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AGENDA DEI CONTATTI DEGLI AMICI DEL GRANDE SALOTTO MONDIALE DI PRONTOFRANCESCA

Archivio del 12 maggio 2008

lunedì 12 maggio 2008
IL BALCONE DELLA CARRA’

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Ola, come state? Io benissimo e felicissima di avere ormai già da un po’ toccato terra Argentina. In apertura di questa nuova pagina del mio diario in rete desidero ringraziarvi tutti di cuore per come avete “coccolato” il blog in questi giorni, facendomi sentire serena nonostante i moltissimi impegni che mi stanno portando mai come in questi giorni a parlare del nostro “salotto mondiale” con le tante persone che sto incontrando. Ma andiamo per ordine: ci eravamo lasciati con la puntata di ProntoFrancesca in cui vi annunciavo della mia imminente partenza. Il viaggio è volato via in tutti i sensi, sarà che ho sempre talmente tanta voglia di incontrarvi, che le ore trascorse in aereo non mi pesano affatto, anzi! Non potete immaginare quanto sia incredibile la vista che si ha dal cielo all’arrivo a Buenos Aires…. una distesa infinita di luci danno immediatamente una prima idea dell’estensione di questo paese. Dall’aeroporto alla city, così la chiamano, il viaggio è stato lunghissimo non tanto per la distanza, quanto per il traffico esagerato, nonostante fosse mattina prestissimo. Alla mia domanda sul perché ci fossero così tante automobili in circolazione di primissima mattina (erano circa le 7.00) ho scoperto alcuni dati interessanti che sinceramente ignoravo. Lo sapevate che la provincia di Buenos Aires è grande per estensione in chilometri quadrati esattamente come tutta l’Italia? Scopro poi che solo a Buenos Aires vivono dieci milioni di abitanti di giorno e quattro milioni di notte. Se la matematica non è un’opinione (purtroppo!!) il traffico è dovuto quindi allo spostamento di ben sei milioni di persone che quotidianamente raggiungono la capitale argentina. Desideravo darvi questo dato perché lo trovo particolarmente interessante per dare un’idea del movimento che caratterizza questa città. Ed ora veniamo al mio primo incontro con la comunità italiana di cui ho letto che avete avuto già ampia descrizione nei commenti dei miei blog amici diventati in questi giorni bravissimi reporter. Con enorme sorpresa non appena sono entrata nella sede di Unione e Benevolenza, la più antica associazione italiana di Buenos Aires, sono sta accolta da Maria Rosa e Luigia, fedelissime del nostro “salotto mondiale” che con tanto di cartellino ProntoFrancesca bene in vista sulla giacca, mi stavano aspettando per darmi il benvenuto. Non potete immaginare la mia emozione nel conoscerle ed abbracciarle, emozione ancora più grande quando poco dopo si sono aggiunti Lucia, Mauro, Claudia, Teresa e Vittorio. Lo so che desiderate vedere le nostre fotografie, peraltro non facili da fare perché ogni secondo si intrufolava qualcuno, ma dovrete pazientare fino al mio rientro in Italia quando realizzerò un video fotografico che inizierà proprio con i magnifici sette! Sempre durante il mio primo incontro, a sorpresa è arrivata una mia zia di secondo grado che non vedevo da ventotto anni e che ignoravo vivesse a Buenos Aires da pochi anni. Ciao zia Ivana, prometto che troverò il tempo nei prossimi giorni per venire a prendere una buona tazzulella e caffè a casa tua. Ma ora non posso non raccontarvi della mangiata di asado che credo digerirò tra una settimana. Durante la mia breve seppure intensa visita nel pittoresco quartiere della Boca, sono stata ospite della famiglia Schiavone, siracusani doc trapiantati in Argentina da ormai sessant’anni. Entrare a casa di Sebastiana e Sebastiano (non è un gioco di parole, si chiamano veramente così) è stato come ritrovare un pezzo di Sicilia oltreoceano. Sebastiano ha trascorso la sua vita praticamente per mare navigando per ben quarantadue anni. In ogni angolo della casa ci sono strumenti marinari di ogni tipo: nel giardino un’ancora, in salone una grandissima bussola ed all’ingresso naturalmente il suo cappello da Capitano. Ma la cosa di cui va maggiormente fiero sono le lauree dei suoi tre figli Salvatore, Carmelo e Gustavo, rispettivamente medico, ingegnere ed architetto. Mostrandomele nelle loro grandi cornici dorate gli si illuminano gli occhi e mi dice che per lui sono valsi tutti i sacrifici ora che ha tre figli professionisti. Quando poi gli chiedo cosa ricorda del suo primo incontro con Sebastiana dopo cinquantatre anni di matrimonio, mi risponde sorridendo “Gli occhi e le forme prosperose.” Tutti insieme, nipoti compresi, ci trasferiamo in una sala vicino al giardino, dove si trova la famosa parrilla per cucinare l’asado, tipica carne argentina tra le più buone del mondo. Inutile dirvi che si tratta di un qualcosa veramente di speciale, anzi mondiale come direbbero a Napoli, anche se vi confesso che nelle ore successive avrei tanto voluto avere con me una confezione formato famiglia di Geffer, per accelerare la digestione che temo durerà ancora a lungo. Tra le tante emozioni di questi miei primi giorni a Buenos Aires non posso non raccontarvi del mio ingresso all’interno del famosissimo stadio bomboniera dove gioca il Boca Juniors. Ho letto che avete proprio nei vostri ultimi commenti ricordato Maradona ed a tale proposito ci tenevo a farvi sapere che la sua presenza aleggia ovunque nello stadio che “non trema, ma batte come un cuore!” Ed a proposito di cuore, il mio mi ha portato dritta dritta in un posto che desideravo vedere da anni, anche perché è legato alla Musa ispiratrice del mio blog: Raffaella Carrà. Chi di voi ricorda il bellissimo video della canzone “Pedro” che fu realizzato proprio alla Boca? Bene, sono riuscita a trovare il famoso balcone della scena finale, in cui una scatenatissima Raffa ballava sotto gli occhi divertiti degli abitanti. L’emozione è stata grandissima: io li immersa in un arcobaleno di case di lamiera colorata, costruite dai nostri primi emigranti italiani tanti anni fa e dipinte con gli avanzi di vernice colorata dei piroscafi… dall’alto di quel balcone mi sono sentita per un attimo un po’ Carrà ed è stata una sensazione meravigliosa!!