AGENDA DEI CONTATTI DEGLI AMICI DEL GRANDE SALOTTO MONDIALE DI PRONTOFRANCESCA

Archivio del 23 febbraio 2009

lunedì 23 febbraio 2009
GRANDE CUORE D’EMIGRANTE

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Questa mattina mi sono svegliata di gran fretta per finire di realizzare un bellissimo video fotografico di una incredibile festa in maschera alla quale ho partecipato giorni fa e che domani, martedì grasso, avrei voluto dedicarvi, invece purtroppo aprendo la posta elettronica sono stata improvvisamente rattristata da una brutta notizia: la scomparsa di un caro amico, fedelissimo telespettatore di SPORTELLO ITALIA: FRANCO PELLEGRINI. La prima sensazione che ho provato è stata un gran senso di colpa! Sono settimane che avevo deciso di chiamarlo per rispondere personalmente a voce ad una dolcissima lettera che mi aveva scritto mesi fa in cui mi chiedeva scusa se durante l’ultima telefonata si era commosso e messo a piangere, ma poiché questo è per me un periodo particolarmente denso di impegni, avevo più volte rimandato credendo di sentirlo comunque nelle prossime settimane, cosa che invece aimè non sarà più possibile. Ho quindi immediatamente preso la busta gialla che mi aveva mandato da Buenos Aires ed ho letto e riletto le sue parole, guardando intensamente le fotografie che mi aveva inviato e per le quali non ho fatto in tempo a ringraziarlo. Avevo conosciuto Franco tanti anni fa… sono molti i telespettatori soprattutto di una certa età, con i quali nel tempo ho instaurato un rapporto di corrispondenza e tutt’ora che sono in pausa televisiva, sono decine e decine le lettere che ricevo quotidianamente da ogni angolo del mondo, da chi non ha dimestichezza con il computer e desidera rimanere in contatto con me curioso di seguire le mie “vicende” e FRANCO PELLEGRINI era sicuramente ai primi posti tra questi, sempre apprensivo ed affettuoso nei miei confronti, dicendomi che per lui ero come una figlia “bella e sincera”. Mentre scrivo mi viene da sorridere se penso che sorpresa mi ha fatto a maggio dello scorso anno quando ero in visita alla comunità italiana di Buenos Aires e durante una importante ed affollata serata a in cui ero ospite d’onore, davanti a centinaia di persone si è alzato in piedi e tutto elegante e profumato con un mazzo di rose rosse in mano, mi si è avvicinato incurante della folla presente e mi ha dato un bacio, dedicandomi una divertente poesia d’amore…. era la prima volta che ci conoscevamo dal vivo. Sorrido perché sono sicura che in questo momento lo sta facendo anche lui, così come tutte le persone presenti quella sera, che hanno voluto conoscerlo e stringergli la mano e proprio di mani vorrei parlare, si avete capito bene, di Mani. Forti, robuste mani, mani leali, che hanno lavorato tanto e sodo, ma sono rimaste dolci come quelle di un bambino, alle prese con una penna ed un foglio di carta per aprirsi alle emozioni più intime ed ai propri ricordi o magari per scrivere una lettera d’amore come quelle di una volta, quando il computer non esisteva e tutto era più vero, forse anche l’Amore. Franco come altri connazionali in tutto il mondo, è emigrato giovanissimo per trovare “fortuna”, ma non c’è stato un solo giorno della sua vita in cui l’Italia non sia stata presente nei suoi pensieri e soprattutto nel suo cuore e parlandovi oggi di lui desidero coinvolgervi in una mia personale riflessione a cui tengo veramente molto. Sono stata più volte “indicata” per essere una conduttrice che si rivolge agli emigranti con la valigia di cartone e parla ad un pubblico in “bianco e nero” mentre la nuova generazione di italiani all’estero è evoluta, è cresciuta, è dinamica, è emancipata ed ormai si muove veloce su e giù per i cinque continenti globalizzati. Io ho sempre risposto che per me è stato e sarà un grandissimo onore e privelegio avere conquistato la stima e l’affetto delle prime generazioni di italiani all’estero, di chi proprio come FRANCO PELLEGRINI, ha lasciato la madrepatria costruendo lontano dal proprio paese d’origine una nuova vita, mai rinnegando l’amore per l’Italia. Ho anche però prestato sempre molta attenzione alle nuove generazioni ed ondate emigratorie alle quali sono molto affezionata ed ho più volte affermato, laddove mi si è dato modo di esprimere un mio parere in merito, che a mio avviso si dovrebbe guardare al futuro, stando nel presente, ma sempre rispettando il passato, senza il quale non esisterebbe nulla e nessuno. Una delle domande che mi pongo ormai da tempo è proprio il futuro delle prime generazioni di italiani all’estero, insomma per quanti anni ancora esisteranno e cosa accadrà quando figli, nipoti e pronipoti saranno gli unici rappresentanti di un immenso patrimonio di emigrazione e storia italiana nel mondo? A questo quesito non so dare risposta, è un tema veramente impegnativo e credo che nessuno più di voi possa partecipare a questa discussione, rendendomi partecipe di quello che secondo voi è il futuro del passato, scusate il gioco di parole. Franco aveva scritto un libro ed il suo più grande sogno era pubblicarlo; tanti italiani nel mondo hanno raccontato su carta la propria storia ed a me dispiace pensare che potrebbero rimanere solo fogli in un cassetto e che magari tra anni, nessuno riuscirà nemmeno più a leggere nella lingua dei propri antenati e quindi capire il loro significato e valore . Se io sono oggi qui a scrivere nel blog, se ho imparato ad usare il mezzo telematico e se ho creato per tutti voi questa grande piazza virtuale dove potervi ritrovare e confrontare, è perché ci tengo molto più di quanto si possa pensare al mondo degli italiani all’estero, che sicuramente è cambiato e si è evoluto, ma che SEMPRE e COMUNQUE è partito con una valigia di cartone, piena di sogni, speranze ed Amore. Un saluto a FRANCO, Grande Cuore d’Emigrante ed un abbraccio forte alla sua famiglia: e’ stato sicuramente bello per voi sentirvi Italiani accanto a lui!

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