venerdì 4 gennaio 2008
BRAVO DANNY!

Per prima cosa desidero comunicarvi che l’emergenza acqua calda è stata risolta. Perdonatemi se ieri vi ho tediato con la mia giornata all’insegna di spiacevoli imprevisti, ma ho seguito l’impeto delle mie emozioni e per questo motivo vi ho voluto rendere partecipi di quanto mi era successo. A quanto sembra la telepatia da blog continua a dimostrare la sua forza, vero MAX? Hai risolto i tuoi problemi idraulici? In fondo ognuno di noi ha i propri “tubi rotti” e come è emerso dai vostri commenti nella vita i guai seri sono ben altri, purtoppo. Torniamo a noi. La mia riflessione di oggi prende spunto dalla segnalazione di GIUSEPPE, che scrive da Norwalk, CT, Stati Uniti, inoltrando una notizia riportata ieri da varie agenzie di stampa. Prima di addentrarmi nell’argomento che sono sicura vi appassionerà, vorrei ringraziare Giuseppe per la sua collaborazione. Ieri notte, dopo un veloce scambio e-mail, è riuscito a trovare in pochi minuti il numero telefonico del protagonista di questa curiosa storia: Danny Falcone. Danny è un giovanotto di 49 anni nato negli Stati Uniti, per l’esattezza nel Bronx, dove sono nati anche i suoi genitori. Ma le origini di Danny lo portano in Italia, a Napoli, da dove suo nonno falegname emigrò tanti anni fa in cerca di una vita migliore. Fin qui potrebbe essere una storia simile a tante altre, se non fosse altro che, l’amore di Danny per le sue origini, non lo avesse portato ad assumere qualche giorno fa una posizione molto decisa nei confronti di una decisione che lo ha profondamente ferito. Danny è riuscito con grande impegno e sacrificio ad aprire due pizzerie ad Oklahoma City. Il suo desiderio è quello di creare una vera e propria catena e di continuare ad espandere il suo marchio. Entrambe le pizzerie hanno all’esterno una bellissima tenda tricolore di cui lui va molto fiero. Purtroppo qualche settimana fa ad Edmond, dove ha inaugurato il terzo punto vendita, a Danny non è stato accordato da tre pubblici ufficiali il permesso di installare la tenda “italiana” al di fuori della sua nuova pizzeria, con la motivazione di doverla scegliere dello stesso colore degli altri negozi. A questo punto la reazione di Danny è stata quella di esporre bene in evidenza vicino alla cassa i nomi dei tre ufficiali, pregandoli di andare a mangiare altrove. Sinceramente questa notizia mi ha molto colpito ed ho deciso di farmi raccontare da Danny come stanno le cose. Poche ore fa ho avuto il piacere di fare una lunga chiacchierata telefonica con lui, anche se non facilissima perchè Danny non parla italiano ed il mio inglese è ancora in fase di “perfezionamento.” Sono rimasta veramente colpita dalla determinazione con la quale Danny mi ha spiegato che il verde, il bianco ed il rosso rappresentano le sue origini, continua poi “Senza i miei antenati io non sarei qui!” In tutta verità non penso che quella di Danny sia solo una mossa di marketing e me lo conferma il fatto che gli abitanti di Edmond sono dalla sua parte. Per questo ho voluto dedicargli di cuore una pagina del mio diario: quello che Danny ha fatto è molto importante, ancora di più se pensiamo che ci troviamo di fronte ad un italiano di seconda generazione. Riallacciandomi quindi al discorso di qualche giorno fa, mi viene da pensare che non bisogna nascere necessariamente in Italia per amare in modo profondo e sincero il nostro paese. E prendendo spunto dal commento di ieri di Giuseppe (al quale chiedo la prossima volta di fornirmi anche un traduttore) vorrei citare il titolo da lui scelto, che in due parole racchiude anche il mio e forse vostro pensiero: Bravo Danny!







