lunedì 21 gennaio 2008
UNA DOMENICA A FARE “SALSICCE”
Buona giornata a tutti e bentrovati! Sono felice nell’avere avuto conferma che l’ idea di trattare sotto forma di intervista un tema di servizio vi sia piaciuta. State sereni ne arriveranno molti altri di argomenti strettamente legati ai vostri problemi, ma non precipitiamo le cose. Lo so che siete molto presi dal nostro progetto e che desiderate darmi consigli e di questo vi ringrazio moltissimo, ma credetemi ci arriveremo pian piano. Al momento sto valutando molte novità e per non bruciare le tappe é preferibile seguire il corso naturale degli eventi. State pur certi che non azzererò la mia lunga esperienza nelle materie che ho trattato per anni ed i miei molti contatti, ma per sviluppare bene i temi “istituzionali” ed adattarli al mezzo telematico sto valutando alcuni aspetti, quindi vi invito a pazientare ancora un pochino e non essere frettolosi cercando di inserire nei vostri commenti tante domande su argomenti disparati che spesso ci portano a creare un bel “minestrone” come scrive ANNA da San Paolo. Dopo questa precisazione importante segnalata anche da GIORGIO TAVOLETTA da Hutt River, Westwern Australia, volevo farvi sapere che mi ha molto interessato la vostra discussione su Blog o Forum. Sinceramente a me piace più pensare a questo spazio come un blog, ma benvenga qualsiasi interpretazione. In fondo l’interazione è quello che abbiamo sempre cercato come individui e come esseri umani ed il mezzo internet lo consente in modo eccezionale poiché mette insieme molte persone a livello mondiale, unendole per gusto e per emozione…. vi sembra poco? Che poi lo vogliamo chiamare blog o forum a me personalmente poco importa, la cosa che più mi piace é essere tutti insieme con la voglia di ritrovarci, discutere o perché no esprimere uno stato d’animo. A tale proposito ho deciso oggi di prendere spunto da un commento che mi ha incuriosito, per dedicare una pagina del mio diario alle nostre tradizioni, quelle più goderecce….. non fraintendetemi, mi spiego meglio. GIUSEPPE, che vive in Canada, dopo avere espresso il suo punto di vista circa le truffe telematiche scrive “Oggi vado a seguire la tradizione che mi sono portato in valigia dall’Italia, cioè fare salsicce, soppressate e capicolli. Chissà quanti altri come me questo fine settimana stanno a fare la stessa cosa…?” Da curiosa e golosa quale sono ho voluto capire se fosse una battuta o meno e dopo avere contattato Giuseppe, che mi ha immediatamente inviato come prova una foto scattata poche ore fa, ho deciso di condividere con voi alcune mie riflessioni. Certo passare dalle truffe telematiche alle salsicce non è da tutti, ma il nostro è un “salotto mondiale.. speciale” siete d’accordo? Giuseppe vive a Markham, vicino Toronto ed una volta l’anno, solitamente in questo periodo, si dedica alla preparazione della “sasizza”, come si dice in calabrese. Nato a Martirano Lombardo, in provincia di Catanzaro, nel 1965 si è trasferito in Canada. Ha lavorato prima in una fabbrica di scarpe (guadagnava 90 centesimi l’ora) e la sera andava scuola di inglese perchè senza sapere la lingua, secondo lui, era tutto ancora più difficile. Dalle scarpe è passato a lavorare in una fabbrica di giocattoli, poi in una dove si costruivano barche in alluminio dove ha imparato a saldare. In seguito ha frequentato corsi ed ha preso la licenza di saldatore; adesso lavora in una fabbrica dove si realizzano intelaiature di sedie per uffici o aereoporti. Questa in poche righe la intesi del percorso lavorativo di un italiano all’estero che lavorando con impegno ha raggiunto con dedizione e fatica una meritata serenità, non dimenticando però mai le origini della sua terra, anche quelle della tradizione gastronomica. Per questo Giuseppe una volta l’anno, come si faceva al suo paesello solitamente dopo il Natale, a gennaio quando l’aria era bella fresca, si dedica alla preparazione degli insaccati tipici calabresi. Giuseppe mi ha raccontato che questa tradizione è molto diffusa in Canada nella zona dove vive e che al supermercato ha incontrato molti italiani che compravano in questi giorni come lui cosce e spalle di carne. Qui vorrei aprire una piccola parentesi, perchè vi confesso che ho scoperto solo poco tempo fa che quando si vola è vietato portare con se in valigia generi alimentari come gli insaccati ad esempio perchè possono facilitare la diffusione di batteri. E’ vietato portare anche formaggi, frutta, verdure, piante ed altro. A tale proposito mi viene in mente una fotografia che ho visto tempo fa su un giornale e che era stata scattata presso il magazzino di un grande aereoporto internazionale, penso fosse quello di New York, dove erano stati ammucchiati in dei grandi carrelli, tutti generi alimentari “vietati” sequestrati in un solo giorno….. c’era pure una testa intera di maiale, incredibile! Sicuramente oltre il motivo dell’illegalità, le tradizioni come quella raccontata oggi da Giuseppe, che ogni anno si ritrova a confezionare a casa salsicce, nascono per esigenze di risparmio ed anche di ricerca della genuinità, ma io penso anche per mantenere vive le tradizioni della propria terra e rivivere quei ricordi di tempi passati, in modo che anche i figli possano conoscerne ed apprezzarne il significato. A questo punto mi è venuta una gran fame, vi lascio ai vostri commenti curiosa di sapere se anche voi preparate in casa conserve tipiche del vostro paese o se magari avete aneddoti divertenti da raccontare in merito ad esperienze di viaggi e valigie piene di genere alimentari “proibiti”. Non posso non concludere ricordandomi quando da piccola con i miei nonni mi divertivo a preparare le famose “bottiglie di pomodoro”. A me allora sembrava un gioco, ma alla fine della giornata capivo dalla faccia degli adulti che era una grande fatica…. ma ne valeva sicuramente la pena, se no perchè rifarlo ogni anno?







