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AGENDA DEI CONTATTI DEGLI AMICI DEL GRANDE SALOTTO MONDIALE DI PRONTOFRANCESCA

Archivio del 16 settembre 2008

martedì 16 settembre 2008
AGUA DE COCO

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Buona giornata a tutti, come state? Sono veramente molto felice di percepire nei vostri commenti la partecipazione, l’entusiasmo e l’affetto con il quale state seguendo, seppur a distanza, il mio viaggio in Brasile. Per me incontrare le comunità italiane nel mondo è un enorme privilegio ed un momento di grande arricchimento umano e professionale e per questo è mia intenzione vivere in tranquillità questa opportunità, senza dovere ogni volta distogliere la mia attenzione su inutili polemiche a mio avviso del tutto gratuite. Perdonatemi quindi se non mi soffermerò su quanto alcuni di voi hanno scritto nelle ultime ore su prontofrancesca, ma, ripeto, non è mia intenzione trasformare le pagine del nostro “salotto mondiale” in uno sfogatoio di malesseri personali, che vanificano il mio impegno ed i tanti sacrifici di questi mesi. Siete tutti i benvenuti, purché i vostri commenti si attengano alla mia linea editoriale, che tutto vuole essere tranne un luogo dove ci si scontra per delle sciocchezze, quindi siete tutti gentilmente pregati di voltare pagina. Come sapete durante i miei viaggi quindi cerco sempre di riportare nel blog, le mie impressioni personali e coinvolgere tutti voi in quello che a mio avviso è un’occasione unica di confronto. Domenica è stata per me una giornata ricca di emozioni ed anche qualche sorpresa… Mi sono svegliata molto presto alla volta di Jundiai, una città a 40 km da San Paolo con cinquecentomila abitanti ed una grandissima comunità di origine italiana, si dice che addirittura l’80 per cento siano discendenti italiani. Il viaggio è stato molto interessante: abbiamo percorso in automobile la Rodovia Bandierantes, una strada lunghissima che attraversa parte del Brasile. La cosa che immediatamente colpisce è la ricchissima vegetazione. Pensate che su questa via ci sono le maggiori piantagioni di eucalipto, canna da zucchero ed arance di tutto il Brasile. Se poi vogliamo rimanere in tema di numeri, tenetevi forte perché con grande sorpresa ho scoperto che il Brasile è il più grande produttore di arance del mondo. Sono stata molto orgogliosa nel sapere poi che il maggiore rivenditore individuale di arance e derivati al mondo, è un italiano, il Signor Cutrale, che ha iniziato tanti anni fa vendendo arance al Mercato Centrale di San Paolo. Non è un caso che, mentre percorriamo questa importante arteria stradale, ogni cinque minuti l’occhio mi cade sui dei camion con la scritta Cutrale, grandi autobotti in acciaio inossidabile, che trasportano concentrato di arancia, che diluito con acqua diventerà succo di arancia. Non potevo non soffermarmi qualche istante su questo argomento, ma per chi come me osserva con grande curiosità le abitudini di ogni paese, la quantità incredibile di frutta e succhi naturali, che vengono consumati in questo paese tropicale, mi ha letteralmente lasciato di stucco. Arrivata finalmente a Jundiai sono stata ospite del Circolo Italiano, molto attivo nel riunire la comunità italiana che, come già ho accennato, è particolarmente numerosa. Importante a mio avviso sottolineare che la Comunità italo-brasiliana, a differenza di altre comunità italiane che ho avuto modo di incontrare durante i miei viaggi, come ad esempio quella in Canada o Australia, è formata soprattutto da discendenti, quindi già di terza se non quarta generazione. Me ne sono accorta invitando i presenti che parlavano l’italiano ad alzare la mano ed effettivamente erano molto pochi. Tra questi però con enorme sorpresa si è fatta avanti una arzilla signora, LUISA VALENCIC FICARA, che con gli occhi vispi mi ha dato il benvenuto porgendomi una busta con i famosi bis. Ve li ricordate? Si tratta di biscotti wafer tipici del Brasile, che più di un telespettatore mi aveva inviato a SPORTELLO ITALIA ed in un attimo la mia mente è tornata indietro a quella puntata così divertente in cui avevo ricevuto questo pensiero. Chiedo allora a Luisa di sedersi al mio tavolo e mangiare insieme a me ed anche se solo per poche ore, la sua energia mi ha travolto ed i suoi racconti profondamente commosso. Quando le chiedo dove è nata, mi risponde a Fiume e la sua voce immediatamente cambia. Capisco subito che per lei tornare a quel momento difficile della storia italiana è una ferita ancora aperta ed allora preferisco cambiare discorso e fare una fotografia insieme a lei, con i bis che mi ha regalato. Il pomeriggio è poi proseguito con una visita ad una Fazenda e vi confesso che anche in questo caso, le notizie che ho avuto modo di apprendere, mi hanno fatto molto riflettere. Scopro infatti che la maggior parte dei nostri connazionali arrivati in Brasile a fine ottocento, venivano a lavorare nelle Fazendas, questo perché il biglietto in nave era gratis per chi si dichiarava contadino. Certamente quello che poi hanno trovato all’arrivo gli italiani emigrati qui per lavorare, è stato molto diverso dal “Paese della Cuccagna” che avevano immaginato. Pagati pochissimo, proprio per non permettegli di andare via, lavoravano per intere giornate nelle piantagioni di caffé, spesso perdendo giovanissimi la vita. Immediatamente rivolgo allora un mio pensiero personale, visitando una di queste casupole dove vivevano i nostri connazionali a fine secolo, ai tanti italiani che si sono ritrovati a loro insaputa, schiavi senza catene. Chiedo quindi di andare via, con il cuore gonfio di tristezza. Non so perché, ma avevo tutt’altra idea di cosa fosse una Fazenda. Sulla via del ritorno Virginio ed Andrea, che mi hanno seguito in questa incredibile giornata, mi chiedono se desidero un’Agua de Coco. Io rispondo di no, anche perché sono stanca e non ho capito bene di cosa si tratta. Non appena però fermiamo l’automobile davanti ad uno di questi chioschi che si trovano per strada, capisco che è qualcosa per cui vale la pena cambiare idea. Un enorme frutto verdastro, all’interno del quale si trova il cocco che siamo abituati a mangiare in Italia. Il venditore davanti a noi, fa quindi un buco sull’estremità ed infila una cannuccia, porgendomi questa pesante “palla” dalla forma curiosa…. ed io felicissima vado via con questa buonissima bibita, pensando che queste cose fino ad oggi le avevo viste solo nei film!

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