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Archivio del 12 gennaio 2008

sabato 12 gennaio 2008
QUALE TELEVISIONE PER GLI ITALIANI NEL MONDO?

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Approfitto di questo piovoso fine settimana per dedicarmi ad un tema che mi sta molto a cuore: la televisione per gli italiani nel mondo. Ho deciso di farlo perchè dopo una lettura “intensiva” dei tanti commenti giunti in queste settimane e delle altrettante numerose e-mail, ho notato da parte vostra la necessità di trattare questo argomento e sinceramente trovo giusto ascoltare le vostre richieste, provando a ragionare in un’ottica assolutamente prepositiva. Proprio per questo motivo sarei molto felice se evitaste di tornare alla mia vicenda personale, a questo o quel programma, specificando che non sono io in questo momento la persona preposta a dare una risposta in merito e perderemmo solo tempo prezioso quindi, scusate se sono così diretta, vorrei invitarvi per quanto possibile a tutto un altro tipo di ragionamento. Lo faccio sinceramente prendendo anche spunto da un servizio andato in onda ieri durante il TgUno delle 20.30 durante il quale si è raccontato di un interessante “esperimento” che ha coinvolto alcune classi di una scuola elementare: provare a immaginare il Telegiornale ideale addirittura ribaltando le notizie negative, riuscendone abilmente a mettere in evidenza l’aspetto positivo (purtoppo non sempre possibile!). Complimenti comunque al Direttore Riotta per questa ventata di novità anche nel modo di fare informazione. Tornando al tema di discussione di oggi mi sembra importante specificare che l’unica emittente televisiva globale in lingua italiana è Rai International, che da qualche settimana non solo ha italianizzato il suo nome in Rai Italia e di questo sinceramente mi compiaccio , ma ha anche esteso il proprio bacino di utenza “sbarcando” in Europa dove fino ad ora non era stata visibile. Una riflessione personale mi porta a considerare il ruolo della televisione italiana per i nostri connazionali che abbonandosi a questo canale riescono non solo a mantenere un contatto diretto con l’Italia ed essere informarti su quanto accade, ma anche ad ascoltare la nostra lingua. Se in questo momento leggerà quello che sto scrivendo un italiano che vive in Italia penserà: “Mbè, che c’è di strano?” rispondo invece che secondo il mio modesto parere quando si vive all’estero anche ascoltare la nostra lingua durante un programma televisivo, assume un significato molto più forte. Se io dovessi paragonare le televisioni che si trovano nelle case degli italiani nel mondo a qualcosa, le paragonerei ad un bel caminetto, anzi un focolare. Lo penso perchè entrando in alcune case dei nostri connazionali all’estero di tutte le età, ma soprattutto di molti anziani, ho notato come la televisione italiana sia sempre sintonizzata (talvolta anche durante la notte), insomma diventa parte integrante dell’essere italiani. Poi permettetemi un’altra considerazione: la sempre più grande richiesta da parte di stranieri innamorati non solo del nostro bel paese, ma anche del nostro gentil idioma, porta a seguire programmi in lingua italiana proprio per un esercizio di apprendimento. Ho provato molte volte a pensare se fossi un italiano all’estero quale tipo di televisione mi piacerebbe vedere e lo ho fatto da telespettatrice e non da autore o conduttore televisivo quale sono, confessandovi che mi ha sempre dato molto fastidio pensare che il pubblico debba sempre accettare tutto quello che gli si propone, pur sapendo per esperienza che è praticamente difficile, se non impossibile, accontentare tutti e ci sarà sempre qualcuno pronto a fare questa o quella critica. Sottolineando nuovamente che è mio desiderio offrire a tutti voi più che un modo per muovere delle critiche alle quali non sta a me fornire risposte, bensi darvi un’occasione di confronto su quelle che sono le vostre richieste e gusti in materia televisiva, vi lascio a questa pagina del mio diario in rete……. chissà se i tanti italiani partiti molti anni fa dal nostro paese in cerca di una vita migliore, avrebbero mai pensato che attraverso questa specie di “disco volante” sarebbe stato possibile accorciare un pochino le distanze con la Madrepatria.