AGENDA DEI CONTATTI DEGLI AMICI DEL GRANDE SALOTTO MONDIALE DI PRONTOFRANCESCA

Archivio del 6 febbraio 2008

mercoledì 6 febbraio 2008
LE RADIO IN LINGUA ITALIANA NEL MONDO

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Non ci crederete ma siete riusciti a farmi venire i sensi di colpa per avervi “rimproverato”, anche se in fondo penso che sia stato meglio per il bene di tutti mettere un po’ di ordine, non siete d’accordo? Torno a scrivervi a distanza di poco tempo, perché desidero raccontarvi alcune cose ed aggiornarvi su come procede il mio viaggio. Nelle ultime ore mi sono dedicata finalmente ad un po’ di spesette, considerando che in questo periodo ci sono i saldi e che qui a Sidney ci sono molti negozi di abbigliamento usato…. la mia passione! Nel pomeriggio poi ho finalmente attraversato il famoso ponte che si vede in tutte le cartoline di questa città ed ho raggiunto la sede della SBS, Special Broadcasting Service, dove mi aspettavano per un’intervista radiofonica LUISA PERUGINI, DOMENICO GENTILE e MAX CIVILI. Come forse ricordate, a SPORTELLO ITALIA per tanti anni ho intervistato conduttori di programmi radio in lingua italiana nel mondo, perché ho sempre creduto che sia molto importante per gli italiani all’estero non solo essere informati, ma anche mantenere un legame con l’Italia attraverso la musica, soprattutto quella legata ai ricordi. La radio che ho visitato sicuramente rappresenta una realtà particolarmente importante ed ora vi spiego il motivo. Nata nel 1975 per un esperimento che doveva durare solo tre mesi, trasmetteva in nove lingue, tra cui l’italiano, tutte le informazioni che il Governo Australiano desiderava inoltrare alle varie comunità; insomma una sorta di radio traduttrice per rendere più facile ed accessibile un contatto con chi non comprendeva l’inglese. L’esperimento di tre mesi è durato molti anni ed oggi su due canali vengono trasmessi programmi in ben sessantotto lingue e dal 1980 si è aggiunta anche una produzione televisiva. La SBS, confesso che non lo sapevo, è una delle due televisioni pubbliche d’Australia, una specie di Rai per intenderci, e visitando la loro sede sono rimasta veramente a bocca aperta. Immaginate di entrare in una grande struttura radiotelevisiva multietnica e trovare sulle pareti le gigantografie di conduttori che rappresentano tutto il mondo. Quando poi mi hanno portato a vedere la stanza della musica, non sono svenuta per poco… tenetevi forte, ben 60.000 compact disc originali (con tanto di custodia) archiviati, classificati e suddivisi per nazione. Durante la diretta mi sono molto divertita ed ho anche avuto modo di parlare del nostro “salotto mondiale”, inoltre ho avuto la conferma che fare radio è bellissimo, chissà magari prima o poi ci faccio un pensierino. Per ora vi invito a farmi sapere se ascoltate radio in lingua italiana trasmesse dall’estero e se vi va di segnalarmene il nome perché è in preparazione al mio rientro uno spazio a loro dedicato. Con l’occasione saluto Luisa, Max e Domenico, che con grande simpatia e professionalità mi hanno invitato e fatto da ciceroni nella sede della SBC e vi segnalo il sito www.radio.sbs.com.au (disponibile in inglese ed italiano) dove potrete riascoltare anche l’intervista che mi hanno fatto. Approfittando della cortesia di Domenico, che abita poco distante da dove alloggio e che mi ha dato un provvidenziale passaggio in auto, sono riuscita a “rubare” molte informazioni di cui farò tesoro, ma soprattutto togliermi una curiosità alla quale non ero stata in grado di dare una risposta per tutto il giorno. Dovete sapere che oggi durante la mia passeggiata in città mi sono fermata a mangiare qualcosa in un baretto molto carino che mi era stato segnalato dalla commessa del negozio di vestiti usati. Quando mi sono seduta, la prima cosa che ho fatto è stata ordinare una bella birra fredda, anche perché so che in Australia ne esistono moltissimi tipi. Il ragazzo che prendeva le ordinazioni, che ho scoperto essere cileno, si è messo a ridere e mi ha detto che non avevano birra. Allora senza perdermi d’animo gli ho chiesto un buon bicchiere di vino rosso. Questa volta serio mi ha detto che non lo avevano e mi ha proposto un succo di frutta, senza darmi troppe spiegazioni. A me questa cosa è sembrata un po’ strana, ma presa dalla fame non ho approfondito e mi sono dedicata al mio pranzo, buonissimo (quando hai fame tutto è buono!). Poco fa ho chiesto a Domenico il motivo di questa “stranezza” e mi ha spiegato che in Australia spesso capita quello che è successo a me, perché anni fa le licenze per la vendita di alcolici erano molto difficili da ottenere e solo i pub e pochissimi rivenditori affrontavano la procedura severa, che andava a discapito anche dei prezzi, che inevitabilmente diventavano più alti. Quindi mi ha consigliato di guardare bene la prossima volta sulla vetrina, perché se non si vendono alcolici sarà ben in vista la scritta BYO, sapete che vuol dire? Bring your own, in poche parole portatelo da solo. Sinceramente io non ne ho mai sentito parlare e non so se è un’abitudine solo di qui, una cosa è certa anche oggi ho scoperto qualcosa di nuovo e solo domandando si impara! Ed a proposito di domande mi sembra che ce ne sia una molto importante, alla quale forse voi potete aiutarmi a dere una risposta. COX (credo sia un “nome d’arte”) ha scritto da Treviso: «Sono un ragazzo di 28 anni innamorato del Canada. Sogno ogni giorno di potermi trasferire. Potreste consigliarmi come muovermi con i documenti. Sono un cuoco e pizzaiolo». Caro Cox, sono certa che nei prossimi giorni i nostri connazionali, soprattutto coloro che vivono in Nord America, ti aiuteranno con tante informazioni pratiche, per ora ti do il benvenuto nel mio blog e sono veramente curiosa di sapere come ne sei venuto a conoscenza dall’Italia. Il tuo ingresso tra di noi mi da spunto per una piccola riflessione personale… sei andato fuori tema si, ma credo che tu abbia centrato in pieno lo spirito di servizio del mio progetto….. bravo!!