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mercoledì, 23 gennaio 2008
DIFENDIAMO LA NOSTRA LINGUA!!!

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Per prima cosa vi auguro buona giornata o buonanotte e con l’occasione vi ricordo che l’orario che leggete accanto ad ogni commento da voi lasciato nel blog, fa riferimento all’ora italiana e non a quella del posto da dove scrivete. A tale proposito ringrazio GIUSEPPE , che non solo ha segnalato due interessanti siti per calcolare i fusi orari ma involontariamente ha anticipato citando la poesia di Giacomo Leopardi “A Silvia” il tema di oggi….. a volte penso che abbiate la palla di vetro! Ora indipendentemente dall’orario mettetevi comodi perché quanto sto per proporvi é per me molto importante e se vi conosco come credo, lo é ancora di più per voi. Io nel mio piccolo durante i sette anni trascorsi a SPORTELLO ITALIA ne ho fatto una vera e propria battaglia personale, perché ho sempre creduto che per conservare la nostra identità sia fondamentale difendere la nostra lingua: l’italiano. Ho deciso di dedicare oggi una pagina del mio diario a questo tema, sul quale sicuramente torneremo in futuro, perché proprio ieri mentre guidavo, mi é caduto lo sguardo su un cartello pubblicitario attaccato dietro un pullman. La cosa che mi ha colpito é che questa pubblicità fosse scritta tutta completamente in inglese ed immediatamente mi sono interrogata sul motivo. Senza contestare chi ha fatto questa scelta (sicuramente più esperto di me in strategie di mercato), ho trovato curioso per non dire irritante avere la conferma che giorno per giorno stiamo diventando sempre più esterofili, prediligendo tutto ciò che è straniero, anche su quello che dovrebbe essere il nostro più importante patrimonio: la nostra lingua! Mi conforta però sapere che mentre tanti italiani purtroppo contaminano (perdonatemi il termine forte ma rende l’idea) il nostro idioma con parole straniere, l’italiano é la quinta lingua più studiata nel mondo e non solo nei paesi di emigrazione tradizionale. Raggiunge, pensate un pò, quasi il 40% l’aumento di studenti stranieri che scelgono l’italiano e per avere una conferma basta prendere in considerazione i dati forniti dalla Società Dante Alighieri, che vanta 413 comitati in tutto il mondo, quasi 6.000 corsi e tenetevi forte, più di 200.000 allievi che scelgono di avvicinarsi allo studio della lingua italiana da ogni angolo della terra. Ma sono alquanto confusa e certamente mi potrete aiutare a chiarire questo controsenso facendomi sapere come la pensate a riguardo: se la lingua italiana piace a tal punto da risultare tra le lingue più studiate nel mondo, perché invece tanti italiani usano parole straniere sia quando parlano che quando scrivono? Noto anche molti programmi televisivi con titoli quasi sempre inglesi, ad esempio la nuova edizione del TG3 della notte è stata ribattezzata TG3 Night…. perché?? Forse fa più internazionale? Più moderno? Più evoluto? Più colto? Di esempi ce ne sono centinaia basta leggere qualsiasi quotidiano per averne conferma e vi confesso che anche durante la realizzazione del mio sito, ho trovato non poche difficoltà nel tradurre ogni parola in italiano, perché molte parole entrate nel nostro linguaggio sono ormai straniere, faccio un esempio pertinente: la parola blog. Questo però potrebbe anche starmi bene perché può significare allargare le proprie vedute ed essere al passo soprattutto in certi settori con un linguaggio internazionale. Non capisco però perché laddove esista un termine italiano, lo si debba sostituire forzatamente con uno straniero. Io che mi occupo di comunicazione, ho più volte ripreso i miei ospiti (in modo gentile, ma determinato) quando durante un’intervista “colorivano” le frasi di inglesismi……. per carità ognuno è libero di parlare come meglio crede, ma io da italiana sono una purista della mia lingua a tal punto da avere scelto come regalo di Natale, la nuova edizione del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli, già usato in queste settimane per varie consultazioni e risoluzioni di dubbi. Per rimanere in tema, mi viene in mente una lettera che ho ricevuto tempo fa, nella quale un Signore mi raccontava che i suoi nipotini nati negli Stati Uniti lo chiamano nonno perché a lui non piace sentirsi chiamare grandpa (si scrive cosi?) e se lo chiamano in inglese lui fa finta di non avere sentito. E voi cosa ne pensate? Che effetto vi fa sentire usare spesso parole straniere quando si parla italiano, voi che invece per necessità di integrazione avete dovuto imparare la lingua del paese dove vi siete trasferiti? Lo so che vi scatenerete perché l’argomento ci coinvolge tutti e mi piacerebbe molto sapere come la pensate invitandovi a citare, se volete, esempi di parole straniere che avete notato essere molto usate per sostituire vocaboli italiani. A questo punto a voi la parola….. e mai come questa volta che sia italianissima!

188 Commenti a “ DIFENDIAMO LA NOSTRA LINGUA!!! ”

  1. Stefano Mollo ( Guayaquil , Ecuador )

    Cara Francesca,

    … tu scrivi ….

    “…se la lingua italiana piace a tal punto da risultare tra le lingue più studiate nel mondo, perché invece tanti italiani usano parole straniere sia quando parlano che quando scrivono?”

    Risposta semplice:
    “Perché l’ erba del vicino è sempre più verde!”

    Quando io arrivai in Ecuador nel 1996, già sapevo parlare bene lo spagnolo. E, chiaramente, parlavo bene l’ italiano.

    Io venni da solo (non esattamente, ma è come se lo fosse) e rimasi quindi da subito immerso in un ambiente 100% spagnolo-parlante.

    Il quotidiano uso dello spagnolo da un lato e l’ assenza di occasioni di colloquio in italiano, durò sino al 2003.
    Allora, un giorno, ricevetti una telefonata da mia madre. E mi resi conto che avevo perso così tanto l’ uso della mia lingua, che non riuscivo più a parlare neanche con mia Madre!!!

    Mi resi anche conto che con la perdita della lingua, mi stavo anche spersonalizzando; insomma, io non ero più io.

    E mi vidi come un aereo in picchiata.

    Anche se la mia professoressa di italiano si sorprenderebbe nel leggermi oggi, io AMO l’ italiano e ciò che rappresenta.

    Ma, come tutte le cose, si capisce quanto vale una persona o una cosa quando ti viene a mancare o te la portano via.

    A me, stavano portando via la mia essenza, il mio italiano, il mio mezzo di comunicazione primordiale.

    Decisi, allora, di sforzarmi per riprendere il controllo della mi vita, riappropriarmi della mia lingua. Cambiai all’ italiano l’ interfaccia del mio computer, del mio Yahoo, mi abbonai a DVD Magazine, che ogni mese mi regalava un DVD con un film in italiano. Poi scoprii che potevo vedere la RAI International e fu una conquista memorabile. Quando mi installarono il sistema ed accesi la TV sulla RAI, non potei contenere l’ emozione. Vidi la RAI di continuo per una settimana intera.

    Poi il destino volle che mi venisse offerto lavoro come traduttore, … ed eccomi qui, orgoglioso più che mai d’ essere e parlare italiano.

    Stefano.-


  2. Claudia ( buenos aires )

    E vero cio che dici Francesca, e ricordo la tua lotta per mantenere la lingua italiana nel tuo programma. Anch’io questa moda? non la capisco e mi sembra un finto snobismo che colpisce la bella e sonora lingua italiana.Gli studiosi della lingua dovrebbero vergonarsi di questo uso indiscriminato di parole inglese e cercare di recuperare quelle perse e di non accettarle e prendere l’esempio degli spagnoli che non mettono parole inglese nel loro vocabolario.
    Claudia da baires
    saluti


  3. Mario ( Port Mac , Australia )

    Francesca qui’in Australia i nipotini chiamano in nonno GRANDPA che e’ molto bello certo meglio che POP populare altrove ciao sono d’accordo salviamo il nostro Italiano


  4. Marco Valcelli ( Montreal, Qc, CANADA , CANADA paese molto freddo )

    Francesca, hai ragione sulla lingua !
    Quando io vengo in Italia noto troppi inglesismi,
    nelle canzoni, pubblicita’ e nella lingua corrente.
    Forse gli italiani sentono di dover dimostrare
    che non sono provinciali ma che sono internazionali,
    vogliono essere sempre alla moda, “a la page” !
    I sono d’accordo con te: in Italia voglio sentire
    parlare l’italiano (e non i dialetti)
    Parlare le lingue straniere e’ utile,
    ma solo quando si va all’estero.
    Ma cosa possiamo fare ? Non posiamo forzare la gente
    a parlare come noi pensiamo che sia giusto.
    Ti racconto una storia: un mio amico dottore
    li’ a Roma si e’ preso un cameriere filippino
    che non parla una parola d’italiano,
    ed allora questo dottore e’ costretto a
    comunicare, in casa sua, col filippino in inglese.
    Adesso io mi chiedo: ma con tutti i soldi che ha,
    non farebbe meglio a trovarsi una bella italiana?
    La vita e’ una cosa da pazzi ! Ciao, Marco


  5. Lea ( Roma , Italia )

    Cara Francesca, per un caso , oggi sono la prima a rispondere all’argomento e sai perché ?
    perché, mentre giungeva questo tuo nuovo tema, stavo
    scrivendo una riflessione sui commenti che finora sono giunti al tuo Diario dove vedo che è vero che noi italiani siamo tutti poeti come si suole dire.
    e questo è ciò che ti stavo scrivendo:

    “…un afflato grato e gentile
    spira d’infrà le righe
    e pur ciarlando di prosaiche beghe
    e culinaria
    alta s’eleva la poesia più genuina
    e varia.”

    e ciò si nota in tutti gli amici che scrivono e che saluto con affetto.
    nonna Lea


  6. Juliana Guelph On Canada

    Cara Francesca.
    Come e’ bella la lingua Italiana, Ma chi la puo campiare?
    No’ non si puo cambiare, ma devo ammettere che io faccio fatica a scrivere, sai perche’non cio’ la distinzione fra le parole, per esempio,non distinguo la B con la P,D.T Z. S.Ma perche’ questo? perche’ io non ho avuto scuole,ho fatto solo la quarta elemendare, e poi e finito, quando sono arrivata qui’ ho fatto unpo’ la scuola di lingua English, perche’ devi imparare la lingua, del paese che risiedi ed e’ logico,se vuoi capire qualcosa,

    Saro’molto condenta che mi corregi le mie parole, e ti ringrazio molto, lo so’ che facciamo molti sbagli,ma sai Francesca che quando parlo con gli Italiani parllo in English, quando parllo con gli Inglesi parllo con la lingua Italiana, perche’ sucede questo? parlando agli Italiani non e’ male, ma quando parlo con gli Inglesi, mi guardano e mi chiedono what you say, allora mi corrego.
    Ora non farti una risata, perche’ io gia sto ridento
    Si’ Cara Francesca, Penso che tutti saranno desiderosi di migliorare la propria lingua, io ci sto’ un caro saluto a tutti gli Italiani nel Mondo J D


  7. Lea ( Roma , Italia )

    Carissima, credevo di essere la prima …ma invece Stefano e gli altri mi hanno preceduto e sono contenta di avere letto ciò che hanno scritto e applaudo a loro e a tutti agli altri che seguiranno.
    ciao nonna Lea


  8. Mirella ( Buenos Aires , Argentina )

    Bellissimo argomento Francesca!! Sono stata fortunata io, che mi portarono qui a solo 10 anni! Oggi, con 66 suonati, il mio italiano credo sia inecceppibile, ( commentario fattomi da un Console dopo averle inviato una lettera!)Grazio ai miei nonni, che furono i primi a dirmi ” in casa si parla l´italiano, fuori dalla porta lo spagnolo”, e guai se lo scordavo! Amo profondamente la mia lingua, ho sempre seguitato a leggere libri italiani, che trovavo in determinate librerie del centro della cittá, e leggendo e scrivendo si seguita ad utilizzarlo, entra dagli occhi, resta nel cervello , e poi con tutti gli italiani che conosco lo seguito a parlare, anche cercando di arrangiarci con chi é venuto in fasce e non gli insegnarono i genitori altro che il loro dialetto, certo che non é colpa loro, ma sapesti come li trattano male se vanno al Consolato a fare una pratica, li sgridano e gli dicono che lí é suolo italiano e devono parlarlo, ma a volte, molto spesso, sono dei poveri anziani che conoscono solo il dialetto e fanno un miscuglio di spagnolo e calabrese, ad esempio, e a me da tanta indignazione che li trattino cosí, non é colpa loro se non gli hanno insegnato vero?
    Pochi giorni fa mi é capitato di ricevere una chiamata per telefono dall´ufficio Assistenza del Consolato , per rispondermi a una e-mail che avevo inviato porgendo la situazione di un anziano malato , solo ed indigente, affinché potessero darle aiuto; chi mi parlava era il capo reparto dell´ufficio e appena disse chi era gli parlai in italiano, allora mi disse in spagnolo signora nel possibile perché non domino l´idioma, restai di stucco credimi!! Ma come, un impiegato del Consolato non parla bene l´italiano? Ë inammissibile a mio parere, e gli dissi francamente che per me andava bene se a lui faceva piú comodo, ma che non sapeva quel che si perdeva non parlando l´idioma nostro, un vero peccato credimi!!
    Pensa che anche a mio figlio, l´ho insegnato fin da piccolo, ed ora alla mia nipotina, e ne sono fiera!


  9. maria mandarino ( Toronto , Woodbridge )

    Ciao Francesca,la nastra lingua e bellissima e` vero stanno a` imischiare tando inglese lo noto ogni volta che vado in italia, e dico ma perche`,mendre noi qua` cioe` alla zona dove vivo forse esagero ,ma e` come prima lingua l`italiano e` ne` siamo orgogliosi . Per non parlare quando il campionato del mondo del pallone” anche i bambini di quinda “cenerazione, parlano l`italiano ed e` orgolio e` commozione .Ciao a tutti


  10. ENZO TORTORA ( MANSFIELD , U.S.A. )

    Ciao Francesca, Si’ la nostra lingua e’ una delle piu’ belle, pero’ voglio dire la colpa e’ nostra perche’ cerchiamo di immettere in un discorso, giornali LEGGI
    per
    esempio al SENATO O ALLA CAMERA DEI DEPUTATI,infilano sempre qualche parola straniera come per esempio la legge trust”
    “trust” ecc. Poi la cosa piu’ grande che hanno fatto hanno buttato l’ITALIA EUROPA COMUNE dove ci sono un mondo di lingue differenti!!!come fanno a capirsi fra loro?E’ vero che nelle materie scientifiche prevale sempre la nostra lingua. Come nella musica, pensa che qui’ in America hanno cambiato le sette note musicali
    do,re,mi ecc in lettere alfabetiche a.b.c.d. ecc. pero’ nei tempi nel solfeggio prevale la nostra lingua.
    Io con i miei figli parlo in italiano, loro mi rispondono in inglese cosa posso fare io penso che sono
    esigenze delle mogli che non sanno la lingua italiana
    i loro figli un’altro macello, non ne parliamo, voglio
    provare ad adottare il sistema che, menzionato nel tuo scritto, a farni chiamare nonno e non grandpa ma penso che non e’ abbastanza il problema non e’ solo a farsi chiamare ma e’ il parlare ho cercato di incitare i miei figli di insegnasre l’italiano, lo sai come mi rispondono ” io tutta la giornata sto a lavoro la sera quando torno a casa loro sono presi con i compiti giochi, televisione ed amici oppure dormono , c’e’ qualcuno che ha tutta la buona volonta’ cerca di apprendere. Non se ne parla di scuole nella zona di dove risiediamo. Questo e’ il dilemma
    un affettuoso abbraccio
    ENZO DA Mansfield u.s.a.


  11. LILLA ( BUENOS AIRES , ARGENTINA )

    Cara Francesca, il mio parere é forse anche quello di tanti altri italiani emigrati che come me hanno dovuto affrontare una vita nuova in un paese straniero e per ció unaltra lingua. Era d’obbligo impararla per non sentirci dire “gringacci”. Ci siamo come dire, “internazionalizati” siamo diventati un pó cittadini del mondo. Io non temo all’intrusione di parole straniere, la mia lingua madre sará sempre l’italiano che ameró per sempre, anche se adesso la lingua spagnola é quella che piú mi serve giá che abito in un paese dove pure ci sono queste considerate “intrusioni” linguistiche che, ripeto, io non temo.


  12. Lucia ( Buenos Aires , Argentina )

    Cara Francesca,
    l’argomento di oggi è proprio quello che mi piace di piu. LA LINGUA ITALIANA!!!
    Ecco, noi all’estero la nostra lingua l’abbiamo conservata con l’amore con cui si conserva il bene più prezioso, qualcosa di MOLTO pregiato, mentre in Italia, proprio come dice Marco Valcelli (3,34), cercano di sconfiggere il sentimento di provincialismo infarcendo il loro parlare con termini in inglese. Questo li fa sentire internazionali, “navigati”…
    Così come dice Marco, in Italia voglio sentire parlare in italiano e non i dialetti. Quando io sono arrivata in Argentina avevo 12 anni e avevo fatto solo le elementari, ma il mio italiano era quello che parlo e scrivo oggi (ero bravissima a scuola) e l’ho mantenuto per sempre (anche se a casa si parlava il dialetto) leggendo le riviste italiane che allora arrivavano in Argentina e i libri che si vendevano nella libreria italiana VISCONTEA, negli anni sessanta (oggi scomparsa). Non abbiamo modo di comprare libri italiani qui e adorerei poter avere fra le mani qualche libro di narrativa italiana attuale. Ma ogni tanto, quando faccio qualche viaggio in Italia, riesco sempre a procurarmene qualcuno. Spero che in Italia si recuperi il sentimento e l’amore di PATRIA, che molti non conoscono perche per molti anni è stato “politicamente scorretto” nominare la parola PATRIA, cosi come pure cantare l’inno nazionale e onorare la bandiera.
    Qui in Argentina c’è un grande senso di appartenenza e tutti i giorni nelle scuole si innalza (si issa) la bandiera con i bambini tutti intorno che la guardano con rispetto e cantano la canzone alla bandiera.
    Tutti conoscono le parole dell’inno nazionale che si canta con grande fervore. Quando vedo che gli italiani d’Italia non conoscono il loro inno, me ne vergogno per loro.
    Sta finendo lo spazio, ma vorrei parlare dell’uso dei dialetti. In un prossimo intervento lo faro.
    Un abbraccio a tutte le persone che amano la lingua italiana.
    Lucia


  13. luciana cianfarani ( troy, mi , usa )

    Ciao Francesca e tutti voi partecipanti, questo e` un pensiero che mi sta veramente a cuore. Gia` da tempo avevo notato che tante parole inglesi venivano usate dagli italiani in Italia e chiamatelo razzismo, pero` io,che sono fuori dalla mia patria e ho fatto il piu` possibile di non dimenticare la mia madre lingua e di fare attenzione a non introdurre parole inglesi mentre parlo l’italiano quando sento i cronisti della RAI usare parole inglesi o americane italianizzate (mettendo una vocale alla fine) mi proprio rompe. Non siamo neanche piu` capaci di salvaguardare la nostra lingua. Quando nel mio paese di neanche 1500 persone sento dire vado a fare lo shopping oppure la palla a crossato il campo e cosi via io rabbrividisco. Cosa fare, viva la globalizzazione. Buona notte a tutti e sogni di un tempo che fu. Luciana


  14. Salvatore (Syracuse NY. USA)

    Questo argomento mi piace troppo, Francesca, spero di saper mantenere un certo controllo. Qua`,non ci rendiamo conto ma noi facciamo un miscuglio incredibile. Io la mia lingua l’amo troppo e quando scrivo qualcosa, faccio attenzione, fin che posso a non contaminarla. Quando ero ragazzo, ho comperato uno Zingarelli con i primi soldi che ho guadagnato; Ero talmente entusiasmato che nella prima pagina ho scritto cosi`:
    “Tu sei il buon maestro
    che infervisce l’estro.
    Ogni pagina schiusa
    infiamma la musa…
    Sei il sentier piu` vicino
    che dall’umano al divino
    separa i mortal.”
    Tutto cio` non ha senso per descrivere un vocabolario, ma io ero troppo affascinato a capire il significato delle parole. Perdonate questa piccola divagazione.


  15. Chiara.USA ( Pittsburgh , Pa )

    Certo l’Italiano e’ una lingua bellissima e non solo non va dimenticata, ma va promossa. Confermo i dati di Francesca per quel che mi riguarda. Qui l’Italiano e’ richiesto perche’ la seconda generazione ( ed anche la terza) degli immigrati qui negli USa vuole capire e parlare l’Italiano. Ed in alcune grandi Universita’ c’e’ addirittura la lista d’attesa perche’ le classi sono pienissime.

    Io ai miei figli ho sempre parlato Italiano e loro, che pure sono completamente padroni della Lingua Inglese, mi rispondono in Italiano. Ed al mio nipotino di 4 mesi parlo Italiano . Gli sto gia’ insegnando a chiamarmi nonna. Per una strana coincidenza ,la prima infermiera che si e’ presa cura di lui quando e’ nato all’ospedale era italiana e parlava italiano. Nessuno poteva credere che non fosse stato fatto apposta….

    Ma vorrei andare un po’ piu’ in la’ di quanto abbia fatto Francesca nel suo articolo. Francesca, giustamente , parla degli inglesismi ormai usati in Italia. Io vorrei anche ricordare che, purtroppo, gli Italiani stanno proprio dimenticando la buona lingua italiana. Anche da persone cosiddette colte
    ( giornalisti, politici) si sente ” storpiare” l’Italiano . ” Penso che e’ …” , invece che ” Penso che sia…” e’ ormai sulla bocca di tutti. Mi sento sempre un po’ stupida ad insegnare il congiuntivo ai miei studenti, quando,invece non e’ quasi piu’ usato dagli stessi italiani.

    Grazie, Francesca , per questo bell’articolo.


  16. GAETANA ( MELBOURNE , AUSTRALIA )

    CARA FRANCESCA COME E BELLA LA NOSTRA LINGUA, SIAMO 40 ANNI IN AUSTRALIA ,PERO IN CASA NOSTRA SI PARLA IN ITALIANO.E VERO NOI GUARDIAMO LA STAZIONE ITALIANA, PERCHE DEVONO USARE L;INGLESE, FORSE PER DARSI DELLE ARIE CHE CONOSCONO UNA ALTRA LINGUA, NOI ITALIANI ALL;ESTERO VOGLIAMO CONSERVARE LA NOSTRA CULTURA.
    ED E PROPIO GIUSTO TUTTO QUELLO CHE DICI TU. TI SALUTO
    GAETANA


  17. Francesco da toronto

    Francesca, con tutto rispetto, io quando vedo la televisione italiana, ho sempre paura che chi conduce, fanno molti sbagli, delle volte mi sembra, che in Italia stanno facendo un grande errore, ad toglire parole in italiano ed mettono parole in inglese. Questo mi fa molto male, e` inaccettabile. Ma! Purtroppo, i nostri politici dovrebbero proibire tutto cio`, mi dispiace molto. se ricordi ad uno degli ultimi programmi di sportello italia, mi avevo complimentato con te, dicendoti che sei l`unica conduttrice italiana, che usi solo parole italiane, questo mi ha fatto molto piacere ed onore, per la nostra lingua, per questo ti ho sempre apprezzata molto, ed continuo ad apprezzarti. Mi dispiace di cio` che sta succedendo, in italia con la nostra lingua mi auguro che qulcuno cominciasse ha riflettere, ed ha migliorare. Tu sei molto brava, ed tutti ti appezzano, ed sono condento che hai aperto questo capitolo. Come sempre ti saluto con l`augurio che qulcosa cambia su tutto cio`. Da Toronto di nuovo Francesco.


  18. ernesto ( USA )

    Cara Francesca e salottieri tutti,
    cerchiamo di non esagerare, gli “ultimi”in Europa a parlare BENE l’Inglese, siamo NOI Italiani. Se si va nel centro e nord Europa i popoli parlano l’Inglese quasi perfettamente, mi pare che chi ci segue nella indolenza siano i francesi,molto nazionalisti.
    Ma, o si fa i “nazionalisti” oppure si cerca di costruire veramente una Unita’ Europea.
    Quando, lavorando qui,circondato da persone parlanti spagnolo e realizzando che queste persone erano originarie di quasi tutti i Paesi del centro-sud America,mi sono chiesto: come mai questi popoli non hanno ancor costituito una Nazione unica, dal Messico
    all’Argentina, al Cile? Non si rendono conto di quella enorme opportunita’ di esprimersi in una lingua unica??
    E, ascoltavo, male per la mia scarsa conoscenza dello Spagnolo, ma con grande meraviglia donne che parlavano delle loro famiglie e di altre cose che erano:messicane,argentine,cilene,colombiane,uruguaiane,
    ecc… una cosa straordinaria senza che se ne rendessero conto.
    Italiani in Italia! Io vi esorto all’Inglese,al tedesco, al Francese e,perche’ no, al Russo.

    Certamente, nel bel mezzo c’e’ l’enorme,immenso Brasile
    che parla portoghese. MA SI TRATTA DI IMPARARE SOLO QUESTA LINGUA E L’UNITA’ E’ FATTA.
    Ed ho immaginato una Europa,che considero una mia seconda Patria perche’ sono un europeista convinto,dove tutti si parlasse una lingua unica! Dove saremmo a quest’ora come importanza nel mondo?
    Pertanto, io sprono tutti gli Italiani ad imparare “veramente” l’nglese, perche’ essa e’ la lingua parlata e compresa dappertutto…o quasi.
    La linguapiu’ diffusa nel mondo e’ il CINESE….quelli sono un miliardo e mezzo (!!!), poi c’e’ lo spagnolo, parlo di lingue UFFICIALI, non mi ricordo il resto.
    E, parlo proprio io che sono un asino!
    Ernesto.


  19. silvia bedrossian (sydney) (australia)

    Mia cara Francesca
    Hai messo proprio il dito nella piaga! Che tristezza, che desolazione, che vergogna ed oserei dire anche che SACRILEGIO uccidere giorno per giorno la bellissima lingua italiana. Ne parlavo proprio pochi minuti fa con un’amica di questo fenomeno che in Italia si fa uso ed ‘abuso’ delle parole ed espressioni anglofile. Mio marito Enrico qualche tempo fa, quando conducevi SPORTELLO ITALIA ti ha inviato un’email in cui si complimentava con te per la tua ‘Italianita’ ed insistenza a voler preservare la lingua. Spesso hai esplicitamente detto di non voler usare termini inglesi e questo noi lo abbiamo apprezzato moltissimo. Mio marito ha ‘il pallino’ della lingua italiana non per niente lui proviene dalla citta’ “Dove il si` suona”…(citando Dante) e vedessi come si inquieta ogni qualvolta che giornalisti , conduttori e politici usano inglesismi, oltrettutto con pronuncia orribile. Il colmo dei colmi e’ vedere scritto sui banchi del Parlamento italiano “Question Time” … ma con tutta la fantasia e l’immaginazione …. non c’era un termine corrispondente in italiano??? Stiamo parlando del PARLAMENTO ITALIANO, SIGNORI,… Quale genio ha avuto questa brillante idea???? Altre cose che feriscono la vista e l’udito sono: Night News! Fiction! Gossip! Scoop! Performance!!! E la lista potrebbe continuare… Non parliamo poi dell’Italiano squallido ed incorretto parlato da alcuni Signori Giornalisti ed alcuni Signori Parlamentari….Che fine ha fatto la Grammatica???
    Sentire al Telegiornale una mancanza di scorrevolezza di linguaggio con un intercalare di vari “Uhm, ahm, ehm” l’ascolto procura un patema d’animo e seguirlo diventa penoso e faticoso.
    Questo dimostra agli ascoltatori che la bella lingua italiana sta morendo ferita dagli stessi Italiani. Cio’ Enrico lo definisce “Terrorismo linguistico” e pertanto perseguibile!
    E tutto questo lo affermo io che pur non essendo italiana (sono armena) sento un profondo rammarico per questo triste fenomeno!


  20. Enrico Montelli ( Miami , USA )

    Cara Francesca,
    sono d’ accordo con te nel rilevare, con rabbia, il sempre piú diffuso imbastardimento della nostra lingua con parole od addirittura frasi straniere il 99% delle volte senza necessità e poi con una pronuncia sbagliata .
    Perché dire ” Budget” (bagget!) quando in Italiano esiste la parola ” Preventivo”? Performance (con l’ accento sulla prima “e” quando in realtá va sulla seconda “e” – l’ altro giorno al programma Ballarò il preudo comico Crozza l’ ha ripetuta cosí 5 volte!) quando si puó dire Esibizione od Interpretazione a seconda dei casi? Reality Show,(molte volte pronunciato ciou!) per Spettacolo dal vivo e cosí via (sarebbe interessante fare un elenco di queste parole barbaramente innecessarie) ? Temo però che il grosso pubblico ben poco possa fare perché per sradicare le radici di questo male la campagna andrebbe indirizzata alla fonte dello stesso e cioè Giornali e Televisione pomposamente chiamati Media parola che, nonostante presa in prestito all’ estero dal Latino, a volte i nostri annunciatori pronunciano scimmiottescamente ” Midia” .
    Questa iniziativa per eliminare o ridurre questa esterofilia nella nostra lingua dovrebbe essere trasmessa ai rappresentanti del popolo, cioè i nostri parlamentari, affinché a loro volta la tramutassero in legge o norme che regolassero la parola pubblica parlata o scritta ma con i tempi che corrono sará difficile perché sono troppo occupati , guarda caso, con i Why not, i Welfare e quant’ altro.


  21. FEDERICO ( KEY BISCAYNE , FLORIDA , usa )

    CARA FRANCESCA,
    TUTTE LE LINGUE DEL MONDO CERCANO DI ESSERE ‘ CORRETTE
    DAL PUNTO DI VISTA UNIVERSITARIO.
    QUELLI CHE VENIVANO NEI BASTIMENTI DALL’ITALIA, AI VARI PAESI….
    NORD E SUD AMERICANI……
    NON SI CAPIVANO TRA DI LORO PERCHE’ SOLO PARLAVANO IL DIALETTO
    D’ORIGINE……EPPURE ERANO TUTTI ITALIANI.
    LA SETTIMANA SCORSA AMICI VENEZUELANI ERANO IN CASA MIA CUANDO
    BEGNINI SPIEGAVA IL DANTE…..EBBENE NON LO CAPIVANO.
    MOLTI DI VOI DIRETE :SCANDALO,LA TOSCANA E’ LA CULLA DELL’ITALIANO !!!
    L’INGLESE HA NELLA GASTRONOMIA E NEL LINGUAGGIO LEGALE MOLTISSIME PAROLE ITALIANE E LATINE.
    MA IO DOMANDO……O NEI PAESI SI FANNO LEGGI CASTIGANDO A CHI NON PARLA LA LINGUA IN FORMA CORRETTA,O SI ACCETTANO I DUE PIATTI DELLA
    BILANCIA DOVE METTIAMO I LUCA GIURATO CHE FACENDO CONTORSIONI,
    VESTITI MULTICOLORI, PARLANO IN ROMANESCO,O I MIRABELLA,
    SEMPRE IMPECCABILI E CHE SI SFORZANO PER DIRE SEMPRE LA SILLABA PERFETTA.
    AVETE ASCOLTATO I VARI POLITICI ITALIANI ELETTI ALL’ESTERO COME PARLANO ?
    DA CITTADINO DEL MONDO DICO:
    PREDESTINATI I POCHI CHE PARLANO IN MANIERA PERFETTA LE LORO LINGUE !
    FORTUNATI QUELLI CHE CERCHIAMO DI PARLARE IL MEGLIO POSSIBILE .
    MERITEVOLI QUELLI CHE MESCOLANO DUE LINGUE PER POTER GUADAGNARSI
    IL PANE!
    BENVENUTI QUELLI CHE SPENDONO TEMPO E SOLDI PER IMPARARE !


  22. Gabriella Tami-Valencia (Venezuela)

    Mi piace l’argomento e vedo che non sono l’unica a notare la quantitá di parole inglesi che gl’italiani introducono nelle loro conversazioni. Perché dire “party” invece di festa? Ehhh, fa snob, fa chic ! Vi diró che anche qui con lo spagnolo le parole in inglese fanno… capolino!! Nelle banche, gl’impiegati “spagnolizzano” le parole che generalmente si usano in inglese con i computer quando lo spagnolo é molto ricco a vocaboli! Lo “Spanglish” é molto diffuso fra i latinoamericani negli Stati Uniti. Non vi dico gl’italiani, poi… e qui vi racconto anch’io una ! Un pediatra amico si trova a New York e,chiamato per vedere un piccolo paziente con molta tosse, viene ricevuto dalla madre che gli dice: “Dotto’, io al baby gli ho rubbato il cestino ma niente daffá, ‘sta tosse continua!!” “Scusi, signora, cosa le ha fatto al bambino??” “Dotto’, no’ capisci? Gli ho rubbato il cestino”, e con la mano gli fa vedere che massaggia il petto del bimbo. “Oh, you mean you rubbed his chest?” Come vedete, tutto il mondo é paese e la brava signora cercava di mantenere l’italiano ma s’impapinava un po’ (??!!) con l’inglese.
    Sí, cari “amici invisibili”, cerchiamo di far sí che TUTTI,almeno in casa, si parli l’italiano e che figli e nipoti rispondano e prendano parte alle conversazioni nella nostra lingua. Ve lo ringrazieranno quando andranno in Italia e potranno farsi capire da parenti ed amici.
    Imparare le lingue quando si é giovani é ben piú facile ! Salutissimi a tutti, Gab


  23. Giorgio Turri ( Middletown, CT , USA )

    Cara Francesca,
    confesso che m’era venuto un po’ di sonno e stavo per ritirarmi, visto che qui è passata la mezzanotte, ma l’argomento che ci proponi mi ha risvegliato. Noi italiani siamo sempre stati un po’ esterofili a dir la verità ed abbiamo sempre imitato usi e costumi di paesi come gli Stati Uniti, l’Inghilterra e la Francia, tanto per dare qualche esempio. Il fenomeno degli inglesismi nel linguaggio è, secondo me, un fenomeno relativamente nuovo e particolarmente sconcertante. La tecnologia moderna, in gran parte di origine anglosassone, ha certamente contribuito (vedi internet) ad introdurre nel linguaggio italiano comune, termini inglesi. Però sono completamente daccordo con te che, qualora ci sia una traduzione in italiano di tali termini, non vedo perchè non si possano usare quelli della nostra madrelingua che, tra l’altro, nella maggior parte dei casi, sono anche più appropriati e soprattutto più musicali. Ed è proprio la musicalità della nostra bella lingua italiana che gli altri paesi ci invidiano. Cerchiamo di proteggerla!
    A me sinceramente raddrizza il pelo quando sento questi inglesismi fuori posto. Chi crede di riempirsi la bocca con parole straniere, dovrebbe provare invece a farsi le salsicce in casa e riempirsela con quelle!
    Buona notte a te e a tutti gli italiani di questo salotto.
    Giorgio


  24. Salvatore (Syracuse NY. USA)

    DEVO FARE UNA CORREZIONE DEL COMMENTO CHE HO SCRITTO ALLE 4:33 :(Qua`,non ci rendiamo conto ma noi facciamo un miscuglio incredibile.)MI SONO ESPRESSO MOLTO MALE, IO VOGLIO DIRE CHE A CASA MIA, NELLA MIA FAMIGLIA FACCIAMO UN MISCUGLIO INCREDIBILE; MENTRE NOTO CHE GLI AMICI DEL BLOG SONO MOLTO ACCURATI NELLO SCRIVERE I LORO COMMENTI. SCUSATEMI PER LA CONFUSIONE CHE HO FATTO.


  25. Carlos Castiglione ( San Paolo , Brasile )

    Ciao Francesca e buona giornata a tutti…
    Belissimo argomento… Francesca, sei bravissima come sempre. Ma, cosa dire se la propria RAI italiana vuole denominarsi RAI INTERNATIONAL!!!???
    Ci sono molti inglesismi nella programazione della RAI. Certamente non è necessario usare: STOP al Televoto…
    Sono solo uno studente della lingua italiana, però, dobbiamo essere prudente perchè esterofilia o xenofobia sono entrambe pericolose.
    In Brasile durante la guerra c’era una legge in cui non era permesso parlare in italiano in territorio brasiliano. Veramente un ASSURDO!!!
    Comunque, sono d’accordo che per conservare la nostra identità, la nostra origine, sia fondamentale difendere la nostra lingua italiana.
    Abbraccio a tutti.


  26. Carla ( BALI , INDONESIA ASIA )

    SALVATORE(USA),non ti preoccupare se fai qualche errore,fatti coraggio e scrivi,scrivi vedrai che facendo esercizio ti verra’ piu’ facile scrivere,cosi’ vorrei stuzzicare tutti quanti a farsi avanti .Anch’io sono un po’ in difficcolta’ con questo argomento interessantissimo ma piuttosto impegnativo perche’ ci sarebbe da fare un dibattito lunghissimo……potrei cominciare con la parola COMPUTER,perche’ usiamo tutti questa parola straniera?con che vocabolo italiano si potrebbe sostituire?E poi ci sono un milione di parole che girano attorno a questo mondo.All’inizio si chiamava”ELABORATORE DATI” ma ora e’ fuori moda.Per tutto l’uso improprio di vocaboli stranieri sono pienamente d’accordo di non abusare.saluto tutti con affetto e leggero’ tutti i commenti buona buona carla


  27. Marta Galzerano ( Chivilcoy , Argentina )

    Io parlo spagnolo e nella nostra lingua anche si abusi dei termini stranieri, che vengono usati per molti operatori dell’informazione stampata e televisiva . Se abbiamo il vocabolario spagnolo e il vocabolario italiano, ambedue con grande ricchezze di vocaboli , locuzioni idiomatiche e modi di dire, perché ricorrere allo straniero? e più snob o vip?
    Bene, a questo punto faccio un “break” perché devo prendere un “lunch” e dopo fare “shopping”.
    La lingua è viva in quanto si evolve senza frapporre ostacoli al nuovo, però non è detto che debba essere colonizzata ( Enzo D’Amico, Milano, da la Repubblica)


  28. silvia,são paulo,Brasile

    Carissimi,l argomento di Francesca é molto attuale realmente,e sei tu,Francesca,che indovini le nostre preoccupazzioni,non noi (Giuseppe nel caso) che há la palla di vetro.Leggi con attenzione tutto cio che scriviamo e penso che dalla serietá della lettura ne deduci i problemi.A casa nostra si é sempre parlato italiano,e io ,essendo amante del dialetto napoletano(pur conoscendolo poco) pigliavo una ramanzina da mio padre quando ficcavo una parola in dialetto perche diceva che cosi dimenticavo l italiano.Ma nella RAI(come in :Brasile da un tempo) si usa il gerundio,,,,,”adesso andiamo a….specialmente nei programma che insegnano cucina o altro,a me disturba in portoghese pure.Penso che il meglio per coltivare una lingua in un paese straniero(qualunque lingua) ´é leggere,leggere e leggere,A São Paulo ci sono libbri in italiano in molte libbrerie,ma dobbiamo dirlo costano moltissimo.Poi,aiuta molto fare le parole crociate,a casa mia non manca mai la settimana enigmistica(pure costosa….ma la faccio a poco a poco per farla durare.Lí se sbagli ti devi per forza correggere ed é divertente e impari davvero.I miei nipoti capiscono ma non parlano,é un peccato.Mio padre le Quando Qfaceva sempre,mia sorella idem e molti amici italiani.E poi,per cio che riguarda São Paulo,un centro culturale(che esiste,)piu accogliente con la biblioteca aperta a tutti e che prestasse libbri,quasi tutte le biblioteche lo fanno.Allora si,usare il termine computer diventa un dettaglio.Quando venni in Italia dicevo “lixo”(si legge liscio),per spazzatura,da mia zia l hanno adottato,gli é parso divertente ,per anni dicevano lixo.Alle volte ci sono parole piu forti pure “saudade” in portoghese é molto di piú di nostalgia che sarebbe la traduzione,é saudade,non esiste in nessuna altra lingua.Abbracci a tutti


  29. Marta Galzerano ( Chivilcoy , Argentina )

    Mi scusi. Voglio dire ” io parlo lo spagnolo”
    Grazie.


  30. LILLA ( BUENOS AIRES , ARGENTINA )

    PER LUCIA…GRAZIE LUCIA! MI É ARRIVATO IL TUO ABRACCIO! IO SONO ARRIVATA IN ARGENTINA NEL 1956 CON IL GIULIO CESARE, IN ITALIA FACEVO LA TERZA ELEMENTARE. CREDO PER QUELLO CHE SCRIVI SIA STATA SU PER GIÚ LA STESSA EPOCA D’ARRIVO TUA?


  31. romuald ( ydé , camerun )

    Cara francesca quando ho letto quest’argomento mi ha colpito perché mi son ricordato che qulacuno che non vuoi utilizzare suo nome ha detto che molto persone vorrebbero andare in italia pero’ non hanno la passione di questo paese e quando ho asclotato questo mi ha fatto talmente male secundo dipende perché io son innamorato del tuo paese l’italia francesca ed l’iatliano è una bellissima lingua.
    Ma c’è l’inglese che è la lingua univesrale.Io son camerunese e da noi abbiamo due lingua officiale il francese e l’inglese, vorrei dirti anche qui in camerun la gente usano quale parole italiano senza conoscere il significato ad esempio la parola basta se dice ” basta je t’ai déja assez entendu” vuole dire che son stufo di sentirti parlare, anche la parola ciao che è stata usando per dire ad esempio” gar ciao a demain” per dire arriverdeci a qualcuno.
    Quando guarda la tv italiana vedo sopratutto alla rai le parole inglese come italia news, rai internationale,
    Ti lascio ciao a tutti bacio.


  32. Ana Mar'ia Argnani ( Chivilcoy , Argentina )

    Cara Francesca,lo studio della lingua italiana per noi discendenti è un modo di essere vicini alla Madre Terra,quindi vogliamo impararla nella sua purezza.Anche da noi argentini le parole inglisi ci sono dappertutto,non credo sia possibile cambiare questa realtà.Ad ogni modo siamo in tanti quelli che l’amiamo…Su ciò che ai detto sulle sedi della Dante Alighieri ,in Argentina ce ne sono 140.Immagina il nº di allievi.Baci,Anna


  33. Danila ( Jax , Florida )

    Ciao Francesca,

    per diretta esperienza lavorativa devo dire che non sono solo gli italiani a mescolare le parole della lingua madre con quelle straniere,ma e` una moda diffusa ovunque per darsi un po’ di tono, oppure nel caso dei politici per far capire ancora meno quello che NON FANNO. Molto spesso mi fanno ridere piu` che indignare perche` le usano seza sapere come si pronunciano realmente.Il vero dramma e`che gli italiani non dovrebbero limitarsi solo ad imparare parole straniere da inserire nella frase per atteggiarsi a conoscitori di altre culture, ma dovrebbero realmente imparare a parlare almeno una lingua straniera bene, sia perche` oggi viviamo nel “villaggio globale” sia perche` fa bene al cervello, e` il modo migliore per tenere la mente sveglia con il passare degli anni. Sono convinta, come molti, che l’italiano debba essere tenuto in vita e parlato bene, ma e` inevitabile che la lingua si evolva e molti vocaboli cambino. L’introduzione di parole straniere c’e` sempre stata, non e` iniziata certamente con l’inglese. Lo stesso italiano parlato oggi e` un’evoluzione di latino, greco , dialetti vari , lingue di matrice anglosassone e perfino orientali.
    Le generazioni cambiano e la lingua si modifica di conseguenza. Io lavoro nel mondo dell’elettronica e se dovessi andare a cercare una traduzione in italiano per ogni vocabolo correntemente usato in inglese, non solo passerei la giornata sul dizionario invece di lavorare, ma inoltre per scrivere una e-mail (posta elettronica cosi nessuno si arrabbia)
    ci vorrebbero 10mila parole in piu` perche` l’italiano e` tendenzialmente piu` prolisso dell’inglese. Concludendo direi che va bene utlizzare quanto piu` e` possible la ns lingua eliminando tutte le paroline da snob che si sentono in giro tipo : “il gap generazionale, la location ottimale, c’ho il flight che mi parte, etc.” pero` non ne facciamo una tragedia altrimenti noi dovremmo parlare ancora in latino come gli antichi romani!!


  34. lino da Phuket

    Mentre leggo i commenti ho la tv accesa sulla rai,tanto per sentire un po di italiano,che bello sentire i conduttori parlare la nostra lingua,come:made in italy,scoop,gossip,business,ah!si,mi sento veramente a casa,ma come possiamo pretendere di sentire una tv italiana con questi termini.Io e ripeto di sinistra,ricordo che il duce aveva proibito le parole straniere,la toelette era il gabinetto,e cosi via,misero in crisi il vescovo di milano che perplesso chiese,:”MA SE IO DEVO DIRE SANT’AMBROGIO DA MILANO CHE POSSO DIRE?”
    IO PROPRIO OGGI SONO STATO RIMPROVERATO DI PARLARE SOLO ITALIANO E PER DI PIU IN DIALETTO PIEMONTESE,ho un amico siciliano che tutti gli anni viene qui in vacanza e con i locali parla solo siciliano,….lo capiscono.
    allora io non posso farlo in quanto sono solo a casa,ma voi in casa PARLATE ITALIANO
    vai che non t’abbi mai a conobbi
    un abbraccio
    ps,scherzo sempre ….


  35. Giuseppe ( Norwalk , USA )

    Cara Francesca e blogger o blogghisti,
    Non voglio essere io a “rock the boat” ma inserire parole straniere nella lingua italiana o viceversa non e` un fenomeno nuovo. Per esempio la parola viceversa e` molto usata nella lingua inglese. La pura lingua italiana non e` neanche parlata nel fiorentino. Si, sono d’accordo a conservare(non direi difendere) la nostra bella lingua. Non dimendichiamo che e` anche una delle piu` lingue difficili ad imparare. Da piccolo credevo che l’inglese era difficile. Pero` una volta emigrato dove l’inglese era necessario per comunicare giornalmente per far so a guadagnare il pane quotidiano, ho scoperto che erravo.
    E` un “virtue” conoscere piu` di una lingua, ma c’e` sempre quel momento, a volte imbarazzante, che mentre parli l’italiano ecco che arriva quella parola o frase inglese senza accorgertene.
    Perche` comprare un dizionario edizione 2008, quando un’ edizione 1970 e’ nello scaffale? Significa che ci sono nuove parole inserite, second me.
    Avete fatto caso che anche nel corrispondere fra noi in questo blog abbiamo liberamente usato parole hispaniche, portuguesi and anglosassone. Quardate al lingo computeristico, non ci sono parole internazionali?
    Esempi: sito, download, blog, clik, megabite…
    Si sono d’accordo a preservare la lingua italiana, pero` si deve incominciare nell’aula scolastica, ma non facciamoci meraviglia se altri usano parole straniere, le usiamo tutti, e io sono il “leader”.
    E` un modo di esprimerci in questo mondo “multilingual” [parola inglese ma di origine italiana].
    Le lingue italiane, francesi, hispaniche sono tutte provenienti dal latino.
    L’inglese e` una lingua mista di sassone, tedesco,latino.
    La parola eccetera e` usata in altre lingue!!!
    E non bocciatemi, volevo solo dire la mia.


  36. Giovanni ( manaus , brasile )

    Cara Francesca,
    mentre scrivo sta finendo “Italia News “.É finito mostrando il parlamento, stanno votando per buttare giú Prodi.Non mi interesso di politica,ma l ‘ho citato perché mostrando il Parlamento la trasmissione é terminata con l ‘Inno Nazionale ‘.Non immagini il fremito dentro l ‘anima.
    Dopo é entrato un tal di Strabioli,che mi ha fatto chiudere la TV.Che cosa piú sensa senso! (effeminata ?!?) Non capisco!
    La lingua ! Come ha scritto in una bella citazione la Marta,la lingua viva non si ferma e la sua evoluzione avviene per lo svolgersi della vita,dell’economia e delle influenze sia interne che esterne.É normale,se no la lingua morirebbe.Naturalmente esistono esagerazioni. Ma dov’é che non cin sono.A volte anche nel mangiare salsicce si esagera, ed allora…che mal di pancia !
    Non sono d’accordo con quelli che vorrebbero che in Italia si parlasse solo l ‘italiano.I dialetti fanno parte non solo dell’Italia, della nostra cultura, della nostra identitá, ma anche dell’evoluzione della lingua. Una Italia senza dialetti non é piú Italia.
    La lingua porta con sé tutta una civilizzazione. Molti italiani di oggi che vivono lá non valorizzano piú la loro civilizzazione. Qui in Brasile sono moltissime le parole italiane nell’uso comune del parlare, soprattutto quando si tratta di cibi , musica,per far sentire l ‘effetto del bello, del sonoro del canto,dell’arte, dell’edilizia ecc.Non c’é paese nel mondo,né lingua piú bella dell’Italia e dell’italiano. L ‘inglese? Scusatemi proprio. É una delle lingue piú povere del mondo. Non ha neppure il femminile!Le coniugazioni dei verbi ? Che miseria rispetto ai nostri! le forme sono tutte uguali! Che poca fantasia! Che poca creativitá. É la lingua commerciale e politica dovuto al potere economico e militare ! Peró , tra noi che povertá di espressioni, che miseria di coniugazioni! I greci antichi avevano una lingua piú ricca.Senza contare che il 70% dei vocaboli
    ha la radice latina o greca.
    Senza offendere gli americani.


  37. Romina,Virginia,U.S.A.

    Onestamente quando ritorno in Italia a me piace anche sentire parlare i Dialetti Regionali,e’ quello il bello dell’Italia,no? Anche imparare il dialetto del vicino di casa.
    Io non posso immaginare che un giorno possa perdere il mio idioma pur vivendo in terra straniera.Per me e’ assurdo,pero’ una cosa la devo ammettere io sono abbastanza fortunata che ho un giro di amicizie tutte Italiane dove vivo e quindi non passa giorno che io non faccia una conversazione prettamente in Italiano con una delle mie amiche,sia per telefono che se ci incontra per un caffe’.
    Pultroppo si fa a fatica quando hai figli che pur insegnando loro la lingua e inducendoli a conversare in casa propria solo in Italiano,la maggior parte lo comprendono l’Italiano piu’ che lo parlano.Io ad esempio avendo un bambino di quasi due anni ho imposto alle mie ragazze di 14 anni e di 9 anni di parlare con Alex solo in Italiano.Almeno uno ci prova!!!!
    Per quanto riguarda l’uso di termini Inglesi nel nostro uso abitudinale dell’Italiano,beh che cosa vi aspettavate sopratutto con le frontiere aperte?Si sa che l’Inglese e’ piu’ evoluto,Internazionale,piu’ alla moda,come dicono gli adolescenti.,ma l’Italiano non sara’ di meno.Qui in America non immaginate quanto invece gli Americani cercano tutti di imitarci.
    Io quando insegnavo Italiano al Community College in Florida,mi ricordo che molti studenti (eta’ tra i 20 anni e i 50 anni)adoravano solo ascoltarmi perche’ per loro la nostra lingua e’ una lingua piena di suoni,poetica,sensuale,dolce,calda,ed persino qualcuno mi ha detto profumata,mah!!!!Cmq cio’ mi ha instigato ancor di piu’ a insegnarla ed apprezzarla.
    Vi abbraccio a tutti,corro in palestra,ci sentiamo piu’ tardi,ciao amici del salotto modiale.Romina


  38. Umberto Virgillo

    Ciao Francesca,ho letto attettamente tutti i commenti odierni riguardo la nostra madre lingua.E’ pur vero che attualmente,viviamo nell’era di “Globalizazione”pero’ secondo il modesto giudizio,parlare piu’ di una lingua e’ molto vantaggioso,ma quando alcuni individui cercano di comunicare con una lingua che nessuno capisce,in quanto la pronuncia e’ veramente ridicola, cio’ per me e’ un insulto alla nostra lingua, ed compemporaneamente costoro si rinnegano chi sono ed da dove provengono.Indubbiamente la nostra lingua e’ la piu’ romantica del mondo,ci sono milioni che ci invidiano,ma tanti ignorano questo grande patrimonio che i grandi del passato hanno creato per noi.Se per caso vi trovate a Mantova o a Ravenna,ed vedete del gocce che vengono giu’, le stesse non e’ pioggia, bensi’ sono le lacrime di Dante e di Virgilio,sicuramente questi due grandi divin maestri della nostra lingua si sono gia’ risvegliati nella loro tomba,osservando il nostra fare ,da buoni e bravi poeti perdonano la nostra ignoranza.
    Questo messaggio forse non e’ gradito da tutti,se qualcuno che si e’ infastidito del mio dire,voglio ricordare , che sono quattro le basi fondamentali della vita “Virtu’, Amor patrio,la famiglia, ed la lingua natale.
    Concludo con un gran saluto a tutti i fedeli seguaci del blog di “Pronto Francesca”
    A te cara Francesca ,infiniti ringraziamenti del tuo incoraggiamento ed la tua tutela per la nostra amata patria ed la sua lingua,abbracciandoti con serenita’ed amor paterno,da uno dei piu’ fedeli ammiratori.
    Cordialmente
    Umberto Virgillo


  39. ENZO TORTORA ( MANSFIELD , U.S.A. )

    Ciao Francesca, mi permetto aggiungere tutto cio’ che ho
    omesso ieri sera,risposi alla ricezione del blog, Premetto. che la nostra lingua e’ la base su molte altre,ti spiego il perche’ nell’inglese tutti hanno bisogno del loro dizionario per sapere come si compone
    qulalche parola che devono mettere sulla carta detto “SPELLING” Io ho lavorato in un ufficio composto di laureati diplomati quasi lasureandi, aveva ogni volta bisogno di consultare il loro dizionario per non commettere errori di spelling, parola molto usata, io
    invece nel mio misero inglese suggerivo loro la esattezza della parola perche’ molte di queste derivano dal latino ed inoltre una parola ha molti significati assumendolo nella frase,
    ecco perche’ si ha bisogno ad imparare l’italiano.E,con questo chiudo
    salutandoti con un forte abbraccio
    Enzo da Mansfield U.S.A.


  40. Giovanni ( Manaus , Brasile )

    Cara Fraancesca,
    ti ringrazio per quest’argomento che tocca ben dentro tutti noi italiani all’estero. Non penso peró che i problemi della lingua siano sentiti da noi nel medesimo modo che dovrebbero essere sentiti in Italia,perché lamaggioranza di noi é uscita dall’Italia anni fa’ed adesso siamo “anziani “.I giovani sempre la pensano differente. Concordo in genere e numero con quello che dice la Marta,citando il Damico.La lingua é viva e non puó fermarsi,ma neppure c’é bisogno di una colonizzazione, altrimenti s’ammazza! Non sono daccordo affatto ed assolutament5e con quelli che vorrebbero nche in Italia si parlasse solo l’italiano e non i dialetti. I dialetti fanno parte intima della nostra cultura,della nostra sintesi,della nostra essenza.Senza i dialetti non esiste nessuna Italia.I dialetti esprimono l’anima piú genuina della nostra patria e l’arricchiscono facendola piú bella, piú dinamica come un mnosaico.
    Quanto all’inglese, per me é la lingua piú povera del mondo. Non ha neppure nil femminile. E i verbi ? Che povvertá! Anche i greci 2500anni fa erano molto migliori.Senza contareb che il 70 % delle pareole inglesi8 hanno radici o latine o greche o francesi.
    Certamente é la piú diffusa dovuto a vari fattori, é la commerciale. Ma fuori di questo… teniamoci la nostra.
    Un salutone a tutti.
    Non voglio creare polemiche con l’inglese. Io la penso cosí… anche se fondato su studiu linguistici.
    Un bacione
    ciao ciao , arv’dse a tuti. ‘n bel basin. giuanin


  41. Elvira Balderi São Paulo Brasile ( Sõ Paulo , Brasil )

    Cara Francesca,sono pienamente d´accordo con te . In qualunque lingua si dovrebbe rispetare e amare il proprio idioma. Questa è una questione che da molto tempo mi irrita. Anche qui c`é la mania del lìnglese. Io dico: nessuno è obbligato a conoscere dell`inglese. Per esempio io. Questa è una delle cose che mi difficoltano nel compiuter. Voglio vedere qualche altra cosa , o conoscere, e là mi viene tutto in áinglese e non ci capisco un… cavolo.
    Non per difendere il fascismo, ma in questo aveva ragione Mussolioni che non permetteva i neologismi associati a linga straniera.E poi oltre tutto… detesto tutto ciò che é americano. Mi scusino quelli a
    a cui piace, ma io non sopporto la loro cafonaggene.


  42. silvia,são paulo,Brasile

    Francesca,qui é ora di pranzo,stavo passando nel tuo blog e mi sono trovata con il commento di Romuald (Ydé,camerun)mi há molto emozionato questa entrata di un camerunense che dice di amare tanto l italia e la nostra lingua,e poi scrivendo l italiano in maniera piu che comprensibile,,penso che saremo stati in molti emozionati,perche questo blog é per gl italiani sí,ma anche per quelli che amano l Italia ,che sono pure italiani di cuore,Romuald ne é la prova,e prova quanto il tuo blog si stia espandendo,io sono stata molto contenta e da parte mia gli dó il benevenuto.


  43. Danila ( JAX , Florida )

    A Giovanni, Manaus Brasile

    ormai la polemica l’hai aperta. Troppo tardi per tirarsi indietro.
    Scusa ma la tua equazione non mi torna proprio..
    Volevo farti notare un paio di cosette:
    1) se l’inglese, come tu dici, e` per il 70% di derivazione latina allora non sarebbe considerata tra gli idiomi anglosassoni, ma tra quelli latini.
    2)Se quello che tu affermi fosse vero,allora non sarebbe una lingua povera, perche` secondo la tua logica,contenendo una percentuale altissima di latino dovrebbe essere una lingua ricchissima.
    3)se per il 70% l’inglese fosse di origine latina e nonostante cio` l’inglese per te e` sulla soglia della poverta` linguistica, allora quelle lingue che nn hanno nulla che derivi dal latino (come il cinese, il giapponese etc) come le consideri?? Poverissime??

    Queste statistiche prese chissa` dove lasciano il tempo che trovano. Io credo che siano solo frasi fatte e luoghi comuni quelli di considerare l’inglese una lingua povera. In realta` e` solo una lingua diversa dalla ns, con tutti i pro e i contro di qualsiasi altro linguaggio parlato e scritto.
    Se vogliamo dire che chi parla una lingua di derivazione latina ha sicuramente un vantaggio nell’imparare l’inlgese questo e` vero e vale anche per il Tedesco; pero` secondo me i preconcetti sono sbagliati sempre e comunque a prescindere. La propria cultura non si difende discrimando quella degli altri. Oltre a Giovanni, noto che molti bloggisti residenti nell’America Latina hanno questa tendenza a discriminare contro l’inglese, mi domando e se invece fosse stato lo spagnolo a spopolare e ad intromettersi nelle varie lingue madri?? il loro parere sarebbe stato lo stesso ??. Mah?? (Lino da Puket, questo mah te lo dedico;) )
    Cordialmente
    Danila


  44. lino da Phuket

    ISTRUZIONE E CULTURA,sono cose diverse da cio che stiamo discutendo,non dico di non imparare le altre lingue,qualsiasi sia,dico solo di non dimenticare la nostra,in casa parlate italiano,nei vari club italia,parlate italiano,tra di voi parlate italiano,siamo italiani e orgogliosi di esserlo,anche se il nostro inglese e’ scarso,non preoccupiamoci troppo, l’importante e farci capire,se ci fate caso,sono solo i nostri connazionali sapientoni,che ci rimproverano per il nostro povero inglese
    i dialetti sono fondamentali,come fondamentale e’ non dimenticare le nostre origini


  45. Giorgio Turri ( Middletown, CT , USA )

    Replica a Giuseppe ( Norwalk , USA )
    Caro Giuseppe, quello che affermi è verissimo. Termini stranieri vengono introdotti ogni giorno in ogni lingua del mondo. È un processo naturale che fa parte della normale evoluzione del linguaggio. Non è questo che mi preoccupa, lo è invece l’abuso, l’uso indiscriminato di termini stranieri che se ne fa oggigiorno in Italia in ogni campo, politico, mediatico, artistico, aziendale e via di seguito. Insomma, il troppo storpia.
    Tanto per darti un esempio, e qui entro nell’argomento dei dialetti che io amo chiamare “le altre lingue” di cui fa menzione anche Romina,Virginia,U.S.A.- e che propongo a Francesca come argomento per un altro giorno – nel lontano 1955, quando la mia famiglia si trasferì da Padova a Milano, la “lingua” milanese era comunemente parlata. Oggi se cerchi di trovare qualcuno che parla il “meneghino” a Milano ti auguro la stessa fortuna che comunemente si augura a chi spera in un terno al lotto – e sono passati solo poco più di cinquant’anni!
    “Proteggere” sarà forse il termine giusto, tuttavia cerchiamo di non adottare il “permissivismo” dilagante in tutti i campi nell’arena italiana e che, secondo me è causa principale di molti malesseri nostrani – immigrazione incontrollata, sanità “alla spera-in-Dio”, malavita più o meno organizzata, , vilipendio delle opere pubbliche e private con graffiti degradanti – anche nel campo linguistico. Sarebbe secondo me un grosso errore e, forse, fra altri cinquant’anni ci ritroveremmo a conversare in questo salotto in inglese, francese, spagnolo, esperanto o un risotto eterogeneo di tante altre lingue.
    Viva la nostra favella ch’è sempre, per me, la più bella!
    Giorgio

    P.S. Chiedo scusa per aver scritto questo mio secondo commento. Prometto che non diventerà un’abitudine, ma l’argomento mi sta troppo a cuore.


  46. Maurizio ( mexico city , Mexico )

    1mo
    Ciao a tutti,argomento interessante sul quale vorrei dire la mia opinione,sono daccordo in parte con Francesca,dico in parte perchè molti termini anche se possono sembrare inglesizzati hanno una loro ragione d’essere,una loro funzione precisa per la quale non possono essere appropriati da questa o quell’altra lingua,si citava il termine “blog” come esempio,che descrive esattamente questo strumento sul quale noi stiamo scrivendo e al quale partecipiamo che è diverso da un diario on line,o un sito oppure un forum,la terminologia in questo caso assume un sinificato preciso che non da alito a confusioni,insomma un blog è un blog,un sito è un sito,un forum è un forum etc..etc Ovviamente cio non toglie una internazionalizzazione dei termini con un appiattimento verso le lingue diciamo piu parlate nel mondo come l’inglese,il rischio concreto è l’estinzione di molte lingue diciamo minoritarie leggevo tempo fa su repubblica questo articolo “Lingue: entro 10 anni più della metà scomparirà” LONDRA – Babele addio. Per la fine del ventunesimo secolo la maggior parte delle oltre seimila lingue parlate nel mondo sarà estinta e saranno sempre più usate inglese, spagnolo e cinese. L’allarme lo lancia il dottor Steve Levinson, dell’Istituto di Psicolinguistica di Nijmegen, in Olanda. “Il 90 per cento delle lingue sono parlate da meno di centomila persone. Solo tra le 200 e le 250 sono usate da più di un milione di persone”, dice al quotidiano britannico “The Independent”. In aree dove le lingue indigene sono monitorate attentamente – soprattutto in Nord America e Australia – i linguisti stimano che nel corso di qualche generazione il 90 per cento di questi idiomi sarà definitivamente perso. Generalizzando il dato, i ricercatori prevedono che almeno la metà, ma probabilmente tre quarti, delle lingue attualmente parlate sarà estinta anche prima della fine di questo secolo. Previsione condivisa da Matthias Brenzinger, dell’università di Colonia, in Germania, secondo il quale


  47. maurizio ( mexico city , Mexico )

    2do
    molte delle lingue in via di estinzione moriranno senza neppure essere stato registrate. In Papua Nuova Guinea, dove c’è la più ricca diversità di lingue del mondo, i giovani non usano più l’idioma dei loro genitori e preferiscono comunicare in un inglese elementare. “Casi come questo si registrano un po’ ovunque nel mondo”, rileva il dottor Levinson.Insomma la lingua come parte integrante e indispensabile per la definizione della cultura di un popolo senza la quale l’estinzione culturale è la conseguenza piu probabile!Noi italiani abbiamo essenzialmente due argomenti pratici a nostro favore,il primo è la nostro attaccamento alle tradizioni che ci porta (sopratutto a noi residenti all’estero) a una “conservazione” della nostra lingua (i dialetti meriterebbero un discorso a parte) e il post precedente,quello sulle salsicce,ne è una dimostrazione pratica lampante.Il secondo è la moda,c’è poco da nascondersi dietro a un dito,i dati forniti da Francesca sono dovuti essenzialmente al fatto che,parlare italiano,vestire italiano,insomma l’italian life style,fà moda e anche di questo anche noi “italiani emigrati” ne siamo stati gli artefici,portando con noi ovunque nel mondo la nostra cultura!Per quello che ci riguarda più direttamente io vorrei anche citare gli istituti italiani di cultura e ringraziarli per come diffondono il nostro modo di essere ne mondo qui in messico dove io vivo l’attività dell’istituto è molto presente sul territorio,con mostre,rassegne cinematografiche,corsi di italiano etc..etc anche se noto sempre piu “stranieri” e sempre meno italiani che lo frequentano,diciamo che almeno qui in messico è piu un veicolo di diffusione e sempre meno un veicolo di conservazione!
    http://iic.org.mx/
    Ciao a tutti
    Maurizio


  48. salvatore ( caracas , venezuela )

    Cara amica, penso propio che qualcosa di particolare abbia successo che l’italiano praticamente solo si parli in Italia.
    Per esempio cosa è accaduto con l’imperio romano?
    Invece gli Spagnoli hanno conquistato l’america latina e vedi que lì si parla lo spagnolo y portoghesi con il brasile ugual cosa che ne dite che gli italiani patroni del mondo e dopo di che solo lo parlano in italia?
    Saluti a tutti


  49. Francesco da toronto

    Francesca, dopo inviato il commento, ho visto che mancano delle sillabe in alcune parole. Forse di questi errori, senza accorgermi ne faro` molti, chiedo scusa dei miei errori, ed viva L`ITALIA ED CON ONORE LA NOSTRA LINGUA, PER SEMPRE. cioe` L`ITALIANO…
    Saluti Frncesco.


  50. arch.ANTONIO STEFANI ( RIBEIRAO PRETO S. PAOLO , BRASILE )

    Cara Francesca per partecipere velocemente al blog……

    Voglio ricordare alcune principali ed essenziali particolaritá della nostra lingua …perche é unica ….viva e vibrante….. é essenzialmente giovane…dato che sorge e si appoggia sul latino arcaic,… ma…vive .. anche dei tantissimi dialetti del 200..300,..quando non era ancora italia.

    Questa molteplicitá culturale é vera grande forza di tutto ció che l’italia é oggi….
    Ricordo comunque …che l’ italia e ‘Italiano…come lingua…nazionale…ha anno meno di 200 anni…..istituzionali .

    Cara francesca …citando ….Benigni…(.vedi Dante IV canto dell’inferno lode agli italiani..é fantastico)

    l’ITALIA é l’unico paese al mondo in cui …
    PRIMA É NATA LA CULTURA , LA LINGUA …E DOPO LA NAZIONE….CIÓ…..É SUPREMO IN TERMINI CULTURALI ..
    TALE FATTO CI HA DATO QUELLA SAPIENZA CHE IL MONDO CI INVIDIA NELLA SUA MILLE ESPRESSIONI COMPRESA…LA BELLA LINGUA ..LA LINGUA IN EFFETTI …DELLA CULTURA DELLA POESIA DELLA MUSICA…….ETC…ETC…ETC..

    ABBRACCI CARI………………

    Arch. Antonio Stefani -Ribeirão Preto-S.Paolo-BRASILE
    add. culturale cons.italiano e dir. cult.Dante alighieri


  51. Pino Amara ( Boston, Massachusetts , Stati Uniti )

    Cara Francesca, questo e’ l’argomento che mi sta tanto a cuore! Sentire troppe parole in inglese, specialmente quando c’e’ la parola italiana esatta da usare, mi rattrista un po’. Mi innervosisco quando sono quelli della RAI ad usarle! Oltre a non saperle pronunciare e far brutta figura, ogni tanto, sbagliano anche con la lingua italiana. E’ triste che nessuno li corregge in sede RAI. Leggendo e rileggendo su questo argomento in sede EIAR { poi RAI }, errori del genere, non venivano tollerati. Certo erano altri tempi, e sotto il regime fascista, si cercava di salvaguardare la nostra lingua. I miei colleghi profughi delle ex colonie italiane, parlavano un italiano impeccabile. La Francia di De Gaulle, ha protetto il francese contro vocaboli anglo-americani a spada tratta! Svegliamoci tutti e salvaguardiamo la nostra lingua. Qualche parola inglese come “radar” puo’ starci bene perche’ l’italianissimo “radiolocalizzatore” e’ troppo lungo per il gergo usato dai piloti e dai marinai.Ma non esageriamo con quell'”OK” e tutto quello che usano adesso.


  52. Mena (San Francisco) ( San Francisco , Stati Uniti )

    So che non vuoi interessarti di politica,ma sapendo quando ti stanno a cuore gli Italiani all’estero.
    Mi chiedo quali benefici ci hanno portato i nostri rappresentanti ( DEPUTATI & SENATORI da noi eletti ?? ).
    Ancora una volta i miei complimenti per il tuo interessamento verso di noi. Aspettiamo con trepidazione il tuo asso nella manica.

    Continua con la tua grande determinazione ed io come tutti ti saremo accanto.


  53. ernesto ( USA )

    SALVATORE (CARACAS,VENEZUELA),
    l’impero romano cadde per stanchezza 1600 anni fa’, dopodicche’ci sono qualche centinaia di grossi volumi di Storia; dopo la caduta di Roma, abbiamo avuto i Papi,
    ce li abbiamo ancora. Cristoforo Colombo che, a sua insaputa, scopri’ il nuovo continente pianto’ la bandiera di Spagna sulle terre, Americo Vespucci, fiorentino, che dette il nome (l’America tutta porta il suo nome !) alle nuove terre non so se pianto’ bandiere. Allora, l’Italia NON c’era, eravamo colonia di altri Stati e del Papato,le date di fondazione della Nostra nazione sono il 20 sett.1870 e il 4 novembre 1918. recentissime.
    ma, a quel che sento e vedo e che mi riempie di angoscia e che fra poco l’italiano non si parlera’ piu’ nemmeno in Italia. Il Papa e’ tornato al Latino, credo che abbia l’idea di estenderlo su tutto il territorio. E gli Italiani stanno tornando ai dialetti.
    Amen, Ernesto.


  54. BIAGIO/TONI ( WINDSOR,ONT , CANADA )

    Ciao, FRANCESCA;
    come le salsiccie io direi che anche la lingua
    italiana dovrebbe essere custodida;
    sono BIAGIO e’ mi ha molto interessato questo tuo
    nuovo tema sulla lingua italiana.
    Personalmente incomincio col dirti (scusa se ti do
    del tu) che in questi 20 anni di emigrazione ho
    dimenticato l’italiano e non sono riuscito ad
    imparare l’inglese;quel che e’ rimasto in me e’ la
    disciplina scolastica e l’aver presentato in una
    radio privata quando vivevo in ITALIA.
    Una volta il dialetto paesano faceva da patrone in
    ITALIA ;adesso direi che i dialetti sono stati sostituiti dll’inglese;francese ecc.ecc. eccoti
    spiegato perche’ il TG3 ora si chiama TG3NIGHT.
    Tutto questo perche’ gli emigranti nel mondo
    hanno dato fratellanza ai loro connazionali;
    mi spiego meglio; ad eccezione di prima;ora riusciamo
    a vedere programmi televisivi direttamente dall’ITALIA
    e quindi voi stessi capite che bisogna cambiare metodo
    vedi;(TG SKY;LA DOMENICA SPORTIVA;LA GIOSTRA DEI GOAL;
    SANREMO)tutti programmi italiani visti nel mondo;
    ecco spiegato perche’ la lingua italiana a subito
    dei ritocchi.A me personalmente piace in quanto forma
    un gemellaggio nel mondo; l’importante e’ di non
    rassengnarsi di essere italiani.
    La musica ecco un altro esempio; noi emigranti ascoltiamo sempre quella italiana; mentre voi ascoltate
    quella inglese;la moda anch’essa esempio;
    noi adoriamo capi italiani voi amate capi importati.
    Ci sarebbe ancora tanto da parlare comunque concludo
    dicendo che questi sono stati alcuni motivi per cui
    la lingua italiana abbia subito dei cambiamenti.
    Saluto tutti gli italiani nel mondo ma sopratutto
    quelli che vivono in ITALIA ;e di restare sempre
    in contatto con i loro emigranti perche’ sono
    questi che fanno della nostra patria un grande monumento.
    Ciao a presto BIAGIO.


  55. ernesto ( USA )

    Cara Francesca,
    il sito, questo coso qui…come si chiama..che tu hai lanciato con entusiasmo oltre un mese fa’e’ in pieno successo e frequentatissimo.
    pero’, io per primo, noi tuoi seguaci, siamo un po’ peccatori verso di te, manchiamo di riguardo. va bene che tu stessa affermi che quel che accade nel sito ti piace e ti entusiasma e quindi sorvoli….pero’ c’e’ scritto : LASCIA UN COMMENTO PER FRANCESCA.
    Poi,lettere,risposte,chiarimenti,indirizzi,date di nascita,botte e risposte, infiniti fuori-tema,barzellette,poesia,ricette,salsicce e mortadelle,
    accenni politici,complimenti e corteggiamenti aperti e velati, proposte di matrimonio,inviti ( a me..nessuno..),insomma ci manca in questo salotto UN BAR, cosi’ oltre che chiaccherare potremmo anche prendere un cappuccino con brioche, oppure un the’ con oatmeal.
    MA, la cosa che mi entusiasma maggiormante e’ che molte persone che vivono VICINO e che non si conoscevano,adesso possono incontrarsi,conoscersi e frequentarsi, ricordo quella signora che ha scritto ad un’altra: ma siamo quasi vicini di casa! ROMINA dalla Virginia dice che prapara dolci fantastici, ed io soffro,vorrei andare, ma ci sono cinque ore di volo, quasi, quasi mi trasferisco.
    Ciao, Francesca..innanzitutto, e a tutti gli altri.
    Ernesto.


  56. grillo parlante - brazil ( brazil )

    Io ricordo di due ragazzi che scoprirono di amarsi negli anni 60’…entrambi milanesi.
    ….lui lavorava duro a milano…..lei studiava e lavorava in inghilterra.

    La loro canzone era ARE YOU LOMESOME TONIGHT di Elvis Presley…um 45 giri in vinile …che non há prezzo.

    Um giorno lui rubo’ la macchina del padre …e parti’….forse fece dei prestiti per arrivare fino la’…..il resto della storia e’ bello che continui avvolta um po’ dal mistero ….fatto sta’ che fecero progetti….e a tutt’oggi si rinventano…..baciandosi davanti a figli e nipoti anche loro um po’ pazziarielli.

    Poi sono venuti gli anni 70’…..e quella ragazza madre regalava ai figli solo dischi italiani ……nonostante la moda anglosassone imperversasse…..

    E vorrei
    che ogni volta
    che cerchi qualcosa
    cercassi di me
    e per noi
    diventasse respiro
    la nostra canzone
    diventasse respiro
    lo stesso ricordo
    di noi.


  57. lino da Phuket

    BELLA STORIA GRILLO,MI PIACE.
    GRAZIE ERNESTO PER LA LEZIONE DI STORIA.IO NON RICODO NEANCHE LA MIA DATA DI NASCITA.
    MAMMA MIA COME SONO IGNORANTE.PERO’ SICERAMENTE NON CE LO VEDO IL CONTADINO DI NOCERA UMBRA PARLARE LATINO
    ABEMUS NUTELLAM


  58. ernesto ( USA )

    GRILLO PARLANTE- BRASIL, BRASIL

    se io avessi quel vinile a cui tu accenni,
    c’e’ una quotazione?
    Grazie per l’informazione, ERnesto.


  59. vito punto fijo venezuela

    Lino tu la sai lunga ….. se non altro per il lavoro che devi essere cosi .Ti auguro ancora successi nel futuro prossimo e lontano .saluti


  60. arch.ANTONIO STEFANI ( RIBEIRAO PRETO , BRASILE )

    CARA FRANCESCA SEGUENDO IL TUO CONSIGLIO INSERISCO NEL BLOG IL TESTO DEL DOCUMENTO AGLI ITALIANI DA ME SCRITTO E PUBBLICATO IN VARI GIORNALI ….SPERO POSSA SERVIRE DI SPRONE ALLA PRESA DI COSCIENZA DELLA NOSTRA ORIGINE….ED AD AMARE E ONORARE …ANCOR PIÚ ..LA NOSTRA ITALIA….CULLA DI TANTA CULTURA MONDIALE….

    ….PRIMA PARTE….

    LETTERA APERTA AL DISCENDENTE ITALIANO

    ALL’ ANTICO EMIGRANTE ( spaghetti , pizza e mandolino )
    Popolo di artisti, di navigatori, di santi di scenziati e di “emigranti”

    Italiano “Buona Gente”, italiano Buon Gustaio, italiano amico sincero con il cuore in mano, una bella donna da ammirare, un bicchiere di buon vino, pizza, spaghetti e musica. L`arte del saper vivere, anche nei momenti piú duri : millenaria “saggezza mediterranea”.
    Una Ferrari che passa, un Valentino, un Bulgari, Versace, Armani, Prada, Parmalat, Cirio, Barilla e Telecom e Olivetti e Fiat e Masereti e Lamborghini …. Alfa Romeo e……..e……..

    Noi italiani emigrati in tutto il mondo, conquistando i mercati, con le nostre idee, il nostro stile, la nostra cultura.Noi figli, nipoti, italiani discendenti, …. noi….. ……“moderni emigranti”.
    Una nazione, due epoche , lo stesso sangue che continua a seminare con il suo
    “genio” le altre culture per fortificarle, ma senza dominarle. Democrazia questa giá attuata dagli antichi Romani.

    La vecchia valigia di cartone annodata con lo spago, ricordo del povero dopo-guerra italiano, oggi cede il passo alla piú moderna tecnologia; siamo uma potenza culturale mondiale , padroni del piú alto know Own e “unici” per il Made in Italy.

    Questi risultati non si ottengono con la pizza, gli spaghetti, e il mandolino.

    Oggi con queste poche righe vogliamo esaltare e riscattare i moderni valori del popolo Italiano, che frequentemente é visto ancora come un “Antico emigrante”.

    ….CONTINUA


  61. grillo parlante - brazil

    ernesto ….gene hackman …colonello …sissignore ce l’ho…ma non ha prezzo ….e’ con me da sempre ….tu puoi capire ….ordine e disciplina :-)

    e un po’ di sentimenti …….non si puo’ dare un prezzo a tutto…..

    abbraccio a te…a lino anche se di sinistra heeheh….e a tutte le “ragazze” …..compagne di questo viaggio


  62. arch.ANTONIO STEFANI ( RIBEIRAO PRETO , BRASILE )

    SECONDA PARTE… LETTERA APERTA AL DISCENDENTE
    ITALIANO

    ..É il momento di intendere chi siamo e da quali Padri discendiamo.
    É ora di capire con profonda coscienza e onestá che questa nostra piccola, grande nazione “l’Italia”, ha definito i destini culturali del mondo fin dall’inizio della storia e che con grande umiltá continua, ancora oggi, a farlo.

    Tale incontestabile considerazione ci deve rienpire di orgoglio, é vero, ma anche di grande responsabilitá. In questa era di “Globalizzazione” dobbiamo mostrare i nostri valori “unici e incontestabili”, dobbiamo sentirci ancora piú Italiani, e dobbiamo riflettere molto di piú su ció che rappresentiamo nel mondo.

    La nostra cultura é antica ma il nostro popolo é semplice, é un popolo che all’estero si adatta e si mescola facilmente, e un popolo che lascia di lato spesso il “grande orgoglio” per dedicarsi alla famiglia, al lavoro, e se necessario alla guerra ( come contingente di pace ).
    Sappiamo che la superbia é degli stolti e degli insicuri , chi é sicuro della sua cultura non ha bisogno di “adularsi”. Tutto questo ci é stato transmesso dai grandi Italiani che tutto il mondo ci riconosce e invidia.

    Dobbiamo peró comunque ricordare che Noi siamo e saremo sempre i discendenti di Leonardo da Vinci, Michelangelo, Giotto, Brunelleschi, Raffaello, Caravaggio Cristoforo Colombo, Amerigo Vespucci, Dante Alighieri, Nicoló Macchiavelli, Marco Polo, Ferdinando Magellano, Enrico Mattei, Guglielmo Marconi, Enrico Fermi, Giuseppe Nervi, , ….e tantissimi…e tantissimi …. altri .

    Nel difficile mondo di oggi dobbiamo riscopire questi Nostri valori “unici” e non globali , oggi dobbiamo avere ancora piú orgoglio di essere profondamente italiani….ma “ITALIANI MODERNI”, in un mondo moderno con interessi moderni, con principi e mete attuali .
    ……..NOI MODERNI EMIGRANTI; oggi impresari, industriali, finanzieri,professionisti, persone sparse nel mondo…
    CONTINUA


  63. arch.ANTONIO STEFANI ( RIBEIRAO PRETO S.P. , BRASILE )

    ULTIMA PARTE….

    ……..NOI MODERNI EMIGRANTI; oggi impresari, industriali, finanzieri, tecnici, professionisti, persone sparse nel mondo………ma sempre Italiani……

    Il passato ântico e recente ,ci insegna, ci guarda, ci aiuta, ci dá forza, tranquillitá e sapienza……………..Ma é il presente che si vive.

    Dobbiamo ricordare il nostro grande passato, amarlo, fare di lui la nostra forza il nostro grande orgoglio, dobbiamo essere tutti consapevoli delle nostre … radici….

    Perché noi Italiani abbiamo e sempre avremo il piú importante e bel passato del Mondo !!!

    È rispettando questo passato antico e recente che dobbiamo vivere il nostro presente , ed é rispettando questo passato che dobbiamo construire il futuro nostro e dei nostri figli.

    Architetto Antonio Stefani
    Adetto Culturale del Consolato Generale d’ Itália – SP-
    per il Vice-Consolato de Ribeirão Preto e Regione
    Direttore culturale delle societá Dante Alighieri


  64. Umberto Malanga ( San Paolo , Brasile )

    Scusatemi, vado ad assistere la Rai “International”.
    Passerà una “fiction” e più tardi preparo le valigie per il mio “week end”! Bye, Bye!


  65. Giovanni ( manaus , Brasile )

    A Danila,

    scusami,mia cara !Non volevo assolutamente offendere nessuno,né iniziare polemiche aliene a questo sito, neppure ho fatto affermazioni da perito linguistico,ho solo scritto : “per me… ” – Per te sia come tu vuoi! mica dico niente !!!
    Sorry, very sorry my friends !
    Bye, Bye
    giovanni


  66. lino da Phuket

    ANTONIO gia lo scrissi,IL SAGGIO E’ COLUI CHE SA DI NON SAPERE
    VITO,GRAZIE E RICAMBIO
    GRILLO un abbraccio anche a te
    FRANCESCA il tuo articolo e’ come il cacio sui maccheroni ne leggeremo delle belle
    UN ABBRACCIO A TUTTI
    SONO LE O2 A.M. LEGGERO I PROSSIMI DOMANI BUONA NOTTE


  67. vito punto fijo venezuela

    France…..ho letto il tuo commento diario e come sempre azzecchi ai nostri pensier. E il modo di essere ITALIANI Io ho un racconto personale : sono nonno di 4 splendidi nipoti due feminucce e due maschietti tutti mi chiamano nonno meno l ultimo perche ancora non parla ha 2 anni. Ebbene quando diventai nonno per la prima volta ansiavo con la mia nipote che se la prima parola da lei pronunziata fosse nonno io gli davo 100.000. bolivar .Allora tutti i giorni la esercitavo dicendogli nonno nonno e la bambina.Quando incomicio a parlare la prima parola che disse fu mamma . Allora capii che io gli dicevo nonno e questa parola qui vuol dire no, no, ossia non lo devi fare , alla fine dissi ebbene mi sono guadagnato 100.000 Bolivares allora il padre (Mio figlio ) con la nonna: e no ce lidevi dare uguale . Ebbene essere chiamato nonno non ha prezzo. Spero vi sia piaciuta questa storiella Saluti. Vito De Frenza


  68. vicentini nicoletta ( sydney , australia )

    CIAO CARISSIMA FRANCESCA, SONO NICOLETTA DA SYDNEY ,LA LINGUA ITALIANA E’ STUPENDA MA PURTROPPO MOLTI NN LA PARLANO PIU’,IO HO 2 FIGLIE NATE IN AUSTRALIA MA LA PRIMA LINGUA CHE HO INSEGNATO A LORO E’ STATO ( L’ITALIANO)POI L’INGLESE ,E CHISSA’SE UN GIORNO AVRANNO DEI BAMBINI VORREI CHE ANCHE LORO POTESSERO PARLARE LA NOSTRA BELLA LINGUA ………..E SAREI DAVVERO FELICE SENTIRMI CHIAMARE N O N N A…..UN ABBRACCIO FRANCESCA DA NICOLETTA


  69. Claudia Roman ( Jacksonville , FL,USA )

    Carissimi italiani,

    sembra l’inizio del discorso del presidente della repubblica….
    per adesso mi limito a constatare che la lingua italiana ,come tutte le altre lingue, evolve e cambia con il cambiare dei tempi e dei costumi.
    Ci vestiamo ancora come nel 1200? No, o forse come nell’800? Direi di no e di sicuro non come negli anni 40 e neanche come 10 anni fa, giusto?
    Vorrei affrontare la problematica “dell’intrusione” di parole straniere piu’ tardi, al momento vi faccio omaggio di tre poesie che rappresentano l’evoluzione della nostra amata lingua oltre che dei tempi.
    Spero di aver scelto bene.

    DANTE (1200-1300)

    Canto I PURGATORIO
    Per correr miglior acque alza le vele
    ormai la navicella del mio ingegno,
    che lasci dietro a se’ mar si crudele;
    e cantero` di quel secondo regno,
    dove l’umano spirito si purga
    e di salire al ciel diventa degno.
    Ma qui la morta poesi` resurga,
    o sante Muse, poi che vostro sono;
    e qui Calliope` alquanto surga,
    seguitando il mio canto con quel suono
    di cui le Piche misere sentirono
    lo colpo tal, che disperar perdono.

    GIOSUE’ CARDUCCI (ottocento)

    PIANTO ANTIC0
    L’albero a cui tendevi
    la pargoletta mano,
    il verde melograno
    da’ bei vermigli fior,
    nel muto orto solingo
    rinverdi’ tutto or ora
    e giugno lo ristora
    di luce e di calor.
    Tu fior de la mia pianta
    percossa e inaridita,
    tu de l’inutil vita
    estremo unico fior,
    sei ne la terra fredda,
    sei ne la terra negra;
    ne` il sol piu` ti rallegra
    ne` t risveglia amor.

    SALVATORE QUASIMODO (1930)

    ED E’ SUBITO SERA

    ognuno sta solo sul cuor della terra
    trafitto da un raggio di sole:
    ed e` subito sera.

    Un contemporaneo? Ci metterei la nostra nonna Lea.

    Chissa’ se Dante avrebbe approvato come parlava e scriveva Carducci…….


  70. Gianni ( Bostonia , USA )

    Cara Francesca, ci siamo! Hai scelto un soggetto che ci sta a cuore. La lingua italiana.E’ strano che molti la parlano bene mentre altri usano parole inglesi ed altri allungano le parole italiana con finale “a cantilena”. Un grande esempio di qualcuno che dice parole sbagliate e non sa parlare e’ Piero DiPasquale che al mattino presenta il notiziario del TG1. Ma chi lo ha messo li’? Davvero lascia desiderare, dovrebbe tornare a scuola. Dice parole errate, e suoni gutturali.
    Noi all’ estero ci teniamo molto alla nostra lingua nativa, e ne siamo fieri. Tanto per esempio, mia figlia laureata con 2 diplomi in giornalismo-comunicazioni ed italiano-inglese dalla Boston University di Boston. (A pure tradotto gli scritti di Machiavelli dall’ italiano in inglese). Dico cio’ per far esempio di quanto ricordiamo la nostra Patria e quindi la nostra “vera” e pura lingua.


  71. Rodolfo Cesarini

    Cara Francesca cominciando da Té tutti hanno ragione,
    a me il professore di letteratura mi disse una volta, se vuoi dominare la tua lingua di origine (l’italiano),
    devi per lo meno dominarne un’altra, in quel momento
    accettai la spiegazione. Quando arrivai in latinoamerica non ho perso il tempo, subito ho cominciato a studiare lo spagnolo,con il tempo mi sono reso conto che il professore haveva ragione. La cosa piú importante di tutto cuesto dimostra che , per parlare e scrivere correttamente una lingua bisogna studiare, a parlare imparano tutti ma a scrivere solo quelli che studiano. Grazie agli antenati che mi precedierono hanno havuto la visione di fondare in Argentina, scuole,comitati,la Dante Alighieri e il magnifico istituto Cristoforo Colombo, dove la lingua Italiana si insegna come in Italia.
    L’invasione dell’iglesismo é dovuto al progresso della tecnologia che tiene su origine nei paesi piú sviluppati dove l’inglese é la lingua naturale, se poi aggiungiamo a questo gli interessi commerciali e politici dove tutto gira intorno al dollaro, a questo punto penso che questa storia é cominciata un secolo fá
    e non esiste la possibilitá di cambiarla. Noi italiani non ci possiamo lamentare perché la nostra lingua per la sua origine latina con influenza dell’antica Grecia, é la piú amata per la sua ricchezza grammaticale e la dolcezza della sua cadenza, per questo molti giovani provenienti da tutte le parti del mondo, si innamorano di lei. Non bisogna scordarsi la cuantitá di dialetti provenienti da ogni provincia, ma oggi anche questo stá cambiando va piano pero sta cambiando. In queste poche righe ho svolto il commento al tuo articolo che benvenuto sia, su questo argomento
    si poterbbe scrivere tutta la vita la mia non abbasterebbe, per adesso vi saluto a tutti e in particolare a té Francesca, da Rodolfo Cesarini , Buenos Aires Argentina.


  72. Anna dalla Virginia ( Suffol , USA )

    Salve Claudia,sei stata in gamba a riportare degli esempi cosi’ illustri,se permetti ne aggiungo uno improntato alla essenzialita’,allor quando l’ermettismo era quasi una novita’ assoluta:
    Ungareti
    CIELO e MARE

    Mi illumino d’immenso

    Se Dante con tutta la sua genialita’,cultura e vena poetica fosse vissuto oggi quale scenario avrebbe proposto al mondo?Avrebbe espresso con eguale efficacia il tormento e l’angosia,l’entusiasmo e la passione ?
    In maniera sicuramente di versa,e’ fuor di dubbio,ma presumo di si,salvo che l’attuale “recessione” e non mi riferisco a quella economico-politica, non investa e travolga tutto e che quasiasi forma di arte,poesia compresa non abbiano piu’ un avvenire.


  73. ernesto ( USA )

    A CLAUDIA ROMAN, JACKSONVILLE FL.USA

    E puoi spiegarmi cosa significano,cioe’ cosa Dante vuol
    dire con le ultime quattro righe del primo vanto Purg???
    Spiegazione……………
    attendo,Ernesto.


  74. gianni ( Bostonia , USA )

    Cara Francesca, in riferimento al mio precedente circa la lingua italiana. Non e’ tollerabile gli errori di ortografia, purtroppo dal computer a volte saltano fuori lettereche non ho pressato. Saluti a tutti.
    Ora vado perche’ devo andare a fare……
    LO SHOPPING!!!!!!


  75. Luis Romagni ( Miami,Fl. , USA )

    A Francesca i miei complimenti per il suo Argomento e la sua esposizione elegante, di gran altura,esposta con la chiarezza che sempre la ha distinta quanto la vedevamo in TV!Solo per la prima volta a usato il nome BLOG!a me personalmente piace “SITO” e non mi piace Salotto,va bene stiamo in epoca di Globalizzazione e ce’ posto per tutto!Mi permetto far notare che lo Spagnolo e’ un dialetto,la REAL ACADEMIA DE LA LENGUA DEFINISCE LA LINGUA “CASTELLANO” poi ce’; lo spagnolo che si parla in Spagna,il Madrilegno,il Asturiano,il Gallego,che sono tutti dialetti,in Venezuela il Carachegno parla un dialetto distindo del Maracucio,del Andino etc,comunque tutti dialetti interesanti,in Italia i dialetti sono tanti come forse di piu’ delle citta e dei paesetti,comunque sempre Italiano!Al Estero i Consolati,la Dante Alighieri,gli Istituti Italiani di cultura,lavorano per difendere la NOSTRA LINGUA!Ripeto e’ interesante l’argomento e noi tutti Italiani al Estero dentro le nostre case sforziamoci a parlare un Buon Italiano,Grazie Francesca ancora complimenti e tanta Fortuna un saluto a tutti Luis.


  76. Erminio Gambone ( Norristown , usa )

    Francesca,
    Mi hai fatto ricordare quando da “TEENAGER” crescevo in Italia e capitava qualche volta di incontrare parenti o turisti dall’USA che cercavano di parlare Italiano con un forte accento e una cadenza sbagliata, noi ragazzi li ridicolizzavamo e ridevamo del loro modo di esprimersi. Poi e’ capitato che sono emigrato e per forza maggiore ho dovuto imparare l’Inglese (poco)e all’inizio ero io che mi esprimevo male ed ero ridicolizzato dagli americani.Comunque nel processo ho scoperto una nuova lingua nata dal miscuglio della lingua italiana e inglese. Ho pure scoperto che tante parole che erano scomparse dalla lingua parlata in Italia erano conservate dai nostri vecchi emigranti.
    Devo confessare che gli italiani che usano questi inglesismi (per apparire colti) con un forte accento e una cadenza sbagliata a me suonano un po ridicoli proprio come gli americani di allora e come ero io agli inizi della mia carriera di emigrante.
    con tantissimo affetto
    Erminio


  77. aldo lombardo ( littleton colorado , usa )

    Cara Francesca non credo che ai bisogno dei miei suggerimenti perche’ stai toccando gia in um mese degli argomenti molto sensibili, ma da’altra parte stai trattando con gente extremamente sensibili ,poveri emigranti che per una ragione o un’altra anno fatto le valige un giorno e se ne sono andati lontani dalla loro terra natia lasciando indietro gente a cui erano molto affezionati terra dove erano cresciuti ‘posti con mille ricordi , come vedi la lingua e’ quella che preferiscono .Immagino la prossima volta chiederai perche’ ,se ci possiamo fare una ragione di tutto questo. Ma diamo tempo al tempo il bambino e’ ancora piccolo comunque guarda quante risposte e lunghe anche complimenti a tutti incominciamo a sbottonarci avevamo proprio bisogno di un blog ” ups” questo inglese che salta fuori , decisamente certe parole hanno piu’ significato ,come questo. Alla prossima aldo


  78. José ( Villa Constitución , Argentina )

    Cara Francesca:
    Suerte que no he tomado la decisión de escribir en italiano hasta que mis estudios no estén más avanzados, porque de no ser así me imagino los retos que recibiría de tu parte (es una broma).
    En mi lengua, el español, ocurre lo mismo en cuanto a la “invasión” de términos que no le son propios y sobretodo del idioma inglés.Tal vez se deba a la globalización, pero me parece buena la idea de defender el idioma oficial de cada país porque es parte de la identidad de su pueblo.
    Bueno me despido con un afectuoso hasta siempre.


  79. Claudia Roman ( Jacksonville , Fl,USA )

    Ahhh Ernesto,
    vuoi mettermi alla prova? Dunque vediamo se ho studiato bene…ci provo eh? Dante non e’ facile.

    Dunque Dante arriva in Purgatorio luogo dove lo spirito umano ha la possibilita’ di purgarsi ed espiare i peccati.

    ” Ma qui la morta poesi`(poesia) resurga”
    intende che al suo tempo (1200) si viveva una resurrezione/innovazione, della poesia dopo la decadenza del periodo barbarico.

    “O sante Muse poiche’ vostre sono”
    Dante si rivolge alle Muse dichiarando la sua dedizione alla poesia.

    “e qui Caliope alquanto surga”
    sembra che Caliope fosse l’ispiratrice della poesia e Dante spera che lei possa ispirare ad elevare (migliorare)e quindi risorgere lo stile della poesia.

    “seguitando il mio canto con quel suono
    di cui le Piche misere sentirono
    lo colpo tal,che disperar perdono”
    Le Piche sono le figlie de re della Tessaglia che sfidarono le muse nel canto, ma furono vinte da Caliope che le trasformo’ in gazze (piche).
    Esse benche’ sconfitte lottano ancora e Dante le immagina afflitte e misere sotto il peso (colpo) della sconfitta.

    ecco ci ho provato, che ne dici?
    Guarda che io non ho fatto il liceo classico, ma mi piace la letteratura (Dante mica tanto)me la leggo ogni tanto per divertimento.
    Io faccio la casalinga per dovere e l’artista per passione.
    Ciao


  80. Maria Rosa ( Luján , Argentina )

    Ciao a tutti, sono nata in Argentina, ma ho il cuore ITALIANO, la nostra é L´ARMONIOSA LINGUA, io la penso come Lino 16.45 anche a me non piace quando ascolto tante parole inglese Sorry!!!!!!! mah!!!! un bacio forte a Romuald di Camerun che ama tanto lÍtalia come me!!!!!


  81. Maria Rosa ( Luján , Argentina )

    Ciao a tutti, sono nata in Argentina, ma ho il cuore ITALIANO, la nostra é L´ARMONIOSA LINGUA, io la penso come Lino 16.45 anche a me non piace quando ascolto tante parole inglese Sorry!!!!!!! mah!!!! un bacio forte a Romuald di Camerun che ama tanto l´Italia come me!!!!!


  82. maria rosaria martinellida Brooklyn, N.Y. ( Brooklyn,N.Y. )

    Ciao Francesca, sono la piccola Valeria,la figlia di Maria Rosaria e’ volevo dirti che mi piace molto il tuo programma. Grazie per avermi mandato i libri per bambini,sono cosi’ belli che con la mia mamma li leggiamo ogni weekend, perche’ durante gli altri giorni faccio i compiti di scuola.Il libro che mi piace tanto e’ la storia di un cane di nome Pimpa.Scusami se non sono io a scriverti,perche’ non sono molto brava a scrivere in italiano, la mia mamma lo fa per me.Ricordati che io e mia sorella Antonella ti vogliamo tanto bene e spero di rivederti presto in t.v. Ciao da Valeria(una piccola bimba di 6 anni).


  83. Matías Marini ( Buenos Aires , Argentina )

    Assai interessante il tuo argomento di stasera, Francesca.
    Non solo in inglese è stato battezzato il TG3 Night, ma nelle introduzioni dei suoi servizi usa uno schifo di software tipo il Google Earth con una voce americana tipo “Apollo 11” che dice “Are you ready? Alright, let’s go!”. Ma cosa vuol significare questo?! Lo trovo del tutto indegno, perfino stupido.
    I sono tra cui si sono meravigliati delle quantità di anglicismi usati dagli italiani. Ad esempio, trovo del tutto in necessarie espressioni del tipo “scoop”, per fare riferimento alle notizie diffuse in anteprima. Persino negli atenei i professori universitari sputano in continuazione parole in inglese. Essendoci l’espressione precisa in italiano, loro invece preferiscono usare quella inglese oppure francese perché più “adatte”. Vizi di una falsa aristocrazia.
    Credo che tra i paesi dell’Europa occidentale l’Italia sia uno dei più americanizzati nell’uso del linguaggio e nella moda giovanile. Alcuni accademici trovano le radici di questo nella culturizzazione eseguita dagli americani nel dopo guerra. Dal 45 in poi, gli italiani furono bombardati da prodotti americani. Stati Uniti era la terra promessa per un popolo nelle rovine. Nel dire dello scrittore Gian Enrico Rusconi, “tutto ciò che in Italia è americano cessa di essere percepito come estraneo”.
    A queste spiegazioni aggiungerei la bassa stima degli italiani nei confronti di altri popoli. A volte ho sentito amici italiani ribadire il discorso di auto-flagellazione di popolo antimoderno, conservatore e colpevolizzato dai subiti cambiamenti di alleanze internazionali durante le due guerre mondiali. Una sorta di traditori impresentabili. Gli italiani devono mollare il loro senso d’inferiorità. È un popolo geniale.


  84. Maria Rosa ( Lujan , Argentina )

    Francesca sono d´accordo con te e con Lino 23.1 alle 16.45 un gran saluto para Romuald che ama tanto l´Italia come me, che sono nata in Argentina ma col cuore italiano, la nostra é L¨ARMONIOSA LINGUA, che bella!!! la piú bella!!!!! mi dispiace tanto ascoltare tante parole inglese!!!!!!!! tante anche qui in Argentina……mah!!!!!!!


  85. Claudia Roman ( Jacksonville , Fl,USA )

    Vorrei dire ancora qualcosa in merito alla lingua italiana.Non so piu’ chi ha detto che va conservata non difesa. Giusto.
    Io ho vissuto a lungo in Val d’Aosta regione bilingue, si parla italiano e francese. Loro sono pignolissimi nell’apprendimento di entrambe le lingue, e non le mescolano mai. Se parlano italiano non ci mettono vocaboli francesi e viceversa.
    Quando venni in America sudai sette camicie (noto modo di dire italiano)per imparare bene la lingua. Avrei potuto sudarne solo cinque e impararne abbastanza per sopravvivere ma oggi non basta piu` se vuoi essere al pari degli altri. Allo stesso tempo ho fatto di tutto non solo per mantenere l’italiano ma anche per migliorarlo ulteriormente.
    I miei figli parlano benissimo, scrivono cosi’ cosi’e hanno certo alcuni vantaggi, sono nati e vissuti in Italia almeno per un po’ ed entrambi i genitori sono italiani.
    Io pero’ non li mollo, ogni tanto spunto tutta allegra (loro si preoccupano subito)e dichiaro: RAGAZZI OGGI COMPITO IN CLASSE D’ITALIANO! Ovvio che sbuffano e cercano di sfuggire alla megera (che sarei io)ma non demordo. So che un giorno mi ringrazieranno.
    Proibisco fortemente di mescolare le lingue, se si parla italiano e non viene un termine (capita) bisogna sforzarsi e al limite trovarne uno simile non si puo’ dire in inglese o francese. Molti italoamericani hanno questo problema.
    Comunque non sono solo gli italiani a infilare parole per la maggior parte inglesi ma a volte anche francesi nella loro lingua.
    Gli americani adottano felicemente parole italiane e spesso (come gli italiani verso l’inglese)le pronunciano male e ne distorgono il significato.
    L’esempio piu’ recente viene dalla introduzione di un nuovo cibo: “panini” (sandwich per loro).Non so come sia inziata sta cosa, ma per loro “panini” e’ UN (nel senso di 1) panino caldo tostato, paninis se piu’ di uno dato che il plurale in inglese si fa mettendo la “S”
    Forse un giorno si parlera’una lingua universale, un miscuglio di tutte.


  86. ernesto ( USA )

    ALLA PROF. CLAUDIA ROMAN JACKSONVILLE USA

    QUAL E’ LA PAROLA ITALIANA CHE CONTIENE TUTTE E CINQUE LE VOCALI ??

    QUAL E’ LA PAROLA ITALIANA PIU’ LUNGA ??

    C’E’ UN NOME CHE CONTIENE BEN CINQUE “O” ,COME OSCAR.

    RISPOSTE :


  87. Rosario ( CHEVELAND OHIO , USA )

    Cara Francesca.
    L!argomento che hai scelto oggi e`bellissimo come sempre.
    Io penso che tutti noi siamo orgogliosi di essere ITALIANI e parlare la nostra lingua quando ci e` possibile.In quanto a casa mia si parla sempre in italiano, pure mio figlio che e` nato in America parla bene l!italiano.
    Pero`ti posso dire che tempo fa`, la prima volta che sono venuti i miei Nipoti a trovarmi qui in America; parlavano benissimo l’inglese, per cui L’anno studiato all’universita` in Italia .
    Un cordiale saluto e un abbrraccio per te; e per tutti i nostri cari amici,ciao;


  88. ernesto ( USA )

    LE RISPOSTE A DANTE, PURGATORIO :

    P R O M O S S A .

    Ernesto.


  89. ernesto ( USA )

    SEGUITO PER CLAUDIA ROMAN:

    CIOE’…CI HAI MESSO UN PO’ DI FANTASIA MA VA BENE UGUALMENTE. I TUOI ALLIEVI SARANNO “FIERI” DELLA LORO MAESTRA.
    CIao, Ernesto.


  90. Salvatore (Syracuse NY. USA)

    Carla ( BALI , INDONESIA ASIA )Sei molto cara, ti rigrazio del bel consiglio di non scoraggiarmi e di continuare ad esercitarmi; certo per me e` un po’ tardino, ma per i piu` giovani e` proprio un consiglio prezioso.
    Ciao Carla!
    Salvatore.


  91. SILVIO ( OTTAWA , Ontario , CANADA )

    FRANCESCA,
    L’italiano (lo spagnolo anche) e’ certamente la lingua piu’ bella e armoniosa al mondo…Per questa ragione molti stranieri cercano di apprenderla. Sfortunatamente in Italia non si rendono conto di questo grande patrimonio e fanno di tutto per “inquinarla”,introducendo
    tante “impurita’” che sinceramente mi scandalizzano…
    FORSE LO FANNO PERCHE SI SENTONO PIU’ IMPORTANTI, inserendo parole di inglese!!!!!!!!!!!!!
    *****AVVIENE ALLA RAI,NELLO SPORT, TRA I POLITICI*****
    Nel calcio per esempio, e’ molto corrente sentire:
    “OFF-SIDE per “FUORI GIOCO”,
    “CORNER” per “CALCIO D’ANGOLO”,
    “PENALTY KICK per “CALCIO DI RIGORE”, etc.,etc., etc.
    FRANCESCA, a volte sono letteralmente “INORRIDITO”, ma
    sinceramente “ho perduto ogni speranza”…perche’ credo
    che e’ troppo tardi per tornare indietro!!!!!!!!
    Tanti carissimi saluti, Silvio…


  92. Adriana ( Buenos Aires , Argentina )

    a Lucia 4.21
    Si puó acquistare libri italiani nella libreria della Dante nella cittá di Buenos Aires


  93. NADIA DICARLO ( ARASOTA,FLORIDA , U.S.A )

    FRANCESCA SONO D’ACCORDO CON TE’, ANCHE IO RIMANGO QUANDO GUARDO RAI ITALIA SIA UN FILM OPPURE UN DOCUMENTARIO ED ANCHE I VARIETA’ QUANTE PAROLE SONO IN INGLESE, A ME QUESTO DA’ MOLTO FASTIDIO, PERCHE’ SECONDO ME IN OGNI NAZIONE SI DEVE PARLARE LA PROPRIA LINGUA. IO PARLO PIU’ ITALIANO CHE POSSO, LAVORO IN UNA CHIESA CATTOLICA CHE E’ CUSTODITA DAI PRETI PALLOTTINI ROMANI INFATTI LA SEDE STA’ I VIA FERRARI E POI STANNO ANCHE AD OSTIA, COSI’ SI PARLA L’ITALIANO IO PERSONALMENTE INSEGNO L’ITALIANO PER CHI VUOLE IMPARARLO E DEVO DIRE CHE I MIEI ALUNNI SONO QUASI SEMPRE AMERICANI, NO TI SEMBRA STRANO?
    LORO SON INNAMMORATI DELLA NOSTRA BELLA LINGUA ITALIANA ED ANCHE DELL’ITALIA. QUINDI CARISSIMI ITALIANI ALL’ESTERO MANTENIAMO LA NOSTRA CULTURA PARLANDO LA NOSTRA LINGUA E MANTENERE LE NOSTRE TRADIZIONI COSI’ I NOSTRI FIGLI POTRANNO ANCHE LORO IMPARARE DA NOI.

    CIAO A TUTTI

    NADIA DI CARLO


  94. Roberto Oliva da Bello Horizonte-Minas Gerais-Brasile

    Sono figlio d’immigrante, Raffaele Oliva, nato in Papasidero, Calabria, e che è venuto per il Brasile con 18 anni.
    Il mio padre non parlava il Portoghese nella nostra casa. Si riferiva alle cose della residenza, degli alimenti e delle vesti, come il riso, il fagiolo, la minestra, la sedia, la tavola, il letto, il cuscino, i pantalone, le scarpe.
    Io e mie sorelle abbiamo cresciuto ascoltandolo dire che doveva coricare, che era malato, arrabbiato, allegro, che era stanco, che doveva lavorare , che c’era la pioggia .
    Era suo modo di ricordare dell’Italia, di non dimenticare le sue origini e la volontà, casuale e non percepita, che suoi bambini parlassimo l’ italiano insieme a lui.
    Con passare degli anni, ho cominciato osservare che la cara gente stavano svanendo, compiendo le sue designazioni in questa terra e con loro le sue storie si scomparivano, le sue reminiscenze ed anche i suoi scherzi se perdevano con il trascorrere inesorabile del tempo.
    Nel 2004 ho cominciato scrivere i miei ricordi, raccogliendo i dati storici che mi sono raccontati per altri immigranti della mia conoscenza e scavare il fondo dello scrigno della mia esistenza.
    Mi è venuta la voglia, senza nessuna pretensione, di scrivere in italiano, stimolato d’una forza irresistibile, come si presentasse alla mia mente il vecchio paesano, il testardo calabrese, il caro immigrante nostalgico. Di conseguenza che poco sapeva e non ancora so dei segreti della lingua italiana. Ma la lingua è bella e mi sono attratto della sua seduzione. Oggi tra i miei divertimenti (hobby, si può dire?) il principale è cercare di scrivere in italiano, nonostante gli sbagli che sempre commetto.
    In questo senso, il “blog” di Francesca è accaduto nella mia vita come un regalo del bel paese. Ti ringrazio tanto.
    Sì, difendiamo la nostra lingua è un rilevante argomento.
    Grazie mille e un bacione.


  95. Adriana ( Buenos Aires , Argentina )

    Cara Francesca e amici
    A me quello che mi molesta e me disgusta veramente é ascoltare molti programmi nella Rai, soppratutto comici, che parlano con accento dialetale molto accentuato e che piú di una volta non si capisce niente.
    Credo che per difendere la lingua italiana ufficiale si deva cominiciare in Italia giaché i dialetti sono diversi ma italiani siano tutti.
    Inserire parole nel idioma inglese e una questione strategica e di mercato e che ogni paese asecondo gli interessi economici o anche di snobismo lo fá piú o meno.Ciao


  96. ernesto ( USA )

    A SILVIO, OTTAWA,ONTARIO,CANADA.

    Bene….e “dribling” come lo traduci? con “il driblare” che non e’ altro che lo scopiazzamento?
    Tu sai che il “foot-ball” e’ uno sport creato in Inghilterra alla fine del secolo scorso. I piu’antichi clubs (come traduci clubs? associazioni?) italiani furono infatti creati sulle citta’ di mare, come Genova, dove arrivavano le navi inglesi e sbarcavano per giocare al foot-ball. A Bari c’era una antica squadra che sfidava gli equipaggi, le partite, quando andavano bene, finivano con sonori 9-0, 11-0 per gli inglesi, poi abbiamo imparato. I vocaboli del calcio,pertanto,hanno il sacrosanto diritto di essere inglesi. L’Inghilterra non partecipo’ ai campionati mondiali di calcio fino dopo la guerra, un po’ per superbia, un po’ perche’ non avrebbero avuto storia tanta era la loro superiorita’.
    Ci sono,comunque,delle parole che sono internazionali, come : club, pizza, ciao,e tante altre. Anche il tennis e’ stata creazione inglese, resta dell’origine lo strano punteggio.
    Ciao, Ernesto.


  97. Giuseppe (Dal Canada)

    Ciao Francesca!
    Tutti questi messagi……! Mamma mia !
    Sono tutti validi hanno gia’ detto tutto quello che avrei voluto dire.Penso che in futuro colei o colui che riuscira’a parlare la nostra madre lingua ( L’Italiano ) genuino,schietto, chiaro e perfetto come lo parli tu, sara’ soggetto di grandi onorificieze.Son d’accordo con coloro che dicono che negli uffici governativi. Come il parlamento camera dei senatori uffici postali e tutto cio’ che abbia a che fare con lo stato debbano parlare il vero italiano come anche nelle scuole venga insegnata la lingua Italiana imcontaminata.Forse la nuova linga che si parlera’ in italia nel futuro vera’ dal Canada!? (Calma ragazziii non e’ una presunzione )vi spiego noi Italocanadesi abbiamo inventato una nuova lingua che si parla quando siamo tra di noi al bar tra amici quando si e’ in comitiva eccet.eccet.Noi abbiamo amalgamato il dialetto di provenieza e L’italiano condita co una buona manciata d’inglese e questo minestrone qualched’uno lo ha battezato con il nome di “ITALINESE” e noi ci troviamo bene col nostro Italianese.Se io incontro un amico per la strada ci dico :Hi! Toni’ how are you? a jobba comu va?E la wife e kizzi come stanno!Ma guarda chi bellu carru che ti sei comprato how much lo sei pagato…..e cosi via(Traduzzione per i non Italo canadesi)Ciao! Tony’ come va’il laovoro come va’?,la moglie e i bambini come stanno?Ma guarda che bella macchina che ti sei comprato quanto la sei pagata? Ciao a tutti vado a controllare le mie salciccie. Ciao Francesca!E scusa!!!!


  98. Danila ( JAX , Florida )

    a Giovanni ( manaus , Brasile )
    23 Gennaio 2008 alle 20:06

    grazie per la risposta, l’ho apprezzata molto
    ciao


  99. Maria Rosa Caporossi-Punta Alta.Argentina

    Carissima Francesca:mentre ricamava un tulle,riffletteva sul tema di oggi.Doppo leggere tanti bravi commenti,e molto difficile per me dire qualcosa intelligente.Però posso esprimere una concluzione semplicemente “casalinga”.Penso che la lingua sia una cosa in continuo movimento,ed è impossibile avere una lingua talmente pura,e meno oggi;mi pare che piu di una “colonizazione” accade uno intercambio che,a volte ci piace ed a volte,no.Anche a me spiace che mia nipotina me risponda okey!,ed utilize un “i pod”;che l´ecconomia possa arrivare al “default” e nel cuore si faccia un “by pass”;che mangiemo “chop suei” e “lemon pie”….e pure io non ho potuto mai ballare bene il “rock and roll”…Però ancora non tovo le parole per dire meglio queste espressione.
    Anche la lingua italiana ,credo, ha “universalizato” parolle.Per essempio nella musica:sottovocce,adagio,piano,allegro,allegro vivace,ecc,ecc.(Scusatemi si sbaglio troppo).Nei programmi di pettegolezzi (al meno qua) i fotografi sono i “papparazzi” e la dolce vita è …la dolce vita.I ragazzi,per strada,vanno con le magliette scritte:”Capo cannoniere” o “Siamo fuori della copa”,e sono sicura che tantissime persone credono che:spaghetti,pizza,polenta e birra siano parolle ¡argentine!
    Umilemente,penso che l´essenza non si perde.Se non è cosi,la mia patria gia non essistirebbe.
    Ti dico che ho una cugina con tre figli maschi.Uno,in Argentina;il secondo spossato con una messicana ,vive agli Stati Uniti ;il terzo,sposato con una giaponese vive a Londra.E tutto ha incominciato con le cellule di due contadini marcchigiani!!!!.Non possiamo fermare la globalizazione!!!!.


  100. Stefano Cafiero Falcone ( san antonio de los altos , Venezuela )

    Cara Francesca, molte volte ho manifestato, la mia
    inconformitá rispetto a la esagerazione di termini
    stranieri sopratutto in inglese, nella nostra lingua.
    Sappiamo molto bene che tutte le lingue hanno termini
    che vengono da fuori, lo spagnolo per esempio ha vo-
    caboli dal francese, oppure dall´inglese e anche parole
    indigene; il problema é la esagerazione, giornalisti,
    politici, presentatori; utilizzano questi termini in
    Italia come dandosi importanza.
    Si accetta che si dica per esempio dribling, peró
    no vedo la necessitá di dire privacy.
    Qualcuno poi fa comparazioni numeriche che no vanno
    al caso. Comparazioni tra il numero di persone
    che parlano lo spagnolo o inglese, solo perché
    gli spagnoli colonizzarono America del sud, Inghilterra
    America del nord e mezza Africa, quello non ha niente
    che vedere con lo scritto di Francesca.


  101. Claudia Roman ( Jacksonville , Fl,USA )

    Ernesto

    ma se rispondo giusto vinco le salsicce di Giuseppe?

    Risposta n.1 AIUOLE
    n.2 SUPERCALIFRAGILISPECHESPIRALIDOSO
    n.3 BOOOOO? le 5 o le ho messe…


  102. Francesca verde ( Melbourne Australia , Craigieburn )

    Quessto e un bel diario Francesca,e motolto imbortanto perhe e la e la lingua del mio cuore, a casa mia si cerca sempre di parlare I’ITALIANO,i miei nipotini mi chiamano nonna e una grante gioa per me,dobbiamo incoraggiare a tutti specialmente ai bambini,dobbiamo essere noi nonni a farlo,veramente sono molto dispiaciuta credento che la RAI INTERNATIONAL ci potrebbe regalare di piu,invece fa pieta,quanto acento TV ci so momenti quasi sempre che non capisco il cananale che sto quardanto locale o la RAI,noi non abiamo bisogno delle parole iglese,
    perche le sappiamo gia,labiamo dovute imparare o per forza o con la buona voglia per campa,noi vogliamo la nostra linqua,che ci fa ricordare la nostra patria,come vogliamo la nosta Francesca,che continua con questo BLOG cosi saremo sempre insieme,anche se siamo sparsi per tutto il monto.DIO cia mantato questo fiore e noi lo dobbamo coltivare, che sei tu Francesca sei grante e indimenticabile, ti abbraccio.Francesca da Melbourne Australia


  103. ernesto ( USA )

    PER CLAUDIA ROMAN ED ANCHE PER TUTTI………….

    – AIUOLE ESATTO !!!!
    _ NO…..QUELLA NON SIGNIFICA NULLA E’ :
    PRECIPITEVOLISSIMEVOLMENTE (avverbio)

    – il”nome” come da me precisato e’ il nome di un paese in provIncia di Bari : LOCOROTONDO.

    Sei brava!!!! ma che lo dica io non ha valore, la tua famiglia lo dice, allora e’ vero.
    Ciao, Ernesto.


  104. ernesto ( USA )

    CARA FRANCESCA,
    e tu, tollerante, sorridi e stai a guardare…come le “stelle” di Cronin.
    Un abbraccio da noi, quaggiu’,nel salotto.
    Ernesto.


  105. Anthony D'Addese ( Montreal , Canada )

    Ciao bella signora! Bisogna sapere che le lingue per sopravvivere devono evolversi continuamente. L’inglese, per esempio, e’ una lingua che ha adottato parole dal francese, dall’italiano, dallo spagnolo e soprattutto dal latino. Chi avrebbe mai pensato che piu’ del 50% delle parole inglesi derivano dal latino ? Ecco perche’l’inglese e’ diventata una lingua cosi ricca e che ha piu’ vocaboli delle altre lingue.
    Questo e’ uno degli argomenti trattato nel mio libro.
    Veniamo alla lingua italiana, tutti sanno che e’ una lingua neolatina, pero’ non tutti sanno che almeno il 25% delle parole italiane derivano dai Visigoti, Ostrogoti,Unni, Saraceni e Arabi. Tutti questi popoli barbari che invasero l’Italia ci hanno anche lasciato qualcosa. (leggete FOCUS STORIA di ottobre-novembre 2007). Quindi, il fatto che l’italiano sta adottando tanti termini inglesi non mi sorprende poiche’ essi arricchiscono la nostra lingua. Potrei scrivere pagine e pagine su questo argomento.
    Alla prossima
    Anthony D’Addese
    da MONTREAL, CANADA
    (attualmente in Florida)


  106. Stefano Cafiero Falcone ( san antonio de los altos , Venezuela )

    Ho fatto la prova, primo a scrivere e dopo a leggere
    le opinioni delle amiche e degli amici.
    Incredibile la coincidenza.


  107. Claudia Roman ( Jacksonville , Fl,USA )

    Ernesto,

    e si che lo sapevo…niente salsicce?
    Ce lo dici per favore da che parte degli USA vivi?Non mi pare tu l’abbia mai detto.
    Ernesto(USA) non basta piu’ sei troppo divertente per vivere nell’anonimato.

    Grazie


  108. Pasquale ( clifton , stati uniti )

    Cara Francesca, sono ancora una volta d’accordo con te. La lingua Italiana e’ la piu’ bella, noi dovreemo essere fieri della nostra lingua. Ma purtroppo, come tu dici che gli Italiani sono troppo esterofili (mi riferisco in particolar modo agli Italiani che vivono in Italia) Io credo che questo fattore di essere troppo esterofili deriva da due fattori, io credo, il primo e’ che dopo la fine della seconda guerra mondiale c’e’ stata una grande imigrazione. Molti Italiani che avevano lasciato l’Italia per bisogni economici, e’ successo che quando sono andati all’estero hanno fatto un po di fortuna e si sono integrati nei paesi di cui sono stati ospitati. Quello che e’ successo e’ che molti Italiani all’estero siccome hanno fatto fortuna, si credevano superiori ai loro connazionali che avevano lasciato in Italia (mi riferisco in particolar modo a quelli Italiani che vivono negli Stati Uniti). Quindi, quando ritornavano, come anocora oggi, non fanno altro che vantarsi di essere Americani e parlare sempre negativo dell’Italia. Coloro che li ascoltavano, pensavano che fosse proprio cosi, in Italia non funziona niente, invece in America tutto funziona. Inoltre, la televisione ha contribuito a questo esterofilismo, inquinando la televisione con questi programmi di Hollywood, dove la gente guardando questi film, pensa che in America tutto e’ d’oro e tutto e meraviglioso. Infatti negli anni precedenti, quando uno parlava dell’America e’ come avesso parlato del Paradiso Terrestre.
    Secondo fattore e’ che l’Italia, siccome e’ stata governata in gran parte dalla sinistra, ed in particolar modo ai comunisti ed altri estremisti, sono stati sempre contrario alla dichiarazione di essere orgogliosi di essere Patriotti, o di dire la parola Patria. Quindi per moltissimi anni non c’e’ stato nessun incoraggiamento al patriottismo, di cantare l’inno nazionale di mameli. Per loro e’ come una bestemmia dire la parola Patria. Avete notato come, in particolar modo negli anni passati,


  109. GIANNI ASCOLINI ( SATTAHIP , TAILANDIA )

    CARA FRANCESCA,
    COME PUOI GIUDICARE DALLE INNUMEREVOLI LETTERE SCRITTE DAI TUOI AMMIRATORI DA TUTTO IL MONDO SONO TUTTI CONCORDI DI SALVAGURDARE LA NOSTRA LINGUA ITALIANA E DA PARTE MIA CERCHEREI ANCHE DI SALVARE I DIALETTI.NON MOLTO TEMPO FA’ HO VISTO IN RAI UNA TRASMISSIONE CHE PARLAVA DI QUESTO ARGOMENTO E NON MI RICORDO IN QUALE SCUOLA ITALIANA CERCANO DI INSEGNARE IL DIALETTO AI BAMBINI PER NON PERDERE QUESTA BELLA TRADIZIONE. A ME CAPITA CHE QUANDO QUALCUNO MI VIENE A TROVARE ISTINTIVAMENTE GLI PARLO IN DIALETTO.
    FORSE GLI ITALIANI CHE GUARDANO LA RAI NON NOTANO CERTE COSE,MA NOI ITALIANI CHE VIVIAMO ALL’ESTERO CI DOMANDIAMO PERCHE’ LA RAI METTE VICINO A CONDUTTORI FAMOSI RAGAZZE STRANIERE CHE PARLANO ITALIANO CON UN FORTE….ACCENTACCIO STRANIERO….DIMMI FRANCESCA IN ITALIA NON ABBIAMO BELLE RAGAZZE LAUREATE,COLTE E CON UNA DIZIONE PERFETTA PER FARE QUESTO LAVORO…???LE STRANIERE SONO FORSE RACCOMANDATE??? L’ESEMPIO LAMPANTE E’ UNA CERTA…FRANCESCA ALDERISI… BELLA RAGAZZA CON UNA DIZIONE PERFETTA CHE SE LA MEMORIA NON MI TRADISCE QUANDO CONDUCEVA LA SUA TRAMISSINE E QUALCHE PERSONAGGIO CHE INTERVISTAVA METTEVA DEGLI INTERMEZZI IN INGLESE LEI MOLTO GENTILMENTE GLI CHIEDEVA DI USARE PAROLE ITALIANE COMPRENSIBILI A TUTTI. CI SAREBBERERO ALTRI MILLE ARGOMENTI DI CRITICA ALLA RAI PER COMUNICARGLI DI SALVAGUARDARE LA LINGUA ITALIANA NEL MONDO SPECIALMENTE ORA CON RAI INTERNATIONAL, MI AUGURO CHE QUALCHE “PEZZO DA NONVANTA” (COME SI SUOL DIRE IN ITALIANO)IN RAI LEGGA TUTTI QUESTI COMMENTI CHE TI HANNO SCRITTO E FACCIA QUALCOSA.
    MIA CARA FRANCESCA, E’ STATO UN PIACERE SCRIVERE IL COMMENTO DI OGGI MI SONO SFOGATO UN PO’.
    UN CARO SALUTO,
    GIANNI ASCOLINI


  110. Pasquale ( cifton , usa )

    continuazione.
    nella nazionale di calcio nessuno cantava l’inno nazionale?. Non c’era nessun orgoglio o amore per la Patria. Mentre quando vedevi, altre squadre di altre nazioni, nazioni dove c’e’ molta corruzione e poverta’, cantavano i loro inni con il cuore.
    Quindi, cara Francesca, io credo che questo e’ il motivo gli Italiani sono molto esterofili. Quindi finche’ ci sono forze di politica con questi idealismi, sara’ difficile a cambiare la situazione. L’idealismo di politica di sinistra e’ il cancro del mondo. Loro ci stannno facendo perdere ogni valore umano ed ogni identita’ della nostra cultura. Beh, vorrei dire tante cose, ma credo che mi sono spiegato.
    Cara Francesca, voglio ringraziarti mille volte per averci dato l’opportunita di poter esprimere i nostri sentimenti e i nostri pensieri, a noi Italiani che abbiamo l’Italia sempre nel cuore, e che vorremmo il meglio per essa. Purtroppo, se non si sveglia qualcuno, l’Italia, come tutto l’occidente, sta per perdere la sua identita’. Se osservi, l’Europa, ormai e’ mischiata di tutte le razze del mondo, figurati non non vogliono neppure mettere nella costituzione Europea che noi veniamo da radici Cristiane. Anche l’America che e’ una figlia dell’Europa, ormai da anni, ha perso quasi ogni identita’ Europea, cioe’, si deve sottomettere ai paesi del terzo mondo, loro sono agevolati piu’ della razza Europea. SE noti, quando guardi qualche programma televisivo, se c’e’ una persona di colore, o un mussulmano o qualche altra razza non bianca, vengono rappresentati come persone piu’ intelligenti o saggi dei bianchi. Questo perche’, oggi si deve essere politicamente corretti. Ancora una volta, grazie alla politica di sinistra, per questo assurdita’.
    Grazie e un saluto a tutti i veri Italiani. E’ come sempre, VIVA L’ITALIA.
    PASQUALE


  111. Pasquale ( CLIFTON , USA )

    vOGLIO RISPONDERE AL SIGNOR ANTHONY D’ADDESE. LUI DICE CHE LA LINGUA DEVE EVOLVERSI, SI IN UN CERTO SENSO E’ VERO, DEVE MIGLIORARE NELLA SUA STESSA LINGUA, MA NON INTRODUCENDO PAROLE STRANIERE. LA LINGUA INGLESE E’ FAMOSA NON PERCHE’ SI E’ EVOLUTA, O CHE FOSSE BELLA, MA PERCHE’ E’ LA LINGUA ECONOMICA DEL MONDO, E NON PERCHE’ SIA UNA BELLA LINGUA. ANZI LA LINGUA INGLESE E’ MAGGIORMENTE UNA LINGUA GERMANICA, E’ UNA LINGUA MOLTO BRUTTA IN REALTA, QUELLO CHE LA RENDE PIU’ BELLA E’ LA LINGUA LATINA CHE VIENE USATA. CIOE’ L’INGLESE ALTO, L’INGLESE PIU’ NOBILE,PER MODO DI DIRE, DERIVA DAL FATTO CHE CI SONO LE PAROLE LATINE. MA NON E’ PER QUESTO CHE L’INGLESE E’ FAMOSA, MA E’ PERCHE’ E’ LA LINGUA ECONOMICA DEL MONDO.
    QUINDI CREDO CHE QUESTA TUA SUPPOSIZIONE SIA SBAGLIATA. LA LINGUA ITALIANA E’ BELLA COME E’, PERCHE’ E’ STATA MESSA INSIEME DAGLI DIALETTI CHE PARLAVANO IN TUTTA L’ITALIA, E NON PERCHE’ C’ERANO PAROLE STRANIERE.


  112. Francesco da toronto

    Ciao Francesca, ti ringazio che trovi interessante, i miei punti di vista. Mi dispiace di non poter fare, molto di piu`, comunque voglio farti sapere che io sono molto contrario, di cio` che succede in Italia con la nostra lingua, ed altre cose che succedono in questi tempi, con la politica ed ed altro. Noi che viviamo fuori del`Italia, vogliamo sentire sempre buone notizie, ma purtroppo e` tutto al contrario, ma cerchiamo sempre di augurarci per il meglio. Ti ringrazio ed come sempre, saluti da Toronto, Francesco.


  113. Mirella ( Buenos Aires , Argentina )

    Ho un amico carissimo a Ferrara, e si dedica e me ne invia moltissime a scrivere racconti, poesie e opere teatrali in dialetto ferrarese, pensa che si é preso anche il lavoro durissimo di scrivere un dizionario dialettale ferrarese. Lotta con tutte le sue forze mancomunate da altri appassionati come lui affinché non si perda i dialetti, patrimonio importantissimi di ogni comune. Ma i giovani arricciano il naso se sentono parlare il dialetto dato che considerano meglio essere dei provinciali un pó snob e se ne vergognano. Io trovo l´idea bellissima, e dato che anche i miei nonni e la mia mammina sono ferraresi sono cresciuta ascoltandolo e anche senza praticarlo i miei parenti cuando vado a trovarli a Ferrara restano di stucco nel vedere come lo capisco e lo parlo abbastanza bene, sai , succede che appena messo piede nel Comune e sento parlare il dialetto , specialmente negli anziani, mi arriva spontaneo, é una cosa naturale. E lo stesso mi succede a Roma, dove sono nata, con i miei cugini ci facciamo una spanzata di romanaccio che io tanto amo, cominciando dalle poesie di Trilussa, bellissime!!
    Allora, cerchiame di mettere in pratica anche questa iniziativa, il mio amico, che é venuto a trovarci a Baires solo essendoci conosciuti via internet, andrebbe in visibilio, ha la casa piena di premi e trofei guadagnati a concorsi letterari in dialetto, e interpreta anche le sue opere scritte teatrali con molto successo. Se vuoi ti metteró in contatto con lui, formano un Club chiamato ” Al club dal tridel” e le hanno anche offerto delle editoriali di comprare i diritti del suo dizionario ferrarese- italiano!!!
    A presto, tua
    Mirella.


  114. Alice Azzalin ( Boca Raton, FL , USA )

    Prima di tutto vorrei introdurmi: sono la figlia di Claudia Roman (Jacksonville, FL), che mi ha finalmente convinto a partecipare (o meglio, ordinato). Ciao Mamma!

    Un commento sulla lingua italiana. Come tutte le lingue, l’italiano e’ cambiato moltissimo negli anni. Queste nuove parole inglesi che sono state introdotte, secondo me, non sono cosi’ pericolose come alcuni pensano. D’altronde sono cosi’ storpiate che praticamente sono nuove parole italiane (ovviamente di orgine inglese). Questi cambiamenti li trovo naturali, specialmente con l’avvento di internet, che ci porta a scoprire le varie culture e lingue del mondo (questo blog e’ un perfetto esempio!)

    Ovviamente, la lingua italiana di oggi, come tutte le altre, va conservata, pero’ gia lo e’ nei vari libri che sono stati scritti e che verranno studiati nel futuro. Come per me e’ difficile pensare ad un’ Italia che parla l’italiano di Dante, mi sembra impossibile l’idea di un italiano senza la parola computer.


  115. Giuseppe ( USA )

    per la difesa della nostra lingua, cultura e patritismo
    quardate questi due video:

    http://www.youtube.com/watch?v=h4k03Pa0DDM&feature=related

    http://www.youtube.com/watch?v=1CYOeLEwT0U&NR=1


  116. Angelina Testa (molisana) dal Canada

    …Complimenti Francesa che bel pubblico colto ti circonda, fa piacere.
    Devo fare un plauso a coloro che sostengono il dialetto, anche i giovani ne riconoscono l’importanza. Mio figlio,Italo-Canadese si é prefisso di fare una raccolta di parole dialettali,detti,aneddoti ecc..Certamente il dialetto varia per ogni Regione,ogni città,paese,villaggio, ma ascoltando attentamente si capisce.
    É una fortuna conoscere e saper parlare più di una lingua, basta non mischiarle come fa… Giuseppe il canadese …che poi si finisce con il disprezzarle!
    Saluti saluti a tutti


  117. Gabriella Tami-Valencia (Venezuela)

    BUONASERA a Francesca e agli “Amici invisibili”. Posso chiedervi d’inserire, oltre al nome e cittá anche l’ora del commento a cui vi riferite? Diventa assai impossibile leggere tutti i 76 scritti pubblicati e quindi, se c’é qualcuno che ne fa allusione, si va sopra a leggerlo e si capisce meglio. GRAZIE! Dunque, a MARIO (Port Mac-Australia alle 3.31): Hai ragione, Grandpa non é poi tanto male ma Nonno é piú carino e dolce! A ERNESTO (oramai dovrei ricordarmelo dove abiti, forse lo sanno gli altri)Alle 5.52 dici che l’America dovrebbe essere giá bell’e che unificata grazie alla lingua ma come si fa con la razza di dirigenti che abbiamo? Uno che non pensa altro che al proprio ego, l’altro a farsi pubblicitá nel mondo, un terzo fa i salamelecchi per ricevere i dollaroni in regalo! A ELVIRA BALDERI-S.Paolo-15.41. Sono convinta che imparare una lingua straniera apre la mente e sono d’accordo che non si deve lasciar morire i dialetti italiani che sono delle vere lingue! A DANIELA-Jax,Fl-16.24. Brava nel difendere l’inglese. Prima la lingua diplomatica era il francese ma la commerciale e quella che é piú diffusa, come straniera in Europa, é proprio l’inglese. LINO da Phuket-16.45. D’accordissimo nel parlare italiano con il resto dei connazionali ovunque ci si ritrovi! ERNESTO, 18.47, hai sempre il buonumore sulla tastiera, é un piacere leggerti. ARCH. ANTONIO STEFANO (Brasile) 19.56, molto bello e ben scritto il Messaggio agl’italiani nelle sue tre puntate ! LUIS ROMAGNI-Miami-223.05. Scusa ma non sono d’accordo che in Venezuela si parli in “dialetto” a seconda delle varie cittá!Quello che é diverso é l’accento e la cantilena, tipica quella delle Andi e Maracaibo, cosí come all’Isola di Margarita e nell’Oriente venezuelano.In Italia, e mi ripeto, i dialetti sono delle vere e proprie lingue che, chi non le ha mai parlato, non le capisce affatto.Metti insieme un milanese, un siciliano, un napoletano, un calabrese e 1 piemontese, non riescono a capirsi se non é con l’italiano


  118. Maria Sciortino ( Naples )

    Carissima Francesca e tutti gli amici del salotto . Oggi come sempre un argomento molto inportante , che scotta . prima di tutto stasera saro’ molto piu’ attenta alla grammatica Italana che la nostra lingua possiede. La nostra lingua Italiana penso sia molto importante difenderla , Prima perche’ e’ la nostra prima lingua che sia i nostri genitori che i nostri insegnanti ci hanno insegnato e dobbiamo essere orgogliosi di continuarla a parlare senza tante altre corbellerie che si mettono in mezzo solo per modernizzarci , o globalizzarci , come gl,Italiani d,itali che tutti si sono Americanizzati . Come’ cambiato il mondo ,noi che viviamo in una terra straniera cerchiamo di mantenere le nostre radici intatte parlare coi nostri figli la nostra lingua e adesso che siamo diventati nonni , siamo felici che i nostri nipotini ci chiamano ‘NONNO E NONNA’ e invece in Italia le persone che si sentono piu’ aristocratiche parlano tra di loro inglese , perche’ adesso i programmi televisivi usano tante frasi che forse noi da qui non usiamo . Sono stata in Italia alcuni mesi fa e parlando con amici ridevano che dopo tanto tempo io usavo le parole che usavamo dire tanti anni fa, anche se in dialetto . Io amo parlare l,Italiano quando sono fuori casa, ma quando sono a casa o con amici , mi sento a mio agio parlare il nostro dialetto . Difendiamo la nostra linqua Italiana e anche il nostro dialetto che e ‘parte della nostra cultura Ed adesso permettetemi di descrivere come parliamo g,Italiani GLI ITALIANI PARLIAMO IN TRE MODI COL CUORE , COLLE MANI E COLLA LINQUA QUANDO SIAMO SENTIMENTALI , SAPPIAMO PARLARE COL NOSTRO GRANDE CUORE . SE SIAMO ARRABBIATI, LE MANI PARLANO PIU’ DI NOICON SEGNI E GESTI CHE PER FORZA DEVI CAPIRE SE SIAMO SERI E FORSE LA DISCUSSIONE NON E’ TANTO IMPORTANTE ALLORA……USIAMO LA LINGUA , COSI’ TANTO PER PERLARE Ciao Ma


  119. ernesto

    A GABRIELLA TAMI-VALENCIA VENEZUELA ore 5.26

    G R A Z I E ! ! ! ! !


  120. Fernando Mastrangelo ( WASHINGTON , USA )

    CARA FRANCESCA, E AMICI DI PRONTO FRANCESCA. SI POTREBBE PARLARE PER ORE DEL NOSTRO ITALIANO,INFATTI QUALCUNO HA MENZIONATO, ANCHE IN ITALIA VIENE MISCHIATA CON ALTRE PAROLE SPECIALMENTE IGLESE.DIALETTI ECT. LA COSA PIU’BELLA E INPORTANTE E’NON PERDERE LA NOSTRA LINGUA.(IN MOLTI PAESI DICONO (L’ITALIANO E’LA LINGUA DELL’AMORE)
    SALUTI
    FERNANDO
    ORE 12:10 AM GENNAIO 24,08


  121. augusta prina ( milltown nj , usa )

    …….che dire sull’argomento in questione? Dopo aver letto svariati commenti adesso esprimo il mio pensiero dicendo che il mondo sta diventando sempre piu’ piccolo.La lingua italiana e’ armoniosa e piacevole a tutti, ho trovato che qui’ in America molte sono le persone che per simpatia o divertimwento cercano di parlare italiano con me.E’ uno scambio che ai tempi d’oggi diventa quasi normale eppoi non dimentichiamo che l’Italia e’ un paese turistico per le sue caratteristiche, per il suo cibo e soprattutto per la sua arte conosciuta e apprezzata da tutti e se c’e’ qualche scritta in inglese puo’ essere apprezzato come punto di ospitalita’. In questi ultimi anni qui’ negli States si trovano molti ristoranti con nomi in italiano come “al tiramisu”e mi pare d’aver capito che il fatto non da fastidio ma si divertono a pronunciarlo. Il mondo si evolve e anche se rimaniamo legati alle nostre radici …..andiamo incontro al futuro. Ciao , Hello,Ar revoir, Sayonara , Auf wiedersehn. A tutti il mio augurio compresa Francesca.augusta prina NJ usa


  122. Giorgio Turri ( Middletown, CT , USA )

    A Gabriella Tami-Valencia (Venezuela)
    Gabriella, se hai il nome della persona a cui uno si riferisce e’ facile arrivare al suo commento. Basta seguire il seguente iter che purtroppo conosco solo in inglese: “Edit / Find / Nome o termine / Find Next”
    Ciao,
    Giorgio


  123. martino ( adelaide , australia )

    Viva la melodiosa lingua italiana.
    Infatti proprio ieri sera ho sentito Piero di Pasquale dire ora ascoltiamo le news, le notizie non vanno bene?
    A me quando torno in Italia gli amici dicono ma e’ possibile che non ti scappa mai una parola in inglese?
    A proposito del nuovo formato del TG2 chi e’ scontento? Ma perche’ l’hanno cambiato? Ospiti in studio, collegamenti con Valentina Antonello che spesso e’ nella stanza accanto Di Pasquale sembra che si colleghi oltre oceano. E poi dura un’ora. Che pizza dicono a roma. martino de marco


  124. lino da phuket

    madonna mia con tanti commenti cosi difficili per la mia scarsa cultura,mi fate sentire veramente ignorante,interrogazioni su Dante ed altri,mi piacerebbe avere la vostra cultura o perlomeno avere una bella enciclopedia come certamente voi avete
    ma ora che ci penso,potrei consultare google,li c’e’ tutto. noi qui tra le stelle,cerchiamo di capirci guardandoci negli occhi,ora capisco perche la mia ex moglie mi diceva hai sempre la testa tra le nuvole
    perfavore usate termini piu terra a terra o luna luna grazie,altrimenti mi tagliate fuori


  125. Carla ( BALI , INDONESIA ASIA )

    Ciao Francesca ho finito di leggere ora tutti i commenti arrivati .Lo sapevo che questo argomento avrebbe innescato un bel dibattito e sono contenta,.
    pero’ non andiamo troppo oltre….pensiamo anche che ci sono persone semplici che magari sono intimidite nel leggere argomenti troppo forbiti.
    Mi accosto come pensiero a quanto dice LINO da PUHKET e anch’io mi sento veramente ignorante.cerchiamo di dire cose alla portata di tutti.
    Non prendetevela,e’ stato molto interessante leggere le vostre discussioni .
    un abbraccio universale Carla,


  126. Lucia ( Buenos Aires , a )

    Questa volta non inizio con “cara Francesca” perche vorrei rispondere alle care amiche che hanno fatto riferimento al mio ultimo intervento. A LILLA voglio dire che effettivamente abbiamo molte cose in comune e questo mi fa piacere e mi emoziona. Spero di continuare ad essere in contatto. Questo lo dico anche ad ADRIANA che gentilmente mi ha segnalato la Dante per acquistare libri italiani. Anche SILVIA BEDROSSIAN mi ha emozionata per il suo amore verso la nostra lingua e mi complimento con lei perche la conosce alla perfezione. Poi vorrei dire qualcosa a GIANNI ASCOLINI e a PASQUALE e a tutti gli altri che sono favorevoli o contrari all’uso dei dialetti. Anche io penso che i dialetti sono delle vere lingue, perche hanno una struttura perfettamente differenziata. Sono ovviamente strumenti di cultura perche sono quelli che hanno preceduto l’uso della lingua italiana di oggi, ma non auspicherei lo studio di questi dialetti a scuola e neanche l’uso generalizzato perche l’Italia diventerebbe una Babele. Grazie alla TV in Italia finalmente TUTTI sanno parlare in italiano, quindi sarei favorevole all’uso dei dialetti solamente come espressione familiare. Noi qui a Buenos Aires, essendo rimasti soltanto i cugini (zii e zie hanno gia lasciato questo mondo) quando ci incontriamo ci diveritiamo un sacco andando alla ricerca delle parole piu antiche del nostro dialetto (anche i dialetti si evolvono accettando parole piu italianizzate per poter comunicare cose piu attuali) e ridiamo quando ricordiamo qualche espressione molto astrusa rimasta nel dimenticatoio. Perciò difendiamo (voglio dire, parliamo) l’Italiano che è l’espressione di noi stessi davanti al mondo. Poi se ha qualche contaminazione inglese o di altra provenienza forse dovremmo chiudere un occhio. Lo impone la globalizzazione. Tutte le lingue ne soffrono, anche il giapponese che chiama il gelato in italiano, ma lo pronuncia “gerato” perche nel giapponese non esiste la L. Un abbraccio a tutti
    Lucia


  127. Luis Romagni ( Miami,Fl. , USA )

    A la Sra.Gabriella Tami di Valencia Venezuela,il BUON GIORNO,scusami ma Lei scrive lo stesso che ho scritto io in Venezuela da Tucupita Delta Amacuro fino a San Cristobal,ossia dal oriente al Occidente si parlano dialetti con qualche parola diversa e sopra tutto la CANTILENA,per certo molto simpatica quella del MARACUCCIO! Forse mi son espresso male pero’ credo che stiamo perfettamente d’accordo,e riassumendo in Italia si parla il dialetto secondo le Regioni e cosi pure in Venezuela,rispettuosi saluti LUIS!


  128. Lucia ( Buenos Aires , Argentina )

    Ancora qualcosa sui dialetti:
    Nel frebbraio 2007 in uno dei programmi di Sestante si parlava della lingua italiana e dei dialetti e sulla opportunità di introdurre i dialetti a scuola come materia di studio e l’ applicazione nella vita di tutti i giorni affinche non ci si dimentichi delle origini linguistiche (anche se sono diverse per ognuno dei tanti italiani sparsi nel mondo e di quelli che stanno in Italia). Subito ricordai la pubblicita che spesso si vedeva su RAI International dove si chiedeva: “Ve lo immaginate un mondo senza l’italiano? Noi no” e pensai alla contraddizione tra questa dichiarazione e l’ auspicio di riprendere il dialetto come espressione di cultura, addirittura come materia di studio e fare in modo che i dialetti vengano usati al posto dell’italiano per non dimenticarli. Meglio dimentichiamo l’italiano?
    Si parlava della societa’ multietnica e che anche per questo bisognava introdurre di nuovo i dialetti per poter conservare la nostra cultura. Ma ve la immaginate la societa italiana ripiegata su un linguaggio arcaico/localista, mentre la lingua italiana subirebbe la “contribuzione” araba e nordafricana e di tutte le altre comunita che la “arricchirebbero”, mentre invece inesorabilmente la estinguerebbero?
    Pensate a quanta confusione creerebbe negli stranieri che volessero imparare la lingua dello Stato italiano e si troverebbero con mille sfaccettature dialettali che complicherebbero ancora di piu la sua comprensione? DIFENDIAMO la lingua italiana che agglutina TUTTI gli italiani, non facciamo opera di disgregazione, che gia ce n’ e’ tanta in giro!
    Nella trasmissione c’era Dario Fo (molto ammirato dagli altri partecipanti). L’ho sentito parlare in dialetto napoletano e devo dire che non ho capito niente di quello che diceva o recitava con una pronuncia chiusa e gutturale, anche se io il dialetto napoletano lo capisco abbastanza bene. A volte mi e’ capitato di sentire teatro dialettale veneto e non ho capito niente. SEGUE


  129. Lucia ( Buenos Aires , Argentina )

    CONT.
    Sono vissuta per alcuni anni in Lombardia e ho faticato molto per poter capire un po’ di questo dialetto. Ho letto delle poesie scritte in dialetto lombardo da un signore chiamato Speri Dalla Chiesa, che forse in Lombardia sara molto noto (dubito), ma nel resto dell’Italia? E poi le ho capite solo perche nella pagina di fronte c’era la traduzione in italiano. Si parlava di Montale, che la sua poesia era tale grazie al ritmo dialettale che lui ci aveva impresso. Immaginate quale sarebbe stata la diffusione di questa poesia in dialetto ligure nel resto dell’Italia?
    Qual’e’ l’importanza del dialetto per un italiano di un’altra regione che non lo capisce? La sua importanza e’ soprattuto locale, risiede nelle singole comunita, nelle famiglie, ed e’ li che deve essere coltivato, non a scuola! Non facciamo che gli italiani siano stranieri in patria. Lasciamoli parlare un’unica lingua!
    Mi e’ sembrato un discorso farneticante quello di introdurre i dialetti a scuola e soprattutto nella vita quotidiana. Lasciamo i dialetti in famiglia. Gia sono disgustosi i diversi accenti locali nel parlare l’italiano e che a volte fanno pensare addirittura di trovarci davanti a stranieri che parlano l’italiano (questo lo penso quando ascolto parlare Giulio Tremonti). SALVIAMO L’ ITALIANO!!! La lingua dev’essere uguale per tutti. Non contribuiamo alla microsecessione linguistica che gia c’e’ abbastanza antagonismo e campanilismo fra gli italiani, malgrado abbiano finalmente imparato a parlare la stessa lingua.

    Saluti a tutti, Lucia


  130. ernesto ( USA )

    Ciao Francesca,
    rispondo a Lucia, Buenos Aires , Argentina.

    Perfettamente d’accordo, soprattutto nelle tue ultime righe, i dialetti non uniscono MA DIVIDONO.
    Tu sai che quelli della Lega (Tremonti,Bossi e altri)da 20 anni mirano a creare un altro Stato che essi chiamano Padania, formato da Lombardia e Veneto e staccarsi dal resto d’Italia.Io li chiamo banditi , per il momento vanno avanti e nessuna sembra si preoccupi, ma quelli sono decisi fortemente e infatti insistono per avere PIU’ POTERI alle Regioni.
    Sono giunti a proporre che in tutti gli atti legali, notai,banche,eccetera li’, si deve scrivere in dialetto.
    Sono piu’ pericolosi loro che le parole straniere nella nostra lingua.
    Ciao a tutti, Ernesto.


  131. augusta prina ( milltown nj , usa )

    Buon giorno………. a tutti e desidero dire alla sig.Lucia che scrive da Buenos Aires dall’Argentina che condivido le sue opimioni. Ve lo immaginate un Porta a Porta in dialetto? Divertitevi ad immaginarlo. Saluti e…alla prossima . augusta prina nj usa


  132. Claudia Roman ( Jacksonville , Fl,USA )

    Ciao Francesca,

    discussione animata eh?
    A me i dialetti piacciono, sono divertenti, folkloristici,ricchi di storia, pero’
    vorrei far notare un fenomeno avvenuto gia’ da tempo che e’ la causa del lento morire dei dialetti.
    Moltissimi italiani non sono rimasti nelle loro regioni d’origine, quelli del sud al nord, quelli del centro a est, ecc. Se parlano un dialetto non lo possono usare, non si capirebbero. Non si usa piu’ sposarsi con uno dello stesso paese, mogli e buoi dei paesi tuoi non e’ piu’ tanto in voga…ovvio che l’uso del proprio dialetto diventa difficile.
    Io ne sono l’esempio perfetto.
    Mia madre nata a Torino da madre napoletana e padre catanese non parlava nessun dialetto perche’ ovviamente gia’ i miei nonni arrivati a Torino giovanissimi e avendo dialetti diversi parlavano in italiano.
    Mio padre friulano, parlava bene il dialetto ma lo poteva usare solo con sua madre.
    Io, nata a Torino chiaramente non avevo alcuna possibilita’ di imparare ne’ il piemontese,ne’ il friulano,ne tantomeno il napoletano o il siciliano.
    Capisco giusto qua’ e la qualcosa.
    Siamo in tanti cosi’oggi in Italia, sopratutto al nord. Siamo il prodotto dell’immigrazione di Italiani in Italia.
    Quando, come in questo blog lassu’ nella pagina nei siti in verde da cliccare vedo abruzzesi nel mondo, piemontesi nel mondo,siciliani ecc. io non so da che parte stare…
    quindi in puro italiano vi dico,
    virtualmente vi abbraccio e vi saluto.

    Ernesto, io ho risposto alle tue domande e tu alla mia?

    Claudia


  133. franco gentili ( florianopolis , brasile )

    Cara Francesca,
    per lavoro sono stato assente alcuni gioni e non ho potuto intervenire sul tuo articolo “Quale televisione vogliono gli italiani all´estero” Mi sembra questo il titolo. L´Italia é in una crisi politica istituzionale gravissima, oggi il senato deve votare la fiducia al governo Prodi. NOI SIAMO ELETTORI E ABBIAMO VOTATO I SENATORI CHE DECIDONO OGGI IL FUTURO DELLA NOSTRA PATRIA, Rai internacional (che Dio la maledica assime al suo nuovo direttore, policante trombato) non si sogna nemmeno di farci assistere in diretta alle dichiarazioni di voto e allo scrutinio che segue. Come possiamo regolarci se la televisione di stato non ci informa ? L´ultima volta ho votato per il senatore Pollastri, dell´Unione, questa volta voteró e faró votare per Berlusconi. Visto che il direttore di rai internacional voluto dall´Unione, ha rovinato l´intero canale e non solo perché ti ha sostuito con la vecchiotta e incompetente Giliola, ma perché ci ha privato dello sport (prima del giornale delle 20) e ci riempie di programmi ridicoli pseudo-intelettuali che a nessuno di noi interessa. Badaloni !!! noi paghiamo per vedere rai internacional… abbi la decenza di rispettarci. Al nostro senatore un messaggio, ora sai perché non ti votiamo. Non ti abbiamo mai chiesto niente, ma ci hai tolto quello che avevamo.
    Se devo parlare anche della lingua italiana, devo dirti che ancora una volta hai colto nel segno. Guarda il nome del programma delle 13 di rai internacional, noi vogliamo vedere il telegiornale italiano, quello che succede nel mondo lo sappiamo da altre e piú serie fonti. franco gentili


  134. Lucia ( Buenos Aires , Argentina )

    Un piccolo aggregato al mio ultimo intervento sui dialetti: Per chiarezza devo aggiungere, per chi non lo sapesse, che Dario Fo è milanese e nel programma Sestante, si vantava di saper parlare il dialetto napoletano, recitando qualcosa che, ripeto, era incomprensibile.
    Penso lo facesse per enfatizzare l’importanza e l’universalita del dialetto napoletano, e ancheper dimostrare quanto lui fosse bravo a parlare tutti i dialetti, ma lui il dialetto napoletano lo storpiava in tal modo che era inaccettabile.


  135. danilo ( San Jose' , Costa Rica )

    Ciao Francesca,il commento di oggi 24 Gennaio 08 e’ questo: Mi e’ capitato un fatto insolito.Ho ricevuto una chiamata dal Consolato Italiano in cui mi comunicava di una certa raccomandata dall’Iatalia e che non poteva essere spedita per ragioni riservate.
    Gia’ mi e’ parsa strana questa risposta.Noi tutti sappiamo come lavorano i Consolati Italiani all’Estero,
    io ne so qualcosa in quanto ho lavorato per 25 anni, come Resp.delle Imprese Italiani con lavori all’Estero
    e ebbi a che fare con loro per molte ragioni; sappiamo che sono strafottenti, incapaci di lavorare,non aggiornati sulle leggi,eccc…questo perche’ nessuno li controlla.Ma ritorniamo alla telefonata. Mi reco al Consolato e prima mi fanno firmare una ricevuta con la quale io avevo gia’ in possesso la busta dall’Ialia e poi mi presentano un plico aperto con dei fogli scitti concernenti di una eredita’ in Pordenone trascritta dal Tribunale del comune stesso.Naturalmente dietro la mia domanda loro mi hanno risposto che era qiunta cosi. Ma qui non c’e’ piu’ riservatezza.Con quale diritto si appropriano di cose non loro appartenenti?
    Ti lascio commentare
    Un abbraccio dal Costa Rica
    Danilo


  136. Maria Rosa ( Lujan , Argentina )

    Ernesto hai raggione, sono piu peligrosi che l´inglese
    A Roberto Oliva la tua mamma é italiana??
    Anche io mi sento ignorante!!!!! Baci a tutti


  137. lino da phuket

    i dialetti si parlano normalmente dentro casa,non creamo la torre di babele,fuori con i connazionali di altre regioni,si parla italiano,tra i corregionali,perche’no,parliamo in dialetto,e’ importante mantenere le culture regionali,altrettanto importante come l’italiano.gia ci sono le associazioni regionali e’ vero che un po dividono,,ma perche’ incolparli di separatismo?ogni regione ha i suoi costumi e tradizioni,e’ giusto che continuino a coltivarle,sempre nel rispetto degli altri.
    Dario FO,non parla i dialetti,lui usa un linguaggio particolare e si chiama GRAMLO’.
    DARIO FO E’ UN GRANDE sa quello che fa,non dimenticate che e’ un premio nobel.
    E’ vero Ernesto,ora Bossi e’ arrivato al limite,proporre una rivoluzione armata,gia puoi capire quanto sia fuori,sto guardando porta a porta,noto una sorta di tolleranza verso un menomato fisico e mentale,da parte degli altri parlamentari,forse l’ictus gli ha bacato il cervello in modo irreversibile,sara’ che io di mitra e bombe non riesco a concepire,ma qui si esagera,le armi non sono state prese nel 68,figuriamoci ora.
    un caro saluto


  138. ernesto

    A DANILO, SAN JOSE, COSTA RICA.

    BEATO TE !!!!!!
    VORREI UNA BUSTA “STRACCIATA” SU QUELL’ARGOMENTO OGNI CINQUE MINUTI.


  139. danilo ( San Joase , Costa Rica )

    E bravo il nostro Franco Gentili dal Brasile.
    Dovreste fare ” MIA CULPA MIA CULPA ” perche’ Mortadella ha vinto con i voti Italiani residenti all’Estero, ma visto che la maggioranza di voi si e’ pentita, penso che questa volta gliela facciamo.
    Comunque approvo tutto il tuo commentario, Badaloni ha fatto un pessimo palinsesto, mi dispiace solo che e’ Romanista in quanto a politica……..
    Berlusconi e’ l’unico che ha le idee chiare. Non dimentichiamoci che e’venuto dal nulla.Certo gli errori li commette anche lui,e’ umano, perlomeno il suo governo ha durato cinque anni, con tutto il peso che gli e’ crollato addosso: vedi 11 settembre, la guerra in Iraq, l’Alitalia,la Parmalat,la Cirio ecccc
    Lui ha grande idee, se lo facessero lavorare di piu’senza che la Sinistra lo ostacoli nei suoi progetti
    utili all’Iatlia.
    Comunque caro Franco,il 30 di questo mese sono a Sao Paulo, se vuoi comunicare con me mi farebbe piacere,
    Francesca ci da la possibilita’ di unirci, grazie al suo progetto.
    Ciao Franco un saluto da
    Danilo


  140. Claudia Roman ( Jacksonville , Fl,USA )

    A Danilo, Costa Rica alle 17:32

    DITTO!

    attenzione pero’ a non andare fuori tema…

    Claudia


  141. danilo ( SanJoase' , Costa Rica )

    Ciao Ernesto, mi sei simpatico, mi e’ piaciuta la tua risposta pero’ questa eredita’ non mi interessa in quanto non voglio mettere fuori dalle case persone anziane che vivono da oltre cinquant’anni.
    Io ribadisco il concetto che il Consolato d’Italia in Costa Rica non si fa’ gli affari suoi (OPERA CON GRANDE SCORRETTEZZA)Guarda caso sono tutti di Sinistra perche’ qui in Costa Rica risiede la moglie di Dini e nel Consolato e’ di casa.
    Ciao, un grande saluto da un nuovo amico
    Danilo


  142. ernesto ( USA )

    CLAUDIA ROMAN JACKSONVILLE ,FL USA

    qual era la domanda?????
    non me la fare difficile che io’ sono asino.


  143. Claudia Roman ( Jacksonville , Fl,USA )

    Ernesto,

    ci piacerebbe sapere da che parte degli USA vivi. Ho controllato…non mi pare l’hai mai detto.
    Suvvia, non farci agognare…di a tutti dove ti trovi a soggiornare…

    Ti ho regalato una rima, contento?


  144. Maria Rosa ( Luján , Argentina )

    amici!!! sapete quello che mi ha successo, ho entrato nel sito della ambasciato italiana a Buenos Aires per cercare per fare il pasaporto de mio figlio piu piccolo(21) indovinate in che idioma ho trovato le risposte,……. si!!!! inglese!!!! Baci


  145. ernesto ( USA )

    CLAUDIA ROMAN – JACKSONVILLE USA

    Troppo lontano da te, putroppo, : OREGON.


  146. Ana ( Buenos Aires , Argentina )

    Cari tutti,
    il tema della madrelingua è veramente molto interessante. Io ho cominciato a imparare l’italiano (da grande)alla Dante Alighieri di San Isidro. È stato un vero piacere, insegnano benissimo la vostra lingua! E anche mia, l’adottata come propria, ho tanti antenati italiani!!!
    Mi piacerebbe raccomadarVi un sito appunto per la diffusione della lingua e cultura italiana nel mondo: http://www.italicon.it
    Viva l’italiano!
    Ana


  147. aldo lombardo

    Continuamo su questo soggetto oerche’ e’ troppo interessante , in fin dei conti il 90% dei problemi di questo mondo e’ la mancanza di comunicare tra le genti. molto belle le risposte che sono state mandate ma io ho sempre questa pulce nell’orecchio: come mai ci sono cosi’ tante erre moscie in Italia? Tra le tante uno del Tg mi fa venire la pelle d’oca. L’unica spiegazione che ho : deve fare chic, pero’ quando cantano la perdono , guarda Renzo Arbore, d’altra parte anche gli accenti si perdono quando si canta. Forse qualcuno della Dante Alighieri ha una spiegazione grazie in anticipo e dilunghiamoci sull’argomento aldo.


  148. maurizio ( mexico city , Mexico )

    Maria Rosa ( Luján , Argentina )
    24 Gennaio 2008 alle 18:12

    Ciao,
    io ho dei dubbi che le ambasciate italiane usino l’inglese per comunicazioni ufficiali,e siccome se fosse stato vero avrei scritto un articolo di protesta,sono andato a controllare!
    Maria Rosa questo è il link dell’ambasciata a Buenos Aires in italiano,in alto a dx c’e la scelta delle lingue..O sono io che ho capito male oppure a te è sfuggito!
    Ciao
    Maurizio

    http://www.ambbuenosaires.esteri.it/Ambasciata_BuenosAires/Menu/Informazioni_e_servizi/Servizi_consolari/Passaporti/


  149. Giuseppe ( USA )

    Carissimi anti dialettali,
    con Dialetto si definisce un insieme di forme linguistiche che vengono praticate in zone geograficamente limitate, non è una derivazione dell’italiano, come molti ancora credono, ma una lingua di pari dignità all’italiano (cioè al toscano), che si è evoluta parallelamente a questo, direttamente dal latino.

    In Italia, dialetti e lingua si trovano sullo stesso piano, riflettono tradizioni e culture specifiche, possiedono un lessico e una grammatica. L’unica vera differenza sta nella diversa estensione: il dialetto è parlato in un’area di minor estensione rispetto alla lingua.

    Un valore particolare al dialetto è stato attribuito solo in tempi relativamente recenti , dopo esserci preoccupati di riconoscere il valore dei beni monumentali e ambientali lo stesso è stato fatto con la nostra parlata rendendosi conto di come sia un prezioso bene culturale da tramandare.

    Si sta tentato di recuperare la parlata locale, la storia è il vissuto di un popolo e fanno parte di esso i costumi, le abitudini, le tradizioni e sopratutto il linguaggio che in una piccola comunità si identifica con l’uso del dialetto.

    Pur considerato in alcuni ambiti ancora come una forma scorretta dell’italiano, il dialetto rappresenta tuttavia un efficace mezzo di comunicazione in quanto si presta ad essere utilizzato non solo per motivi di ordine pratico ma anche come strumento per esprimere in modo colorito sentimenti, passioni, emozioni.

    L’ Italia è uno dei paesi più ricchi di dialetti nel mondo, quindi non dimentichiamo che conoscere il dialetto, parlarlo abitualmente sia in casa che fuori, insegnare ai bambini a parlare in dialetto, è sinonimo di ricchezza culturale.


  150. Maria Rosa ( lujan , argentina )

    grazie Maurizio, ho cercato se aveva quella scelta, ma non l´ho vista, ti ringrazio, baci


  151. Giorgio Turri ( Middletown, CT , USA )

    Cara Francesca,
    tanto per tenermi in contatto con la mia madrelingua e allo stesso tempo lubrificare le mie “rotelle cervellotiche” mi diletto a fare le parole crociate della Settimana Enigmistica. Nello schema che ho davanti a me, e sono solo arrivato si e no alla metà, ci sono fino ad ora i seguenti inglesismi: Training, Spot, Granysmith, Citybike. Mi chiedo se vale o no la pena di rinnovare l’abbonamento…
    Un abbraccio,
    Giorgio


  152. ernesto ( USA )

    Caro GIUSEPPE USA, ore 18.49

    Il Governo e’ a pezzi,bande di mascalzoni si azzuffano fra di loro come i cani che non vogliono perdere il pezzo di carne, lo spettacolo e’ immondo. Quale speranza per i giovani??? Quale speranza per i laureati,
    che sono giunti a 30 anni senza un lavoro?? E anche se il governo cambia., in quali altre mani finira’ il Paese?
    Ti dico che mio nipote, laureato in Fisica, disoccupato per tre anni a Bari, ha trovato lavoro sai dove????
    In Scozia !!!! E perche’? perche ha ben studiato l’Inglese, non il dialetto barese.
    Sprono tutti i giovani a sprovincializzarsi, ad approfondire, oltre che studiare , il francese, il tedesco,lo spagnolo, il russo, il cinese,perche’ questi,se continua cosi’ ci mangeranno in un solo boccone.
    Sentii, quando stavo a Roma, parlare diversi ragazzi in Inglese con l’accento….romanesco, i turisti divertiti
    se la facevano addosso dal ridere. Chi sradica dal romano,potrebbe essere anche toscano, l’accento dialettale una volta inculcato da bambino?
    “…a lassame perdeeee….” \Ernesto.


  153. SILVIO ( OTTAWA , Ontario , CANADA )

    CARA FRANCESCA,
    tu sai molto bene che non mi piace far polemica. E’ la seconda volta che qualcuno contesta quello che scrivo, solo perche’ gli e’ sfuggito “il nocciolo” della discussione. *** PERTANTO TU SEI STATA MOLTO CHIARA.***
    PARLIAMO DELL’INUTILE INTRODUZIONE DI PAROLE STRANIERE,
    pur avendo una “TERMINOLOGIA ITALIANISSIMA”
    FRANCESCA, qualche giorno fa’,COSTERNATO, ho ascoltato affermare da uno sciatore che gli avevano rubato le attrezzature che aveva lasciato nella “ROOM” (invece di stanza!!!) CHE ORRORE !!!
    Che qualcuno poi sostiene la tesi che nel calcio bisogna usare termini inglesi perche’ il calcio e’ nato
    in Ighilterra, per me questo poco importa, se hai un termine italiano…
    DRIBBLING, per esempio, termine tecnico del gergo calcistico, sta a significare che un giocatore “scarta e supera” un avversario con la palla al piede
    e senza commettere fallo.
    Saluti a tutti, Silvio…


  154. Angelina Testa (molisana) dal Canada

    … Avete visto? Avete visto che spettacolo ci hanno proposto i politici italiani oggi? Che vergogna!!!!!
    Penso sia meglio se continui a sintonizzarmi sul canale radio locale, almeno parlano il vero italiano e trasmettono musica italiana tutto il giorno.
    Ciao


  155. Romina,Virginia,U.S.A.

    Certo che questo argomento ha suscitato tanto succeso,se non per dire anche tanto aspro tra noi con opinioni differenti,e forse quello e’ il bello di questo blog(derivazione inglese).Cmq io volevo solo aggiungere che non si dovrebbe fare una valutazione di quale lingua e’ la migliore o quale sia la peggiore,tutte le lingue e dico proprio tutte sono belle e ci aiutano. Io personalmente non mi sento in grado e nemmeno voglio dire che l’Inglese e’ una lingua povera perche non deriva dal Latino.Nemmeno voglio assumere che il nostro linguaggio sia superiroe a tutti gli altri,le lingue sono diverse e belle cosi’ come sono,tocca a noi voler impararle e usarle nel modo appropiato.Io ho figli che parlano l’Inglese e l’Italiano poiche’ sono cittadini Italoamericani.Non mi sognerei mai di imporgli solo la nostra lingua nella loro vita, anzi a tenera eta’ imparare un altro idioma e’ perfetto.Se posso un domani spero che abbiano la possibilita’ anche di imparare lo spagnolo e magari forse anche altre lingue straniere.
    Io non ci trovo nulla di male inserire nelle loro vite un’opportunita’ cosi’ grande nel dialogare in diverse lingue e quindi di poter comunicare con persone di altri paesi lontani. L’inglese e’ oramai parte di noi,e piu’ si andra’ avanti e’ piu’ altre lingue saranno parte di noi. L’italiano e’ una lingua sublime,orecchiabbile,anche profumata,come qualcuno mi ha detto,ma cio’ xche’ e’ un patrimonio mio,xche’ io sono Italiana e la considero’ tale,ma cio’ non vuol dire che diminuisco di valore le altre lingue,piu’ ci sono e che ben vengano.Kiss,kiss Romina
    P.S.:ogni riferimento e’ puramente casuale.


  156. Lucia ( Buenos Aires , Argentina )

    Quando ero bambina, a casa mia si parlava in dialetto, ma anche in italiano. Ho cominciato le elementari e a sei anni ho imparato a leggere e scrivere in italiano. Con i miei ingenui 6 anni mi hanno fatto capire che parlare in italiano era cultura, mentre chi parlava in dialetto lo faceva perche non era istruito. Tutto quello che ho studiato in seguito l’ho fatto sempre e comunque in italiano…


  157. Lucia ( Buenos Aires , Argentina )

    Dario Fo ha vinto il Nobel cosi come Badaloni è stato nominato direttore (per Lino 17,11).

    (Per Aldo Lombardo 18,39) Acutissima la tua osservazione. Concordo in pieno. Bravo!


  158. Lucia ( Buenos Aires , Argentina )

    PRODI E’ STATO MANDATO VIA!!!


  159. Alessandro

    Francesca non desidera che si parli di politica, ma solo perche, sono sicuro, la sua uscita da Sportello Italia e stata causata dalla politica.


  160. ernesto ( USA )

    CARA FRANCESCA,
    E AI FRENTATORI DEL TUO BLOG.
    (come si puo’ tradurre blog in italiano cosi’ accontentiamo qualcuno??)
    Nella bolgia parlamentare a cui sto assistendo sgomento,
    ci anche i nostri parlamentari da noi eletti con entusiasmo, ma travolti dal caos e dagli interessi dei partiti, e non i nostri,inorriditi,immagino, non essendoci abituati,ed impotenti.
    Se il Governo cade, io ricevero’ una’altra grossa busta per le votazioni dal Consolato. Quello che ne faro’ del contenuto?… sono indeciso.
    Allegriaaaaaa! Ernesto.


  161. anna -Sao Paulo/Brasile

    Carissimi, prima di tutto vorrei osservare che mi piace moltissimo il modo con cui Francesca scrive. Secondo me, oltre che ad uno spazio maggiore a Sportello Italia di quello che aveva, potrebbe essere giornalista, scrivere sulle sue esperienze acquisite nello Sportello. Credo sarebbe molto interessante, ma poveretta, anche molto pesante. Ci tenevo a dirlo.

    Dunque, dovuto a ragioni mediche sono stata due giorni tagliata fuori e quando ho aperto mi sono trovata difronte ad un mare di opinioni. Io ho l’abitudine di seguire giorno a giorno e a volte più volte al giorno, ma sinceramente,ora mi sono persa, quindi a seguito dirò la mia come ognuno, e mi dispiace che per questa


  162. Giuseppe ( " Giose' " , USA )

    Ernesto, io no ho mai detto che il dialetto guarantisce lavoro in Italia, ho detto che e` parte della nostra cultura e deve essere conservato, non credo che deve essere insegnato come materia di laura, ma e` bello ad essere conosciuto e trasmesso da generazioni a generazioni come l’arte dei “Fatti in Casa”.
    Purtroppo in Italia c’e` scarsita` di lavoro per laureati,ma ce ne e` abbastanza per “raccomandati” purtroppo. L’Italia non ha mai avuto lavoro abbastanza per i suoi cittadini, percio` noi siamo all’estero, e molti di noi non saremmo quello che siamo se non lasciavamo la nostra cara Italia.
    Quarda quanti scienziati di origine italiana hanno fatto progressi e scoperte all’estero, se in Italia forse stavano a coglie le “pummarole”, che nessun vuol piu` fare.C ome ho detto prima il dialetto e` un prezioso bene culturale da tramandare.

    Studiare la Divina Commedia non e` neanche una garanzia di lavoro!!
    Credo che la missione di questo blog e` di darci la liberta` di esprimere le nostre idee, e non cambiare quelle di altri bloggers.
    Tu capisci il significato “Freedom of speech”.
    A me sembra che tu vuoi “la botte piena e la moglie ubbriaca”

    Ernesto perche` cerchi sempre di contrardire idee altrui? Sei simpatico, bravo, intelligente ma ha volte sei un “ROMPI”. but “I like you!”

    Ti lascio con un proverbio dialettale:

    “Penso e ti ripenso e nel pensar m’impacchio , e dopo che tò pensato tanto nun c’ho capito n’cacchio”

    “Pensare troppo , per trovare una soluzione, crea talmente tanta confusione che non si arriva a nulla”


  163. Alessandro

    Caro Ernesto, la cosa da fare e dare il voto a qualcuno che ha a cuore i connazionali che vivono all’estero. Magari non uno di quelli che si ricordano di noi solo per l’occasione. Ti viene in mente UN NOME, che abbia dimostrato nel passato e anche con questa pagina, di interessarsi realmente di noi?


  164. anna -Sao Paulo/Brasile

    Dunque, per cominciare, se io non avessi seguito di nascosto le lezioni di inglese di mio fratello, nei miei 5 anni, a Roma, quando ci portavano a Villa Glori a giocare e circolavano gli americani, non avrei ricevuto tanti bubblegum, gomma da masticare che fà la palla, a tutto quello che domandavano io dicevo yes e loro me ne davano una, che perdita!
    A parte tutto, la mia teoria è che quello che ci unisce non è solo la lingua, prima di tutto in assoluto è la Patria, è l’Italia, è il paese dove siamo nati, dove sono le nostre radici, tutto. Quindi non dò tanta importanza alla lingua nonostante come vedete mi sforzo da muorire, considerando che ho fatto solo fino alla terza elementare. Il resto l’ho imparato da sola leggendo, sentendola parlare e parlandola a casa. E quanto ai dialetti, quante persone emigrate non hanno avuto occasione di imparare l’italiano classico, e non sono dei nostri? Io credo di sì e l’italiano non lo conoscono, ma conoscono il loro paese, i loro cari.
    Quanto a chiamare l’italiano la lingua di Dante, per piacere, ne ho abbastanza di senso d’inferiorità, nessuno parla l’italiano di Dante, pochi lo conoscono, a scuola lo debbono insegnare, interpretare, Claudia Romani(uno dei pochi commenti che mi è caduto sotto gli occhi) l’ha dovuto “tradurre”, insomma, l’italiano è la lingua che parlano gli italiani. E non uccidete il mio napoletano, anche lui è italiano, senò cari, dove andiamoa finire, allora dobbiamo tutti emigrati tornare in Italia e cominciare tutti a studiare…o no?Da come certi parlano. Io ammiro quelli che amano l’Italia e fanno il possibile per conoscerne la lingua. Ma, terra terra, avete mai visto traduzioni in lingua di sordo-muti, per loro parlare, scrivere e leggere è impossibile, ma capiscono e se vogliamo imparare li capiamo, e non sono italiani?Sono mezzi?
    Il portoghese è una lingua dificilissima, fino ad oggi la parlo con accento, e non è bella, ma qui nessuno ha orgoglio di essere brasiliano per via della lingua, ma
    (co


  165. danilo ( San Jose' , Costa Rica )

    Ciao Francesca, bell’argomento ” la nostra lingua”
    Sai perche’ io non vado d’accordo con alcuni Italiani di qui,in Costa Rica? E’ perche’ io non posso accettare che loro abbiano dimenticato di essere Italiani.Loro sono diventati completamente “TICOS= cioe’ Costaricensi. Es. Vuoi sapere come mangiano gli spaghetti?gli tagliano a pezzi e poi se li mangiano con tortiglie. Loro non ne vogliono sapere della nostra Cultura,Storia, Arte, fa parte del passato.
    Loro vivono pensando alla ” TICA” si comportano alla stessa maniera e come dire: se uno sbarca in un isola perduta dove vivono gli scimpanze’, dopo un po di tempo ti metti ad agire come loro; dimenticando cosi i nostri padri della lingua Italiana ” Dante, Pedrarca ecc i nostri VATI Carducci,Foscolo,Leopardi,il Tasso ecc. Li aborro.Bisognerebbe fruire della nostra bella lingua.Ho cercato di concertare con loro ma e’ tempo sprecato.
    A CLAUDIA ROMAN ( USA)
    Rimembri ancora quel tempo
    della tua vita mortale,
    quando belta’splendea,
    negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
    e tu, lieta e pensosa,
    il limitare di gioventu’ salivi?
    Leopardi

    Io v’amo sol perche’ voi siete bella
    e perche’ vuol mia stella,
    non ch’io spero da voi dolce mio bene,
    altro che pene.
    E se talor gli occhi miei mostrate
    aver qualche pietate,
    io non spero da voi
    del piangere tanto
    altro che pianto.
    Torquato Tasso

    Tra le nubi ecco il turchino
    cupo ed umido prevale,
    sale verso l’Appennino
    brontolando il temporale.
    oh se il turbine cortese
    sovra l’ala aquilonar
    mi volesse al bel paese
    di Toscana trasporta’
    Giosue’Carducci

    e anche alla bella nonna Lella de Roma

    Sempre caro mi fu- quest-ermo
    colle e questa siepe,
    che da tanta parte dell-ultimo
    orizzonte il guardo eslcude.
    Giacomo Leopardi

    Che te devo di+ Francesca, ” detto alla Romana” sono fiero di essere Italiano.
    Lo sciocco ha mille incertezze, il saggio non ne ha alcuna.
    Un abbraccio Francesca e a tutti voi
    Danilo


  166. anna -Sao Paulo/Brasile

    continuo, scusate se è lungo, magari saltate)
    per il paese.Anzi, il portoghese non è una lingua unica, uniform, per noi in Brasile è difficilissimo capire il ortoghese di Portogallo, la pronunzia, le parole con senso diverso ecc., quindi non è così.
    Io adoro il francese, con questo non tradisco l’italiano, posso parlare nelle due no? L’inglese ormai è necessarissimo per la vita moderna, lo usano in tutto, ancora non si è tradotto neanche “computer”, come si dice in italiano, computere?Quindi che c’è di male nel conoscere l’inglese. Il russo, tedesco, ecc.ecc. non è per questo che chi non sà l’italiano non lo sà e chi non lo impara non lo impara, tutto lì.
    E per ultimo, n dettaglio non piccolo, con facilità per le lingue si nasce, c’è gente che non riesce ad impararle ed è un genio in tante cose, lingue non sono intelligenza, sono facilità innata che alcuni hanno ed altri no.
    Francesca sarà la prima a criticarmi, sì, non sono fanatica, ho rispetto per tutta l’umanità, i brasiliani ricevono tutti a braccia aperte, facciamo la stessa cosa anche noi e con il loro sorriso dfironte alle assurdità che combiniamo nella loro lingua. Io mi ricordo che la mamma non poteva invitare simpatiche signore brasiliane ad un tè perchè alcune italiane dopo 40 anni di Brasile non parlavano la lingua, questo sì credo sia una mancanza di rispetto.
    Il resto siamo tutti fratelli, non l’ha detto il Signore, non l’hanno ucciso per la mancanza di aperturadi alcuni?
    Però adoro l’italiano, un abbraccione a tutti e scusate, anche se ho ripetuto forse alcuni.
    Anna


  167. Giorgio Turri ( Middletown, CT , USA )

    Bravo Giuseppe! ( ” Giose’ ” , USA ) 21:44
    Condivido in pieno il tuo punto di vista. Il tuo proverbio dialettale ha spirito, colore e immediatezza d’immagine che solo la forma dialettale puo’ offrire. Sarebbe un vero peccato se questa forma di espressione popolare andasse persa.
    Ciao,
    Giorgio


  168. luciana cianfarani ( troy, mi , usa )

    A Ernesto, scusami ma non sono completamente d’accordo con te. Certo che gli studenti devono parlare l’italiano correttamente e anche altre lingue; ovviamente l’inglese come pure il cinese, datosi che tutto il mondo avra` a che fare con questa nazione, il giapponese come pure lingue arabe e come patrimonio culturale da non dimenticare il dialetto dei loro avi che una volta era piu` facile impararlo, ma adesso che neanche i nonni lo parlano piu` sta diventando una fatica. Forse devono venire all’estero perche` noi tutti veri emigranti siamo quelli che ancora lo usiamo, tanto e` vero che quando ritorno al mio paese benche` parlo l’italiano mi diverto a parlare anche il mio dialetto. Io ho amici di quasi tutta l’Italia e tante volte conversiamo nei nostri dialetti tanto per vedere le differenze o similarita`degustando anche i diversi cibi. Tutto questo non ha niente a che fare con tuto quello schifio (scusate) che sta succedendo in quello che viene inesattamente chiamato: governo, forse dovrebbero comprarsi un vocabolario e imparare cosa significa la parola (GOVERNARE. Auguro a tutti tante belle cose e stattene al caldo Erne` a presto, Luciana


  169. Odette ( Hewitt , Stati Uniti )

    Carissima Francesca:
    Non me piacce la parola ‘blog’ anche in inglese. Ho pensato a cercare “blog” e non ho trovato nel mio dizionario inglese…Ho capito che molta gente nei Stati Uniti pensano pottere inventare parole senza avere studiato la lingua inglesa, senza avere fatto attenzione allo significato de lingua nazionale, un simbolo piu importante perche c’e un simbolo vivo de tutto un populo e una nazione. I “neologismi” e tanti sbagli se trovanno nel inglese parlato come scritto.

    La settimana scorsa ho comprato una rivista francesa piena de parole inglese. Non era piu una lingua ma una communicazzione truncata. Ho mal al cuore perche mi sembra che ancora una altra bella lingua, come il italiano, e sotto l’attaque de una mentalita morosa o indifferente.

    Sfortunatamente, non parlo bene e non scrivo bene italiano perche non ho mai studiato la lingua italiana. Mio nonno e mia nonna erano italiani e io poteva capire tante cose in italiano. Sopratutto, ho studiato la lingua latina che mi a aiutato a capire italiano piu ed anche il inglese!

    La battaglia per tutte lingue me sembra vitale perche la lingua e un modo de vivere e capire la vita. Le parole sono importantissime per formare una personalita, per aiutare ciascuno a diventare una persona che se conosca.

    Sfortunatamente, la gente hanno paura d’imparare sia una lingua straniera sia la propria lingua.

    Che bello lavoro, Francesca, questa idea de fare participare tutte persone che hanno bisogno d’essere parte de una comunita speciale. Bravissima!


  170. Vincenzo Lettieri ( S )

    Carissima Franscesca,
    mi dispiace, che non ho tempo abbastanza che potrebbe permettere di stare seduto vicino al computer!! Ho tante altre cose da portare a termine, prima che gli anni volano… e poi non sono nemmeno un esperto in questo campo!! In ogni modo con un pò di faccia tosta ci sto provando…
    Brava Francesca!!Hai fatto bene a ricordarcelo a non usare tanto il vocabolario della lingua in cui viviamo. Comunque sto vedendo che i Salottisti sono messi quasi tutti in difesa!! Come: “Mediani e Terzini della Juventus…Comunque Cara Francesca col tuo permeso, vorrei mettere parte di un Articolo che fu Scritto sul “Magazine Cultura” che fa parte del CAMPUS del DIDDLEBURY COLLEGE del VERMONT in USA.
    Dove il Professor Michele Lettieri,”mio nipote” è il Direttore.

    Di EMMELINA DE FEO
    RISPETTARE sempre l’impegno d’onore”! Queste le parole chiave del Professor Michele Lettieri, direttore della Scuola Italiana del Middlebury College del Vermont. Ormai nel suo sesto anno, come diretore del programma estivo di livello post. Laurea eundergraduate, il professor Lettieri è fiero più che mai della scuola Italiana che dirige e che si trova all’interno del Prestigioso College Americano. Fondata nel 1932.
    La scuola Italiana ha aperto la strada per l’insegnamento della lingua, la letteratura e la cultura Italiana in America. I professori provengono dalle principali università sia del Nord America che dell’Europa. Cara Francesca, mi fermo quì, poichè ancora c’è nè tanto da poter continuare!!! Comunque vedremo in seguito….. Ho Sette nipotini e tutti quanti ci chiamano Nonnò, Nannà, zii e zie!!!
    Un cordiale saluto a tutti a te Franscasca: un Saluto e un grazie di cuore per averci svegliato. Vincenzo


  171. Anthony DiCandia ( Easton, PA , USA )

    Salve Francesca,
    Ho insegnato italiano in un liceo statunitense per 33 anni, quindi il soggetto della lingua mi e` molto caro.
    Da anni ho notato la tendenza degli Italiani a preferire le straniere alle parole italiane nel comunicare per iscritto od oralmente. Vengo spesso in Italia e faccio notare questa tendenza a molti amici e membri della mia famiglia, affermando che mentre noi all’estero ci sforziamo a mantenere la lingua viva e vegeta, gli Italiani in Italia la distruggono!La risposta che mi danno:”Sei cosi nazionalista e tradizionale!” Intanto ascoltare la radio in Italia e` quasi come essere in qualsiasi citta` statunitnese!
    Ci sono varie ragioni per questo fenomeno, ragioni politiche, sociali, finanziarie,opportunita`, ecc., tutte ragioni accettabili nella praticita` della vita, ma non viviamo di “pane” soltanto! Personalmente penso che gli Italiani non proteggano la loro lingua per ignoranza.
    Lo stesso potrei dire della situazione politica. Gli Italiani hanno permesso e permettono tuttora che i politici governino male e, mentre in poltrona, rubino.
    Ignoranza, menefreghismo, opportunismo sono delle bruttissime qualita` di molti Italiani!
    Saluti.


  172. Pino Amara ( Boston, Massachusetts , Stati Uniti )

    Cara Francesca, mi spiace molto farti notare, che molti nostri connazionali sono usciti fuori tema! Il tuo quesito era “Difendiamo la nostra lingua” e se ho letto bene, si doveva parlare dell’influenza di vocaboli stranieri, troppo in uso su tutto il territorio nazionale dalla gente della strada, e ancor peggio dalla RAI, che preferisce molti termini inglesi anche quando esiste il vocabolo italiano esatto! I nostri connazionali, forse distratti, hanno parlato dei nostri cari dialetti italiani. Apprezzo molto i dialetti, ma doveva essere su un altro quesito , e non su questo.


  173. Vincenzo Lettieri

    Visto che siamo in campo delle poesie.
    per adesso vi dico una delle mie poesie.
    In seguito andiamo avanti con i Classici.

    UNA TRISTE DATA DA RICORDARE.

    New York, già sveglia dal notturno manto.
    Tutta spienserata sotto l’azzurro velo:
    con le sue Torri l’una e l’altra accanto:
    belle disinvolte distese verso il cielo.
    L’undici Settembre duemilaeuno,
    fu mattinata nera e sconvolgente.
    Non l’avrebbe pensato mai nessuno,
    che un pazzo ammazzasse tanta gente.
    Le due torri erano ancora in piedi quel mattino,
    con dentro: turisti e gli impiegati al suo lavoro.
    Ma un influsso di un malefico destino,
    volle portare via le torri e anche costoro.
    Furono i maligni senza un minimo di cuore:
    senza pudore, ma con coscienza sporca!!!
    Il martedì mattina seminarono il terrore:
    macchiando di sangue il suolo di New York.
    Oh! Quante bandiere, or sventolano a mezz’asta!
    Oh! Quanta gente, or piangono per le vie.
    Nessun di noi, dovrà dire: beh!Or basta
    fin quando non verranno punite queste spie.
    Quante mamme, quante mogli, mariti e parenti,
    continuano ad ingoiare bocconi amari:
    per i corpi che sotto le macerie si son spenti.
    Ed oggi il prossimo, li onora con fiori sugli altari.
    La stragge di New York e già stampata,
    nelle menti di ogni cuor nobile e sincero
    dal buono cittadino non sarà mai dimenticata,
    perchè è una orrenda realtà e non un mistero!
    Il mondo intero ha visto il gran collasso;
    con l’impatto che squarciò le grosse mura.
    Ma questi fraudolenti, ancor fanno chiasso
    spargendo polverine per metterci paura…
    I deputati al parlamento Americano,
    hanno messo da parte anche il lor partito:
    sia Democratico che Repubblicano,
    oggi la Casa Bianca in uno solo l’ha unito.
    “Tutti coloro che rispettano l’altrui terra”
    son sempre i ben venuti in ogni luogo.
    È peccato: gli innocenti morire per la guerra!!
    “I terroristi”bisogna appiccarli, o messi al rogo.
    Quando venne il Cristo Redentore,
    fu schermito con ingiurie e messo in croce?


  174. Vincenzo Lettieri

    CONTINUAZIONE

    Ed i “cattivi” ancor spandono terrore?
    Con disgustose malfatte; le più atroci
    Or ci troviamo duemila anni dopo Cristo,
    e dovremmo essere in piena civiltà
    invece siamo coinvolti in un mondo misto:
    con gente barbara, nociva alla comunità.
    Ma se togliessero dell’arma la figua…
    e noi vivere col sudore della nostra fronte,
    e le Nazioni spalancassero le mura
    per gli eredi s’affaccerebbe un nuovo orizzonte.
    Io, non sono nè scrittore nè poeta
    ma un vero appassionato alla lettura…
    per potere raggiungere una nuova meta;
    bisognerebbe educarci, e vivere: una vita pura.
    Anche, se i giudici con gli ingiusti fossero severi.
    Tutto ciò si potrebbe anche realizzare,
    e tutti vivremmo, tra gioie ed infiniti piaceri…
    Se così fosse, l’uno con l’altro ci potremmo Amare.

    Composta il 20, Ottobre 2001.
    In memoria degli Eroi caduti tra le macerie
    e le rovine di New York del 9- 11- 2001
    Vincenzo Lettieri


  175. Neiva Zanatta ( Porto Alegre , Brasile )

    Non ci credo ! Una brasiliana , o sia Anna di São Paulo – Brasile dicendo che il portoguese è difficile e non è bello ! È un´eresia ! Secondo me il portoguese è un idioma riquissimo in materia d´espressione, si può dire la stessa cosa in diverse maniere ed è sempre possibile creare altre forme nuove per esprimere con tanta creattività e metafore tutto ciò che si vuole. Camões che lo dica !
    Sono apassionata dall´italiano però noi brasiliani non accetiamo parole inglese come fanno gli italiani. Noi gliele trasformiamo ( aportuguesamos )e aggiungiamo nel nostro vocabolario. Invece l´Italia assimila e prende il vocabolario inglese como se fosse originale del latino. È un´altra eresia ! Scommetto che Dante Aliglieri si rovescia arrabiato nella sua tomba ogni volta che un italiano parla : Ok ! Good Week´end.Bay !
    Povero Dante ! Non riposerà mai.
    L´idioma italiano è troppo bello , non possiamo tratarlo cosi !
    L´inglese è l´idioma più povero che esiste in materia di possibilità d´espressione ! È como se fosse un dialeto stretto…stretto… ed è per questo che qualsiase persona può imparare l´inglese. Non è spressivo per niente ! È mecanico ! Limitato , secco e duro! Per carità, salviamo il vero idioma italiano e pure il portoguese…

    Saluti Neiva Zanatta


  176. danilo ( Sanjose' , Costa Rica )

    Ciao Francesca e ai Ragazzi invisibili di tutto il Globo, nessuno commenta la caduta di Prodi? Su coraggio
    un po’siamo grafomani, lo so, specialmente quando si tratta di politica pero’
    non dobbiamo aver paura di esternare le proprie idee.
    Ma ragazzi IL RINASCIMENTO non segno’ la fine del Medioevo con l’inizio della civilta’ moderna? e stiamo li’!come siamo caduti in basso. Rimbocchiamoci le maniche e ripariamo gli errori che abbiamo commesso in passato. Almeno proviamoci.Bisogna esigere un Governo che vogliamo. Il mio punto di vista e’ che la Sinistra regna nel caos, e regnando nella confusione il nostro paese non riesce a progredire.Ragazzi, pensateci, bisogna esigere. Io ho esatto.
    Un saluto a Francesca e a tutti voi
    Danilo


  177. Ana ( San Isidro , Argentina )

    Gentile Aldo Lombardo,
    Lei domanda per l’erre moscia oppure uvulare. Non so se io sia in grado di risponderLe.
    Quel fenomeno fonologico si deve all’influenza del francese nell’Italia Settentrionale: Val d’Aosta, Piemonte, Lombardia. Ma sappiamo che viene usata anche in altre regioni, perchè è ben vista? Veramente non lo so.
    L’inizio del fenomeno è lontano, parliamo di secoli fa.
    Se vuole approfondire, ci sono 6960 pagine disponibili, ne ho sorvolati solamente alcune, perciò non gliene posso raccomandare nemmeno una.
    La sua domanda è così complessa da dare inizio a una vera e propria ricerca linguistica, forse anche sociologica. Interessante domanda, però!!!!Buona ricerca!!!
    Ana


  178. anna -Sao Paulo/Brasile

    Carissima Neiva Zanatta(Porto Alegre)13.23


  179. anna -Sao Paulo/Brasile

    Indirizzata a Neiva Zanatta come sopra
    Mi dispiace che te la sia presa così, come ho già detto altre volte ho fatto le elementari in Italia e quando sono arrivata ho dovuto imparare una lingua che, per un italiano, è veramente difficile. Questo certo non lo puoi sapere, voi avete lo stesso suono, quasi, in certe parole, per la c, ç, s, ed altre. Io dico voi perchè sò solo io quel che ho faticato per impararmi bene e correttamente il portoghese. Sono brasiliana sì, ma anche italiana. Per me dire pão, è una cosa dificilissima, cioè, era, ho sudato, ma ora la conosco. Per altro la trovo una lingua un poco dura, non è morbida, musicale, ma dipende pure dall’audito, quindi difronte all’italiano e francese la trovo brutta, ma forse il termine è stato sbagliato.
    `Ricchissima, d’accordo, in questo è imbattibile, l’inglese è poverissimo, dicevo solo che o`ggi è necessario, ma stavi arrabbiata e così hai letto tutto mal disposta verso di me. Io adoro leggere Eça de Queiroz, è il mio prediletto. Noi qui “abrasileriamo” le parole straniere, mi pare di averlo detto.
    Insomma, siamo d’accordo con tutto solo no con la sonorità, ma ripeto, è molto personale.E la lingua non è il paese, ho vissuto la mia vita qui…
    Um abraço – Anna


  180. gianni ( Bostonia , USA )

    A Francesca ed amici nel mondo.
    Parlando della nostra lingua, ho menzionato che andavo a “fare lo shopping” per dimostrare il ridicolo ed orrore delle parole straniere nella nostra./
    Curiosita’: nella lingua italiana vi e’ una sola parola che si scrive con doppia “QQ”….la sapete? E’ SOQQUADRO.
    Ora potetere correre a consultare il dizionario.


  181. Dora Malagrino ( Mar del Plata , Argentina )

    Cara Francesca e amici della rete,
    non ho potuto leggere tutti i commenti perché ne sono
    molti,ma credo che tutti la pensano dello stesso modo,vorrei aggungere che nei libri con cui si studia
    l’italiano,di editoriali molto importanti dell’Italia,
    e che io compro in librerie serie,trovo tantissime pa-
    role in inglese,(io mi arrabbio moltissimo!)io tento di
    pensare nella parola esatta in italiano e la traduco,
    ossia che dall’inizio ci mettono in testa le parole
    straniere,credo che c’è qualcosa che non va.E noi che
    amiamo questa bella e armoniosa lingua soffriamo un
    sacco.Qui in Argentina capita lo stesso,nei negozi,nei
    giornali,nella TV,cioè dappertutto c’è l’inglese,credo
    che non dobbiamo permetterlo,dobbiamo lottare per l’I-
    taliano.Scusate se c’è qualche errore,ma oggi non sto
    bene,ho mal di gola. Un abbracio grandissimo a tutti
    e a te Francesca un BACIONE!!!!!!!Ciao e a presto.


  182. maria elena solari g.

    cara francesca,anche qui in cile (chile) succede lo stesso,penso che tutto cominciò con lo stop.adesso
    tutti dobbiamo mangiare alimenti light,vestire fascion,
    essere in,fare un braik,bisogna avere o essere power,
    eccetera ecc……..insomma,sono assolutamente d
    accordo con te,ma questa è una malattia mondiale.
    saluti cari da maria elena


  183. Dora Malagrino ( Mar del Plata , Argentina )

    per Lucia di Bs. Aires, sai dove puoi comprare i libri
    italiani,nella libreria Joyce&Proust in via Tucuman
    1545 1º A e anche come già ha detto un’altra amica
    nella libreria della Dante Alighieri Tucuman 1646.
    Magari possa trovare ciò che stai cercando.Io per
    esempio sto cercando da tanto tempo opere di teatro
    di autori attuali,voglio sapere qual è il teatro che
    si fa oggi in Italia,dato che appartengo a un gruppo
    di lettura di teatro in italiano.Se sai qualcosa,ti
    prego di dirmela.Ciao e a presto Dora


  184. Dora Malagrino ( Mar del Plata , Argentina )

    Cara Francesca ed amici,sono ancora io,voglio fare u-
    na domanda:Vi piace la poesia del “Dolce Stil Novo”?
    perché a me piace tantissimo. Ciao a presto Dora


  185. anna -Sao Paulo/Brasile

    Carissimi,
    nell’italiano l’inglese c’entra come il cavolo a merenda, ma mi sono impapinata, non è una lingua povera, dico di vocabolario, guardate il Webster. Quindi correggo la stupidaggine che ho detto
    anna


  186. Luca Rivetti ( San Paolo , Brasile )

    Ciao Francesca,

    Io sono figlio di italiani, i miei sono napoletani (Caserta e Salerno), però sono immigrati un pò troppo presto in Brasile quand’erano ancora bambini.(Peccato)
    Mi piace un mucchio l’idioma e non solo, mi piace la gente, la maniera come parlano e si espressano.
    Da quando sono nato io fino ai miei 12 anni, ho sempre potuto sentire l’italiano e partecipare alle feste che c’erano a casa mia con tutta quella gente che stava lí per mangiare e fare delle belle chiacchierate. Andavammo avanti per delle ore.
    Allora vedo sì che in italia ci sono troppe parole in inglese e particolarmente non mi piace, dobbiamo mantenere viva questa lingua per sempre e ogni volta di più.

    Un bacione grosso a te carissima……


  187. Manuel ( Resistencia , Argentina )

    Cara Francesca:
    Io sono manuel di Resistencia divento come proffessore della lingua italiana in scuola media non ricordo bene aver’ capito il tuo messaggio ma magari tutto sia molto bene per te ti voglio molto.


  188. sandro ( Cascata di Niagara , Canada )

    molto intersante sugetto…mi buttano fuori dalla bibliotecca.


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