sabato 16 maggio 2009
TORONTO: LUOGO D’INCONTRO!


Qualcuno diceva che “Il tempo passa, ma come passa dipende da noi! Non so perché ma oggi mi è venuta in mente proprio questa frase che mi ha dato modo di fare alcune considerazioni personali che sono certa vi coinvolgeranno. È passata esattamente una settimana da quando sono arrivata in Canada e mi sembra trascorso molto di più. Non che non stia bene, per carità non fraintendetemi, qui si sta fantasticamente, ma parlando con tantissimi Italiani che ho avuto modo di incontrare, ho notato che molti di loro con un sospiro mi hanno detto “Francesca, sono cinquanta anni che vivo qui!” quasi come se avessero provato la mia stessa sensazione di fugacità del tempo e non si fossero accorti di quanti anni sono trascorsi da quando hanno lasciato l’Italia. Girando ormai da quasi due anni in lungo ed in largo per in mondo per incontrare i nostri connazionali all’estero mi sono spesso domandata se quando si va a vivere in un paese lontano si pensa un giorno di tornare definitivamente in Italia o no. Io personalmente credo che all’inizio tutti in fondo in fondo hanno pensato un giorno di tornare, ma poi la vita ha preso un’altra strada, ci si è integrati nel paese dove si è andati a vivere e dove si è costruito non solo il proprio futuro, ma ancora di più quello dei propri figli e nipoti e questo ha costituito a mio avviso il più profondo motivo di radicamento. Per quanto mi riguarda in questi giorni il tempo per fare la turista è stato molto limitato, ma da curiosa quale sono ho comunque osservato e domandato molto in giro, proprio per potervi riportare seppure sinteticamente le mie impressioni di questo bellissimo paese: il Canada, anzi Canadà con l’accento sulla a, proprio come lo pronunciano gli Italiani che vivono qui. Dandovi subito qualche numero posso dirvi che solo a Toronto ci sono ben 800.000 italiani di prima e seconda generazione, non pochi se pensiamo che ci troviamo di fronte ad un paese che non ha ancora compiuto i suoi primi 150 anni. Considerata a tutti gli effetti una delle città più multiculturali del mondo, a prima vista potrebbe ricordare New York, ma a guardarla bene mi sono subito ricreduta ed ho notato che l’aria che si respira qui è molto diversa e per certi versi meno frenetica. Ho scoperto proprio riguardo New York che spesso negli ultimi anni Toronto ha prestato la sua faccia alla famosa “sorella” degli Stati Uniti per diventare set cinematografico ben più economico della Grande Mela. È vero, la vita qui sinceramente mi sembra piuttosto economica rispetto alla nostra se non altro per quanto riguarda i beni primari, anche se qualcuno mi fa notare che rispetto all’Italia si pagano molte tasse, ma su questo argomento nessuno più dei nostri amici di ProntoFrancesca che vivono qui, potrà informarci. A proposito, come state? Non avete idea la gioia che mi da vedervi partecipare ad ogni mio incontro con tale entusiasmo ed essere diventati tra di voi così intimi nel giro di pochi giorni dalla nostra famosa cena alla Pizzeria “Vesuvio” mi fa capire ancora di più l’importanza di quanto stiamo costruendo insieme attraverso il mio progetto telematico. Sono veramente fiera di voi come lo sono di tutti gli Italiani che sto incontrando un po’ ovunque e che hanno saputo mantenere decisamente vivi gli usi e costumi del nostro paese. Ho sempre pensato che molti valori e tradizioni italiane, come ad esempio i dialetti e la cucina tipica regionale, siano conservati proprio oltreconfine ed ogni volta che ho modo di viaggiare ed incontrare le nostre comunità sparse per il mondo ne ho la conferma. Peccato che in Italia non sempre ci si accorge di questo immenso patrimonio che a mio avviso andrebbe valorizzato e fatto conoscere anche agli Italiani in Patria. Ma torniamo al Canada ed alcune informazioni che ho avuto modo di apprendere e che desidero condividere con voi, a partire dalla bandiera con la famosa foglia d’acero, il Maple Leaf, che rappresenta la vastità delle risorse forestali canadesi. Paese che come l’Australia mi ha trasmesso una forte impronta anglosassone, deve al primo Ministro Trudot la propria indipendenza dal dominio inglese. Qui come vi dicevo si respira un clima veramente multiculturale, sono oltre ottanta i gruppi etnici che popolano Toronto ed oltre cento le lingue parlate, l’inglese ed il francese naturalmente quelle ufficiali, essendo stata una parte del Canada sotto il dominio francese. Non è quindi un caso che il nome Toronto significhi proprio “Luogo d’incontro” dalla parola huron che vuol dire proprio questo. Dopo queste piccole notizie storiche che avremo modo di approfondire anche e soprattutto attraverso vostri commenti, vi racconto come ho trascorso la mattinata, lo so che siete curiosi… Oggi qui è una bella giornata di sole ed essendo riuscita a ritagliarmi qualche ora di tempo libero, ho deciso di salire sulla famosa CN TOWER, alta 533,33 metri e diventata ormai il simbolo della città. Sono andata a visitarla di mattina presto (almeno per i miei orari abituali!) volendo evitare code troppo lunge e sono riuscita immediatamente a salire in cima alla velocità di 11 km orari e godere di uno spettacolo incredibile su tutta Toronto non solo. Ma la vera particolarità della CN TOWER è il pavimento di vetro sul quale si può camminare e vi garantisco che fa veramente impressione abbassare gli occhi e vedere sotto i piedi uno strapiombo altissimo. Mi sono molto divertita nel guardare le persone che si facevano ritrarre nelle posizioni più originali, ad esempio stesi per terra, come se stessero precipitando per aria ed ho vinto la mia paura di vertigini pur di farmi fotografare per voi durante questa orginale presenza. Con una serie di immagini scattate proprio qualche ora fa e che vi dedico, vi saluto e vi do appuntamento alla prossima pagina del mio diario in rete. Prima però desidero rivolgere con tanto affetto sincero i miei auguri di buon compleanno a FRANCESCO, sperando di incontrarci nuovamente prima che parto insieme gli altri amici del nostro “Salotto Mondiale” che vivono a Toronto.
Vi voglio bene!














