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AGENDA DEI CONTATTI DEGLI AMICI DEL GRANDE SALOTTO MONDIALE DI PRONTOFRANCESCA

Archivio del 23 settembre 2008

martedì 23 settembre 2008
CORCOVADO

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Allora, che si dice dalle vostre parti? Qui tutto benissimo, anche se ormai sono sulla via del ritorno e già inizio a sentire la famosa SAUDADE. Prima di coinvolgervi in quello che è sempre stato il mio sogno carioca fin da quando ero piccola (e che dalla foto già avrete intuito) desidero soffermarmi qualche istante su quanto ho scritto giorni fa nel blog, riguardo la mia riflessione sul fatto che bisognerebbe dare la cittadinanza italiana solo a chi parla la nostra lingua. Leggendo con attenzione i vostri commenti, ho notato che qualcuno ha frainteso le mie parole. Non mi riferivo affatto a fare degli esami di italiano e “bocciare” chi magari parla in dialetto, ma trovo assolutamente vergognoso che persone nate in Italia che hanno perso la cittadinanza, spesso per lavorare all’estero, quindi per assoluta necessità, vengano considerate dallo Stato Italiano stranieri, al contrario di tanti discendenti di italiani, spesso di lontanissima generazione, che hanno ottenuto la doppia cittadinanza e che non sanno mettere in fila due parole nella nostra lingua. La mia è una considerazione riferita soprattutto a chi non è nato nel nostro paese. Il che poi non vuol dire che bisogna parlare l’italiano alla perfezione, ma vi garantisco che ho conosciuto persone che hanno il passaporto italiano che non parlano e capiscono nulla nella nostra lingua e questo io personalmente lo trovo ingiusto. Dopo questa doverosa precisazione, continuo con grande piacere ad aggiornarvi sul mio viaggio in Brasile ormai volto praticamente alla conclusione. Vi avevo lasciato giorni fa scrivendo del mio desiderio di realizzare un sogno. In fondo se sono qui oggi è perché credo con tutta me stessa che inseguire i propri sogni sia un grande privilegio ed io in questo mi sento veramente fortunata. Come vi dicevo, da quando ero bambina, sono sempre rimasta incantata dalle immagini di Rio de Janeiro e da uno dei suoi simboli che l’ha resa famosa nel mondo: Corcovado. Questa parola tradotta letteralmente significa “con la gobba” ed è riferita alla montagna che si erge a settecentodieci metri sulla città di Rio, dove è stata collocata la famosissima statua del Cristo Redentore. Ho scoperto facendo una ricerca che l’anno scorso attraverso una votazione internet, questa opera è stata annoverata tra le sette meraviglie del mondo. Per arrivare in cima a questa montagna, si attraversa con una specie di funicolare, una foresta trapiantata dentro la città. La statua è stata inaugurata il 12 ottobre del 1931 ed illuminata attraverso un segnale radio, che Guglielmo Marconi inviò direttamente dall’Italia dalla sua nave ”ELETTRA”. Il Cristo Redentore rappresenta il calore del popolo brasiliano che accoglie a braccia aperte i visitatori ed è diventato nel tempo un messaggio universale di unione e fratellanza. Salire lì su in alto e vedere tante persone da tutto il mondo condividere l’emozione di tanta bellezza, è stata per me una sensazione straordinaria. Per questo ho deciso di salutare il Brasile con questa immagine di Amore e Forza, dedicandovi questa fotografia non facile da realizzare, poiché a quanto sembra la mia idea l’hanno avuta altri milioni di turisti. Un abbraccio grande e grazie per l’affetto che mi avete dimostrato anche durante questo mio viaggio. A tra qualche giorno…