaggio intercontinetale non gli aggrada del tutto) per fargli ritirare i soldi, ma poi avere tutti gli anni il problema per ritirae le nuove somme versate… So che do solito parlate in Inps italiana e di pensioni italiane versate all’estero, ma io veramente non so più a chi chiedere!
potete aiutarmi o indicarmi qualcuno che parli l’italiano e che possa aiutarci a capire? Ho letto sul vostro sito anche che la sede di FORLI’ sarebbe la sede specializzata per il Brasile?

La Sede dI Forlì è polo di riferimento per la liquidazione delle prestazioni INPS a residenti in Brasile.
Il problema che lei ci pone è stato più volte sollecitato da residenti in Italia, percettori di pensioni brasiliane, ma al momento non sembra che l’Ente estero abbia ancora chiarito la modalità di pagamento di queste pensioni.
L’unico consiglio che posso darle è di tentare di contattare l’Ente brasiliano o di rivolgersi ad uno dei tanti Enti di Patronato presenti in Brasile dei quali potrà trovare i riferimenti sul sito dell’INPS www.inps.it
con il seguente percorso:
panorama internazionale,
le convenzioni internazionali,
indirizzi utili,
indirizzi delle istituzioni previdenziali estere, indirizzi web delle istituzioni previdenziali estere,
indirizzi dei patronati all’estero.

DOMANDA: scrive NATALI dall’Italia
Ciao Francesca, mio marito ha lavorato in Germania dal 04/09/67 al 19/10/67, gli riconoscono DM 1.175,19 ma non vogliono rimborasare questi soldi. Hanno scritto che li metteranno nelle casse dell’INPS.
Siccome mio marito ha compiuto 65 anni il 9/08/09 e prende la pensione della svizzera dal 01/09 c.m. e non si sa se prendera la pensione di vecchiaia in Italia perché ha il minimo dei contributi cosa mi consigli di fare, istanza di rimborso?

I regolamenti comunitari non prevedono il rimborso dei contributi versati fra Stati convenzionati.
Prevedono invece, che uno Stato che eroga la pensione, in questo caso la Svizzera, che ha liquidato la pensione a suo marito, prenda in carico anche i periodi contributivi maturati in Germania o altro Stato della U.E., se inferiori all’anno.