mercoledì 2 gennaio 2008
NON TOCCATE LA MIA ITALIA!
Per prima cosa Buon Anno a tutti!! A quanto sembra il passaggio dal 2007 al 2008 lo abbiamo in un certo senso trascorso tutti un pò insieme e questo mi ha emozionato ed anche divertito…. altro che veglione in abito di pailettes e scarpe tacco 13!! Voi non ci crederete ma inizio a pensare che lo strumento telematico stia andando ben oltre le sue potenzialità. Con il mio progetto desideravo innanzitutto creare un ponte tra me e gli italiani all’estero, ma non credevo che il nostro legame fosse talmente forte da fare addirittura in modo che voi riusciste a leggermi nel pensiero. Sono infatti già un pò di volte che ho in mente l’idea di sviluppare una delle mie tante riflessioni trasformandola poi in una pagina del mio “diario” ed all’improvviso VOILA’ ecco che nei vostri commenti mi anticipate, non solo suggerendo l’argomento che avevo in testa già da un pò di tempo, ma anche fornendomi importanti spunti di approfondimento ai quali da sola non sarei mai arrivata. Tornando a quella che potremmo definire “telepatia da blog”, rivolgo un saluto particolare a LUCIA, da Buenos Aires in Argentina. Cara Lucia, mi sa che i tuoi poteri vanno ben oltre quelli del simpatico illusionista Giucas Casella, ve lo ricordate? Mi spiego come al solito un pò meglio per evitare che mi perda nei meandri delle mie riflessioni: giorni fà avevo deciso di occuparmi dell’ormai famoso articolo del New Tork Times a cui ha fatto seguito poco dopo quello dell’altrettanto famoso quotidiano britannico Times. In queste due prestigiose testate giornalistiche, si dipingeva in prima pagina un quadro della nostra Italia a dir poco scoraggiante, per non dire deprimente. Di questo ne hanno ampiamente parlato tutti, ma secondo me nessuno ha approfondito seriamente le sensazioni provate dagli italiani all’estero nel leggere tali affermazioni. Sinceramente penso di essere la persona meno adatta per potere trattare con cognizione di causa temi tecnici di questo tipo, anche se a mio avviso non serve una laurea in Economia o Scienze Politiche per affermare che il momento che la nostra cara Italia sta vivendo è sicuramente un momento particolare. A tale riguardo Lucia scrive poche ore fa a conclusione di tre lunghissimi commenti “L’elenco delle cose che mi dispiacciono potrebbe allungarsi di molto, ma sarei noiosa ed antipatica. Comunque non posso staccarmi dall’Italia perchè la amo troppo e soffro per il suo “declino”-dicono alcuni.” Anche io Lucia amo troppo la mia Italia e mi sono sentita profondamente ferita nel leggere i due articoli , di cui citerò solo i titoli in modo che magari chi non li avesse letti potrà ritrovarli facilmente consultando in internet qualsiasi motore di ricerca. Iniziamo dal New York Times, che titola “In a Funk, Italy Sings an Aria of Disappointment” tradotto in italiano “In Italia regna un’aria di delusione” mentre il britannico Times scrive “La Dolce Vita diventa amara, mentre l’Italia diventa vecchia e povera.” Non penso ci sia molto da aggiungere, anche perchè personalmente ho letto i due articoli e per quanto, ripeto, mi abbiano profondamente toccata, i dati riportanti non sono purtroppo frutto di mera fantasia. Al di là delle valutazioni tecniche di economisti, sociologi ed esperti vari, vorrei specificare che secondo me non ci troviamo di fronte alla fredda analisi di un bilancio aziendale, bensì di fronte al nostro rapporto con la Madre Patria. Proprio in riferimento a questo vorrei soffermarmi sul commento lasciato qualche giorno fa da GIOCONDO PALMIERI, che da Los Angeles in California scrive “Noi non siamo 60 milioni di abitanti, ma 120 milioni, perchè 60 milioni vivono all’estero.” Sai cosa penso Giocondo, che se l’italia si svuotasse per una generazione di un pò dei suoi abitanti e rientrassero a popolarla una parte dei 6o milioni di italiani all’estero, forse torneremo ad essere veramente il Bel Paese. Prima di lasciarvi la parola chiedendovi di esprimere il vostro punto di vista, vorrei farvi vedere una fotografia che ho scattato ad ottobre a New York, dove ero in visita in occasione della parata del Columbus Day. Premesso che mi piace molto New York per l’energia che riesce a trasmettermi, così come mi piacciono molte cose dell’America, alzando gli occhi al cielo ed ammirando i giochi di luce che scintillavano dalle vette dell’Empire State Building ho pensato di non averlo mai visto così bello!!







