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Archivio di marzo 2008

lunedì 31 marzo 2008
S.O.S. CITTADINANZA – Le risposte

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DOTT. CLAUDIO BALLETTA
Viceprefetto del Ministero dell’Interno

Buona giornata a tutti e bentrovati insieme nel nostro “salotto mondiale” che oggi tornerà ad approfondire un tema molto caro agli italiani nel mondo: la cittadinanza. Prima di aprire questa importante pagina del blog, desidero ringraziarvi per l’enorme e sincero affetto che mi avete dimostrato in questi giorni in occasione del mio compleanno, dandomi la conferma che le distanze non sempre allontanano, anzi spesso avvicinano e di questo sono ormai sempre più convinta. E’ mio desiderio iniziare la settimana rispondendo ad alcune domande che ho scelto tra i commenti giunti tempo fa nello spazio intitolato S.O.S. CITTADINANZA. A questo proposito ripresento con piacere il Dott. CLAUDIO BALLETTA, Viceprefetto del Ministero dell’Interno, che con grande disponibilità ha accettato di collaborare al mio progetto telematico, per potere informare i connazionali all’estero, spesso disorientati dalla troppa burocrazia. A distanza di alcune settimane, come promesso, arrivano puntuali le risposte. Con l’occasione vi invito se avete nuove domande da porre, a farlo indicando chiaramente la vostra situazione. Vi ricordo inoltre che, per potere dare l’opportunità di approfondire l’argomento a chiunque ne fosse realmente interessato, siete gentilmente invitati a rimanere in tema.

Grazie a tutti anticipatamente per la cortese collaborazione.

DOMANDA: scrive GABRIELLA TAMI da Valencia- Venezuela
“Vorrei aiutare il fratello minore (di 7 figli) della mia amica d’infanzia, Giuseppina. Tutti i 6 fratelli sono riusciti ad avere la cittadinanza italiana ma l’ultimo, purtroppo (??) é nato che il padre aveva preso la cittadinanza venezuelana. Giuseppina é andata al Consolato Italiano a Caracas ed ha cercato per tutti i mezzi di avere una piccola speranza perché suo fratello possa avere il passaporto della Comunitá Europea. Secondo l’On. Marco Zacchera, c’e’ stato un periodo (1992-1997) in cui tutti potevano acquistare la cittadinanza, ma questo fatto non si é mai pubblicizzato. La mia famiglia (marito, figli e nipote) siamo riusciti ad averlo, ma mai saputo che ci fosse una data “limite”. C’e’ qualche speranza?”

Quello che dice l’On.le Zacchera è vero, purtroppo la normativa richiamata è stata malamente pubblicizzata in Italia ed all’estero con il risultato che pochi hanno usufruito della possibilità offerta dalla legge i cui termini sono purtroppo scaduti.

DOMANDA: scrive ALICE MOLINARI da San Paolo- Brasile
“Sempre leggo le informazioni nel tuo sito che sono molto utile a tutti noi italiani e discendenti all’estero. Io ho la mia cittadinanza, ma ho un dubbio, non esiste una forma di dare al mio marito la cittadinanza per essere mio marito, senza bisogno di rinunciare alla cittadinanza brasiliana?”

Se la signora Alice Molinari è cittadina italiana il marito può acquisire la cittadinanza italiana usufruendo delle disposizioni dell’articolo 5 ,6 e 7 della legge n. 91 del 1992 che qui di seguito riepilogo.
Art. 5.1. Il coniuge, straniero o apolide, di cittadino italiano acquista la cittadinanza italiana quando risiede legalmente da almeno sei mesi nel territorio della Repubblica, ovvero dopo tre anni dalla data del matrimonio, se non vi è stato scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili e se non sussiste separazione legale.
Art. 6.1. Precludono l’acquisto della cittadinanza ai sensi dell’articolo 5:
a) la condanna per uno dei delitti previsti nel libro secondo, titolo I, capi I, II e III, del codice penale;
b) la condanna per un delitto non colposo per il quale la legge preveda una pena edittale non inferiore nel massimo a tre anni di reclusione; ovvero la condanna per un reato non politico ad una pena detentiva superiore ad un anno da parte di una autorità giudiziaria straniera, quando la sentenza sia stata riconosc iuta in Italia;
c) la sussistenza, nel caso specifico, di comprovati motivi inerenti alla sicurezza della Repubblica.2. Il riconoscimento della sentenza straniera è richiesto dal procuratore generale del distretto dove ha sede l’ufficio dello stato civile in cui è iscritto o trascritto il matrimonio, anche ai soli fini ed effetti di cui al comma 1, lettera b).3. La riabilitazione fa cessare gli effetti preclusivi della condanna.4. L’acquisto della cittadinanza è sospeso fino a comunicazione della sentenza definitiva, se sia stata promossa azion e penale per uno dei delitti di cui al comma 1, lettera a) e lettera b), primo periodo, nonché per il tempo in cui è pendente il procedimento di riconoscimento della sentenza straniera, di cui al medesimo comma 1, lettera b), secondo periodo.
Art. 7.1. Ai sensi dell’articolo 5, la cittadinanza si acquista con decreto del Ministro dell’interno, a istanza dell’interessato, presentata al sindaco del comune di residenza o alla competente autorità consolare.

DOMANDA: scrive GAETANA da Melbourne-Australia
“Sono Gaetana, volevo fare una domanda al Dr. Balletta, noi emigrati all’estero ci spremiamo le meninge e chiediamo di poter avere la cittadinanza italiana, la quale per diverse ragioni noi tutti abbiamo perso. Ma alla fine che beneficio sarà per noi? Cosa farà il governo italiano nei nostri confronti ? Vorrei che qualcuno di voi darebbe una risposta.”

La cittadinanza significa appartenenza,significa riconoscersi in una identità di valori, di principi, di lingua e di un sentire comune che fa sentire le persone come appartenenti ad una comunità.Riacquistata la cittadinanza italiana gli eventuali benefici sono quelli previsti dalle leggi in vigore sia dal punti di vista previdenziale che assistenziale.

DOMANDA: scrive BORTOLO dall’Ecuador
“Vorrei chiedere al Dottor Claudio Balletta se un italiano residente all´estero avesse bisogno di aiuto a quale istituzione italiana potrebbe rivolgersi?”

I nostri Consolati e le nostre Ambasciate sono gli uffici deputati alla tutela degli interessi di qualunque natura dei nostri connazionali all’estero, per intenderci anche ad aiutarli, in caso di commissione di reati, ad avere la migliore tutela giudiziaria possibile.

DOMANDA: scrive MARIA ROSA MARTINELLI da New York-Stati Uniti
“Egregio Dott. Balletta, l’unica domanda che vorrei porle e’ la seguente: mio marito ha ottenuto la cittadinanza americana nel 1995,e’ vero che la cittadinanza italiana non l’ha persa? Lui risiede qui a Brooklyn dall’1982 e poi perché non ha mai ricevuto le carte elettorali? Poi un’altra domanda: come si fa ad ottenere la doppia cittadinanza per le mie bambine nate qui? Grazie e a presto. Maria Rosaria.”

Se il marito della signora Martinelli non ha rinunciato espressamente alla cittadinanza italiana dovrebbe avere mantenuto la cittadinanza italiana. Non ho elementi per capire perchè suo marito non ha mai ricevuto le carte elettorali, presumo perchè non siete iscritti all’AIRE, rivolgetevi comunque al consolato più vicino.Per quanto riguarda le sue bambine esse essendo figlie di cittadini italiani ed americani hanno la doppia cittadinanza.

DOMANDA: scrive FRANCESCO da Toronto- Canada
“Non so perché noi italiani quando si diventa cittadini di dove viviamo, perdiamo la nostra cittadinanza mentre sia in Canada, USA ed forse in qualche altra nazione,si mantiene sempre la propria cittadinanza. Il caso nostro, riacquistando quella Italiana non abbiamo perso quella Canadese. Come nel mio caso e migliaia di Italiani, sparsi nel mondo. Ed questa è una bella cosa.”

La legislazione vigente ora prevede in caso di acquisizione di altra cittadinanza il mantenimento della cittadinanza italiana a meno che non vi sia rinuncia esplicita da parte del richiedente.

DOMANDA: scrive LUCIANA CIANFRANI da Troy-Stati Uniti
“Avrei una domanda per il Dr. Balletta: per quale ragione la legge del 1992 non e` piu` valida? Ho amici che a quel tempo non fecero richiesta per la doppia cittadinanza e adesso gli viene detto che il tempo e` scaduto. Allora le leggi non sono permanenti? Perche`causare tutta questa confusione e differenza, Se siamo nati in Italia e nel 1992 si e` accordato di ottenere la doppia cittadinanza non ci dovrebbe essere una scadenza. Praticamente cittadini americani per nascita hanno ancora l’opportunità di ottenere la cittadinanza italiana tramite i nonni invece una persona nata e cresciuta in Italia se non ha riottenuto detta cittadinanza entro il tempo limitato deve ritornare in Italia e rimanervi per un anno prima che la possa riottenere.”

La legge evocata dalla Signora Cianfrani non è più valida perché l’opzione doveva essere esercitata nei tempi previsti dalla legge. Decorso tale termine gli interessati sono decaduti dalla facoltà di esercitare l’opzione prevista dalla legge.La Signora confonde comunque la possibilità di avere una doppia cittadinanza con la possibilità per coloro i quali sono discendenti da cittadini italiani, anche appartenenti agli stati preunitari che siano confluiti nello stato italiano, di vedersi riconoscere la cittadinanza italiana iure sanguinis. Il riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis è il riconoscimento della cittadinanza italiana ai discendenti di cittadini italiani emigrati all’estero che non abbiano volontariamente rinunciato alla cittadinanza italiana acquisendo quella di un altro Stato. Fino al 31.12.1947 l’attribuzione della cittadinanza italiana secondo la legge all’epoca vigente avveniva solo in linea maschile e non femminile, pertanto, le donne italiane coniugate con cittadino straniero non attribuivano ai figli la cittadinanza italiana.

DOMANDA: scrive VEZIO NARDINI dal Brasile
“Il Dott. Balletta cita i documenti necessari per riacquistare la cittadinanza.Domando n. 1 al Dott. Balletta: a cosa servono i certificati di matrimonio, se uno può avere gli stessi padri riconosciuti senza che i genitori naturali si siano sposati? Domanda n. 2: cosa si può fare verso i Consolati italiani in Brasile che, per peggiorare ancora di più le difficoltà di chi ricerca la documentazione degli antenati, giacchè in Brasile richiedono , in più, i certificati di morte di tutti gli antenati. A chi dobbiamo ricorrere?”

I certificati di matrimonio servono per capire, in caso di richiesta di riconoscimento di cittadinanza iure sanguinis e cioè per discendenza da cittadino italiano se colui il quale richiede tale riconoscimento ha effettivamente diritto alla cittadinanza italiana.Per esempio se il richiedente è nato prima del 1.1.1948, da cittadina italiana coniugata con cittadino straniero, poiché la legge dell’epoca prevedeva la trasmissione della cittadinanza solo in linea paterna,in questo caso non avrebbe diritto al riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis. Il Ministero competente è quello degli Affari Esteri al quale rivolgersi per eventuali chiarimenti .

DOMANDA: scrive RENATO GAGLIARDI da Campinas-Brasile
“Vorrei soltanto invitare il Dottore Claudio a lasciare il suo ufficio a Roma e visitare i consolati italiani nel Brasile….non c’è bisogno di dire nulla di più.”

I problemi dei consolati sono noti e difficili da affrontare e di competenza del Ministero degli Affari Esteri.

DOMANDA: scrive FRANCO PETROCCO dal Brasile
“Su questo argomento di cittadinanza devo fare due domande al Dott. Claudio Balletta:
1) C’è qualche possibilità(legge in corso)di una persona che ha rinunciato alla cittadinanza per motivo di lavoro, di riaverla?
2)Qual’é la possibilità di prendere la cittadinanza italiana per discendenza materna?”

Coloro i quali hanno rinunciato alla cittadinanza italiana acquisendo volontariamente una diversa cittadinanza possono
riacquistare la cittadinanza italiana :
Su domanda
* Stabilendo la residenza in Italia entro un anno dalla dichiarazione di riacquisto
* assumendo un pubblico impiego alle dipendenze dello Stato
Automaticamente
* Entro un anno dalla fissazione della residenza in Italia se non vi è stata rinuncia espressa da parte dell’interessato. Per quanto riguarda la seconda domanda, tutti possono acquisire la cittadinanza italiana per derivazione materna a condizione che siano nati dal 1 gennaio 1948 in poi, data di entrata in vigore della Costituzione Repubblicana.