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Archivio di aprile 2008

martedì 29 aprile 2008
L’AVVOCATO RISPONDE

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Avvocato ANGELO SCHIANO

Buona giornata e tutti e bentrovati! Leggendo i vostri commenti mi sembrate tutti piuttosto pimpanti e di questo mi rallegro molto. Oggi torniamo a trattare nel blog un tema di servizio e con l’occasione introduco nel nostro “salotto mondiale” l’Avvocato ANGELO SCHIANO, che ho spesso avuto modo di intervistare durante le puntate di SPORTELLO ITALIA. L’argomento che approfondiremo è di sicuro interesse per molti italiani all’estero: l’usucapione. Siete gentilmente invitati a porre le vostre domande rimanendo nelle materie di competenza legale dando così la possibilità a tutti coloro che ne fossero interessati, di potere usufrire di questo spazio e dell’esperienza del mio ospite che ringrazio personalmente per la disponibilità.

DOMANDA: Avv. Schiano, può spiegare cosa è l’usucapione e da dove deriva questa “strana” parola di cui spesso si sente parlare?
Il termine “usucapione” deriva dal termine latino “usucapio” che, in parole molto semplici, significa “appropriarsi di un bene altrui di cui per un certo periodo di tempo, se ne è avuto il possesso”. Il possesso di tale bene deve essere continuato, pacifico e inequivoco, tale comunque che chi ne ha l’uso è considerato esserne il vero proprietario. Un esempio può servire a meglio chiarire il concetto: se una persona in Italia coltiva per anni un terreno di un connazionale residente all’estero, senza avere specifico incarico da parte del legittimo proprietario, in modo continuato e pacifico tale da convincere i vicini che lui è il vero proprietario del terreno, questi, dopo un certo numero di anni, può richiedere al Tribunale una sentenza che stabilisca giuridicamente che lui è il titolare della proprietà da anni coltivata.

DOMANDA: Quali sono i beni soggetti all’usucapione?
La proprietà sui beni soggetti all’usucapione può essere richiesta per tutti i beni mobili ed immobili (esempio case, terreni, fondi rustici, diritti vari: distanze, allacci, scarichi, passaggi, servitù, usufrutto, universalità di beni mobili, ecc.), all’infuori dei beni demaniali, di quelli, cioè, appartenenti allo Stato o ad Enti pubblici.

DOMANDA: Dopo quanto tempo è possibile richiedere al Tribunale il riconoscimento del possesso di un bene per usucapione?
I termini per far valere il diritto alla proprietà differiscono dal tipo di bene e dai tempi del possesso, che, ripeto, deve essere stato pacifico e pubblico, ossia non acquistato in modo violento o clandestino e dovrà essere continuo ed ininterrotto nel tempo; tale tipo di possesso varia dai 20 anni per i beni immobili (abitazioni, fondi rustici, terreni) ai 10 anni, dalla data di iscrizione con idoneo titolo di proprietà, di chi, in buona fede, ha acquistato un immobile da chi non ne è legittimo proprietario. Tali termini si riferiscono, in linea di massima, anche ai beni mobili, con durata variabile se i beni sono stati acquistati o no in buona fede. La casistica in materia è alquanto varia e si potrà dare una precisa risposta a singoli quesiti.

DOMANDA: In che misura l’usucapione può interessare i nostri connazionali all’estero?
La prolungata lontananza dall’Italia di nostri connazionali che in Italia hanno lasciato, tralasciando di interessarsi, beni mobili e/o immobili, senza affidarli a qualcuno con un atto scritto o con impegno formale di averne cura, può motivare qualcuno ad usufruire senza titolo di tale bene e a far credere a terzi, per il prolungato possesso e per la cura che egli ha del bene stesso, che egli è il legittimo proprietario. Se tale possesso si prolunga in modo continuato ed ininterrotto oltre i termini di legge suddetti, egli può chiedere al Tribunale di divenirne legittimo proprietario. Ricordo il pianto di una nostra persona anziana che, espatriata in Argentina da oltre 45 anni, era venuta a conoscenza che il terreno che i suoi defunti genitori avevano con tanti sacrifici acquistato e coltivato al paesello natio, era stato dato dal Tribunale in proprietà a chi, per oltre 20 anni, ne aveva avuto cura all’insaputa della legittima proprietaria.

DOMANDA: Un consiglio ai nostri connazionali che hanno lasciato in Italia beni immobili per evitare l’usucapione.
Il solo consiglio che posso dare è quello di affidare le cose che si lasciano a persona di sicura fiducia, di rimanere ogni tanto in contatto con tale persona, di dimostrare un continuo interesse per i beni lasciati, di dare incarico a parenti od amici di seguire la cosa. C’è da tenere presente, comunque, che spesso sono proprio i parenti più stretti ad appropriarsi dei beni lasciati sulla fiducia. Ecco allora che è quanto mai opportuno, come si dice, tenere gli occhi ben aperti.

DOMANDA: Avvocato, come è possibile interrompere i termini di legge per evitare che venga deliberata l’usucapione?
Per interrompere i termini è necessario iniziare una causa civile perché, solo con la notifica dell’atto, si può interrompere il periodo necessario a far maturare l’usucapione. Diversamente occorre il chiaro riconoscimento dell’altra parte del diritto che si vuole reclamare. Non è allora sufficiente una semplice lettera di diffida e nemmeno una raccomandata: meglio rivolgersi ad un legale ed iniziare un giudizio.

DOMANDA: Per completare questo interessante argomento credo sia necessario, caro avvocato, spiegare quale è la differenza tra usucapione e comodato d’uso.
Abbiamo visto che, senza una necessaria accortezza da parte del legittimo proprietario, un bene di sua pertinenza può essere acquistato, per ordinanza di un Tribunale, da altra persona in forza del possesso protratto per un certo tempo. Tale rischio non si corre con il comodato d’uso, quando, cioè, viene stabilito, in forma scritta o verbale – comunque è sempre meglio la forma scritta – che si concede l’uso di un determinato bene a persona che si impegna ad avere estrema cura del bene ricevuto in uso e che può essere reclamato dal legittimo proprietario quando questi ne avesse necessità per sopravvenuta urgenza ed imprevisto bisogno . Non è possibile, qui, riassumere i vari tipi di comodato d’uso, regolati da i diversi articoli del Codice Civile. Sono a disposizione di chiunque necessitasse di maggiori chiarimenti.

DOMANDA: E’ possibile usucapire un immobile avuto in comodato d’uso da più di 20 anni?
Il comodato di un alloggio ad uso abitativo costituisce “detenzione”, non quindi “possesso” ai fini di usucapione. L’uso di un appartamento ricevuto in comodato senza contratto scritto, ad esempio dai propri genitori, non costituisce usucapione.
Qualora il potere di fatto sulla cosa sia iniziato a titolo di comodato d’uso, per integrare il possesso utile ai fini di usucapione occorre un atto di opposizione con cui sia chiaramente manifestato nei confronti del proprietario l’intento di cambiare tale comodato in vero e proprio possesso “uti dominus”, corrispondente cioè all’esercizio del diritto di proprietà.

DOMANDA: In chiusura mi tolga una curiosità: una volta applicata l’usucapione su un immobile, è possibile rivendicare la proprietà? In altre parole: l’usucapione è definitiva?
Nel caso in cui la sentenza definitiva dichiarativa dell’acquisto di proprietà venga trascritta, il precedente proprietario non può, purtroppo, “rivendicare” la proprietà.