domenica 6 gennaio 2008
VINCENZO E LA STANZA DEL PRESEPE
Bentrovati dalla vostra Befanina. Quante notti ho passato con il naso appiccicato al vetro della finestra sperando di vedere la mia vecchietta preferita volare su una scopa….. una volta mi sembrava perfino di averla vista, giuro!! Non so se fossero delle allucinazioni dovute alla tarda ora o un desiderio forte a tal punto da creare improvvisamente davanti ai miei occhi sognanti di bambina una specie di materializzazione. Una cosa è certa, ogni anno, per molti molti anni io ho spedito una bella lettera cartacea alla Befana. Ricordo ancora l’indirizzo datomi da mio padre: Via dei Mille Venti 100 e quando gli chiedevo in quale città? Lui mi rispondeva convinto “Il postino lo sa!”…. Una volta scrissi di desiderare come regalo una giraffa, vera, mi arrivò una bella gallina padovana, verissima, ma questa è un’altra storia, magari ve la racconterò l’anno prossimo. Oggi invece ho scelto di presentarvi Vincenzo e la sua stanza del presepe, prima però non posso non fare qualche citazione ai tanti commenti arrivati in questi giorni. Il tema di Danny, ha coinvolto tutti, anche se le opinioni sono state diverse ed il confrontarci sicuramente è servito. Mi ha divertito poi molto leggere un veloce botta e risposta nella pagina intitolata “CHE GIORNATA….!!” tra l’ormai famoso ERNESTO che scrive da Utah, negli Stati Uniti e l’altrettanto famosa DORA MALAGRINO di Mar del Plata in Argentina, frequentatori abituali del nostro “salotto mondiale”. Effettivamente mi sembrava un pò strano che ancora nessuno avesse “litigato”, se di litigi si può parlare, ma ieri tra i nostri due amici c’è stata una sequenza esilarante di commenti a catena che si è conclusa con un civilissimo “riappacificamento”. Motivo della discussione la punteggiatura omessa da Dora nello scrivere i suoi commenti, la puntuale osservazione di Ernesto, seguita dalle scuse di Dora ed una serie di messaggi di solidarietà femminile. Cito questo episodio perchè oltre a divertirmi, ha anticipato un altro tema che tratteremo a breve: la lingua italiana. Per ora il mio saluto a Dora ed Ernesto e l’invito a rimanere cosi simpatici e veri, con la vostra seppur diversa personalità. Tornando a noi vorrei raccontarvi qualcosa di Vincenzo Lettieri e della sua stanza del presepe. Vincenzo è originario di Celico, in provincia di Cosenza. Partito dal suo “paesello” nel 1957, vive ormai da anni a Schaumburg, a circa 30 km da Chicago. Vincenzo è un bravissimo sarto, è stato Direttore di una grande compagnia di abbigliamento per uomo, facendo carriera in questo settore. Ma Vincenzo ha una grande passione per l’arte, tanto da decidere di trasformare la sala hobby della sua casa, in una meravigliosa ed incredibile stanza del presepe. Insomma un presepe fisso che non si smonta come vorrebbe la tradizione dopo “l’Epifania che ogni festa porta via”, ma rimane per la gioia di tutti sempre visibile e vivibile. Dico gioia di tutti perchè Vincenzo, con grande cordialità apre le porte di casa sua per farlo ammirare gratuitamente a chi lo desidera. L’unica accortezza per ricevere un appuntamento, con tanto di visita guidata, è di non essere un gruppo troppo numeroso. Si entra comunque in una casa, ricordiamolo. E se non ci credete ve lo garantisco io, che quest’estate durante una visita a Chicago, ho voluto conoscere personalmente Vincenzo e la sua famiglia ed ammirare il suo capolavoro. Mai mi sarei aspettata di trovarmi di fronte ad uno spettacolo del genere: 7 metri di lunghezza e 6 metri di profondità che uniscono con abilità e poesia pezzetti di mondi lontani. Nello sfondo, monti e colline rievocano la fascia Silana e davanti ben visibili, ispirandosi alla famosa poesia di Guido Gozzano “La Notte Santa”, Vincenzo ha ricostruito le cinque osterie dove Giuseppe e Maria hanno chiesto ospitalità prima di giungere alla grotta dove nascerà Gesù Bambino. Potrei parlare per ore dell’emozione che ho provato quando, come se fossi al cinema, mi sono seduta per godere al buio lo spettacolo fosforescente fatto da tanti piccoli personaggi e particolari…. tra poche ore i Re Magi guidati dalla stella Cometa raggiungeranno dal lontano Oriente Gerusalemme e se è vero che da domani molti altri presepi, magari più piccoli, ma non per questo meno belli, finiranno in cantina, vorrei che tradizioni come queste fossero tramandate per sempre perchè credo servano a tutti noi a rimanere sempre un pò bambini. Non posso non pensare però che ci sono due bambine che forse il presepe non lo vedranno più, Emma e Sofia, disperse in mare con la mamma ed il papà, Bruna e Paolo ed altri passeggeri non solo italiani. E poi due amiche in viaggio, Annalisa e Rita ed una coppia di giovani sposi, Stefano e Fabiola. Anche se le speranze sono poche, io eterna bambina, spero di svegliarmi domani con un messaggio di LUIS ROMAGNI, che ci sta aggiornando da ieri in tempo reale da Caracas e sapere che l’aereo precipitato in Venezuela, sia stato ritrovato ed i suoi passeggeri miracolosamente sopravvissuti.







