giovedì 27 dicembre 2007
CUORE CARTACEO
Inizio con una piccola confessione: mi siete mancati tutti molto in questi giorni nonostante “l’ammuina” del mio Natale Napoletano. A tale proposito rispondo a IGNAZIO GIUNTA, da Porlamar in Venezuela che mi chiede di spiegare il significato di questa parola. Presto fatto: l’Ammuina, caro Ignazio, per me non è altro che la confusione, intesa in questo caso in senso positivo come una rumorosa allegria. In verità sono tornata a casa ieri, ma ho deciso di dedicarmi per un giorno intero ad una attenta lettura dei vostri commenti, rispondendo per quanto possibile a tutti, cosa che spero riuscirò a fare anche nelle prossime ore. E’ infatti molto importante per me fare in modo che quanto scrivete in questo spazio non resti solo scritto, ma possa poi essere condiviso con me in alcune considerazioni anche personali. Leggendo i vostri commenti, sto provando una gioia immensa nel vedere che avete centrato in pieno quella che io desideravo nel mio intimo, diventasse la “missione” di questo mio progetto: creare un ponte tra me ed i tanti italiani nel mondo, ai quali non sempre (anzi direi quasi mai!) si dedica uno spazio libero di confronto e dialogo diretto. Come ho accennato qualche giorno fa, inizieremo a breve ad occuparci di temi importanti, delle problematiche comuni ai tanti italiani nel mondo, delle esigenze e priorità, senza però abbandonare il lato umano e sentimentale, che a mio parere è ugualmente sentito da tutti voi, anzi tutti NOI! E proprio per rimanere in tema di sentimenti rispondo a PIERINO ROSSI, da Toronto, in Canada che scrive “In queste ricorrenze non posso non ricordare le letterine di Natale, che la nostra maestra ci faceva scrivere a scuola e poi dovevamo nascondere furtivamente sotto il piatto di mio padre e di mio nonno prima che cominciasse il Natale….” Questo tuo ricordo Pierino mi fa pensare che la gioia che sto provando nel sapere che ormai da dieci giorni sono riuscita attraverso lo strumento telematico a ritrovarvi, viene in parte offuscata dal sapere che purtroppo molte persone che mi hanno seguito e voluto bene per anni e che sono diventate nel tempo miei I MIEI AMICI DI PENNA, non avranno modo di essere insieme a noi. Molti di voi sapranno che ho sempre dichiarato di essere “cartacea”, anche se ormai che mi sto lentamente avvicinando alle nuove tecnologie, capisco che una cosa non esclude l’altra. Il mio amore per le lettere è nato da piccola, quando (pensate un pò cosa mi sto ricordando) scrivevo dei brevi racconti che poi vendevo a mia madre per la modica cifra di 100 lire….. erano più o meno gli inizi degli anni ‘70. Ma se è vero che il primo amore non si scorda mai, è pur vero che l’emozione che provo nello scrivere a mano di mio pugno una lettera, è direttamente proporzionale a quella che provo nel riceverla. Proprio per questo motivo, ho iniziato ad avere una corrispondenza amichevole con tanti italiani nel mondo, che a volte mi hanno persino confidato che non scrivevano una lettera da più di quarant’anni. Inutile dirvi che si tratta maggiormente di persone che non hanno dimestichezza con la tecnologia o che non possono permettersi l’acquisto di un computer e che nello scrivermi, hanno superato l’imbarazzo di errori grammaticali, raccontandomi spesso di avere frequentato le scuole fino alla terza elementare, per poi dovere andare a lavorare. Non vi nascondo che leggere queste lettere mi commuove profondamente: lettere scritte su fogli di quaderno con scrittura tremolante, lettere intrise di una poesia difficile da spiegare. Lo sai bene tu Angelina, che ogni settimana, scrivi ed attendi mia corrispondenza. ANGELINA D’ARCO è una giovane Signora di 82 anni. Tra me ed Angelina è nato un amore “a prima lettera”, da quando ha iniziato a scrivermi della sua vita, di quando nel 1954 è emigrata in America, lasciando l’isola dove era nata e cresciuta: Ponza. Ormai Angelina vive nel Bronx, trascorre le sue giornate a casa, esce di rado per andare a messa o sbrigare piccole faccende. Angelina guarda tutto il giorno la televisione e si dedica alla scrittura. In queste ultime settimane Angelina mi ha scritto di essere preoccupata per me, il mio futuro, il mio lavoro… Ho provato a spiegarle che ho creato un mio blog e che sto ricevendo molti contatti, ma Angelina, giustamente, non capisce bene l’importanza di internet, perchè non sa cosa vuol dire questa parola e non ha mai avuto un computer. Badate bene, non sto dicendo che tutte le persone dell’età di Angelina non scrivono e-mail…. anzi!! Però ho pensato di fare una sorpresa a chi come Angelina ha un cuore cartaceo inviando qualche giorno fa un pò di lettere, che spero arrivino al più presto a destinazione, magari riuscirò a fare incontrare “nuovi” e “vecchi” modi di comunicare…… vedremo!! Ed ora due riflessioni importanti: A. MARGARITA MORALES da Igabuè in Colombia, scrive ” Vorrei raccontare che in Colombia tutti stiamo col cuore in gola aspettando che si avvera la liberazione di Clara Rojas, suo figlio Emmanuelle e la Signora Consuelo Gonzales. Sarebbe bellissimo per noi colombiani che abbiamo sofferto da tanto tempo il flagello del sequestro”. Ti ringrazio Margarita per avere condiviso con noi il tuo pensiero e ringrazio anche GIANNI F. da Boston, Stati Uniti, che si rivolge a tutti noi con un messaggio ai genitori di Iole Tassitani ” Vorrei porgere a nome mio e di tutti gli italiani all’estero le nostre sentite condoglianze mandate dal cuore”……. A questo punto non ho niente da aggiungere, ci sono pensieri che si commentano da soli o forse non basterebbero migliaia di pagine per commentarli!!!








