domenica 16 marzo 2008
RICORDI NEL CASSETTO
E’ proprio curioso come negli ultimi tempi le mie giornate cambiano all’improvviso per strane coincidenze. Ieri avevo deciso di trattare tutt’altro argomento nel blog, avrei voluto spiegarvi perché è molto importante rimanere in tema quando propongo argomenti di servizio, avrei voluto rispondere ad alcuni vostri commenti, ma poi……. Poi sono andata a fare un saluto ai miei genitori e quando sono entrata in camera mia ho trovato bene in vista sul mio letto alcuni ricordi di mia nonna. Di solito non si pensa mai che quando muore un parente, le persone di famiglia non solo devono convivere con il dolore di una perdita ma si trovano anche ad essere partecipi di una serie di “operazioni” organizzative, tra le quali riordinare gli effetti personali del defunto. Vi racconto questo perché proprio pochi giorni fa mia madre è stata a Napoli con mia zia e mio padre per iniziare a “svuotare” la casa di mia nonna. Appena l’ho saputo le ho chiesto di portarmi qualcosa: in quella casa sono cresciuta ed ho tutti i miei ricordi di bambina. Quando ci sono tornata pochi mesi fa a Natale tutto sembrava molto più piccolo, ma per il resto il tempo si era fermato. La cosa che mi ha colpito di più è come l’odore di quella casa fosse rimasto immutato negli anni: un odore di pulito, di bucato appena fatto, ma anche di pane, un misto di profumi rassicuranti che ti fanno sentire in un luogo familiare. Ieri entrando in camera mia proprio non ci pensavo, quando all’improvviso sul mio letto ho trovato un anello di mia nonna, il suo rosario ed una fotografia. Vi confesso che ho provato una sensazione molto forte, in questo periodo tutte le sensazioni che provo sono amplificate ed io ancora più ricettiva del solito nel percepire piccole sfumature di vita. Quanti ricordi sono nascosti nei cassetti. Quanti oggetti spesso piccoli e di poco valore, che invece racchiudono emozioni vissute in momenti speciali. Io conservo fiori, lettere, talvolta anche piccole cose che raccolgo per strada, come ad esempio una ghianda trovata tanti anni fa, alcuni sassi presi in luoghi a me cari e perfino un bottone che mi ha regalato uno spazzacamino durante un’intervista, si dice che porti fortuna. Quante fotografie sbiadite solo sulla carta, ma ancora ben nitide nella nostra memoria. Dietro quella che vedete c’è una dedica che ho scritto il 25 aprile del 1977 “Ai carissimi nonni, con tanto affetto in ricordo della mia Prima Comunione. Francesca.” Avevo nove anni e di quel giorno sinceramente non ricordo molto. Avevo tanto desiderato un vestito con il velo come quello di mia cugina, invece mi sono ritrovata vestita da suorina e la cosa non mi era piaciuta molto (mi si legge in faccia!!). Guardando quella fotografia mi vedo piccola piccola, non so se lo fossi realmente o se il sacerdote era particolarmente alto, una cosa è certa, ero molto impaurita. Oggi è la domenica delle Palme ed ho deciso che andrò a messa. Non lo faccio spesso. Pensandoci bene ultimamente però mi è capitato di andare a messa durante quasi tutti i miei viaggi all’estero. Ho partecipato a varie funzioni religiose italiane: a Chicago, a New York, a Brooklyn ed ultimamente in Australia, ad Adelaide. Mi è piaciuto molto e credo che ascoltare una messa in italiano quando si è in un paese lontano sia molto importante. In fondo una delle prime necessità delle comunità italiane emigrate anni fa è stata proprio quella di aggregarsi in occasioni religiose. Nell’augurarvi buona Domenica delle Palme vi invito, se vi va, a farmi sapere se nella zona dove abitate ci sono chiese in cui vengono celebrate messe in lingua italiana e se siete soliti frequentarle. Oggi quando farò la comunione mi sentirò di nuovo un pò bambina e ringrazio i miei nonni per avere conservato in tutti questi anni in un cassetto tra le cose care la fotografia della loro prima nipote nel giorno della Prima Comunione….era un evento importante ed io forse troppo piccola per capirlo veramente.








