sabato 1 marzo 2008
CUORE DI MAMMA
TOC TOC, ci siete? Stavo rileggendo come sempre i vostri commenti degli ultimi giorni e devo dire che vi ho trovato un po’ “in letargo” sarà l’effetto anno bisestile e 29 febbraio, ma sinceramente credevo che il tema proposto vi avrebbe coinvolto un po’ di più. A tale proposito ci tengo a precisare che oltre la mia personale curiosità di sapere cosa ne pensavate della notizia diffusa qualche giorno fa dall’Agenzia di Stampa AISE riguardo l’appello dell’Onorevole Marco Zacchera di fare attenzione ai patronati in vista delle prossime elezioni, il tema principale che avrei voluto approfondire con voi era se vi sentite di arrivare preparati al voto e se quindi i mezzi di informazione rivolti agli italiani nel mondo, riescono ad essere un valido strumento in vista di questo importante appuntamento politico; non a caso il titolo che avevo dato a questa pagina del mio diario é TRIBUNA POLITICA, in ricordo di uno storico appuntamento televisivo di tanti anni fa. Ad ogni modo come dicono durante i Telegiornali “cambiamo decisamente argomento.” Mi ha molto colpito, e credo non solo a me, il commento lasciato sul blog da GIULIA TURCHIO, da Cosenza, Italia, momentaneamente in Florida ”Ciao cara Francesca, tu non mi conosci, ma forse avrai sentito parlare di quel bimbo malato di nome Riccardo Pio, che grazie ad Albano “il cantante”, grazie alla Regione Calabria e tanta brava gente, ora si trova in Florida per fare l’ossigeoterapia…… questo bambino è mio figlio.” Come ignorare un messaggio del genere. Ho quindi immediatamente mandato una e-mail a Giulia chiedendole un contatto telefonico arrivato prontamente dopo poche ore. Giulia in questo momento si trova a Fort Lauderdale, in Florida, dove da quattro mesi si è trasferita con il marito Franco, dal paese dove vivono, Castrovillari in provincia di Cosenza, Calabria, per potere sottoporre “il suo piccolo angioletto”, come lo chiama lei, ad una terapia molto costosa, che a quanto sembrerebbe può però portare a miglioramenti prodigiosi. Giulia è arrivata casualmente a scoprire il nostro “salotto mondiale” navigando in internet e con grande semplicità ha voluto raccontarmi la sua storia, certa di un aiuto e sostegno da parte di tutti noi, magari anche per trovare un’idea diversa per potere fare conoscere tutto quello che lei dal 24 settembre del 2003, giorno in cui è nato Riccardo, fa ogni giorno con grande forza e determinazione per potere aiutare il suo bambino. Quando chiedo a Giulia di raccontarmi come sono andate le cose, la sua voce inizia a singhiozzare e non riesce a trattenere le lacrime al ricordo del parto. Mi dice che i medici dell’Ospedale di Castrovillari si rifiutarono di sottoporla al parto cesareo e quindi Riccardo è nato con grande difficoltà con un parto naturale (se naturale si può definire!) Senza entrare in dettagli poco piacevoli, i suoi ricordi tornano a quel veloce momento in cui, anche se per pochi secondi, riesce a vedere il suo bambino ”Pensavo fosse morto!” Invece Riccardo é vivo, ma molto grave. Dopo tre lunghissime ore viene trasferito in ambulanza (senza pediatra a bordo!) all’ospedale di Cosenza, ma ormai i danni provocati durante il parto dalla mancanza di ossigeno al cervello, hanno causato una lesione celebrale. E proprio a causa di questa lesione celebrale, a soli cinque mesi di vita, viene colpito dalla Sindrome di West, una rara patologia che causa delle convulsioni, dette anche spasmi infantili. Durano pochi secondi e sono come delle piccole e potenti scosse elettriche al cervello. Riccardo ne aveva 150 al giorno. Inutile dirvi che da allora Giulia e suo marito non stanno vivendo un momento facile. Lui ha perso il lavoro a causa delle numerose assenze, lei deve seguire costantemente Riccardo che necessita di attenzioni particolari: non parla, non cammina e viene alimentato tramite un sondino gastrico. Ma a questo punto viene fuori tutto IL CUORE DI MAMMA…. e che cuore! Giulia, nonostante il marito non la incoraggi affatto, decide di fare appello alle sue forze ed inizia a mettercela tutta per trovare un modo per potere regalare a suo figlio la speranza di potere essere un giorno un bambino felice. Tra le tante cose che mi racconta durante la nostra lunga telefonata di qualche ora fa, ce n’è una che mi ha molto colpito e che Giulia ricorda ancora come se fosse oggi: uno strano sogno in cui una voce maschile la esorta, per guarire suo figlio, ad andare sulla luna e fargli “respirare l’ossigeno.” A questo sogno Giulia non da troppa importanza, ma poco dopo mentre è in internet per svagarsi un po’, si trova per caso a leggere di una Clinica in Florida, specializzata in ossigenoterpia. Questo è un segno del destino, non c’è dubbio. Inizia così tramite suo fratello e sua sorella che vivono in Canada, a fare delle ricerche per potere verificare la validità delle terapie proposte e con grande sorpresa scopre che sono molti i bambini che arrivano a questo centro da tutto il mondo per curarsi, alcuni sono visibilmente migliorati e perfino in parte guariti. Giulia non ha dubbi: porterà Riccardo in questa clinica, l’Ocean Hyperbaric Neurologic Center, di Fort Louderdale. Un unico dettaglio non da poco: queste cure sono molto costose e soprattutto a pagamento (come al solito!) ma lei non si scoraggia. Crea un sito internet ed un blog (cliccare su sito e blog per visualizzarli.) E poi stampa migliaia di volantini e durante i concerti di famosi cantanti come Matia Bazar, Enrico Ruggeri, Fiorella Mannoia ed Albano si mette poco distante con un gazebo, un tavolino ed una sedia, in cerca di donazioni, per potere arrivare quanto prima a potere sostenere le spese per il viaggio in Florida, il soggiorno e naturalmente le cure. E proprio Albano prende a cuore la triste storia di Riccardo, facendo salire Giulia sul palco durante un suo concerto per fare un appello ed inizando in vari programmi televisivi a chiedere il sostegno del pubblico. Con grande soddisfazione Giulia mi dice che tutti la hanno aiutata molto, anche se non nasconde una certa apprensione poichè queste cure, come detto, costano molto e dureranno parecchi anni. Più di una volta poi insiste nel volermi sottoporre tutta la documentazione necessaria a garantire che i soldi raccolti realmente verranno utilizzati per questo scopo e che non si tratta di una truffa. Io le dico che non ne ho bisogno, mai e poi mai potrei pensare che una mamma possa fare tutto questo se non per disperazione e grande amore per il suo bambino. D’accordo con Giulia abbiamo deciso che nei prossimi giorni attraverso i commenti risponderà alle vostre domande direttamente dal nostro “salotto mondiale”. Io mi auguro che anche noi nel nostro piccolo riusciremo a fare qualcosa per questo bellissimo bambino, anche se il regalo più grande a Giulia lo farà proprio Riccardo, quando un giorno (ed io sono certa che prima o poi avverrà!) la chiamerà MAMMA!







