prontofrancesca.it

ProntoFrancesca.it

giovedì, 12 marzo 2009
S.O.S. CITTADINANZA- Le Risposte

fotografie-0085.JPG
DOTT. CLAUDIO BALLETTA
Viceprefetto del Ministero dell’Interno

Un bentrovato sincero a tutti e grazie per essere anche oggi parte della grande famiglia di ProntoFrancesca. La pagina del mio diario in rete che sto per aprire è dedicata ad uno degli argomenti di maggiore interesse per gli italiani nel mondo: l’ottenimento della Cittadinanza. Proprio a riguardo è notizia recentissima che “Basta avere una nonna italiana tra gli avi e si diventa cittadini del Bel Paese” (clicca qui per leggere leggere l’articolo completo). A tale proposito vi anticipo che approfondiremo prossimamente questa importante novità in compagnia del DOTT. CLAUDIO BALLETTA, Viceprefetto del Ministero dell’Interno, disponibile come sempre nel dare una risposta alle vostre domande pervenute nel blog.

Per dare la possibilità a chiunque fosse interessato all’argomento Cittadinanza di potere usufruire al meglio di questo spazio, siete tutti gentilmente invitati a rimanere in tema.

Grazie per la cortese collaborazione!

DOMANDA: scrive Antonio Castaldo Grassi da Los Teques – Venezuela
“Noi siamo due fratelli Gemelli nati in Italia (Felice e Antonio Castaldo Grassi), a Cimitile in Provincia di Napoli nel 1955. Siamo emigrati in Venezuela nel febbraio del 1958, dove si trovava il nostro padre, Sabato Castaldo Corbisiero, nato a Visciano , provicia di Napoli. Siamo stati cittadini italiani fino i 17 anni , quando abbiamo acquistato la cittadinanza Venezuelana nel 1972. Mia Madre era sposata in Italia , si separò del signor Conceto Pergola, però in Italia non c’era il divorzio. Dunque noi figuriamo in Italia come figli del Signor Pergola e non del Signor Sabato Castaldo. Papà e la mamma si sposarono in Venezuela dopo di aver fatto mia madre il divorzio in Venezuela del suo primo marito. Cosi mio padre ci dette il cognome è Castaldo. In Venezuela noi Siamo Antonio Castaldo Grassi e Felice Castaldo Grassi. I miei due genitori Sono morti . Noi abbiamo tentato riacquistre la cittadinanza e adesso con una legge ingiusta dice che le persone nel caso nostro devono per riacquisare la cittadinanza : mandare i documenti via consolare al comune dove siamo nati , per chiedere la autorizazione per andare in Italia e vivere sei mesi in Italia e allora si riacquista la cittadinanza. Tutto questo è ingiusto, come puo’ uno vivere in Italia sei mesi , noi non abbiamo i mezzi per campare sei mesi in Italia. Poi quando sono andato al consolato per mandare la richiesta al comune non si sono negati a mandarmi i Documenti nostri legalizati per che abbiamo il Conome Castaldo in Venezuela e in Italia siamo Pergola. Allora questa è un a partita di scacchi senza Soluzione. Non abbiamo avuto nessuna aiuto delle autorita Italiane. Dunque noi non esistiamo. Siamo Nati in Italia e siamo stati cittadini italiani fino i 17 anni, perché non possiamo avvere la nostra cittadinanza. Che ingiusta è la nostra patria con noi.”

Il vostro caso è stremamente interessante, per chiarirlo occorre andare per gradi. Se il divorzio non è mai stato trascritto presso i registri dello stato civile italiano e nemmeno il cambio di cognome è chiaro che per la legge italiana voi vi chiamate ancora Pergola .In Italia a seguito di divorzio i figli continuano a mantenere il cognome del padre naturale. Bisogna capire se il Sig. Castaldo a seguito del matrimonio li ha adottati o riconosciuti come figli naturali e se la loro nascita era già stata trascritta presso il registro anagrafico delle nascite in Italia come figli del Sign. Pergola e della moglie. Bisogna quindi prima dimostrare che i signori Felice ed Antonio Castaldo Grasso sono le stesse persone di Felice ed Antonio Pergola e poi affrontare il problema della cittadinanza. Se mi mandate sia la documentazione che riguarda il primo matrimonio di vostra madre, sia tutta la documentazione che riguarda il divorzio, il secondo matrimonio e tutte le informazioni riguardanti sia la vostra nascita che il cambio di cognome si può tentare di valutare una soluzione.

DOMANDA: scrive Giovanni da Manaus – Brasile
“Un Italiano che abbandona la patria fuggendo da problemi finanziari o matrimoniali, in terra straniera si rifà una famiglia dimenticando quella in Italia che segue anch’essa nuovo corso. I figli nati all’estero in questa nuova famiglia hanno diritto alla cittadinanza? Nel nuovo paese lui si è regolarmente sposato civilmente siccome il matrimonio suo era appena registrato in Italia.In Italia non ha disdetto il suo matrimonio. Poi se un cittadino italiano si sposa all’estero, ottiene la cittadinanza per moglie e figli, perciò rimane registrato il matrimonio suo in Italia, ma si separa dalla moglie senza divorzio, senza comunicare niente in Italia ed ha figli con un’altra, questi ultimi hanno il diritto alla cittadinanza italiana?”

Un cittadino italiano che è sposato in Italia non può sposarsi, né in Italia né all’ estero, anche solo civilmente, se non ha ottenuto il divorzio o lo scioglimento del suo matrimonio. Se questo cittadino si sposasse anche solo civilmente all’estero, per la legge italiana sarebbe bigamo, il che in Italia è reato.
Infatti è Bigamia il Reato contro il matrimonio, che si realizza nel caso in cui una persona, legata da matrimonio avente effetti civili, contrae un nuovo matrimonio, pure avente effetti civili. Bigamo è anche chi, libero da vincolo coniugale, contrae matrimonio con una persona sposata. Sono dunque due i soggetti attivi del reato, che avviene nel momento e nel luogo in cui viene celebrato il nuovo matrimonio: se si tratta di un matrimonio civile il reato si realizza nel momento stesso in cui è celebrato, mentre se si tratta di matrimonio religioso il reato si consuma nel momento in cui avviene la trascrizione nei registri dello stato civile.
Il codice penale italiano punisce il reato di bigamia – che non si estingue né con l’ottenimento del divorzio dal coniuge precedente, né con la sua morte – con la reclusione da uno a cinque anni.
La bigamia, in diritto penale, è il delitto previsto e disciplinato dall’art. 556 del codice penale ai sensi del quale: Chiunque, essendo legato da matrimonio avente effetti civili, ne contrae un altro, pur avente effetti civili, è punito con la reclusione da uno a cinque anni. Alla stessa pena soggiace chi, non essendo coniugato, contrae matrimonio con persona legata da matrimonio avente effetti civili.
La pena è aumentata se il colpevole ha indotto in errore la persona, con la quale ha contratto matrimonio, sulla libertà dello stato proprio o di lei.
Se il matrimonio, contratto precedentemente dal bigamo, è dichiarato nullo, ovvero è annullato il secondo matrimonio per causa diversa dalla bigamia, il reato è estinto, anche rispetto a coloro che sono concorsi nel reato, e, se vi è stata condanna, ne cessano l’esecuzione e gli effetti penali.
I figli nati da una relazione di coniugio bigama seguono le sorti dell’elemento psicologico dei genitori. In caso di buona fede anche solo unilaterale i figli nati si considerano legittimi solo a favore del coniuge di buona fede, saranno considerati naturali rispetto al coniuge di mala fede. Per quello che riguarda i figli, questi ,se il padre non ha rinunciato volontariamente alla cittadinanza italiana e la loro nascita è stata regolarmente trascritta nei registri dello stato civile italiano tramite il consolato possono avere la cittadinanza italiana. Per quello che riguarda la seconda ipotesi anche in questo caso i figli possono ottenere la cittadinanza italiana

DOMANDA: scrive Annamaria Barbera da Santiago – Cile
“Il mio Bisnonno, emigrato da Genova, arrivó ad Argentina con la moglie e tre figli. Dopo andó a lavorare nel Brasile (Matto Grosso )e sparí lasciando la moglie e i figli in Argentina, non potendo ritornare rimasero in Argentina finché un zio li portó nel Cile.
La procedura per la cittadinanza chiede ambedue atti: quello di nascita e quello di morte, ma il secondo non si é potuto trovare. E’ possibile che in questo caso non venga chiesto?”

No a meno che non vi sia stata una dichiarazione di morte presunta che sostituisca il certificato di morte.

DOMANDA: scrive Francesco da Toronto – Canada
“Vorrei sapere perchè chi nasce in Italia, diciamo figli di emigranti, deve aspettare fino a 18 anni per diventare cittadino italiano. Mentre in molti paesi come il Canada USA ed altri, chi nasce a questi paesi, sono automaticamente cittadini.”

La domanda è molto interessante e dà l’opportunità di chiarire che, nel caso richiamato da Francesco da Toronto, non è vero che i figli di emigranti nati in Italia devono aspettare fino al 18° anno per diventare italiani ma essi fino al 18° anno hanno la doppia cittadinanza ed entro un anno dal compimento della maggiore età (18) anni devono scegliere tra la cittadinanza italiana e l’altra cittadinanza che posseggono.
cioè devono scegliere ed indicare quale cittadinanza vogliono avere tra le due che posseggono.

DOMANDA: scrive Maria Rosaria Martinelli da Staten Island, New York- Stati Uniti
“Mio marito e’ cittadino americano dal 1995,le mie bimbe nate qui negli USA hanno diritto alla cittadinanza italiana? Che tipi di documenti richiede il consolato per questa pratica?”

Se lei è cittadina italiana i suoi figli sono automaticamente anche cittadini italiani, ma nel caso di suo marito se questi non ha rinunciato alla cittadinanza italiana dovrebbe avere doppia cittadinanza e quindi anche i figli minori hanno la cittadinanza dei genitori. Per quanto riguarda i documenti dovrebbero bastare i certificati di cittadinanza dei genitori ed i certificati di nascita delle figlie, migliori informazioni in merito può acquisirle presso il Consolato.


34 Commenti a “ S.O.S. CITTADINANZA- Le Risposte ”

  1. LUIS ROMAGNI ( MIAMI.FL. , USA. )

    Con il ben ritrovato al Respabile DR.CLAUDIO BALLETTA,anzi ben rientrato nel BLOG,lo ringrazio a nome di molti EMIGRATI Italiani delle sue risposte sempre chhiare e precise che aiuteranno a molti..pero’ vorrei solo fare una domanda al Dottore ..ma quanto il GOVERNI ITALIANO apporta i cambiamenti della ormai matusalennica Legge della Cittadinanza,che e’ discriminatoria per le donne,e per i figli riconosciuti,etc,quindi sotto tutti i profili anticostituzionale?Quanto si aggiornano le famose tre liste AIRE? Capisco che per altri problemi l’attuale Governo ha altre cose da mettere a posto e come al solito gli Italiani al estero forse dovranno aspettare..la speranza e’ la unica che non si perde..comunque la ringrazio e gli auguro Buona Fortuna,a Tutti i Blocchisti i saluti, alla Regista i miei complimenti di quanto sta facendo e del gran esito del BLOG!Anche a te Francesca grazie e auguri!LUIS.


  2. IOLANDA MENNILLO ( MELBOURNE , AUSTRALIA )

    GENTILE DOTT. CLAUDIO BALLETTA,LA MIA DOMANDA E .IO HO SPOSATO UN ITALIANO, CHE E VENUTO QUI CON IL PADRE E LA MAMMA QUANDO LUI AVEVA CINQUE ANNI. ADESSO DOPO CINQUANTA SEI ANNI CHE E QUI LUI E ANCORA CITTADINO ITALIANO . ALLORA I MIEI FIGLI POSSONO PRENDERE LA CITTADINANZA ITALIANA?. ADESSO IO SONO SONO INVECE QUARANTA TRE ANNI CHE SONO IN AUSTRALIA E HO PRESO LA CITTADINANZA AUSTRALIANA NEL SETTANTA SETTE IO VOGLIO RIPRENDERE LA MIA CITTADINANZA VOGLIO SAPERE PER FAVORE SE IO POSSO SI HO NO ?PERCHE HO ANCORA MIA MADRE CHE 96 ANNI IN ITALIA ASPETTO QUALCHE RISPOSTA GRAZIE , CIAO IOLANDA


  3. Maria Rosaria Martinelli ( Staten Island,N.Y. )

    Gentilissimo dott. Balletta, le sono grata per la risposta datami per quanto concerne la doppia cittadinanza. Distinti saluti,Maria Rosaria Martinelli


  4. giovanni gerbaldo ( Manaus , Brasile )

    Gentile Francesca,
    Egregio Dtt. Balletta,
    La ringrazio per la sua risposta a riguardo del diritto di cittadinanza che spetta ai figli. Alle persone expatriate che hanno lasciato in Italia problemi di vita non interessa molto la legislazione italiana che riguarda il matrimonio. Molti di loro non corrono dietro ai diritti dei figli perchè pensano che non spetta loro,cioè che non ne hanno diritto.
    Una persona all’ estero si aggiusta come può ,e se il suo primo legame matrimoniale non è riportato in nessun documento necessario alla convivenza ( passaporto ) allora per il paese che lo riceve è considerato senza impegni a meno che dichiari lui stesso altrimenti o qualcuno lo faccia per lui. Perciò può sposarsi civilmente con tutti i diritti del paese in cui vive ed i suoi figli colà sono considerati legittimi.
    Non mi riferisco al matrimonio religioso ed alla legge italiana, che ,per fortuna , vale solo in Italia !
    Forse oggi con tutta la tecnologia e con le nuove relazioni strette con i vari paesi le cose possano anche essere cambiate, ma io mi riferisco a 40 / 50 anni fa’ ,quando era un po’ più difficile accompagnare più da vicino certe pratiche.
    Questo riferimento a reati deve essere un ” affare ” puramente teòrico . Spiego : nonostante questi problemi persone conosciute ,sono rientrate varie volte in Italia, visitato l’ex-moglie ed i propri figli nati da questo matrimonio ,portando anche con sè i figli avuti in Brasile con l’altra moglie, tutto sotto il sole di mezzogiorno niente fatto all’ombra della luna.
    Ma vada il massimo rispetto alla legge italiana , anzi massimissimo !
    Grazie e saluti
    gio


  5. Stefano Mollo ( Guayaquil , Ecuador )

    Carissima Francesca,
    gentilissimo Dott. Balletta,

    interessantissimo il tema di oggi.

    Voglio dare il mio contributo e spezzare, una volta tanto, una lancia a favore dell’ Ecuador.

    Quando un Italiano viene qui per sposarsi con una Ecuadoriana (od una Italiana con un Ecuadoriano) lo Stato Civile locale richiede la presentazione di un documento ufficiale del nostro consolato in cui si attesti lo stato libero dell’ Italiano/a.

    Tale documento viene rilasciato dal nostro consolato in lingua spagnola sulla base di un certificato di stato libero che l’ italiano/a deve portare dall’ italia.

    Ovviamente e’ esistito anche qui il problema dei bigami … e tante cose si possono dire degli Ecuadoriani, ma non certo che siano stupidi ….

    Quindi, proprio perché sul passaporto non risulta il nostro stato civile, loro chiedono un documento dello Stato Italiano che lo attesti.

    Aggiungo che ritengo che la trasmissione della cittadinanza “Iure sanguinis” dovrebbe essere limitata nel tempo e dovrebbe essere soggetta a certe condizioni; per esempio conoscere la lingua e la cultura italiane, comportarsi e ragionare come italiano … insomma, l’ Essere Italiano non e’ solo questione di un libretto con su scritto “Passaporto”.

    Si e’ italiani dentro, nel cervello e nel cuore; altrimenti poi ci ritroviamo con consoli onorari di 5ª generazione che NON ragionano come italiani, NON proteggono gli Italiani, e che solo perché hanno infinite quantità di denaro, anche di dubbia provenienza, ed un passaporto italiano, vengono nominati Consoli Onorari e poi usano il titolo ed i suoi privilegi a proprio vantaggio, ignorando completamente il fatto che loro stanno li’ per servire e proteggere i nostri connazionali.

    Questo e’ un ignobile sconcio, che va assolutamente riformato!

    Cordiali saluti a tutti,

    Stefano Mollo


  6. Maria Rosa Colombo ( Luján , Argentina )

    Cara Francesca voglio ringraziare al Dott. Claudio per il tempo dato a noi.
    Per tutti un caro saluto e buona giornata!!!!! Tanti auguri a GAETANA !!!


  7. Gesualdo ( Guanare , Venezuela )

    Brava Francesca!! per il sempre benricevuto tema riferente all’ottenimento della Cittadinanza e quindi un Bentornato al gentile Dott. Claudio Balletta , in questa opportunita’ di approfondimento con le sue tradizionali risposte per i vari compagni del Gran Salotto.
    Anch’io volevo fare delle domande, proprio sull’argomento trattato nella recente Newsletter dell’agenzia NIP, giacche’ e’ davvero opportuna la sentenza della cassazione che riconosce la nostra cittadinanza italiana ai discendenti che l’hanno perduta prima del 1948. Quindi aspetteremo nelle prossime puntate i commenti sui benefici per tanti migliaia di persone che avevano una cara “nonna” italiana.
    Ci risentiamo e buon proseguimento a tutti i compagni.
    Gesualdo


  8. COMUNICAZIONE DI SERVIZIO:

    SIETE TUTTI GENTILMENTE INVITATI A SCRIVERE IN QUESTA PAGINA SOLO ED ESCLUSIVAMENTE SE AVETE DOMANDE DA FARE IN TEMA CITTADINANZA.

    GRAZIE PER LA CORTESE COLLABORAZIONE.


  9. alessandro superina ( cascate di niagara , Canada )

    Gentile Dottore Balletta,

    grazie per il suo tempo per rispondere questa ricerca. Nato in Canada sono figlio di Papa, Mamma e Nonni Italiani; il mio Papa fa parte dell ” AIRE. Con questa nuova legislazione passata ,mi sembra che posso ottenere una cittadinanza Italiana. La mia domanda e se l’Italia permette doppia cittadinanza in questo caso? Il suo consiglio e apprezzato.

    Cordiale saluto,

    alessandro superina


  10. angela ( San Salvador , El Salvador )

    Ciao Francesca,
    leggendo una e-mail mi sono chiesta anch’io: perché in altri stati si può avere la doppia nazionalità ein Itallia si è obbligati a rinunciare a una?
    Io sono finita qui perché mia figlia, nata a Torino, non era cittadina italiana, figlia di padre salvadoregno era salvadoregna! Assurdo: solo dopo le nuove leggi ha potuto avere la cittadinanza italiana.
    Iuris sanguinis…si dice cosí? be’, ho pianto forse per anni.
    Comunque adesso i miei tre figli hanno la cittadinanza salvadoregna e quella italiana: Grazie al Cielo.
    Un abbraccio e compimenti per il tuo lavoro, angela


  11. angela

    mi correggo…complimenti…


  12. Jose Cocco ( Buenos Aires , Argentina )

    Cara Francesca, e gentilissimo sig. Balletta.
    Ci fa molto piacere, sapere che vi trovate lavorando sull´argumento cittadinanza, gia che assieme a mia mogli ci siamo scritti al consolato di Lomas de Zamora nel 2004 per ottenerla.
    In quel momento abbiamo chiesto la cittadinanza per noi, nostri figli e nipoti. Gia che la legge prevedeva che pur essendo figlio diretto di italiani, anche nato dopo 1948, cé era la possibilita da parte di mamma.
    Ora la domanda e questa, ci troviamo in una lista di attesa, cé qualche forma di sapere cuando ci tocca? noi abbiamo tutti i documenti gia tradotti al italiano che scadono nel 2014 ed alcuni prima, sempre che ho domandato al consolato mi dicono che doviamo aspettare. Fino a quando?
    Grazie e un affettuoso saluto, alle persone in cui si puo ancora credere.
    Un bacione Francesca.
    Mabel y Jose


  13. Gustavo Beltràn Priori ( Milano , Italia )

    Gentile Dottore Balletta:
    Vorrei presentare il mio caso, mia madre italiana per nascita emigrò con i genitori italiani in Sudamerica e sposò mio padre straniero nel 1942, io sono nato nel 1946 in Sudamerica e nel 1969 sono “rientrato ” in Italia, quindi risiedo in Italia da 40 anni e sono per la attuale legge italiana uno “straniero”.
    Da sottolineare che la mia famiglia rimasta in Sudamerica decise di rientrare definitivamente in Italia nel 1972( famiglia formata da mia nonna italiana , mia madre “straniera” per aver sposato “uno straniero”, mio padre e le mie due sorelle nate rispettivamente nel 1944 e 1951
    A questo punto la sorella nata nel 1951 può optare per la cittadinza italiana e ottiene subito la cittadinanza italiana per essere figlia di MADRE NATA ITALIANA
    Poi nel 1975 mia madre può finalmente riavere la sua cittadinanza italiana “persa ” per matrimonio perche entra in vigore il “Nuovo Diritto di Famiglia”.
    Nel 1986 mio padre”straniero” ottiene la cittadinanza italiana per matrimonio.
    Nel 2007 mia sorella maggiore nata in Sudamerica nel 1944 e quindi “straniera” le viene riconosciuta la cittadinanza italiana “iure sanguinis” per via materna, però ha dovuto vincere 2 cause contro il GOVERNO ITALIANO a proprie spese e ha dovuto battagliare per ben 8 anni !! (primo e secondo grado di giudizio).
    A questo punto resto io,” straniero” , ma nel frattempo mi sono sposato nel 1998 con una italiana, quindi potevo chiedere la cittadinanza italiana per matrimonio ma ho aspettato fino adesso credendo che la sentenza a favore di mia sorella nata nel 1944 potesse essere valida anche per me nato nel 1946 , INVECE NO ! , mi hanno detto che dovrei iniziare da capo tutta la trafila.
    Ho iniziato con tanto dolore la richiesta di cittadinanza italiana per matrimonio, ma Dott Balletta posso aspettare ancora che con questa sentenza del mese di febbraio mi venga riconosciuta la cittadinanza italiana per via materna?
    Tante grazie a Lei ed alla NOSTRA FRANCESCA


  14. Francesco da Toronto ( TORONTO ON. , CANADA )

    Avevo problema con il mio computer per un paio di giorni. Comunque voglio ringraziare Francesca ed il DOTT. Claudio Balletta, per la risposta sulla mia domanda. Ora ho capito il motivo perche bisogna attendere fino all’età di diciotto anni. per dare l’opportunità a coloro di scegliere quale cittadinanza vogliono accettare. Se non sbaglio la Francia adottava lo stesso sistema negli anni 60 per il srervizio militare quand’io lavoravo li. Ringrazio di nuovo IL dott. CLAUDIO BALLETTA. FRANCESCA ed tutti i bloghisti, Frank.


  15. Correnti Arturo ( Baltimore Maryland , u.s.a. )

    Gentilmente,desidererei sapere quato ancora si deve aspettare per riaprire dando la possibilita` di riaquistare la doppia cittadinanza per coloro che l`anno perduta.Io cio` un figlio,pur essendo nato in Italia per il momento non puo` riacqustare la doppia cittadinanza.Cio`4 nipoti eta`da22anni a 15 una studia in ITALIA che vorrebbero avere la cittadinanza Italiana,ma non possono averla perche il padre pur essendo nato in Italia non ancora potuto ottenere la doppia cittadinanza.ALLORA tanti anni fa che anno dato questa possibilita` ; e`stata fatta con nessuna notificatione;ecco perche` tanti l`hanno saputo quando era ormai troppo tardi il termine era. scaduto. francesca sento esentiremo la tua mancanza on TV


  16. silvia bedrossian (sydney) (australia)

    Cara Francesca ed Egregio Dott Claudio Barletta,

    Grazie dell’oportunita’ che ci avete dato in modo di chiarire dubbi e titubanze.
    La mia situazione e’ un po’ diversa da quelle degli amici del nostro ‘salotto mondiale’ in quanto io sono una donna di origine armena, nata in Egitto e vissuta in Libia, dove ho frequentato le scuole italiane ed infine emigrata in Australia assieme alla mia familglia.
    Dal 1973 ho la cittadinanza australiana; nel 2000 mi sono sposata con un Italiano DOC, il quale ha anche prestato servizio presso l’Aeronautica Militare Italiana per piu’ di trent’anni e successivamente e’ emigrato qui a Sydney. Io mi sento molto italiana; ho l’Italia nelle vene, e come dice giustamente Stefano Mollo, bisogna essere italiani nel cervello e nel cuore ed io lo sono… Dunque, Dott Barletta, potrei avere un barlume di speranza di diventare una Cittadina Italiana a tutti gli effetti? Le vorrei precisare che quando mi sono sposata con mio marito, ci siamo recati al Consolato Generale di Sydney ed alla mia richiesta di poter divenire una cittadina italiana, mi e’ stato risposto evasivamente e che devo seguire la stessa trafila di una extracomunitaria, presentando un numero cospicuo di documenti da tutti i paesi in cui ho risieduto nel passato.
    A titolo di cronaca, vorrei aggiungere che da quando sono arrivata in Australia nel 1971 mi sono dedicata all’insegnamento della lingua e cultura italiana tramite un Ente Gestore chiamato Co.As.It e tuttora assieme a mio marito mi dedico all’insegnamento dell’Italiano agli adulti.
    La mia domanda, e’ la seguente: non potrebbe essere sufficiente l’avere un coniuge italiano per poter ottenere la cittadinanza?
    La ringrazio infinitamente, Dottor Barletta, se vorra’ o potra’ rispondere al mio quesito ed aggiungo che il sogno della mia vita e’ sempre stato quello do diventare italiana a tutti gli effetti e non solo nel cuore e nel cervello.
    Cordiali saluti
    Silvia Bedrossian-Alimeni


  17. Lorena ( Antigua W.I. )

    Cara Francesca,
    sono cittadina italiana ma vivo da 12 anni adAntigua (non ho mai preso la cittadinanza antiguana). Nel 1999 mi sono sposata con un antiguano, in Italia con rito civile nel mio comune di nascita. Nel 2000 lui e’ “sparito” e non ha mai fatto ritorno ad Antigua. Nel 2008 mi e’ stata data l’informazione da un’avvocato inglese che tratta principalmente leggi di dirittto internazionale che avrei potuto richiedere il divorzio direttamente qui ad Antigua e poi avrei dovuto mandare i documenti in Italia per registrarlo. Quindi ho fatto l’applicazione, l’Alta Corte ha accettato la mia richesta e mi hanno dato settimana scorsa i documenti del divorzio che e’ definitivo. Ora, cosa devo fare in Italia?Questi documentiverranno veramente accettati? Dove devo portarli? Ti prego di farmi sapere al piu’ presto. Il mio nuovo compagno ed io vorremmo sposarci. Grazie. Lorena


  18. Maria ( Newport News , Virginia )

    Ciao Francesca
    Mi fa’ piacere che hai aperto di nuovo questo argomento. Dr. Claudio Balletta, Io vorrei sapere quando riaprono di nuovo la pratica per riaqiustare la cittadinanza italiana. IO faccio parte del Consolato Italiano a Filadelfia, ma purtroppo non rispondono il telefono, or quando scrivo non rispondono alla mia posta. Quando stetti a Napoli, il Comune mi disse di scrivere al Consolato qui una lettera per riaquisto, di cittadinanza. Fino adesso nessuna risposta, diventai cittadina americana, perche’ mi scadde il passaporto italiano. Io allora nel 1967 abitavo un piccolo paesino dello stato della Virginia, ed non conoscevo nessuno per dirmi dove si trovava il Consolato. Io non ci penso piu’, oramai sono 46 anni che sono cittadina americana. Il mio sogno e’ quello di riprenderla. Francesca ti saluto caramente, ho ospiti a casa, i mei amici di Napoli. Con affetto Maria


  19. Francesco da Toronto ( TORONTO ON. , CANADA )

    Ho letto tutto l’articolo sulla home page, ed per quello che ho capito questa è la legge. che è stata applicata ed per me va bene così. Io sono già cittadino da molti anni, ed ho due passaporti ,il mio secondo passaprto italiano è valido per 10 anni ed è elettronico.
    la risposta sulla mia domanda datami dal DOTT. CLAUDIO BALLETTA, è stata molto soddisfacenda ed la ringrazio molto, ho capito il motivo della attesa a 18 anni, ed mi sembra molto giusta, di dare la possibilità a tutti i figli dei non italiani di scegliere cosa vogliono, ed quel che vogliono. Saluto Francesca il DOTT. BALLETTA ed tutti, Oggi qui è una bellissima giornata. Frank.


  20. MIRELLA ( BUENOS AIRES , ARGENTINA )

    Egregio Dottor Balletta, benvenuto e grazie della sua disponibilitá. Io sono romana, nata e anche se portata qui ai soli 10 anni, seguito super italianissima grazie a Dio!! Il quesito che le porgo é per un´altra persona, amica mia, che non sa scrivere l´italiano anche se lo parla abbastanza benino.
    Nel 2003 fece richiesta al Consolato Generale d´Italia in Buenos Aires per un turno per chiedere la cittadinanza. Dato che da agosto del 2002 i turni sono stati sospesi per ben sei anni, aspettó, e nel frattempo venne scema cercando di rintracciare l´estratto di nascita di suo nonno, nato nel 1902, ma poi rispose il comune che all´epoca si incendió il comune, e dovette fare un via crucis incredibile, chiedendolo ai Tribunali corrispondenti al comune, all´Archivio Storico, alla curia……..un inferno!! E dopo un anno finalmente riuscí ad ottenerlo. Aggiunse tutti i documenti come chiede la pratica, tutto in regola e aspettó. Ma alla faglia maggiore d´etá arrivó una eccezzionale opportunitá di lavoro, é laureata in biologia, dalla Spagna, e partí con tutto il fascicolo perché lo doveva presentare al Consolato italiano in Barcellona, perché doveva riuscire ad ottenere la cittadinanza per restare nel lavoro. Presentó il tutto, e dopo pochi mesi le fu concessa la cittadinanza.
    Ora alla madre arriva il turno per presentarsi, dopo sei anni, va al Consolato qui e , anche se ha conservate tutte le copie, spiega che oramai dovrebbe essere cittadina perché iscritta al Comune quando presentó la figlia a Barcellona, sa benissimo che non si possono saltare generazioni, per darle alla figlia prima avrebbe essere iscritta la madre. Ebben qui le rispondono che dato che la figlia ha fatto tutto a barcellona, per ottenerla deve ripresentare un nuovo fascicolo partendo da zero, ossia tutti gli originali con la conseguente spesa e spreco di tempo, solo per ottenere di nuovo la nascita dell´avo!! Io chiedo , non dice la legge che ormai dovrebbe essere iscritti tutta la famiglia al Comune?


  21. MIRELLA ( BUENOS AIRES , ARGENTINA )

    Scusi, seguito. Casi come questi ne posso contare parecchi dottore, credo che il problema sia, che malgrado sia stato inaugurato un Consolato che credo che sia il piú bello e sofisticato del mondo, il problema é, e tutti coincidono con me al parlarne, che hanno preso molto personale dato che ne avevano un gran bisogno, ma é tutti giovani presi a contratto che hanno fatto un concorso in fretta e furia, legale senza meno, ma non hanno avuto il tempo di insegnargli bene tutta la complicatissima legge di cittadinanza, lei lo sa benissimo che ogni caso é diverso dall´altro!! E ci troviamo che , andiamo a fare cualsiasi pratica ad un bellissimo Consolato di otto piani, pieno di tecnologia, senza dover fare le impressionanti file di otto anni fa, ci accolgono signorine gentili e alla svelta ci spiegano tale o quale cosa, ma nessuna interpreta la legge com´é, ognuna risponde in modo diverso, questo ´e il grande problema!! Adesso secondo chi le tocca all´entrata, le da una spiegazione diversa, e la gente non sa che pesci prendere!!
    Per tal motivo mi rivolgo a lei, super espertissimo con tanti anni che la seguo, come del resto a Francesca, e sono sicurissima che forse lei troverá il modo di spiegare un pó a questa povera gente cosa fare, il Comune al quale mi riferisco é Miglierina.
    La ringrazio di giá moltissimo per la sua buona volontá.
    E da parte mia, oserei dirle anche che ho dovuto chiedere due estratti di nascita a Comuni diversi per me, per uso personale, e malgrado lettera preaffrancata, fax, lettere mail e anche varie telefonate mi hanno trattata molto male e sono passati otto mesi e ancora non arriva nulla, ho fatto la denuncia anche in Consolato ma mi dicono solo che loro non hanno nulla a che fare!! A chi devo farla, al Ministero degli Affari Esteri? me lo dica lei se puó per cortesia!
    Giá ho approfittato troppo, scusi molto il disturbi e………grazie infinite, a lei e a Francesca!
    Un forte abbraccio,
    Mirella Masti


  22. ciccone ( Teramo )

    Dear Ms. Alderisi,
    Excuse me for using english but, if I wrote in Italian it would take me forever. Briefly, I have a problem with the application oF 13 d of the new citizenship act. It provides for automatic citizenship for Italians who were born in Italy but later lost their citizenship( before 1992) once they became naturalized citizens of another country. In my case this was Canada. I have legally resided in Teramo for well over a year. When I asked the “commune” to grant me the Italian citizenship it refused because I could nor prove that I had lost it. Later I showed the official my canadian certificate. Apparently this was not good enough because they needed proof of the exact date in which I became a canadian citizen. Nowhere have I been able to find a “circolare”, “regolamento” or statutory authority for the commune’s request for such a specific piece of information. Therefore, my question is this: What is the point of stating that something is automatic when it isn’t automatic at all? Thank you very much for considering this matter.Regards,
    Antonio Ciccone


  23. Mario ( Puerto Ordaz , Venezuela )

    Francesca sei sempre cosí cara, non so propio come faremmo senza il tuo

    sempre pronto aiuto e soluzioni.

    Un affettuoso saluto e la prteghiera a DIO che ti benedica e ti aiuti
    sempre.

    Mario Amici.


  24. jana ( Bellante , Italia )

    Ciao France
    mio nipote ha richiesto la cittadinanza per iuris sanguinis con tutti i documenti in regola e tradotti in Brasile consegnata a luglio 2009 nel nostro comune di residenza, ora vorrei sapere quanto può durare l’attesa, quanti mesi e se il comune può essere obbligato a sbrigarsi entro un certo tempo, perchè credimi è molto evidente la loro mancanza di professionalità e voglia di lavorare.
    In attesa di una risposta ti saluto


  25. anna maria ( treviso , italia )

    egregio dottore e gent.francesca
    grazie per il servizio che date..
    sono nata in australia nel 54 da genitori italiani nel 63 siamo tornati in
    italia e ho la cittadinanza italiana.dopo tanti anni per vari motivi…mi chiedo, anzi vi chiedo potrei riavere la cittadinanza australiana? per i miei figli cambia qualcosa nel caso volessero andare in australia?
    grazi per la disponibilità.


  26. talkama ( milano , italia )

    ho fato la domanda de citadinanza per matrimonio , en aprile de 2009
    ,ma il mio marito vuole andare di vacanza a stati uniti con 2 bimbi a dicembre
    ma io ho il pasaporto peruviano non poso andare , e posibile che mi citadinanza ,sea pronta , como poso sapere

    ho fato la domanda a prefetura da milano

    grazie


  27. Ilenia Bellucci

    In questi giorni ho avuto mio figlio in italia, ed il padre e brasiliano, visto che andremmo a vivere in Brasile vorrei sapere come faccio a fare la doppia cittadinanza mia e di mio figlio. Per non avere problemi quando dovremmo tornare in Italia.
    E se i figli possono essere nei passaporti di entrambi i genitori?
    In brasile i figli possono avere il cognome della madre e del ppadre c’è il modo di poterlo fare con mio figlio anche se e nato in italia, o e troppo complicato?


  28. Bouich abdelaziz ( ferrara , italia )

    31/10/09

    ho mandato la richiesta per la cittadinanza il 29/12/08 finora non lo ancora ricevuta voglio sapere al più presto come vanno le cose ,spero di ricevere al più presto la sua risposta

    cordiali saluti,
    e grazie per la sua disponibilità


  29. cecilia ( caracas , venezuela )

    La cittadinanza e’ una presa in giro Grazie


  30. anna maria ( treviso )

    carissima Francesca,
    sono nata in australia e sono venuta in italia quando avevo otto anni, naturalmaente con i miei genitori.non ho mai avuto un passaporto mio..nella carta d’identità c’è scritto cittadinanza italiana…posso riavere la mia cittadinanza australiana perchè l’ho persa?
    ti ringrazio fin d’ora per la risposta.


  31. mauricio ( niteroi , brasil )

    gostaria de saber como adquirir a cidadania Italiana, pois meu avô materno foi morto na guerra, e minha avó(italiana) recebia pensão no brasil. Minha mão veio p/o Brasil quando tinha 5 anos, quando tinha 18 anos passou p/o serviço publico que a obrigou naturalizar-se , no consulado dizem que não tenho mais direito, só quando o riaquisto estiver aberto o que nunca acontece. Outra informação foi de entrar com um processo na Italia.Como posso conseguir a cidadania.


  32. Marlon Vieira Eusebio ( Pescantina , Italia )

    Salve,
    Ho un bisnonno (Lorenzo Zanette) nato il 31/05/1868 a Vittorio Veneto (TV) Italia. Lui con 11 anni è immigrato in Brasile con i suoi genitori ed altri famigliari. Ha sposato in Brasile una cittadina italiana, anche lei immigrata con i genitori. Da questo matrimonio sono nati 9 figli tra cui l’ultima mia nonna (Maria Antonia Zanette) nata il 17/01/1908. Seconda le legge italiane sei sarebbe una cittadina italiana, e secondo le legge brasiliane, sarebbe una cittadina brasiliana, cosi lei nasce con due cittadinanze. Lei sposando il mio nonno, a tutti gli effetti un straniero, potrebbe perdere la cittadinanza italiana se a lei fosse stata trasmessa quella brasiliana per matrimonio. Due cose da dire, seconde me, una persona che ha gia una cittadinanza non puo averla di nuovo per matrimonio, e poi la stessa legge che la nominata cittadina brasiliana nel momento in cui è nata nel suolo brasiliano, dice che il matrimonio non è un mezzo per l’acquisto della cittadinanza.
    Allora una cittadina brasiliana non può ricevere la stessa cittadinanza che ne ha già e nemmeno per matrimonio. Così a tutti gli effetti lei è tuttora cittadina italo brasiliana. Poi viene mio padre (Osvaldo Zanette Eusebio) nato il 14/07/1947 ed io nato il 29/11/1970. Perché la legge italiana non viene rispettata e ci viene concesso il diritto di essere riconosciuto italiano?
    Grazie di qualsiasi aiuto.
    p.s.: sono residenti in italia legalmente dal 1/10/2006, mia moglie è italo brasiliana ho due figli, ambedue italo brasiliani.


  33. nunzio ( caserta , italia )

    Salve, vorrei chiedere la cittadinanza australiana per diritto di successione avendone diritto come figlio di una nativa australiana… Esistono agenzie che mi aiutano nel percorso della pratica e della documentazione richiesta?? O un altro modo semplice e veloce per affrettare i tempi???
    Grazie


  34. caterina cataldo

    ciao francesca vorrei sapere come riprendere la mia cittadinanza italiana.io sono nata in italia siccome tanto tempo indietro mi sono fatta americana ho perduto la cittadinanza del mio paese natio.adesso ha un po d`anni che cerco di ritornare ad avere la carta d`identita` non puoi sapere tutti i problemi che mi mettono davanti gli occhi di tutto quello che devo fare per riaverla addirittura mi hanno detto che devo fare una richiesta come che sono extracomunitaria una cosa assurda!!!potrei fare on line tutto quello che richiede per ritornare italiana!!!!!francesca te lo devo dire l`italia ha progredito tanto ma tanto,pero` le persone sono sempre sono sempre quelli che erano .ma tu lo sai quando vedono gli italiani che ritornano anche per visita io ho la mamma li,sai prima di salutarti che ti dicono quando ritorni. avrei tanto da dire ma l`ho fatta corta .un bacio catarina siciliana di san giuseppe jato ….palermo.


Lascia un commento per Francesca





(non verrà pubblicata)

Caratteri disponibili